Benazir
Collettivo femminista Verona
venerdì 25 novembre 2011
APPELLO PER ADAMA: UNA STORIA, MOLTE VIOLENZE
Secondo la legge Bossi-Fini Adama è arrivata in Italia illegalmente. Per noi è arrivata in Italia coraggiosamente, per dare ai propri figli rimasti in Senegal una vita più dignitosa. Ha trovato lavoro e una casa tramite lo stesso uomo che prima l’ha aiutata e protetta, diventando il suo compagno, e si è poi trasformato in un aguzzino. Un uomo abile a usare la legge Bossi-Fini come ricatto. Per quattro anni, quest’uomo ha minacciato Adama di denunciarla e farla espellere dal paese se lei non avesse accettato ogni suo arbitrio. Per quattro anni l’ha derubata di parte del suo salario, usando la clandestinità di Adama come arma in suo potere.
Quando Adama ha dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine, l’unica risposta è stata la detenzione nel buco nero di un centro di identificazione e di espulsione nel quale potrebbe restare ancora per mesi. L’avvocato di Adama ha presentato il 16 settembre una richiesta di entrare nel CIE accompagnato da medici e da un interprete, affinché le sue condizioni di salute fossero accertate e la sua denuncia per la violenza subita fosse raccolta. La Prefettura di Bologna ha autorizzato l’ingresso dei medici e dell’interprete il 25 ottobre. È trascorso più di un mese prima che Adama potesse finalmente denunciare il suo aggressore, e non sappiamo quanto tempo occorrerà perché possa riottenere la libertà.
Sappiamo però che ogni giorno è un giorno di troppo. Sappiamo che la violenza che Adama ha subito, come donna e come migrante, riguarda tutte le donne e non è perciò possibile lasciar trascorrere un momento di più. Il CIE è solo l’espressione più feroce e violenta di una legge, la Bossi-Fini, che impone il silenzio e che trasforma donne coraggiose in vittime impotenti.
Noi donne non possiamo tacere mentre Adama sta portando avanti questa battaglia. Per questo facciamo appello a tutti i collettivi, le associazioni, le istituzioni, affinché chiedano la sua immediata liberazione dal CIE e la concessione di un permesso di soggiorno che le consenta di riprendere in mano la propria vita.
Migranda
Associazione Trama di Terre
Per adesioni: migranda2011@gmail.com
Per informazioni e aggiornamenti: www.migranda.org
lunedì 21 novembre 2011
I tre punti G: tre generazioni a confronto
Convegno e messa in scena, organizzato con il collettivo Priscilla, il gruppo Benazir ed altre donne, tenuto all’Università di Verona il 21 maggio 2011.
…dopo un anno di condivisione, a partire dal desiderio che nasce pensando insieme, 30 donne dai 20 ai 75 anni, vi raccontano le loro riflessioni sul sesso, la coppia, il corpo, i figli, la rivoluzione…
Relazioni di: Maria Geneth, Liliana Sannini, Santina Ugolini, Ludmila Bazzoni, Lucia Trevisan, Susanna Morgante, Marianna Gemma Brenzoni, Patrizia Rossari, Daniela Pietta, Laura Bortolotti, Gina Sussa, Loredana Pimazzoni, Beatrice Zenaro, Enrica Trivelli, Silvia Granzotto, Federica Panizzo.
Regia scene teatrali: Mirco Cittadini
Per vedere tutto lo spettacolo vai qui
giovedì 29 aprile 2010
domenica 25 aprile 2010
La nostra autodeterminazione non ha prezzo
Lunedì 26 aprile ore 10.00 in Regione ( Palazzo Ferro Fini ) - Venezia ore 10.00 Manifestazione in occasione del primo consiglio della giunta Zaia. Partenza da Padova, ore 8.15 stazione dei treni
Adesioni on line, Fai sentire la tua voce!
Alle prime dichiarazioni del neogovernatore del Veneto Zaia a proposito del blocco che vorrebbe imporre sulla distribuzione della pillola abortiva RU486 in regione, sono seguite polemiche mediatico-politiche che ancora una volta tentano di rimettere in discussione la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, la 194.
Da quel momento in tutto il Veneto e in altre Regioni, si sono susseguiti i presidi, i sit in, le assemblee di donne per dare una risposta chiara a Zaia: non permetteremo a nessuno di toccare la nostra autodeterminazione e la nostra libertà di scegliere sul nostro corpo.
Quanto dichiarato dal neogovernatore è un evidente scambio di favori con le istituzioni cattoliche che, in campagna elettorale, avevano invitato l’elettorato cattolico a dare la propria preferenza alle liste anti-abortiste. Ma non è solo questo. È anche un’ennesima dichiarazione di intenti in cui l’adesione alla morale bigotta e imperativa della chiesa cattolica riflette le intenzioni nelle scelte politiche di intensificare il rapporto di collaborazione socio-economico tra la Chiesa e la nostra Regione.
Sappiamo bene che da anni i finanziamenti pubblici veneti servono a finanziare l’accesso nelle strutture ospedaliere e nei consultori familiari delle associazione antiaboriste, a finanziare i cosiddetti “assistenti spirituali” (96 preti che, su indicazione del vescovo, vengono parificati agli
infermieri professionali laureati con un costo annuo di oltre 2 milioni di euro), a stanziare un fondo di 9 milioni e mezzo di euro a favore delle famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie private. Quanto espresso da Zaia, dunque, non può essere ridotto ad una boutade post-elettorale e proprio per questo non possiamo lasciar cadere questo sasso scagliato.
Nessuno può dirci, né tantomeno di imporci, cosa è peccato e cosa è virtù, dove e quando nasce la vita, dove e quando muore la nostra libertà.
Ma non ci basta più dichiarare la nostra indignazione, ora vogliamo rilanciare. Se il diritto alla vita è questione etica, ed etica significa istanza da finanziare lautamente, allora noi diciamo che il diritto alla vita è diritto ad una vita libera a degna, è il diritto ad avere casa, consultori, scuola, università, libri, laicità, trasporti, amori, figli desiderati, e tutto ciò che autodetermineremo di volta in volta.
Per info : liberediscegliere@gmail.com
sabato 24 aprile 2010
RU486: UN PÒ DI CHIAREZZA
Nadia Filippini, Noterelle e schermaglie, “Tu partorirai con dolore”, «Belfagor», in pubblicazione a maggio 2010
Il Filo di Arianna ed il Consultorio AIED invitano all’incontro
“RU486: un po’ di chiarezza”
Intervengono:
· Maria Geneth, Filo di Arianna
· Valeria Boschi, Consultorio AIED
· Giovanna Scroccaro, Dipartimento di Farmacia dell’Azienda Ospedaliera e Universitaria Integrata
· Stefano Zaffagnini, Clinica Ginecologica Policlinico G.B.Rossi
L’incontro si terrà presso la Società Letteraria , Piazzetta Scalette Rubiani 1,
lunedì 26 aprile alle 18,30


