lunedì 16 novembre 2009

Noi non siamo complici


Il dossier sulla violenza sulle donne dentro e fuori i CIE

(da femminismo a sud)

NOI NON SIAMO COMPLICI!

Due anni fa siamo scese in piazza a Roma in 200mila per dire che “la violenza maschile contro le donne comincia in famiglia e non ha confini” e che nessun “pacchetto sicurezza” doveva essere varato in nostro nome. Oggi il “pacchetto sicurezza” è in vigore, i respingimenti alle frontiere si sono intensificati, i Centri di permanenza temporanea (Cpt) sono stati trasformati in Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e la detenzione lì è diventata prorogabile fino a sei mesi. La campagna istituzionale e mediatica in sostegno al “pacchetto sicurezza” è stata costruita sull’equazione razzista clandestino=stupratore, ma la realtà è ben diversa: le profughe respinte alle frontiere e rimandate in Libia subiscono stupri e terribili violenze nei campi di concentramento libici finanziati coi soldi italiani e intanto qui, in Italia, le donne migranti quotidianamente subiscono violenze dentro e fuori i Centri di identificazione ed espulsione. Violenze che molto spesso non emergono, poichè le vittime vivono una doppia condizione di ricattabilità – in quanto donne e “irregolari” – mentre i loro aguzzini italiani godono di coperture e connivenze sociali e istituzionali. Quando queste violenze vengono denunciate molto spesso non hanno diritto di cronaca o rimangono relegate in qualche striminzito trafiletto nelle pagine di cronaca locale dei media di regime – che, non per caso, sono anche i principali strumenti delle campagne securitarie, razziste e sessiste. Stessa sorte per gli atti di ribellione e di protesta delle donne migranti. Tali notizie, destinate all'oblio, rendono visibile una realtà ben differente dalle menzogne della retorica razzista e per questo abbiamo deciso di raccoglierne le principali e più recenti in ordine cronologico. Leggendole vi sarà chiaro come in Italia le donne immigrate vengano disumanizzate e come, nei loro confronti, si riattivino quegli stereotipi del colonialismo italiano che, nel Corno d’Africa fra il 1890 e il 1941, hanno legittimato sfruttamento domestico e sessuale, abbandono di figli “meticci” da parte dei padri italiani, stupri e deportazioni. Una disumanizzazione che, oggi, nei Cie raggiunge il suo apice. Ricatti sessuali, molestie, violenze e stupri contro le donne sono, infatti, il “pane quotidiano” in questi universi concentrazionari – per molti aspetti assai simili ai lager – sin dalla loro creazione. Già dal 1999, infatti, con l’apertura dei primi Cpt, oggi Cie, si registrano ricatti sessuali e sopraffazioni razziste e sessiste, come dimostra uno stralcio del dossier sul Cpt milanese di via Corelli,Corelli anno zero del luglio 1999, che riportiamo qui sotto.

2/6 5° ingresso - Riusciamo a vedere diversi detenuti tra cui due donne nigeriane. Entrambe dichiarano di essere in gravidanza ma di non aver potuto fareil test in quanto non avevano il danarocon loro (il costo del test, per loro è di L. 35.000). Chiediamo delucidazioni al capitano della Croce Rossa, il quale sostiene che i test non erano disponibili sino ad oggi. Successivamente apprenderemo che una delle due è risultata positiva al test. Tra le persone incontrate, anche uno straniero con figlio nato in Italia, e per ciò non espellibile. Dalle testimonianze raccolte in questa giornata, come dalle precedenti, emerge una situazione molto poco chiara rispetto alle donne. Quando, prima di uscire, ci avviciniamo alle sbarre, uno degli agenti ci allontana immediatamente. Alcune immigrate chiedono a muso durose il trattamento lororiservato è diverso perché "non ricambiano" come fanno le altre. Non è che l'ultimo di una serie di indizi e di voci che circolano nel campo, riferite ai rapporti tra le detenute ed i gestori del campo. In particolare, già in un colloquio avuto precedentemente, una delle detenute ci racconta in lacrime che quando ha chiesto una scheda telefonica ad un agente questo ha risposto, - riportiamo fedelmente - “va’ a fare un pompino come tutte le altre”.

2008

MAGGIO

Roma, 15 maggio: Alessio Amadio, 39 anni, viene arrestato per aver stuprato, minacciandola con un taglierino, una giovane romena che aveva appena iniziato a fare le pulizie nel call center di cui era titolare la convivente dell’uomo (Fonte: la Repubblica)

GIUGNO

Milano, 5 giugno: Gaetano Calicchio, trent’anni, viene arrestato per lo stupro di una adolescente di 14 anni di origini marocchine. La ragazza, rimasta incinta in seguito alla violenza, deciderà di abortire (Fonte: la Repubblica)

Mantova, 5 giugno: don Walter Mariani, prete cattolico, finisce in un’inchiesta per violenza sessuale e falso ideologico per aver stuprato, nel 2006, tre donne immigrate che erano andate in parrocchia a chiedere un aiuto per ottenere il permesso di soggiorno (Fonti: La Gazzetta di Mantova; Laici.forumcommunity)

LUGLIO

Milano, 10 luglio: nel Cpt di via Corelli Preziosa, una giovane trans brasiliana, viene picchiata a sangue dai poliziotti di guardia e solo grazie alla insistente determinazione delle altre trans recluse, che incominciano a protestare, a tarda ora viene portata in un pronto soccorso. Il giorno successivo lei e un’amica vengono convocate nell’uffi- cio immigrazione del Cpt, dove l’ispettore che la notte precedente ha assistito al pestaggio si scusa, le invita a non denunciare e comunica loro l’immediata scarcerazione, consegnando un decreto di espulsione dall’Italia: entro cinque giorni se ne devono andare. Gli effetti delle violenze sono evidenti: calci, pugni e manganellate sulla testa e su tutto il corpo hanno lasciato dei segni inequivocabili. Preziosa torna a farsi refertare al pronto soccorso, accompagnata da attiviste del Comitato antirazzista milanese e denuncia le ingiurie razziste, gli abusi, le violenze e l’omissione di soccorso da parte del personale della Croce Rossa che, presente nel Cpt, si era rifiutato di chiamare un’ambulanza fino a che la protesta si era allargata a tutte le sezioni ed era emersa all’esterno. Per la denuncia viene accettata la procedura d’urgenza ma a Preziosa non verrà mai concesso, nonostante i ripetuti interrogatori come “parte lesa” il permesso di soggiorno “per motivi di giustizia”. Attualmente il procedimento risulta “insabbiato” (Fonte: Liberazione)

Torregaveta, 19 luglio: Violetta e Cristina Ebrehmovic, due ragazze rom di 12 e 11 anni, annegano in mare e i loro corpi senza vita restano per ore sulla spiaggia del litorale napoletano nell'indifferenza generale dei bagnanti, che continuano a prendere il sole come se nulla fosse (Fonte: il Manifesto)

AGOSTO

Parma, 8 agosto: una prostituta nigeriana viene abbandonata, seminuda e ammanettata, sul pavimento di una cella del comando dei vigili di Parma e fatta fotografare mentre sta piangendo. In quello stesso comando, il settembre seguente, verrà portato il giovane ghanese Emmanuel Bonsu Foster dopo esser stato massacrato di botte ai giardini pubblici dai vigili che lo avevano creduto uno spacciatore (Fonte: il Manifesto)

SETTEMBRE

Questo mese si caratterizza per il moltiplicarsi di ordinanze dei sindaci in tutta Italia, in particolare contro la prostituzione. Gli effetti di queste ordinanze sono veri e propri rastrellamenti, persecuzioni e ricatti sessuali nei confronti di donne e trans. Da lì a pochi mesi l’Italia scoprirà che fra i nove milioni clienti della prostituzione – in strada o di lusso – vi sono anche politici, alti esponenti istituzionali, preti e altri personaggi di spicco che del familismo e del moralismo hanno fatto il loro cavallo di battaglia propagandistico… diurno!

Milano, 24 settembre: quattro agenti della Polizia locale di Milano vengono condannati in primo grado a pene comprese fra i 3 anni e gli 8 mesi per i reati (a vario titolo) di calunnia, falso in atto pubblica, abuso d'ufficio, violenza privata e ingiurie. Costoro, nel marzo 2004, durante un pattugliamento in borghese avevano fermato nel piazzale della stazione centrale una donna ucraina per poi insultarla, schiaffeggiarla e portarla al comando multando- la e denunciandola per vendita abusiva. La donna, in realtà, si trovava là per accompagnare la zia in partenza (Fonte: il Corriere)

OTTOBRE

Roma, 3 ottobre: Amina Sheikh Said, cinquantunenne di origini somale e con cittadinanza italiana, denuncia un episodio capitatole a fine luglio all'aeroporto di Ciampino: sarebbe stata umiliata, maltrattata, oltraggiata e tenuta nuda per ore con l'accusa di traffico di clandestini, rapimento di bambini e traffico di stupefacenti (Fonte: il Manifesto)

Bari, 10 ottobre: Loveth James, donna nigeriana di 24 anni, viene investita mortalmente da un automobilista, mentre corre per sfuggire ad una retata poliziesca contro la prostituzione. Un'altra ragazza straniera, al medesimo svincolo della tangenziale per San Giorgio, era morta tre anni prima travolta da un furgone mentre tentava di sottrarsi ad un controllo della polizia (Fonte: la Repubblica)

Varese, 13 ottobre: una ragazzina di origine marocchine viene picchiata sul bus da un gruppo di coetanei perché si era seduta in un posto “per italiani” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

NOVEMBRE

Cagliari, 11 novembre: una giovane romena denuncia di non riuscire a trovare una stanza in affitto a causa della sua nazionalità (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

Roma, 21 novembre: condannati Giorgio Campanari e Stefano Fortini, agenti della Polfer che per anni, in questura, hanno costretto a rapporti sessuali prostitute migranti. In cambio avrebbero chiuso un occhio sulla loro “clandestinità” (Fonte: Osservatorio sulla repressione)

Milano, 27 novembre: Agostino Ardigò, pensionato italiano, viene arrestato con l’accusa di aver comprato in Mozambico una donna di 27 anni e di averla tenuta sequestrata in casa propria per otto mesi, violentandola ripetu- tamente, costringendola a rapporti sadomaso e a prostituirsi. (Fonte: il Corriere)

2009

GENNAIO

Novara, 9 gennaio: un industriale, proprietario di due ditte di abbigliamento e sartoria nel novarese, viene indagato per il caso di 50 finte assunzioni di transessuali come operaie nelle sue “fabbrichette”. Per ciascuna pratica il guadagno era cospicuo: 50 euro per ogni busta paga, 200 euro per il contratto di soggiorno e 150 per la dichiarazione di assunzione. Si calcola che i profitti sulla pelle delle trans per questo imprenditore abbiano raggiunto i 20mila euro nel giro di sei mesi. Nel maggio 2009, a Milano, verrà poi arrestato un affermato commercialista ultrasettantenne – cognato del banchiere Michele Sindona, e terminale finanziario degli interessi della ’ndrangheta in Lombardia, Svizzera e Lussemburgo – che aveva organizzato un incredibile mercato di documenti falsi – contratti, buste paga, lettere di assunzione – arricchendosi sulla pelle di 4-5mila immigrati/e vittime delle leggi razziste (Fonte: il Giornale)

Ascoli Piceno, 19 gennaio: una donna cinese di 43 anni muore mentre cerca di sfuggire a un controllo dei documenti di soggiorno da parte della polizia. Nel tentativo di fuga era salita sul tetto della fabbrica in cui lavorava in nero ma il tetto, di eternit, era crollato facen- dola precipitare per sette metri (Fonte: Informa-azione)

FEBBRAIO

Lampedusa, 1-2 febbraio: nella notte, nella base Loran di Lampedusa, dove sono detenute un centinaio di donne migranti, scoppia un incendio. Le migranti avevano già denunciato le pessime condizioni di vita nella base, tra l'altro sprovvista di certificati di agibilità e antiincendio. Le detenute cominciano uno sciopero della fame (Fonte: Collettivo comunista di via Efeso)

Bolsena, 1 febbraio: un barista italiano viene arrestato per aver aggredito e stuprato la ex convivente di origine cilena (Fonte: Osservatorio sul razzi- smo in Italia)

Alcamo, 12 febbraio: una giovane romena di 21 anni viene ripetutamente violentata e costretta a prostituirsi da tre connazionali e un italiano, Vincenzo Di Franco (Fonte: la Repubblica)

Sesto San Giovanni, 16 febbraio: una donna ucraina di 36 anni, in risposta ad un annuncio, si reca ad un colloquio per essere assunta come badante. Una volta nell'appartamento viene però violentata dal presunto datore di lavoro, un camionista italiano di 52 anni, di cui i giornali forniscono solo le iniziali, A. M. (Fonte: il Corriere)

Torino, 20 febbraio: proteste nel Cie di Corso Brunelleschi dopo che una donna, venuta a portare un pacco a migranti detenute/i, viene allontanata in malo modo dalle guardie (Fonte: Macerie)

MARZO

Bari, 21 marzo: Joy Johnson, giovane nigeriana di 24 anni sprovvista di permesso di soggiorno, muore di tubercolosi polmonare avanzata. Non si era fatta visitare in ospedale per paura di essere espulsa anziché curata (Fonte: la Repubblica)

Napoli, 31 marzo: all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli i medici denunciano una donna della Costa d’Avorio, Kante, che vi si era recata per partorire. Diventa, così, operativo prima ancora di essere legge (in attesa di essere approvato alla camera) l’articolo contenuto nel pacchetto sicurezza che prevede la cancellazione della norma che impone al personale sanitario di non denunciare i/le migranti privi/e di permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture pubbliche (Fonte: Coordinamento migranti)

APRILE

Piedimonte Matese, 30 marzo-1 aprile: Antonio Maio, 50 anni, e i suoi due figli, Vincenzo e Graziano (32 e 34 anni), vengono arrestati con l'accusa di stupro di gruppo ai danni di una ventunenne ucraina (Fonte: Alto casertano)

Conegliano Veneto, 8 aprile: una ventenne di origine nigeriana, su segnalazione di un medico, viene prelevata dalla polizia al Pronto Soccorso dell’ospedale di Conegliano, condotta al commissariato e arrestata. Al processo per direttissima ha avuto l’intimazione a lasciare il territorio italiano. La notizia appare sui giornali il 13 aprile (Fonte: Melting Pot Europa)

Torino, 15 aprile: una ragazza italo-somala viene aggredita alla fermata dell’autobus in piazza Carducci da un sessantenne italiano che prima la investe con insulti razzisti e poi la picchia con il suo bastone da passeggio (Fonte: la Repubblica)

Provincia di Bologna, 20 aprile: un uomo italiano ha ripetutamente stuprato, massacrato di botte fino a spaccarle i denti, minacciato di cospargerla di benzina e darle fuoco se lo lasciava e infine fatto abortire a suon di calci e pugni, la sua convivente, una giovane donna polacca (Fonte: Marginalia)

MAGGIO

Bologna, 4 maggio: una ragazza di origine tunisina, Raya, viene picchiata nell’infermeria del Cie di via Mattei. Raya racconta di essere stata picchiata da un poliziotto in borghese e lasciata svenuta nel locale, per poi essere riportata nelle camerate del centro (Fonte: Scheggia)

Roma, 7-8 maggio: nella notte, una donna tunisina, Mabruka Mimuni, si suicida nel Cie di Ponte Galeria a Roma impiccandosi con un maglione. In Italia da molti anni, sarebbe stata espulsa l'indomani. Il suo corpo è ritrovato dalla sua compagna di cella, alle sei del mattino. Tutte le detenute cominciano uno sciopero della fame che si estende anche al settore degli uomini (Fonte: Marginalia)

Vicenza, 8 maggio: un italiano di 60 anni malmena una quarantaseienne marocchina perché ha il volto coperto da una mascherina sanitaria per motivi di salute. La donna, dimessa dall'ospedale con una prognosi di trenta giorni per denti rotti e contusioni varie, denuncia il suo aggressore che viene arrestato (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

GIUGNO

Mese di panico tra le donne che lavorano come colf e come “badanti” nelle case italiane: con l’approssimarsi dell’approvazione del DdLsulla “sicurezza”, infatti, 600mila tra colf e badanti rischiano l’espulsione e pene pecuniarie consistenti.

Roma, 6 giugno: una giovane donna romena di 24 anni, prostituta, viene sgozzata in un albergo da un suo cliente abituale italiano, Massimo Romagnoli, di 25 anni (Fonte: il Corriere)

Bari, 10 giugno:Vira Orlova, 39 anni, originaria dell’Ucraina, badante a Bari, muore per un’emorragia in seguito ad un aborto spontaneo. La donna non si era recata al pronto soccorso per paura di essere denunciata in quanto priva di permesso di soggiorno (Fonte: Storie Migranti)

Milano, 15 giugno: due finanzieri di 25 e 30 anni, durante un controllo di servizio costringono ad un rapporto orale una prostituta ventenne di origini romene (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

LUGLIO

Milano, 7 luglio: il Tribunale civile accoglie il ricorso di una donna ecuadoregna contro il Comune di Milano che non vuole accettare l’iscrizione di suo figlio alle scuole estive in quanto la madre è priva del permesso di soggiorno. La donna vincerà il ricorso ma il Comune le chiederà anche il pagamento dei giorni in cui il figlio non ha potuto frequentare il Centro estivo in attesa del ricorso (Fonte: Proletari@)

Torino, 23 luglio: una donna nigeriana viene aggredita, presa a sassate e insultata in un giardinetto da un gruppo di anziani italiani, dopo che il suo bambino con problemi di autismo aveva tirato una pietra verso il gruppo. “Porta quel bastardo di tuo figlio in manico- mio” e “Torna al tuo paese” le frasi che le sono state rivolte (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

AGOSTO

Ponte San Pietro, 7 agosto: Fatima, una ventisettenne originaria del Marocco, si suicida gettandosi nel fiume Brembo, nel bergamasco, perché terrorizzata dalla condizione di “clandestina” in cui l’ha gettata il DdL sulla “sicurezza” (Fonte: Il Manifesto)

Milano, 21/28 agosto: durante una delle prime udienze del processo ai 14 detenuti del Cie di via Corelli per la rivolta del 13 agosto, all’arrivo dell’ispettore-capo del Cie, Vittorio Addesso, due delle cinque donne arrestate, di origine nigeriana, Joy ed Hellen, ricordano come, all’inizio di agosto, costui sia entrato di notte nella loro stanza e si sia gettato addosso a Joy palpeggiandola. Nei giorni precedenti l’ispettore le aveva proposto la libertà in cambio di un rapporto sessuale; sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona (Fonte: Macerie)

OTTOBRE

Genova, 23 ottobre: Giuseppe Comparone, direttore del carcere femminile di Genova Pontedecimo, viene sospeso per aver abusato sessualmente di una detenuta marocchina (Fonte: il Corriere)

Bologna, 28 novembre: una giovane donna proveniente dalla Costa D'Avorio, Salmata Bamba, viene portata su due piedi nel Cie di via Mattei dopo esser stata arrestata in questura dove si era recata per ultimare le pratiche di regolarizzazione (Fonte: Marginalia)

NOVEMBRE

Roma, 3 novembre: viene arrestato un tecnico radiologo che, spacciandosi per medico, violentava le pazienti dopo averle narcotizzate. Fra le sue vittime, almeno due donne migranti, una di origine ucraina e una albanese. Sarà la denuncia di quest’ultima a determinarne l’arresto (Fonte: il Messaggero)

Da quattro mesi due donne, una russa ed una brasiliana sposata con un italiano, sono rinchiuse nel Cie milanese di via Corelli. Come tante altre detenute, attirano le attenzioni sessuali dell'ispettore capo Vittorio Addesso, attenzioni che le due donne rifiutano, ripetutamente. Ecco perchè, ci dicono, l'ispettore non fa che trattenerle, rinnovando loro la detenzione: "Vi terrò qui tutti i sei mesi", dice Addesso. La donna brasiliana, che sta ancora aspettando l'arrivo dei documenti dall'ambasciata, qualche settimana fa, al colmo della disperazione, si è cosparsa di benzina e ha tentato di darsi fuoco.

La violenza razzista contro donne e uomini migranti trova spesso connivenze e complicità anche fra le donne italiane, come dimostrano alcuni fatti che riportiamo:

Ponticelli, 10 maggio 2008: Flora Martinelli, napoletana di 27 anni, accusa ingiustamente una donna rom di aver cercato di rapire la sua bambina. Nell’arco di pochi giorni la popolazione locale assalta e incendia cinque campi rom. Di lì a breve si scopriranno gli interessi della camorra nelle zone in cui si trovano i campi rom incendiati (Fonte: il Manifesto)

Torino, 24 novembre: Elena Cavallo viene condannata per aver ripetutamente aggredito e insultato, a partire dal 2005, una donna di origine marocchine, urlandole frasi del tipo “Sei una sporca negra. Bisognerebe tornare ai tempi di Hitler ...” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

Udine, 23 settembre: una donna originaria del Congo, fuori dalla scuola frequentata dai figli, viene insultata e picchiata a calci e pugni da tre italiane per un parcheggio maldestro, con frasi tipo “Brutta negra torna in Africa” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

NOI NON SIAMO COMPLICI!

noinonsiamocomplici.noblogs.org

mercoledì 11 novembre 2009

Non importa..

L’omofobia e’ una malattia dalla quale si può guarire” è una delle frasi ad effetto della nuova campagna contro l'omofobia promossa dal Ministero delle Pari Opportunità. E' proprio di questi giorni l'uscita del nuovo spot televisivo dal titolo “Rifiuta l'omofobia, non essere tu quello diverso”.

L'intento generale pare essere quello di promuovere una cultura non omofobica e tollerante. Ma in realtà lo spot ci sembra l'ennesima riprova della politica di questo governo fatta di immagini e frasi ad effetto ma con poca sostanza e prive di un'effetiva messa in pratica. Inoltre se andiamo ad analizzare i contenuti proposti in questo video notiamo un uso del concetto di “diverso” che solleva alcune problematiche. Lo spot ci suggerisce che “nella vita certe differenze non devono contare” come dire da una parte tu omosessuale nascondi la tua sessualità, d'altra a te eterosessuale non ti deve interessare l'orientamento sessuale della persona che hai davanti. Pare che il concetto di uguaglianza debba implicare un annullamento delle differenze viste sempre come negative. D'altra parte lo spot è ambientato in una situazione di emergenza nella quale le persone coinvolte vittime di un incidente hanno bisogno di assistenza medica. In questa situazione di certo non ti interessano le tendenze sessuale di chi eventualmente ti salva la vita proprio perchè devi usufruire di un servizio o competenza. Ma inserite/i nella reale relazione con un'altra persona quella crocetta sul “non importa”ha delle ripercussioni. Perchè non arricchirci attraverso i racconti di una persona che ha esperienze diverse dalle mie?Perchè nascondere le differenze?

Anche nell'ultimo slogan “non essere tu quello diverso”(non interessarti alla diversità) emerge una concezione della differenza come un qualcosa di esclusivamente negativo da cui fuggire.

Come a suggerire allo spettatore che se vuole essere (o rimanere) normale non solo non deve esprimere la sua omofobia ma nemmeno interessarsi all'orientamento sessuale di chi gli sta intorno.

Insomma, se la normalità prima era l'essere eterosessuali ora è l'essere totalmente indifferenti.

Resta il fatto che in questo paese gli omosessuali e transessuali vengono discriminati sia nella vita quotidiana che a livello legislativo ed istituzionale.

E' evidente che in Italia c'è una grande differenza tra il portare il 42/43 di scarpe e l'essere etero o omosessuali,no?


http://www.youtube.com/watch?v=tJuY9UTcluY&feature=popular


Marti e Lu

da pagina/13 del 12/11/2009

http://pagina3dici.blogspot.com/



venerdì 30 ottobre 2009

Ma chi va con le trans?

di Porpora Marcasciano (da Il Manifesto)

Da quattro giorni il telefono del MIT (Movimento Identità Transessuale) squilla in continuazione. Giornali e televisioni nazionali e locali continuano a chiedere informazioni, confidenze, dichiarazioni sul caso Marrazzo.

L’Italietta del gossip, quella piccina piccina impregnata di moralismo e molto poco di moralità ha bisogno di sbranare qualcuno. E la “bassa politica” che di quella italietta è prodotto e soprattutto produttrice, si scatena.

Il paese degli ipocriti, quello del “si fa ma non si dice” sembra scoprire l’acqua calda, si scandalizza, si incuriosisce, si incazza perché quel politico compra prestazioni sessuali con i nostri soldi, ma soprattutto le compra dalle transessuali…que l’horreur!

Perché è su questo che si è puntata l’affaire Marrazzo, sul fatto che lui abbia tradito non solo il popolo ma soprattutto i suoi valori, anzi per essere più precisi il suo valore assoluto e cioè l’essere maschio! Nell’immaginario collettivo colui che va con una trans, va con una “non donna” deludendo, tradendo, rompendo quel patto sociale che nel privato pochi, anzi pochissimi, riescono a osservare alla lettera ed è proprio una questione di lettera, perché una A oppure una O fanno la differenza.

Ho preferito non andare in nessuna trasmissione televisiva, troppe urla, poco ascolto e soprattutto perché interessava poco il mio sguardo sul fenomeno, mi si chiedeva invece, sempre e comunque, di raccontare la mia storia, esattamente come al Grande Fratello.

Se ci fossi andata e mi avessero lasciato lo spazio mi sarebbe piaciuto rivolgere agli italiani la seguente domanda: di chi sono tutte quelle macchine che di sera, e non solo, si aggirano nelle strade in cerca di acquisti? Chi consulta le migliaia di annunci che ogni giorno compaiono su giornali e siti? Chi sono i clienti?

Basterebbe un veloce sondaggio per scoprire che gli italiani alla domanda in blocco rispondono sicuramente non mio figlio, ne mio padre, ne mio marito, ne il mio fidanzato!

E da dove e da chi arriva la richiesta visto che è proprio e solo quella che stimola l’offerta? Domanda lecita, perchè alla storia delle caramelle non ci crede più nessuno!

Nonostante il consistente giro di vite del famoso Pacchetto Sicurezza, la prostituzione, lungi dall’essere eliminata, si è trasformata, si è spostata e ricollocata, aumentando il suo volume invece di diminuire.

Quella transessuale resta fiorente a riprova che esiste una consistente domanda che ne la morale, ne la legge, ne le regole possono intaccare perché essa corrisponde al desiderio e, ci piaccia o no, il desiderio nella nostra società diventa consumo!

Ci si scandalizza che una trans brasiliana si prostituisca? E cos’altro potrebbe fare in un mondo in cui tutte le altre porte sono chiuse?

Voglio essere più provocatoria e chiedere cosa potrebbe fare una trans con una ottava di seno, labbra provocanti, glutei straripanti? La bidella, la badante o magari la lavavetri? Se ha costruito il suo corpo per essere una bomba di sesso e per vendere prestazioni sessuali, forse, liberi dal pregiudizio, dovremmo riconoscere quell’aspirazione come legittima piuttosto che stabilire dove e come dovrebbe collocarsi!

Ma in Italia un riconoscimento di questo tipo è pura utopia! Come pura utopia sembrano essere diventati i diritti civili e la dignità delle persone transessuali, in un paese che risulta essere al primo posto nel mondo per omicidi transfobici, ma quella è un’altra storia, perché all’Italietta non interessa, vuole sapere piuttosto cosa ha trovato in loro Marrazzo o Lapo Elkan….indovina indovinello?

Chiaramente Lapo e Marry e solo loro, sicuramente non mio marito, mio figlio, mio padre ecc’etero ecc’etero!

Sarebbe stata la stessa domanda, magari articolata meglio, che avrei voluto porre a Ida Dominijanni lunedi sera all’Infedele di Lerner quando ha dichiarato che un (sottolineo il maschile) transessuale è un uomo che si maschera da donna. Per tutte/i noi non è stato bello. Diciamo che da lei ci si sarebbe aspettato altro.

Può darsi che il femminismo della differenza faccia chiudere gli occhi su quello che non è donna, ma sinceramente non credo si tratti di una maschera, piuttosto del contrario. Come dire che i neri sono bianchi un po’ abbronzati perché si parte comunque da un modello.

Il mondo transessuale/transgender lo scorso anno si è riunito in un importantissimo seminario di tre giorni nella campagna toscana per approfondire la questione dell’identità, quella della costruzione di senso in un mondo il cui senso è quello vetero/patriarcale e la delicata questione delle parole che ci nominano, perché in un mondo che ti annulla è difficile trovare le parole per dirsi, raccontarsi, ribadire all’italietta ipocrita che prima di essere mostri siamo favolose, oltre ad essere prostitute siamo anche altro e soprattutto che siamo persone portatrici di diritti e degne/i di rispetto.Marrazzo si ritirerà in un convento, ma noi restiamo su questa terra perchè qui vogliamo vivere e viverci bene!

Porpora Marcasciano

martedì 27 ottobre 2009

CONSUMATE/I DAL CONSUMO

L’etica della responsabilità
nell’economia
e nell’informazione

7 novembre 2009 -ore 9.30

presso la Società Letteraria
Piazzetta Scalette Rubiani 1 - 37121 Verona


Programma

Ore 9.30 Perché questo convegno, perché questi temi
Maria Geneth presidente del Filo di Arianna

ore 10.00 Le domande del presente, le risposte delle femministe
Manuela Fraire, psicoanalista

ore 11.00 Riflessioni di giovani donne
Olivia Guaraldo, filosofa Università di Verona

ore 11.20 Ludmila Bazzoni, gruppo Benazir

ore 11.40 “Ingiustizie individuali/impoverimento collettivo”
Luisa Rosti, economista, Università di Pavia

Pausa pranzo

ore 14.30 “L’impegno personale per una economia
che non trascuri l’etica”
Enrico Milano presidente di Banca ETICA

ore 15.00 “L’impresa etica, l’esperienza veronese”
Maria Teresa Giacomazzi, MAG

ore 15.30 “L’etica nell’informazione”
Ritanna Armeni, giornalista

ore 16.15 Alessia Rotta, giornalista
ore 16.40 Discussione

ore 18.00 Chiusura e una discussione su questi temi,



Il Filo di Arianna

associazione culturale femminista a Verona

c/o Società Letteraria
Piazzetta Scalette Rubiani 1 - 37121 Verona
tel. 045 595949
www.filodiariannaverona.it - segreteria@filodiariannaverona.it

martedì 26 maggio 2009

Boicotta Lactacyd

Segnaliamo questo video in "risposta" alla pubblicità Lactacyd la quale sfruttava per l'ennesima volta il corpo delle donne per favorire le ronde cittadine(clicca qui per vedere la pubblicità originale).
Diciamo basta con questa strumentalizzazione, basta con questa deriva securitaria. No al razzismo. No al sessismo.

Dall'onda anomala di Venezia questo video...Boicotta Lactacyd!

venerdì 8 maggio 2009

Convegno: vita e pensiero di Carla Lonzi

Padova sabato 23 maggio 2009

ore 15.30-20.00

Palazzo Moroni - Sala Paladin

“Da questo mio centro,

non mi muove più nessuno”

Ripensare la politica delle donne.

Alla radice della differenza:

la vita e il pensiero di Carla Lonzi.


PROGRAMMA

Presentazione di Fiorella Grigio – Centro Pandora


Proiezione del video "Alzare il cielo.Ritratto di Carla Lonzi"

Maria Luisa Boccia (docente di filosofia, Univ. di Siena)

“La relazione a fondamento della politica”

Manuela Fraire (psicanalista, Roma)


“Autocoscienza e differenza”

Dibattito

giovedì 30 aprile 2009

Nicola è ognuno di noi...

1 maggio 2009: Nicola è ognuno di noi


NICOLA E' OGNUNO DI NOI - MANIFESTAZIONE

Alle cittadine e ai cittadini veronesi, alle ragazze
e ai ragazzi, alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini che
conoscono bene parole come intolleranza e razzismo, alle tante realtà
formali ed informali: ritroviamoci in piazza a manifestare contro la
violenza fascista che un anno fa ha stroncato la vita di Nicola Tommasoli

PER NON DIMENTICARE
VERONA - VENERDI' 1 MAGGIO 2009
Piazza Santa Toscana Verona - ore 14.00 (quartiere Veronetta, vicino alla stazione di Porta Vescovo)
Partenza corteo ore 15.00 - Arrivo in piazzetta Nicola Tommasoli (Porta Leoni)

http://verona17maggio.noblogs.org




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