<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521</id><updated>2012-01-29T10:49:35.949-08:00</updated><category term='Letture'/><category term='libri_buone pagine'/><category term='Storie Benazir'/><category term='documento'/><category term='iniziative'/><category term='i tre punti G: tre generazioni a confronto'/><category term='Pdl3'/><category term='prevenzione'/><category term='articoli'/><title type='text'>Benazir</title><subtitle type='html'>Collettivo femminista Verona</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>99</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1484551860351658620</id><published>2011-11-25T07:08:00.000-08:00</published><updated>2011-11-25T07:16:36.820-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>APPELLO PER ADAMA: UNA STORIA, MOLTE VIOLENZE</title><content type='html'>Adama è una donna e una migrante. Mentre scriviamo, Adama è rinchiusa nel CIE di Bologna. È rinchiusa in via Mattei dal 26 agosto, quando ha chiamato i carabinieri di Forlì dopo essere stata derubata, picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno. Le istituzioni hanno risposto alla sua richiesta di aiuto con la detenzione amministrativa riservata ai migranti che non hanno un regolare permesso di soggiorno. La sua storia non ha avuto alcuna importanza per loro. La sua storia – che racconta di una doppia violenza subita come donna e come migrante – ha molta importanza per noi.&lt;br /&gt;Secondo la legge Bossi-Fini Adama è arrivata in Italia illegalmente. Per noi è arrivata in Italia coraggiosamente, per dare ai propri figli rimasti in Senegal una vita più dignitosa. Ha trovato lavoro e una casa tramite lo stesso uomo che prima l’ha aiutata e protetta, diventando il suo compagno, e si è poi trasformato in un aguzzino. Un uomo abile a usare la legge Bossi-Fini come ricatto. Per quattro anni, quest’uomo ha minacciato Adama di denunciarla e farla espellere dal paese se lei non avesse accettato ogni suo arbitrio. Per quattro anni l’ha derubata di parte del suo salario, usando la clandestinità di Adama come arma in suo potere.&lt;br /&gt;Quando Adama ha dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine, l’unica risposta è stata la detenzione nel buco nero di un centro di identificazione e di espulsione nel quale potrebbe restare ancora per mesi. L’avvocato di Adama ha presentato il 16 settembre una richiesta di entrare nel CIE accompagnato da medici e da un interprete, affinché le sue condizioni di salute fossero accertate e la sua denuncia per la violenza subita fosse raccolta. La Prefettura di Bologna ha autorizzato l’ingresso dei medici e dell’interprete il 25 ottobre. È trascorso più di un mese prima che Adama potesse finalmente denunciare il suo aggressore, e non sappiamo quanto tempo occorrerà perché possa riottenere la libertà.&lt;br /&gt;Sappiamo però che ogni giorno è un giorno di troppo. Sappiamo che la violenza che Adama ha subito, come donna e come migrante, riguarda tutte le donne e non è perciò possibile lasciar trascorrere un momento di più. Il CIE è solo l’espressione più feroce e violenta di una legge, la Bossi-Fini, che impone il silenzio e che trasforma donne coraggiose in vittime impotenti. &lt;br /&gt;Noi donne non possiamo tacere mentre Adama sta portando avanti questa battaglia. Per questo facciamo appello a tutti i collettivi, le associazioni, le istituzioni, affinché chiedano la sua immediata liberazione dal CIE e la concessione di un permesso di soggiorno che le consenta di riprendere in mano la propria vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migranda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Trama di Terre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per adesioni: migranda2011@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni e aggiornamenti: www.migranda.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1484551860351658620?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1484551860351658620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1484551860351658620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1484551860351658620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1484551860351658620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2011/11/appello-per-adama-una-storia-molte.html' title='APPELLO PER ADAMA: UNA STORIA, MOLTE VIOLENZE'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-9058099618056837811</id><published>2011-11-21T09:12:00.000-08:00</published><updated>2011-11-21T09:19:16.479-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='i tre punti G: tre generazioni a confronto'/><title type='text'>I tre punti G: tre generazioni a confronto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4df268133e7e0554" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v9.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4df268133e7e0554%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331340054%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D104EA5F9A077A3B0C4FB50B52E1E3ECC6B870FA7.6FFDFA9692172CF622E58B151B29F173E4806C91%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4df268133e7e0554%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_C7Pj3xdJkpoLC-gCamDfcov6-Q&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v9.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D4df268133e7e0554%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331340054%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D104EA5F9A077A3B0C4FB50B52E1E3ECC6B870FA7.6FFDFA9692172CF622E58B151B29F173E4806C91%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D4df268133e7e0554%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_C7Pj3xdJkpoLC-gCamDfcov6-Q&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);   line-height: 24px; font-family:Tahoma, Arial, 'sans serif', Georgia, 'Bitstream Charter';font-size:14px;"&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;Convegno e messa in scena, organizzato con il collettivo Priscilla, il gruppo Benazir ed altre donne, tenuto all’Università di Verona il &lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; 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  line-height: 24px; font-family:Tahoma, Arial, 'sans serif', Georgia, 'Bitstream Charter';font-size:14px;"&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-9058099618056837811?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/9058099618056837811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=9058099618056837811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9058099618056837811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9058099618056837811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2011/11/i-tre-punti-g-tre-generazioni-confronto.html' title='I tre punti G: tre generazioni a confronto'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7055218050496058204</id><published>2010-04-29T05:57:00.001-07:00</published><updated>2010-04-29T05:59:29.316-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Ciclo di incontri sul Corpo delle donne</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/S9mCSfKJaaI/AAAAAAAAA9s/IxH4v4oaxuI/s1600/corpo+donne.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;strong&gt;La nostra autodeterminazione non ha prezzo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lunedì &lt;strong&gt;26 aprile ore 10.00 in Regione&lt;/strong&gt; ( Palazzo Ferro Fini ) - &lt;strong&gt;Venezia ore 10.00 Manifestazione&lt;/strong&gt; in occasione del primo consiglio della giunta Zaia. Partenza da Padova, ore 8.15 stazione dei treni &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.petizionionline.it/petizione/il-26-aprile-ci-saremo-tutte/1086"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a target="_blank"&gt;Adesioni on line, Fai sentire la tua voce!&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Alle prime dichiarazioni del neogovernatore del Veneto Zaia a proposito del blocco che vorrebbe imporre sulla distribuzione della pillola abortiva RU486 in regione, sono seguite polemiche mediatico-politiche che ancora una volta tentano di rimettere in discussione la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, la 194. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Da quel momento in tutto il Veneto e in altre Regioni, si sono susseguiti i presidi, i sit in, le assemblee di donne per dare una risposta chiara a Zaia: non permetteremo a nessuno di toccare la nostra autodeterminazione e la nostra libertà di scegliere sul nostro corpo.&lt;br /&gt;Quanto dichiarato dal neogovernatore è un evidente scambio di favori con le istituzioni cattoliche che, in campagna elettorale, avevano invitato l’elettorato cattolico a dare la propria preferenza alle liste anti-abortiste. Ma non è solo questo. È anche un’ennesima dichiarazione di intenti in cui l’adesione alla morale bigotta e imperativa della chiesa cattolica riflette le intenzioni nelle scelte politiche di intensificare il rapporto di collaborazione socio-economico tra la Chiesa e la nostra Regione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sappiamo bene che da anni i finanziamenti pubblici veneti servono a finanziare l’accesso nelle strutture ospedaliere e nei consultori familiari delle associazione antiaboriste, a finanziare i cosiddetti “assistenti spirituali” (96 preti che, su indicazione del vescovo, vengono parificati agli&lt;br /&gt;infermieri professionali laureati con un costo annuo di oltre 2 milioni di euro), a stanziare un fondo di 9 milioni e mezzo di euro a favore delle  famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie private. Quanto espresso da Zaia, dunque, non può essere ridotto ad una boutade post-elettorale e proprio per questo non possiamo lasciar cadere questo sasso scagliato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Nessuno può dirci, né tantomeno di imporci, cosa è peccato e cosa è virtù, dove e quando nasce la vita, dove e quando muore la nostra libertà.&lt;br /&gt; Ma non ci basta più dichiarare la nostra indignazione, ora vogliamo rilanciare. Se il diritto alla vita è questione etica, ed etica significa istanza da finanziare lautamente, allora noi diciamo che il diritto alla vita è diritto ad una vita libera a degna, è il diritto ad avere casa, consultori, scuola, università, libri, laicità, trasporti, amori, figli desiderati, e tutto ciò che autodetermineremo di volta in volta. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;Per info : liberediscegliere@gmail.com&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7334593235934016872?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7334593235934016872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7334593235934016872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7334593235934016872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7334593235934016872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2010/04/la-nostra-autodeterminazione-non-ha.html' title='La nostra autodeterminazione non ha prezzo'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-846767901702666513</id><published>2010-04-24T10:34:00.000-07:00</published><updated>2010-04-24T10:36:07.242-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>RU486: UN PÒ DI CHIAREZZA</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“…il lungo e tormentato percorso che ha accompagnato la sua (dell’RU486, ndr) sperimentazione clinica, la commercializzazione&lt;wbr&gt;, nonché le draconiane condizioni con le quali ne è stata sancita l’introduzione, sono un esempio emblematico di una direzione politica del nostro paese che riguarda non solo le politiche di controllo del corpo femminile, ma altre questioni altrettanto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;cruciali: quelle dell’autonomia della scienza e dello stato rispetto alla chiesa. Temi tutt’altro che secondari in un orizzonte contraddistinto da sempre nuove scoperte nel campo delle biotecnologie, che amplificano le questioni e gli interrogativi in quello della bioetica. Gli antecedenti della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, come il caso Englaro, con l’enfasi mediatica che l’ha accompagnato, ne sono un esempio evidente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;   &lt;div&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nadia Filippini, Noterelle e schermaglie, “Tu partorirai con dolore”, «Belfagor», in pubblicazione a maggio 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Il Filo di Arianna ed il Consultorio AIED invitano all’incontro&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" class="ecxecxMsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;“&lt;b&gt;RU486: un po’ di chiarezza&lt;/b&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Intervengono:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoListParagraphCxSpFirst"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span&gt;·&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Maria Geneth, Filo di Arianna&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoListParagraphCxSpMiddle"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span&gt;·&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Valeria Boschi, Consultorio AIED&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoListParagraphCxSpMiddle"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span&gt;·&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Giovanna Scroccaro, Dipartimento di Farmacia dell’Azienda Ospedaliera e Universitaria Integrata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoListParagraphCxSpLast"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span&gt;·&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Stefano Zaffagnini, Clinica Ginecologica Policlinico G.B.Rossi &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="ecxecxMsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;L’incontro si terrà presso la Società Letteraria , Piazzetta Scalette Rubiani 1,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" class="ecxecxMsoNormal" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;lunedì 26 aprile alle 18,30&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-846767901702666513?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/846767901702666513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=846767901702666513' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/846767901702666513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/846767901702666513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2010/04/ru486-un-po-di-chiarezza.html' title='RU486: UN PÒ DI CHIAREZZA'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4944772796334176096</id><published>2010-04-24T10:20:00.000-07:00</published><updated>2010-04-24T10:55:12.344-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Un cannone nel cortile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/S9MutPH1uDI/AAAAAAAAA9k/6w2CmlC6eyo/s1600/fabrizio2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/S9MutPH1uDI/AAAAAAAAA9k/6w2CmlC6eyo/s400/fabrizio2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463762127618947122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4944772796334176096?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4944772796334176096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4944772796334176096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4944772796334176096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4944772796334176096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2010/04/un-cannone-nel-cortile.html' title='Un cannone nel cortile'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/S9MutPH1uDI/AAAAAAAAA9k/6w2CmlC6eyo/s72-c/fabrizio2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-590937049708712702</id><published>2009-12-09T01:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-09T01:17:34.064-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Il corpo delle donne</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/Sx9rE0IP9HI/AAAAAAAAA9Y/OXubFdrGr84/s1600-h/volantinolud.1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/Sx9rE0IP9HI/AAAAAAAAA9Y/OXubFdrGr84/s400/volantinolud.1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413163007579518066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-590937049708712702?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/590937049708712702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=590937049708712702' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/590937049708712702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/590937049708712702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/12/il-corpo-delle-donne.html' title='Il corpo delle donne'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/Sx9rE0IP9HI/AAAAAAAAA9Y/OXubFdrGr84/s72-c/volantinolud.1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-280514912878815004</id><published>2009-12-09T01:10:00.001-08:00</published><updated>2009-12-09T01:28:40.402-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Assistenza spirituale</title><content type='html'>&lt;h1 class="pagetitle"&gt;&lt;a href="http://www.uaar.it/news/2009/12/03/assistenza-spirituale-comunicato-congiunto-dei-circoli-uaar-del-veneto/" rel="bookmark" title="Permalink per: Assistenza spirituale: comunicato congiunto dei circoli UAAR del Veneto"&gt;Assistenza spirituale: comunicato congiunto dei circoli UAAR del Veneto&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;         &lt;p&gt;Anche la Regione Veneto, quando si tratta di alimentare i tradizionali clientelismi si dimentica celermente della crisi economica, dei problemi di bilancio, delle esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica.&lt;br /&gt;L’ultima chicca è lo stanziamento di 2 milioni di euro annui per assumere nelle Usl venete un centinaio di sacerdoti cattolici come assistenti spirituali religiosi. Saranno assunti a tempo indeterminato, su indicazione dei vescovi, e parificati nel trattamento agli infermieri professionali laureati (categoria D); nelle Usl venete ci sono circa 500 precari tra medici, infermieri e tecnici.&lt;br /&gt;Tutto ciò va ad aggiungersi, ovviamente, al fiume di denaro elargito alle scuole private, all’edilizia di culto, ai patronati, agli enti, e poi ai contributi per gli “eventi promozionali” o per le consulenze di stampo confessionale.&lt;br /&gt;Per questo invitiamo i cittadini del Veneto ad aderire alla petizione promossa dal consigliere regionale Nicola Atalmi per la revoca immediata del provvedimento, come minimo atto di decenza e di riguardo nei confronti dei malati e dei degenti che vogliono vedersi garantire innanzitutto un servizio sanitario adeguato, inclusa magari un’assistenza professionale sul piano psicologico nei momenti di difficoltà.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il collegamento alla petizione (in caso di problemi si può firmare anche &lt;a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Ffirmiamo.it%2Fleuslveneteassumanomedicieinfermierinonpreti" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Ffirmiamo.it%2Fleuslveneteassumanomedicieinfermierinonpreti');" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;) si trova pubblicato sul sito &lt;a href="http://www.atalmi.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.atalmi.it');" target="_blank"&gt;www.atalmi.it&lt;/a&gt; oppure &lt;a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.uaarvenezia.it%2F" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.uaarvenezia.it%2F');" target="_blank"&gt;www.uaarvenezia.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.uaar.it%2Ftreviso" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=uaartv.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.uaar.it%2Ftreviso');" target="_blank"&gt;www.uaar.it/treviso&lt;/a&gt; e chiede che la Regione receda immediatamente dall’accordo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Circoli UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – di Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;Da: http://www.uaar.it/news/2009/12/03/assistenza-spirituale-comunicato-congiunto-dei-circoli-uaar-del-veneto/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-280514912878815004?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/280514912878815004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=280514912878815004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/280514912878815004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/280514912878815004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/12/assistenza-spirituale.html' title='Assistenza spirituale'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8016447686416293471</id><published>2009-11-30T03:36:00.001-08:00</published><updated>2009-11-30T03:36:33.484-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Escort sauvage</title><content type='html'>&lt;h2&gt;...Non c'è casa più chiusa di Palazzo Grazioli&lt;/h2&gt; &lt;div class="ecxecxecxdate"&gt;27 / 11 / 2009&lt;/div&gt;   &lt;em&gt;Oggi 100 donne, studentesse, precarie, migranti hanno manifestato di fronte a Palazzo Grazioli contro il ddl Carfagna e il blocco alla commercializzazione della RU486, approvato ieri dalla commissione salute del Senato.&lt;br /&gt;Nonostante l'inutile aggressività della polizia le donne sono riuscite ad aprire uno striscione con su scritto:&lt;br /&gt;"NESSUNA CASA E' PIU CHIUSA DI PALAZZO GRAZIOLI. NO ALLA LEGGE CARFAGNA". Rossetti rossi e ombrelli rossi, simbolo&lt;br /&gt;internazionale delle sexworkers, sono stati i simboli scelti per comunicare la nostra solidarietà alle prostitute di strada che con la nuova proposta di legge rischiano l'arresto. Tra gli slogan "Ma quali Escort, ma che&lt;br /&gt;moralità, vogliamo diritti in tutte le città", "Basta ipocrisia, basta sfruttamento, libere di scegliere in ogni&lt;br /&gt;momento".&lt;br /&gt;L'azione ha voluto denunciare le politiche di governo e parlamento contro la libertà di scegliere delle donne, che&lt;br /&gt;si concretizzano in misure e proposte di legge che in nome della sicurezza perimetrano la nostra libertà e controllano i nostri corpi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il comunicato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La giornata mondiale contro la violenza sulle donne in Italia cade nel pieno del secondo scandalo di “sesso e potere” dell’anno. Dopo le escort di Berlusconi arrivano le trans di Marrazzo.&lt;br /&gt;E le imbarazzanti rivelazioni sui meccanismi di reclutamento delle donne interni alla PDL e per le cariche elettive e di governo lasciano il posto all’ennesimo mistero italiano, l’omicidio di Brenda, in cui potere politico, criminalità organizzata e carabinieri si sovrappongono e confondono in un quadro inquietante.&lt;br /&gt;Ma non sono serviti gli scandali e le rivelazioni sulle abitudini, i gusti e la propensione al sesso a pagamento di alcuni suoi eminenti rappresentanti a costringere la classe politica italiana ad abbandonare le ipocrisie e a fare i conti con la realtà.&lt;br /&gt;Mentre l’opposizione, bacchettona e morbosa, inorridisce di fronte alle frequentazioni tanto di Berlusconi che di Marrazzo e lancia la crociata anti-Berlusconi parallelamente alle purghe interne, abbiamo una maggioranza di governo che fa passare con la solita scusa della sicurezza la legge Carfagna contro la prostituzione, il cui leader Berlusconi rivendica per sè il diritto alla privacy. La libertà è di tutti e non solo delle alte cariche dello stato: se Palazzo Grazioli è zona franca, allora entriamo noi!&lt;br /&gt;La legge Carfagna, anticipata dalle ordinanza dei sindaci, vuole apparentemente essere un intervento punitivo contro lo sfruttamento della prostituzione, ma in realtà, invece che punire gli sfruttatori, colpisce solo le prostitute di strada e i loro clienti con l’arresto, additandole tra i nemici pubblici numero uno.&lt;br /&gt;Lungi dal contrastare la tratta delle migranti spesso minorenni, costringe le prostitute a ritornare alle case chiuse – bandite dalla legge Merlin del 1958 – luoghi di ghettizzazione, sfruttamento e violenza fuori da qualsiasi visibilità e controllo. Molto più utile sarebbe abolire lo status di clandestinità, condizione sine qua non dello sfruttamento sessuale e non delle e dei migranti.&lt;br /&gt;Tutto questo accade mentre le statistiche parlano di una fetta sempre più ampia della popolazione maschile che ricorre al sesso a pagamento. In più il caso D’Addario ha reso esplicito che la prostituzione non è fatta soltanto di sfruttamento e costrizione ma può essere una libera scelta per quanto per alcuni difficile da comprendere.&lt;br /&gt;Nel momento in cui le prostitute e i loro clienti hanno avuto tale e tanto “autorevole” visibilità ci saremmo aspettate maggior rispetto per delle lavoratrici e maggior onestà nell’ammettere che non si può punire e condannare pubblicamente ciò di cui si gode nel privato delle proprie case.&lt;br /&gt;Infine, apprendiamo con indignazione che ieri la commissione salute del Senato ha votato un documento che pone il veto alla commercializzazione della RU486, la pillola abortiva al centro del più ampio dibattito sulla libertà di scelta.&lt;br /&gt;Le inquietanti motivazioni di tale voto sono l’ennesima testimonianza di come ad avere la giusta rilevanza non sia il tema della tutela della salute fisica e psicologica e della libertà delle donne ma, al contrario, la necessità di costruire sempre più capillari e intrusive pratiche di controllo sui nostri corpi.&lt;br /&gt;No al reato di clandestinità&lt;br /&gt;No alle case chiuse&lt;br /&gt;No alla segregazione e allo sfruttamento&lt;br /&gt;Per il diritto di scegliere della propria vita e sul proprio corpo&lt;br /&gt;Verità per Brenda&lt;br /&gt;Libertà, diritti e dignità per tutt@&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Studentesse e precarie in solidarietà con le sex workers&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8016447686416293471?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8016447686416293471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8016447686416293471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8016447686416293471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8016447686416293471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/11/escort-sauvage.html' title='Escort sauvage'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7156861060000575400</id><published>2009-11-16T02:46:00.000-08:00</published><updated>2009-11-16T02:50:24.890-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Noi non siamo complici</title><content type='html'>&lt;p&gt; &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il dossier sulla violenza sulle donne dentro e fuori i CIE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(da femminismo a sud)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;NOI NON SIAMO COMPLICI!  &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Due anni fa siamo scese in piazza a Roma in 200mila per dire che “la violenza maschile contro le donne comincia in famiglia e non ha confini” e che nessun “pacchetto sicurezza” doveva essere varato in nostro nome. Oggi il “pacchetto sicurezza” è in vigore, i respingimenti alle frontiere si sono intensificati, i Centri di permanenza temporanea (Cpt) sono stati trasformati in Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e la detenzione lì è diventata prorogabile fino a sei mesi. La campagna istituzionale e mediatica in sostegno al “pacchetto sicurezza” è stata costruita sull’equazione razzista clandestino=stupratore, ma la realtà è ben diversa: le profughe respinte alle frontiere e rimandate in Libia subiscono stupri e terribili violenze nei campi di concentramento libici finanziati coi soldi italiani e intanto qui, in Italia, le donne migranti quotidianamente subiscono violenze dentro e fuori i Centri di identificazione ed espulsione. Violenze che molto spesso non emergono, poichè le vittime vivono una doppia condizione di ricattabilità – in quanto donne e “irregolari” – mentre i loro aguzzini italiani godono di coperture e connivenze sociali e istituzionali. Quando queste violenze vengono denunciate molto spesso non hanno diritto di cronaca o rimangono relegate in qualche striminzito trafiletto nelle pagine di cronaca locale dei media di regime – che, non per caso, sono anche i principali strumenti delle campagne securitarie, razziste e sessiste. Stessa sorte per gli atti di ribellione e di protesta delle donne migranti. Tali notizie, destinate all'oblio, rendono visibile una realtà ben differente dalle menzogne della retorica razzista e per questo abbiamo deciso di raccoglierne le principali e più recenti in ordine cronologico. Leggendole vi sarà chiaro come in Italia le donne immigrate vengano disumanizzate e come, nei loro confronti, si riattivino quegli stereotipi del colonialismo italiano che, nel Corno d’Africa fra il 1890 e il 1941, hanno legittimato sfruttamento domestico e sessuale, abbandono di figli “meticci” da parte dei padri italiani, stupri e deportazioni. Una disumanizzazione che, oggi, nei Cie raggiunge il suo apice. Ricatti sessuali, molestie, violenze e stupri contro le donne sono, infatti, il “pane quotidiano” in questi universi concentrazionari – per molti aspetti assai simili ai lager – sin dalla loro creazione. Già dal 1999, infatti, con l’apertura dei primi Cpt, oggi Cie, si registrano ricatti sessuali e sopraffazioni razziste e sessiste, come dimostra uno stralcio del dossier sul Cpt milanese di via Corelli,Corelli anno zero del luglio 1999, che riportiamo qui sotto. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;u&gt;2/6  5° ingresso &lt;/u&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt; Riusciamo a vedere diversi detenuti tra cui due donne nigeriane. Entrambe dichiarano di essere in gravidanza ma di non aver potuto fareil test in quanto non avevano il danarocon loro (il costo del test, per loro è di L. 35.000). Chiediamo delucidazioni al capitano della Croce Rossa, il quale sostiene che i test non erano disponibili sino ad oggi. Successivamente apprenderemo che una delle due è risultata positiva al test. Tra le persone incontrate, anche uno straniero con figlio nato in Italia, e per ciò non espellibile. Dalle testimonianze raccolte in questa giornata, come dalle precedenti, emerge una situazione molto poco chiara rispetto alle donne. Quando, prima di uscire, ci avviciniamo alle sbarre, uno degli agenti ci allontana immediatamente. Alcune immigrate chiedono a muso durose il trattamento lororiservato è diverso perché "non ricambiano" come fanno le altre. Non è che l'ultimo di una serie di indizi e di voci che circolano nel campo, riferite ai rapporti tra le detenute ed i gestori del campo. In particolare, già in un colloquio avuto precedentemente, una delle detenute ci racconta in lacrime che quando ha chiesto una scheda telefonica ad un agente questo ha risposto, - riportiamo fedelmente - “va’ a fare un pompino come tutte le altre”. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;2008 &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;MAGGIO  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 15 maggio&lt;/u&gt;: Alessio Amadio, 39 anni, viene arrestato per aver stuprato, minacciandola con un taglierino, una giovane romena che aveva appena iniziato a fare le pulizie nel call center di cui era titolare la convivente dell’uomo (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;GIUGNO&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 5 giugno&lt;/u&gt;: Gaetano Calicchio, trent’anni, viene arrestato per lo stupro di una adolescente di 14 anni di origini marocchine. La ragazza, rimasta incinta in seguito alla violenza, deciderà di abortire (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Mantova, 5 giugno&lt;/u&gt;: don Walter Mariani, prete cattolico, finisce in un’inchiesta per violenza sessuale e falso ideologico per aver stuprato, nel 2006, tre donne immigrate che erano andate in parrocchia a chiedere un aiuto per ottenere il permesso di soggiorno (Fonti: La Gazzetta di Mantova; Laici.forumcommunity) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;LUGLIO  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 10 luglio&lt;/u&gt;: nel Cpt di via Corelli Preziosa, una giovane trans brasiliana, viene picchiata a sangue dai poliziotti di guardia e solo grazie alla insistente determinazione delle altre trans recluse, che incominciano a protestare, a tarda ora viene portata in un pronto soccorso. Il giorno successivo lei e un’amica vengono convocate nell’uffi- cio immigrazione del Cpt, dove l’ispettore che la notte precedente ha assistito al pestaggio si scusa, le invita a non denunciare e comunica loro l’immediata scarcerazione, consegnando un decreto di espulsione dall’Italia: entro cinque giorni se ne devono andare. Gli effetti delle violenze sono evidenti: calci, pugni e manganellate sulla testa e su tutto il corpo hanno lasciato dei segni inequivocabili. Preziosa torna a farsi refertare al pronto soccorso, accompagnata da attiviste del Comitato antirazzista milanese e denuncia le ingiurie razziste, gli abusi, le violenze e l’omissione di soccorso da parte del personale della Croce Rossa che, presente nel Cpt, si era rifiutato di chiamare un’ambulanza fino a che la protesta si era allargata a tutte le sezioni ed era emersa all’esterno. Per la denuncia viene accettata la procedura d’urgenza ma a Preziosa non verrà mai concesso, nonostante i ripetuti interrogatori come “parte lesa” il permesso di soggiorno “per motivi di giustizia”. Attualmente il procedimento risulta “insabbiato” (Fonte: Liberazione) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Torregaveta, 19 luglio&lt;/u&gt;: Violetta e Cristina Ebrehmovic, due ragazze rom di 12 e 11 anni, annegano in mare e i loro corpi senza vita restano per ore sulla spiaggia del litorale napoletano nell'indifferenza generale dei bagnanti, che continuano a prendere il sole come se nulla fosse (Fonte: il Manifesto) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;AGOSTO  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Parma, 8 agosto&lt;/u&gt;: una prostituta nigeriana viene abbandonata, seminuda e ammanettata, sul pavimento di una cella del comando dei vigili di Parma e fatta fotografare mentre sta piangendo. In quello stesso comando, il settembre seguente, verrà portato il giovane ghanese Emmanuel Bonsu Foster dopo esser stato massacrato di botte ai giardini pubblici dai vigili che lo avevano creduto uno spacciatore (Fonte: il Manifesto) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;SETTEMBRE  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;em&gt;Questo mese si caratterizza per il moltiplicarsi di ordinanze dei sindaci in tutta Italia, in particolare contro la prostituzione. Gli effetti di queste ordinanze sono veri e propri rastrellamenti, persecuzioni e ricatti sessuali nei confronti di donne e trans. Da lì a pochi mesi l’Italia scoprirà che fra i nove milioni clienti della prostituzione – in strada o di lusso – vi sono anche politici, alti esponenti istituzionali, preti e altri personaggi di spicco che del familismo e del moralismo hanno fatto il loro cavallo di battaglia propagandistico… diurno! &lt;/em&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 24 settembre&lt;/u&gt;: quattro agenti della Polizia locale di Milano vengono condannati in primo grado a pene comprese fra i 3 anni e gli 8 mesi per i reati (a vario titolo) di calunnia, falso in atto pubblica, abuso d'ufficio, violenza privata e ingiurie. Costoro, nel marzo 2004, durante un pattugliamento in borghese avevano fermato nel piazzale della stazione centrale una donna ucraina per poi insultarla, schiaffeggiarla e portarla al comando multando- la e denunciandola per vendita abusiva. La donna, in realtà, si trovava là per accompagnare la zia in partenza (Fonte: il Corriere) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;OTTOBRE &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 3 ottobre&lt;/u&gt;: Amina Sheikh Said, cinquantunenne di origini somale e con cittadinanza italiana, denuncia un episodio capitatole a fine luglio all'aeroporto di Ciampino: sarebbe stata umiliata, maltrattata, oltraggiata e tenuta nuda per ore con l'accusa di traffico di clandestini, rapimento di bambini e traffico di stupefacenti (Fonte: il Manifesto) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bari, 10 ottobre&lt;/u&gt;: Loveth James, donna nigeriana di 24 anni, viene investita mortalmente da un automobilista, mentre corre per sfuggire ad una retata poliziesca contro la prostituzione. Un'altra ragazza straniera, al medesimo svincolo della tangenziale per San Giorgio, era morta tre anni prima travolta da un furgone mentre tentava di sottrarsi ad un controllo della polizia (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Varese, 13 ottobre&lt;/u&gt;: una ragazzina di origine marocchine viene picchiata sul bus da un gruppo di coetanei perché si era seduta in un posto “per italiani” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;NOVEMBRE&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Cagliari, 11 novembre&lt;/u&gt;: una giovane romena denuncia di non riuscire a trovare una stanza in affitto a causa della sua nazionalità (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 21 novembre&lt;/u&gt;: condannati Giorgio Campanari e Stefano Fortini, agenti della Polfer che per anni, in questura, hanno costretto a rapporti sessuali prostitute migranti. In cambio avrebbero chiuso un occhio sulla loro “clandestinità” (Fonte: Osservatorio sulla repressione) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 27 novembre&lt;/u&gt;:  Agostino Ardigò, pensionato italiano, viene arrestato con l’accusa di aver comprato in Mozambico una donna di 27 anni e di  averla tenuta sequestrata in casa propria per otto mesi, violentandola ripetu-  tamente, costringendola a rapporti sadomaso e a prostituirsi. (Fonte: il Corriere)  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;2009 &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;GENNAIO&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Novara, 9 gennaio&lt;/u&gt;: un industriale, proprietario di due ditte di abbigliamento e sartoria nel novarese, viene indagato per il caso di 50 finte assunzioni di transessuali come operaie nelle sue “fabbrichette”. Per ciascuna pratica il guadagno era cospicuo: 50 euro per ogni busta paga, 200 euro per il contratto di soggiorno e 150 per la dichiarazione di assunzione. Si calcola che i profitti sulla pelle delle trans per questo imprenditore abbiano raggiunto i 20mila euro nel giro di sei mesi. Nel maggio 2009, a Milano, verrà poi arrestato un affermato commercialista ultrasettantenne – cognato del banchiere Michele Sindona, e terminale finanziario degli interessi della ’ndrangheta in Lombardia, Svizzera e Lussemburgo – che aveva organizzato un incredibile mercato di documenti falsi – contratti, buste paga, lettere di assunzione – arricchendosi sulla pelle di 4-5mila immigrati/e vittime delle leggi razziste (Fonte: il Giornale) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Ascoli Piceno, 19 gennaio&lt;/u&gt;: una donna cinese di 43 anni muore mentre cerca di sfuggire a un controllo dei documenti di soggiorno da parte della polizia. Nel tentativo di fuga era salita sul tetto della fabbrica in cui lavorava in nero ma il tetto, di eternit, era crollato facen- dola precipitare per sette metri (Fonte: Informa-azione) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;FEBBRAIO &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Lampedusa, 1-2  febbraio&lt;/u&gt;: nella notte, nella base Loran di Lampedusa, dove sono detenute un centinaio di donne migranti, scoppia un incendio. Le migranti avevano già denunciato le pessime condizioni di vita nella base, tra l'altro sprovvista di certificati di agibilità e antiincendio. Le detenute cominciano uno sciopero della fame (Fonte: Collettivo comunista di via Efeso) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bolsena, 1 febbraio&lt;/u&gt;: un barista italiano viene arrestato per aver aggredito e stuprato la ex convivente di origine cilena (Fonte: Osservatorio sul razzi- smo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Alcamo, 12 febbraio&lt;/u&gt;: una giovane romena di 21 anni viene ripetutamente violentata e costretta a prostituirsi da tre connazionali e un italiano, Vincenzo Di Franco (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Sesto San Giovanni, 16 febbraio&lt;/u&gt;: una donna ucraina di 36 anni, in risposta ad un annuncio, si reca ad un colloquio per essere assunta come badante. Una volta nell'appartamento viene però violentata dal presunto datore di lavoro, un camionista italiano di 52 anni, di cui i giornali forniscono solo le iniziali, A. M. (Fonte: il Corriere) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Torino, 20 febbraio&lt;/u&gt;: proteste nel Cie di Corso Brunelleschi dopo che una donna, venuta a portare un pacco a migranti detenute/i, viene allontanata in malo modo dalle guardie (Fonte: Macerie) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;MARZO &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bari, 21 marzo&lt;/u&gt;: Joy Johnson, giovane nigeriana di 24 anni sprovvista di permesso di soggiorno, muore di tubercolosi polmonare avanzata. Non si era fatta visitare in ospedale per paura di essere espulsa anziché curata (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Napoli, 31 marzo&lt;/u&gt;: all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli i medici denunciano una donna della Costa d’Avorio, Kante, che vi si era recata per partorire. Diventa, così, operativo prima ancora di essere legge (in attesa di essere approvato alla camera) l’articolo contenuto nel pacchetto sicurezza che prevede la cancellazione della norma che impone al personale sanitario di non denunciare i/le migranti privi/e di permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture pubbliche (Fonte: Coordinamento migranti) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;APRILE&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Piedimonte Matese, 30 marzo-1 aprile&lt;/u&gt;: Antonio Maio, 50 anni, e i suoi due figli, Vincenzo e Graziano (32 e 34 anni), vengono arrestati con l'accusa di stupro di gruppo ai danni di una ventunenne ucraina (Fonte: Alto casertano) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Conegliano Veneto, 8 aprile&lt;/u&gt;: una ventenne di origine nigeriana, su segnalazione di un medico, viene prelevata dalla polizia al Pronto Soccorso dell’ospedale di Conegliano, condotta al commissariato e arrestata. Al processo per direttissima ha avuto l’intimazione a lasciare il territorio italiano. La notizia appare sui giornali il 13 aprile (Fonte: Melting Pot Europa) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Torino, 15 aprile&lt;/u&gt;: una ragazza italo-somala viene aggredita alla fermata dell’autobus in piazza Carducci da un sessantenne italiano che prima la investe con insulti razzisti e poi la picchia con il suo bastone da passeggio (Fonte: la Repubblica) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Provincia di Bologna, 20 aprile&lt;/u&gt;: un uomo italiano ha ripetutamente stuprato, massacrato di botte fino a spaccarle i denti, minacciato di cospargerla di benzina e darle fuoco se lo lasciava e infine fatto abortire a suon di calci e pugni, la sua convivente, una giovane donna polacca (Fonte: Marginalia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;MAGGIO  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bologna, 4 maggio&lt;/u&gt;: una ragazza di origine tunisina, Raya, viene picchiata nell’infermeria del Cie di via Mattei. Raya racconta di essere stata picchiata da un poliziotto in borghese e lasciata svenuta nel locale, per poi essere riportata nelle camerate del centro (Fonte: Scheggia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 7-8 maggio&lt;/u&gt;: nella notte, una donna tunisina, Mabruka Mimuni, si suicida nel Cie di Ponte Galeria a Roma impiccandosi con un maglione. In Italia da molti anni, sarebbe stata espulsa l'indomani. Il suo corpo è ritrovato dalla sua compagna di cella, alle sei del mattino. Tutte le detenute cominciano uno sciopero della fame che si estende anche al settore degli uomini (Fonte: Marginalia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Vicenza, 8 maggio&lt;/u&gt;: un italiano di 60 anni malmena una quarantaseienne marocchina perché ha il volto coperto da una mascherina sanitaria per motivi di salute. La donna, dimessa dall'ospedale con una prognosi di trenta giorni per denti rotti e contusioni varie, denuncia il suo aggressore che viene arrestato (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;GIUGNO&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;em&gt;Mese di panico tra le donne che lavorano come colf e come “badanti” nelle case italiane: con l’approssimarsi dell’approvazione del DdLsulla “sicurezza”, infatti, 600mila tra colf e badanti rischiano l’espulsione e pene pecuniarie consistenti. &lt;/em&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 6 giugno&lt;/u&gt;: una giovane donna romena di 24 anni, prostituta, viene sgozzata in un albergo da un suo cliente abituale italiano, Massimo Romagnoli, di 25 anni (Fonte: il Corriere) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bari, 10 giugno&lt;/u&gt;:Vira Orlova, 39 anni, originaria dell’Ucraina, badante a Bari, muore per un’emorragia in seguito ad un aborto spontaneo. La donna non si era recata al pronto soccorso per paura di essere denunciata in quanto priva di permesso di soggiorno (Fonte: Storie Migranti) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 15 giugno&lt;/u&gt;: due finanzieri di 25 e 30 anni, durante un controllo di servizio costringono ad un rapporto orale una prostituta ventenne di origini romene (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;LUGLIO &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 7 luglio&lt;/u&gt;: il Tribunale civile accoglie il ricorso di una donna ecuadoregna contro il Comune di Milano che non vuole accettare l’iscrizione di suo figlio alle scuole estive in quanto la madre è priva del permesso di soggiorno. La donna vincerà il ricorso ma il Comune le chiederà anche il pagamento dei giorni in cui il figlio non ha potuto frequentare il Centro estivo in attesa del ricorso (Fonte: Proletari@) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Torino, 23 luglio&lt;/u&gt;: una donna nigeriana viene aggredita, presa a sassate e insultata in un giardinetto da un gruppo di anziani italiani, dopo che il suo bambino con problemi di autismo aveva tirato una pietra verso il gruppo. “Porta quel bastardo di tuo figlio in manico- mio” e “Torna al tuo paese” le frasi che le sono state rivolte (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;AGOSTO  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Ponte San Pietro, 7 agosto&lt;/u&gt;: Fatima, una ventisettenne originaria del Marocco, si suicida gettandosi nel fiume Brembo, nel bergamasco, perché terrorizzata dalla condizione di “clandestina” in cui l’ha gettata il DdL sulla “sicurezza” (Fonte: Il Manifesto) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Milano, 21/28  agosto&lt;/u&gt;: durante una delle prime udienze del processo ai 14 detenuti del Cie di via Corelli per la rivolta del 13 agosto, all’arrivo dell’ispettore-capo del Cie, Vittorio Addesso, due delle cinque donne arrestate, di origine nigeriana, Joy ed Hellen, ricordano come, all’inizio di agosto, costui sia entrato di notte nella loro stanza e si sia gettato addosso a Joy palpeggiandola. Nei giorni precedenti l’ispettore le aveva proposto la libertà in cambio di un rapporto sessuale; sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona (Fonte: Macerie) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;OTTOBRE  &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Genova, 23 ottobre&lt;/u&gt;: Giuseppe Comparone, direttore del carcere femminile di Genova Pontedecimo, viene sospeso per aver abusato sessualmente di una detenuta marocchina (Fonte: il Corriere) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Bologna, 28 novembre&lt;/u&gt;: una giovane donna proveniente dalla Costa D'Avorio, Salmata Bamba, viene portata su due piedi nel Cie di via Mattei dopo esser stata arrestata in questura dove si era recata per ultimare le pratiche di regolarizzazione (Fonte: Marginalia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt;NOVEMBRE &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Roma, 3 novembre&lt;/u&gt;: viene arrestato un tecnico radiologo che, spacciandosi per medico, violentava le pazienti dopo averle narcotizzate. Fra le sue vittime, almeno due donne migranti, una di origine ucraina e una albanese. Sarà la denuncia di quest’ultima a determinarne l’arresto (Fonte: il Messaggero) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;em&gt;Da quattro mesi due donne, una russa ed una brasiliana sposata con un italiano, sono rinchiuse nel Cie milanese di via Corelli. Come tante altre detenute, attirano le attenzioni sessuali dell'ispettore capo Vittorio Addesso, attenzioni che le due donne rifiutano, ripetutamente. Ecco perchè, ci dicono, l'ispettore non fa che trattenerle, rinnovando loro la detenzione: "Vi terrò qui tutti i sei mesi", dice Addesso. La donna brasiliana, che sta ancora aspettando l'arrivo dei documenti dall'ambasciata, qualche settimana fa, al colmo della disperazione, si è cosparsa di benzina e ha tentato di darsi fuoco. &lt;/em&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;La violenza razzista contro donne e uomini migranti trova spesso connivenze e complicità anche fra le donne italiane, come dimostrano alcuni fatti che riportiamo: &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Ponticelli, 10 maggio 2008&lt;/u&gt;: Flora Martinelli, napoletana di 27 anni, accusa ingiustamente una donna rom di aver cercato di rapire la sua bambina. Nell’arco di pochi giorni la popolazione locale assalta e incendia cinque campi rom. Di lì a breve si scopriranno gli interessi della camorra nelle zone in cui si trovano i campi rom incendiati (Fonte: il Manifesto) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Torino, 24 novembre&lt;/u&gt;: Elena Cavallo viene condannata per aver ripetutamente aggredito e insultato, a partire dal 2005, una donna di origine marocchine, urlandole frasi del tipo “Sei una sporca negra. Bisognerebe tornare ai tempi di Hitler ...” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;u&gt;Udine, 23 settembre&lt;/u&gt;: una donna originaria del Congo, fuori dalla scuola frequentata dai figli, viene insultata e picchiata a calci e pugni da tre italiane per un parcheggio maldestro, con frasi tipo “Brutta negra torna in Africa” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia) &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(247, 7, 65);"&gt; NOI NON SIAMO COMPLICI!  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;&lt;a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/" target="_blank"&gt;noinonsiamocomplici.noblogs.org &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7156861060000575400?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7156861060000575400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7156861060000575400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7156861060000575400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7156861060000575400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/11/noi-non-siamo-complici.html' title='Noi non siamo complici'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-874758378623305782</id><published>2009-11-11T09:32:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T09:34:45.105-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Non importa..</title><content type='html'>   	&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt; 	&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.1  (Unix)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;strong&gt;L’omofobia e’ una malattia dalla quale si può guarire&lt;/strong&gt;” è una delle frasi ad effetto della nuova campagna contro l'omofobia promossa dal Ministero delle Pari Opportunità. E' proprio di questi giorni l'uscita del nuovo spot televisivo dal titolo “Rifiuta l'omofobia, non essere tu quello diverso”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'intento generale pare essere quello di promuovere una cultura non omofobica e tollerante. Ma in realtà lo spot ci sembra l'ennesima riprova della politica di questo governo fatta di immagini e frasi ad effetto ma con poca sostanza e prive di un'effetiva messa in pratica. Inoltre se andiamo ad analizzare i contenuti proposti in questo video notiamo un uso del concetto di “diverso” che solleva alcune problematiche. Lo spot ci suggerisce che “nella vita certe differenze non devono contare” come dire da una parte tu omosessuale nascondi la tua sessualità, d'altra a te eterosessuale non ti deve interessare l'orientamento sessuale della persona che hai davanti. Pare che il concetto di uguaglianza debba implicare un annullamento delle differenze viste sempre come negative. D'altra parte lo spot è ambientato in una situazione di emergenza nella quale le persone coinvolte vittime di un incidente hanno bisogno di assistenza medica. In questa situazione di certo non ti interessano le tendenze sessuale di chi eventualmente ti salva la vita proprio perchè devi usufruire di un servizio o competenza. Ma inserite/i nella reale relazione con un'altra persona quella crocetta sul “non importa”ha delle ripercussioni. Perchè non arricchirci attraverso i racconti di una persona che ha esperienze diverse dalle mie?Perchè nascondere le differenze?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche nell'ultimo slogan “non essere tu quello diverso”(non interessarti alla diversità) emerge una concezione della differenza come un qualcosa di esclusivamente negativo da cui fuggire.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come a suggerire allo spettatore che se vuole essere (o rimanere) normale non solo non deve esprimere la sua  omofobia ma nemmeno interessarsi all'orientamento sessuale di chi gli sta intorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma, se la normalità prima era l'essere eterosessuali ora è l'essere totalmente indifferenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Resta il fatto che in questo paese gli omosessuali e transessuali vengono discriminati sia nella vita quotidiana che a livello legislativo ed istituzionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' evidente che in Italia c'è una grande differenza tra il portare il 42/43 di scarpe e l'essere etero o omosessuali,no?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tJuY9UTcluY&amp;amp;feature=popular"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=tJuY9UTcluY&amp;amp;feature=popular&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;Marti e Lu&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;da pagina/13 del 12/11/2009&lt;/p&gt;http://pagina3dici.blogspot.com/&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-874758378623305782?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/874758378623305782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=874758378623305782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/874758378623305782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/874758378623305782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/11/non-importa.html' title='Non importa..'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4961593278941143128</id><published>2009-10-30T08:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T09:00:42.888-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Ma chi va con le trans?</title><content type='html'>&lt;p&gt;di &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="color: rgb(246, 8, 70);"&gt;Porpora Marcasciano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; (da Il Manifesto)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da quattro giorni il telefono del &lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/10/30/ida-dominijanni-sul-transessualismo" target="_blank"&gt;MIT (Movimento Identità Transessuale)&lt;/a&gt; squilla in continuazione. Giornali e televisioni nazionali e locali continuano a chiedere informazioni, confidenze, dichiarazioni sul caso Marrazzo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’Italietta del gossip, quella piccina piccina impregnata di moralismo e molto poco di moralità ha bisogno di sbranare qualcuno. E la “bassa politica” che di quella italietta è prodotto e soprattutto produttrice, si scatena. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il paese degli ipocriti, quello del “si fa ma non si dice” sembra scoprire l’acqua calda, si scandalizza, si incuriosisce, si incazza perché quel politico compra prestazioni sessuali con i nostri soldi, ma soprattutto le compra dalle transessuali…que l’horreur! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perché è su questo che si è puntata l’affaire Marrazzo, sul fatto che lui abbia tradito non solo il popolo ma soprattutto i suoi valori, anzi per essere più precisi il suo valore assoluto e cioè l’essere maschio! Nell’immaginario collettivo colui che va con una trans, va con una “non donna” deludendo, tradendo, rompendo quel patto sociale che nel privato pochi, anzi pochissimi, riescono a osservare alla lettera ed è proprio una questione di lettera, perché una A oppure una O fanno la differenza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho preferito non andare in nessuna trasmissione televisiva, troppe urla, poco ascolto e soprattutto perché interessava poco il mio sguardo sul fenomeno, mi si chiedeva invece, sempre e comunque, di raccontare la mia storia, esattamente come al Grande Fratello. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se ci fossi andata e mi avessero lasciato lo spazio mi sarebbe piaciuto rivolgere agli italiani la seguente domanda: di chi sono tutte quelle macchine che di sera, e non solo, si aggirano nelle strade in cerca di acquisti? Chi consulta le migliaia di annunci che ogni giorno compaiono su giornali e siti? Chi sono i clienti? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Basterebbe un veloce sondaggio per scoprire che gli italiani alla domanda in blocco rispondono sicuramente non mio figlio, ne mio padre, ne mio marito, ne il mio fidanzato! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E da dove e da chi arriva la richiesta visto che è proprio e solo quella che stimola l’offerta? Domanda lecita, perchè alla storia delle caramelle non ci crede più nessuno! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nonostante il consistente giro di vite del famoso Pacchetto Sicurezza, la prostituzione, lungi dall’essere eliminata, si è trasformata, si è spostata e ricollocata, aumentando il suo volume invece di diminuire. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quella transessuale resta fiorente a riprova che esiste una consistente domanda che ne la morale, ne la legge, ne le regole possono intaccare perché essa corrisponde al desiderio e, ci piaccia o no, il desiderio nella nostra società diventa consumo! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci si scandalizza che una trans brasiliana si prostituisca? E cos’altro potrebbe fare in un mondo in cui tutte le altre porte sono chiuse? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Voglio essere più provocatoria e chiedere cosa potrebbe fare una trans con una ottava di seno, labbra provocanti, glutei straripanti? La bidella, la badante o magari la lavavetri? Se ha costruito il suo corpo per essere una bomba di sesso e per vendere prestazioni sessuali, forse, liberi dal pregiudizio, dovremmo riconoscere quell’aspirazione come legittima piuttosto che stabilire dove e come dovrebbe collocarsi! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma in Italia un riconoscimento di questo tipo è pura utopia! Come pura utopia sembrano essere diventati i diritti civili e la dignità delle persone transessuali, in un paese che risulta essere al primo posto nel mondo per omicidi transfobici, ma quella è un’altra storia, perché all’Italietta non interessa, vuole sapere piuttosto cosa ha trovato in loro Marrazzo o Lapo Elkan….indovina indovinello? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chiaramente Lapo e Marry e solo loro, sicuramente non mio marito, mio figlio, mio padre ecc’etero ecc’etero! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sarebbe stata la stessa domanda, magari articolata meglio, che avrei voluto porre a &lt;a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/10/30/ida-dominijanni-sul-transessualismo" target="_blank"&gt;Ida Dominijanni&lt;/a&gt; lunedi sera all’Infedele di Lerner quando ha dichiarato che un (sottolineo il maschile) transessuale è un uomo che si maschera da donna. Per tutte/i noi non è stato bello. Diciamo che da lei ci si sarebbe aspettato altro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Può darsi che il femminismo della differenza faccia chiudere gli occhi su quello che non è donna, ma sinceramente non credo si tratti di una maschera, piuttosto del contrario. Come dire che i neri sono bianchi un po’ abbronzati perché si parte comunque da un modello. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il mondo transessuale/transgender lo scorso anno si è riunito in un importantissimo seminario di tre giorni nella campagna toscana per approfondire la questione dell’identità, quella della costruzione di senso in un mondo il cui senso è quello vetero/patriarcale e la delicata questione delle parole che ci nominano, perché in un mondo che ti annulla è difficile trovare le parole per dirsi, raccontarsi, ribadire all’italietta ipocrita che prima di essere mostri siamo favolose, oltre ad essere prostitute siamo anche altro e soprattutto che siamo persone portatrici di diritti e degne/i di rispetto.Marrazzo si ritirerà in un convento, ma noi restiamo su questa terra perchè qui vogliamo vivere e viverci bene!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Porpora Marcasciano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4961593278941143128?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4961593278941143128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4961593278941143128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4961593278941143128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4961593278941143128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/10/ma-chi-va-con-le-trans.html' title='Ma chi va con le trans?'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8848444656630510141</id><published>2009-10-27T02:16:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T02:21:51.941-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>CONSUMATE/I DAL CONSUMO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; color: rgb(51, 51, 153);"&gt;L’etica della responsabilità&lt;br /&gt;nell’economia&lt;br /&gt;e nell’informazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 novembre 2009 -ore 9.30&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 153);"&gt;presso la Società Letteraria &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 153);"&gt;Piazzetta Scalette Rubiani 1 - 37121 Verona &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 9.30 Perché questo convegno, perché questi temi&lt;br /&gt;Maria Geneth presidente del Filo di Arianna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 10.00 Le domande del presente, le risposte delle femministe&lt;br /&gt;Manuela Fraire, psicoanalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 11.00 Riflessioni di giovani donne&lt;br /&gt;Olivia Guaraldo, filosofa Università di Verona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 11.20 Ludmila Bazzoni, gruppo Benazir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 11.40 “Ingiustizie individuali/impoverimento collettivo”&lt;br /&gt;Luisa Rosti, economista, Università di Pavia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pausa pranzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 14.30 “L’impegno personale per una economia&lt;br /&gt;che non trascuri l’etica”&lt;br /&gt;Enrico Milano presidente di Banca ETICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 15.00 “L’impresa etica, l’esperienza veronese”&lt;br /&gt;Maria Teresa Giacomazzi, MAG&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 15.30 “L’etica nell’informazione”&lt;br /&gt;Ritanna Armeni, giornalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 16.15 Alessia Rotta, giornalista&lt;br /&gt;ore 16.40 Discussione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 18.00 Chiusura e una discussione su questi temi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Filo di Arianna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;associazione culturale femminista a Verona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c/o Società Letteraria&lt;br /&gt;Piazzetta Scalette Rubiani 1 - 37121 Verona&lt;br /&gt;tel. 045 595949&lt;br /&gt;www.filodiariannaverona.it - segreteria@filodiariannaverona.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8848444656630510141?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8848444656630510141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8848444656630510141' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8848444656630510141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8848444656630510141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/10/consumatei-dal-consumo.html' title='CONSUMATE/I DAL CONSUMO'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2857587932802962497</id><published>2009-05-26T01:46:00.000-07:00</published><updated>2009-05-26T01:57:14.248-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Boicotta Lactacyd</title><content type='html'>&lt;p&gt; &lt;object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/m7BxLjBFg_0" id="ltVideoYouTube" width="450" height="350"&gt;  &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/m7BxLjBFg_0"&gt;  &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;  &lt;param name="allowScriptAcess" value="sameDomain"&gt;  &lt;param name="quality" value="best"&gt;  &lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;  &lt;param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"&gt; &lt;/object&gt; &lt;/p&gt;Segnaliamo questo video in "risposta" alla pubblicità Lactacyd la quale sfruttava per l'ennesima volta il corpo delle donne per favorire le ronde cittadine(&lt;a href="http://video.unita.it/?video=950"&gt;clicca qui per vedere la pubblicità originale).&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Diciamo basta con questa strumentalizzazione, basta con questa deriva securitaria. No al razzismo. No al sessismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'onda anomala di Venezia questo video...Boicotta Lactacyd!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2857587932802962497?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2857587932802962497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2857587932802962497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2857587932802962497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2857587932802962497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/05/era-lo-spot-lactacyd-intimo.html' title='Boicotta Lactacyd'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5792563966252218200</id><published>2009-05-08T03:00:00.000-07:00</published><updated>2009-05-08T03:17:51.250-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Convegno: vita e pensiero di Carla Lonzi</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span style="color:#333399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;Padova sabato &lt;/span&gt;&lt;st1:date ls="trans" year="2009" day="23" month="5"&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;23 maggio 2009&lt;/span&gt;&lt;/st1:date&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;ore 15.30-20.00&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Palazzo Moroni - Sala Paladin&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Harrington;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Harrington;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -1.75pt 0pt 0cm; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Harrington;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: &amp;quot;Lucida Handwriting&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;“Da questo mio centro,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -1.75pt 0pt 0cm; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;em style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: &amp;quot;Lucida Handwriting&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;non mi muove più nessuno”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Rockwell;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Ripensare la politica delle donne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Rockwell;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Alla radice della differenza: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: Rockwell;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;la vita e il pensiero di Carla Lonzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Presentazione di Fiorella Grigio – Centro Pandora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Proiezione del video "Alzare il cielo.Ritratto di Carla Lonzi"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;Maria Luisa Boccia (docente di filosofia, Univ. di Siena) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;“La relazione a fondamento della politica”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Manuela Fraire (psicanalista, Roma) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;“Autocoscienza e differenza”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41);"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Dibattito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: rgb(41, 41, 41); font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5792563966252218200?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5792563966252218200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5792563966252218200' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5792563966252218200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5792563966252218200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/05/convegno-vita-e-pensiero-di-carla-lonzi.html' title='Convegno: vita e pensiero di Carla Lonzi'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5685982919409798820</id><published>2009-04-30T10:39:00.000-07:00</published><updated>2009-04-30T10:41:35.347-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Nicola è ognuno di noi...</title><content type='html'>&lt;a name="4932834761620973467"&gt;&lt;/a&gt; &lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://veronacritica.blogspot.com/2009/04/1-maggio-2009-nicola-e-ognuno-di-noi.html"&gt;1 maggio 2009: Nicola è ognuno di noi&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SfY0ew73mAI/AAAAAAAABEA/Mme4k3u2uaM/s1600-h/logo_1_04.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 178px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SfY0ew73mAI/AAAAAAAABEA/Mme4k3u2uaM/s400/logo_1_04.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329504912176289794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: 'Arial Black'; font-size: 180%;"&gt;NICOLA E' OGNUNO DI NOI - MANIFESTAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div face="verdana" size="12px" style="margin: 0px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); min-height: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: Helvetica; font-size: 100%;"&gt;Alle cittadine e ai cittadini veronesi, alle ragazze&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: Helvetica; font-size: 100%;"&gt;e ai ragazzi, alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: Helvetica; font-size: 100%;"&gt;conoscono bene parole come intolleranza e razzismo, alle tante realtà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: Helvetica; font-size: 100%;"&gt;formali ed informali: ritroviamoci in piazza a manifestare contro la&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: Helvetica; font-size: 100%;"&gt;violenza fascista che un anno fa ha stroncato la vita di Nicola Tommasoli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); min-height: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: 'Arial Black'; font-size: 180%;"&gt;PER NON DIMENTICARE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); font-family: 'Arial Black'; font-size: 180%;"&gt;VERONA - VENERDI' 1 MAGGIO 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); min-height: 12px;"&gt;Piazza Santa Toscana Verona  -  ore 14.00 (quartiere Veronetta, vicino alla stazione di Porta Vescovo)&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); min-height: 12px;"&gt;Partenza corteo ore 15.00 - Arrivo in piazzetta Nicola Tommasoli (Porta Leoni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://verona17maggio.noblogs.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0px; font-family: verdana; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(5, 5, 5); min-height: 12px;"&gt;-------------------------&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5685982919409798820?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5685982919409798820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5685982919409798820' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5685982919409798820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5685982919409798820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/04/nicola-e-ognuno-di-noi.html' title='Nicola è ognuno di noi...'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SfY0ew73mAI/AAAAAAAABEA/Mme4k3u2uaM/s72-c/logo_1_04.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-9110311884333308347</id><published>2009-04-30T10:35:00.000-07:00</published><updated>2009-04-30T10:38:08.758-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Ladyfest a Roma 22-23-24 Maggio 2009</title><content type='html'>&lt;p&gt; Il primo Ladyfest e' stato organizzato ad Olympia nel 2000. Da allora si sono susseguiti  centinaia di Ladyfest in tutto il mondo: una rete internazionale il cui nucleo concettuale condiviso è la promozione dell'arte indipendente, la decostruzione di modelli imposti e restrittivi, la rivalutazione del corpo e della sessualità come sperimentazione nelle sue infinite forme, in una prospettiva queer, antirazzista, transgender e femminista.&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://ladyfest-roma.noblogs.org/" target="_blank"&gt;Ladyfest romano&lt;/a&gt; è un festival "do it yourself" e no-profit che si svolgerà in maniera itinerante con workshop, mostre, concerti, djset, teatro, proiezioni video, installazioni e merchandising di autoproduzioni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;Il pass per le serate del 22, 23 e 24, al costo di &lt;span style="color: rgb(248, 6, 122);"&gt;&lt;strong&gt;10 euro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, sarà venduto durante tutte le serate e presso l’infopoint  (Tuba, via del Pigneto 19). L’iscrizione ai workshop è a sottoscrizione libera. L’incasso delle serate sarà devoluto per la promozione di arte indipendente ed eventi culturali a L'Aquila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per conoscere l'intero programma.. &lt;a href="http://ladyfest-roma.noblogs.org/"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/EJqh0XiFvpE" id="ltVideoYouTube" width="450" height="350"&gt;  &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EJqh0XiFvpE"&gt;  &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;  &lt;param name="allowScriptAcess" value="sameDomain"&gt;  &lt;param name="quality" value="best"&gt;  &lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;  &lt;param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"&gt; &lt;/object&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-9110311884333308347?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/9110311884333308347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=9110311884333308347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9110311884333308347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9110311884333308347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/04/ladyfest-roma-22-23-24-maggio-2009.html' title='Ladyfest a Roma 22-23-24 Maggio 2009'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6753771203816571850</id><published>2009-02-25T06:17:00.000-08:00</published><updated>2009-02-25T06:20:01.154-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Il 14 febbraio  è il giorno degli innamorati: per questo ci siamo chieste  se  i rapporti amorosi tra giovani e meno giovani siano tutelati effettivamente con  l'accesso a misure  preventive e anticoncezionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Questa notte i più grandi ospedali di Roma sono stati oggetto di un blitz-inchiesta da parte di studentesse (di alcune scuole di Roma  e delle due università La Sapienza e  Roma 3) e precarie.  L'obiettivo è quello di tracciare una mappa di quegli ospedali in cui illegalmente si esercita l'obiezione di coscienza  sulla contraccezione di emergenza. Verso le 22.00 piccoli gruppi di donne sono entrati contemporaneamente nelle sale dei pronto soccorso richiedendo la cosidetta  "pillola del giorno dopo", che deve essere assunta entro le 72 ore dal rapporto sessuale ma la cui efficacia diminuisce col passare delle ore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;I dati raccolti  la scorsa notte sono i seguenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Il policlinico Gemelli e l'ospedale S.Pietro Fate Bene Fratelli non prescrivono la pillola. Difronte alle insistenze delle studentesse, il personale risponde  che questi sono ospedali cattolici(come se si fossero dimenticati di essere convenzionati con lo stato italiano), giustificando, in questo modo, l'omissione di soccorso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;L'ospedale CTO rifiuta la prescrizione della pillola e al momento di rilasciare la dichiarazione del rifiuto, la dottoressa chiede di pagare il ticket di 25 euro, indirizzando poi la richiedente ad un altro ospedale per avere la prescrizione della pillola, dopo aver pagato un altro ticket.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;I pronto soccorsi degli ospedali Policlinico Umberto I, San Filippo Neri, San Camillo Forlanini, S.Eugenio, Pertini e S.Giovanni prescrivono la pillola solo dietro pagamento del ticket di 25 euro. In particolare l'ospedale S.Eugenio viene indicato da più ospedali come il luogo in cui viene prescritta la pillola "senza problemi". Nel pronto soccorso del S.Giovanni viene negata in un primo momento, a seguito di insistenze da parte delle studentesse, viene prescritta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Negli ospedali S.Andrea, Policlinico Casilino , Policlinico Tor Vergata si segnala la presenza di obiettori ma, allo stesso tempo, la possibilità di ottenere la prescrizione della pillola, anche se con tempi di attesa non prevedibili e sempre dietro il pagamento del ticket. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Denunciamo l'omissione di soccorso e l'interruzione di un pubblico servizio degli ospedali, laddove è illegale che i medici ricorrano all'obiezione di coscienza. La contraccezione di emergenza infatti ha un effetto prefertilizzante e non abortivo,  non prevede restrizioni d'uso (è un farmaco che rientra nella "classe 1" dell' OMS) e deve essere prescritta senza diagnosi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Ribadiamo inoltre che la salute deve essere un sevizio pubblico e gratuito per tutti e tutte, migranti  e cittadini/e italiani/e: per questo riteniamo inaccettabile il costo del ticket (solo per farsi prescrivere una pillola) pari a 25 euro che devono essere sommate al costo del farmaco(circa 13 euro). La nostra azione è volta a rimettere al centro del dibattito pubblico la libertà delle donne nella gestione del proprio corpo, troppo spesso utilizzato strumentalmente per dare avvio a provvedimenti dettati dalla morale cattolica e che limitano la possibilità di scegliere una sessualità e una maternità consapevole. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;&lt;strong&gt;Per questo noi  obiettiamo gli obiettori.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Tutte le donne devono avere accesso ad un'informazione laica e libera su sessualità e prevenzione, che agendo prima dell'emergenza educhi a una sessualità consapevole; a un sistema di welfare universale che consenta prestazioni sanitarie gratuite e servizi che ne sostengano l'autodeterminazione, a partire da consultori, asili pubblici e centri antiviolenza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;&lt;strong&gt;La libertà  e i diritti delle donne non saranno il prezzo da pagare in questa crisi.  Né ora né mai. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;" &gt;Studentesse e precarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:pillolissima2009@gmail.com" target="_blank"&gt;pillolissima2009@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6753771203816571850?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6753771203816571850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6753771203816571850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6753771203816571850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6753771203816571850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/02/con-pillolissima-2009-liberta-e.html' title='Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1505833098550812929</id><published>2009-02-09T01:27:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T01:31:39.224-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Corteo contro la violenza sulle donne!!</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;TUTT@ AL CORTEO CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;giovedì 11 febbraio h 18:30 P.le Roma - Venezia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(51, 0, 51);" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;LA VIOLENZA SULLE DONNE NON DIPENDE DAL PASSAPORTO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;LA FANNO GLI UOMINI!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" align="left"&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: left;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Una donna su tre al mondo è vittima di stupri e di violenze per mano maschile. Da un'indagine Istat del 2006 emerge che in Italia 7 milioni di donne tra i 14 e i 59 anni hanno subito violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita, dentro e fuori la famiglia. Gli stupri e i tentati stupri avvengono ad opera di familiari. Solo il 3,5% avviene per mano di estranei. Più frequentemente si tratta di amici (23,8%), conoscenti (12,3%), fidanzati o ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%). I luoghi più a rischio sono i più familiari. Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada. Nel resto si tratta di casa propria, di case di amici, di parenti o dell'aggressore. Quando avviene la violenza sessuale, questa è spesso violenza ripetuta e le donne non se la sentono di denunciarla nel 90% dei casi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Un terzo delle donne non ne parla con nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;QUESTI NON SONO NUMERI ASTRATTI, QUELLE DONNE SIAMO NOI ! ! !&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Le donne, fin dalla più tenera età, sono condizionate ad accettare di recitare dei "ruoli": essi comprendono stili di comportamento, attitudini, valutazioni, giudizi morali. Questo sistema dei ruoli è continuamente reiterato ed incoraggiato dai prodotti culturali, dai media, persino dai programmi scolastici. L'addestramento sociale su quanto si conviene alle donne e quanto si conviene agli uomini insegna alle prime ad essere vittime, ed ai secondi ad essere aggressori. L'alta incidenza degli stupri e delle violenze sulle donne è semplicemente uno dei risultati dello sbilanciamento di potere fra uomini e donne. Ci si attende che le donne assumano, nei riguardi degli uomini, un atteggiamento subordinato in quanto ritenute inferiori: di conseguenza, lo stupro non è che una logica estensione di tale rapporto di dominio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;DENUNCIAMO la cultura dello "stupro" di cui si nutre la società patriarcale!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;VOGLIAMO abbattere la relazione di dominio fra uomini e donne, condurre una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato, maschilismo, sessismo e omofobia, per cominciare a costruire un nuovo patto di convivenza tra uomini, donne, lesbiche, gay, trans!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Casi recenti dimostrano inoltre come i media e le alte cariche istituzionali vorrebbero portare le donne a pensare che un toccamento casuale o un commento a sfondo sessuale non siano altro che una forma di elogio alla loro "desiderabilità". La mancanza di chiarezza su cosa sia un comportamento insultante per una donna e l'ambivalenza con cui i media considerano questi fenomeni, fanno sì che essi non vengano riconosciuti come aggressioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;DENUNCIAMO la mistificazione della violenza maschile agita attraverso un linguaggio sessista e rispondente ai desideri maschili!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Le istituzioni e i media ancora una volta non hanno alcun ritegno nell'usare le donne che subiscono violenza per parlare di altro e per distogliere l'attenzione dal fatto che la violenza contro le donne la compiono sempre uomini di qualunque nazionalità e classe sociale essi siano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;DENUNCIAMO LA VIOLENZA MASCHILE COME QUESTIONE POLITICA CONTRO LA NOSTRA LIBERTA' E NON COME EMERGENZA PER LEGITTIMARE IL NUOVO PACCHETTO SICUREZZA (ddl733) ESPRESSIONE DI UNA POLITICA ESPLICITAMENTE RAZZISTA che individua nelle persone migranti il pericolo e nelle donne il soggetto debole da difendere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: left; font-weight: bold;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Diciamo NO ad uno stato di paura che ci vuole docili, creato ad arte per tenerci chiuse in casa e sul nostro posto di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: left; font-weight: bold;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Scendiamo nelle strade, trasformando la nostra rabbia in lotta, riprendiamoci la notte e liberiamo le nostre città!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; font-weight: bold;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"&gt;collettivo femminista &amp;amp; lesbico VengoPrima! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1505833098550812929?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1505833098550812929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1505833098550812929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1505833098550812929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1505833098550812929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2009/02/corteo-contro-la-violenza-sulle-donne.html' title='Corteo contro la violenza sulle donne!!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4628539320812130918</id><published>2008-12-05T09:45:00.001-08:00</published><updated>2008-12-05T09:46:22.168-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Adeschiamo i diritti!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/STlo4iyeQgI/AAAAAAAAAxs/sAHvJSC0z54/s1600-h/117344-volantino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276363759061713410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 276px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/STlo4iyeQgI/AAAAAAAAAxs/sAHvJSC0z54/s400/117344-volantino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4628539320812130918?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4628539320812130918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4628539320812130918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4628539320812130918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4628539320812130918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/12/adeschiamo-i-diritti.html' title='Adeschiamo i diritti!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/STlo4iyeQgI/AAAAAAAAAxs/sAHvJSC0z54/s72-c/117344-volantino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3702648677729936694</id><published>2008-11-24T08:15:00.000-08:00</published><updated>2008-11-24T08:16:13.251-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;VENERDì 28 NOVEMBRE&lt;br /&gt;IN AULA T.4 LETTERE E FILOSOFIA&lt;br /&gt;ALLE ORE 17.20&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IDA DOMINIJANNI&lt;br /&gt;(Giornalista de "Il Manifesto")&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;BARACK OBAMA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN CASO DI RIVOLUZIONE SIMBOLICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;L'incontro si inserisce nel seminario di Diotima intitolato "Il potere e la politica non sono la stessa cosa"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3702648677729936694?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3702648677729936694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3702648677729936694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3702648677729936694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3702648677729936694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/11/venerd-28-novembre-in-aula-t.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1441128084938449458</id><published>2008-11-18T05:23:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T05:28:21.309-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Indecorose e libere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SSLClrE2RoI/AAAAAAAAAxk/ILqp6iO4kOI/s1600-h/manifesto_roma3BIS.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 223px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SSLClrE2RoI/AAAAAAAAAxk/ILqp6iO4kOI/s320/manifesto_roma3BIS.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269988466450908802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 0, 128);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;MANIFESTAZIONE NAZIONALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Corteo di donne autorganizzat&lt;/span&gt;o&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ROMA, 22 NOVEMBRE 2008 - P.zza della Repubblica, ore 14.00&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;&lt;strong&gt;INDECOROSE E LIBERE!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.&lt;br /&gt;Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 donne, femministe e lesbiche per dire &lt;strong&gt;NO alla VIOLENZA MASCHILE&lt;/strong&gt; e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne da parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e repressive. Torneremo in piazza anche questo anno perché i governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.&lt;br /&gt;In un anno gli attacchi alla nostra  libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo&lt;br /&gt;in luce la deriva autoritaria, sessista, e razzista del nostro paese.&lt;br /&gt;Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans, contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione.&lt;br /&gt;Violenza legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le nostre vite.&lt;br /&gt;La violenza maschile ha molte facce e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.&lt;br /&gt;Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città, tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza.&lt;br /&gt;Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati,  determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.&lt;br /&gt;Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno  un sistema educativo - il tempo pieno - che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia.&lt;br /&gt;L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite: mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini. Non pagheremo noi la vostra crisi!&lt;br /&gt;Vogliamo reagire alla violenza fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa agita verso di noi, in famiglia e fuori, “solo” perché siamo donne. Vogliamo dire basta al femminicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SABATO 22 NOVEMBRE&lt;br /&gt;SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA COME FEMMINISTE E LESBICHE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt;&lt;strong&gt; PER RIBADIRE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura domestiche, e &lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO, MA E’ UN PROBLEMA CULTURALE E POLITICO!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; &lt;strong&gt;E AFFERMARE CHE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO  TUTTE 5 IN CONDOTTA!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:georgia,palatino;font-size:small;"  &gt; ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che &lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1441128084938449458?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1441128084938449458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1441128084938449458' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1441128084938449458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1441128084938449458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/11/indecorose-e-libere.html' title='Indecorose e libere'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SSLClrE2RoI/AAAAAAAAAxk/ILqp6iO4kOI/s72-c/manifesto_roma3BIS.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2162020888047941453</id><published>2008-11-18T04:56:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T04:57:03.594-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Libere e travolgenti</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style;font-size:85%;color:#000080;"&gt; &lt;p&gt;L’onda va avanti e non si ferma! Inonda strade, piazze, assemblee, costruisce  nuovi linguaggi, apre spazi di discussione, pratica l’autorganizzazione come  forma di agire politico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi donne in onda della Sapienza vogliamo portare avanti sia un’analisi  politica, sia nuove pratiche di movimento che aprano spazi per tutte e tutti.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La mobilitazione, partita dalla battaglia contro i decreti 133 e 137, ha  allargato il suo campo d’azione e di rivendicazione. A partire dalle scuole  primarie l’onda è dilagata nelle scuole e nelle università ponendo al centro la  questione dell’autonomia economica, politica, esistenziale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’onda anomala vede il protagonismo delle donne nel movimento. Sono state le  donne ad accendere la protesta: sono state le maestre e le mamme che hanno  contestato il decreto Gelmini non solo per tagli consistenti ai posti di lavoro,  ma anche per quelli alle ore di scuola. Con la riduzione del tempo- scuola da 40  a 24 ore, l’attacco al progetto educativo diviene complessivo. Il tempo pieno,  infatti, rappresenta un modello educativo in cui la madre da un lato non è  l’unica referente della formazione e della educazione affettiva, e dall’altro  permette l’espressione di un’autonomia attraverso la liberazione di tempi di  vita. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La precarietà estende l’assenza di garanzie e la discontinuità di reddito a  tutte le figure lavorative. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le conseguenze sono sotto i nostri occhi ogni giorno nelle università, dove  il lavoro è spesso gratuito, sotto forma di stages e tirocini, o semi-gratuito  con le docenze a contratto, peraltro regolate da criteri di reclutamento  arbitrari. Arbitrarietà che per le donne aggiunge l’aggravante di venire  discriminate per il fatto stesso di essere donne. La maternità (o la sua  potenzialità) diventa un motore di espulsione dal lavoro, incidendo  negativamente sulle assunzioni e le stabilizzazioni. Se in Italia la percentuale  delle donne laureate è il 55% del totale, quella delle ricercatrici scende al  29%. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’accesso delle donne al mondo del lavoro è ormai riconosciuto come  condizione diffusa (anche se in Italia limitata, abbiamo infatti uno dei tassi  di occupazione femminile più bassi d’Europa), ma con le attuali politiche  assisteremo ad una trasformazione dei tempi di vita delle donne. Prendiamo ad  esempio tutti quei casi in cui le donne, pur di non perdere il loro lavoro  precario, si trovano a dover scaricare il lavoro di cura su altre donne: le  nonne o le migranti e le giovani precarie a cui consegneranno parte o tutto il  loro stipendio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il corpo delle donne viene attraversato da linee di potere specifiche e il  conflitto di genere vive nelle nostre relazioni, come vediamo nel mondo delle  università, della ricerca e del lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non crediamo che il sapere sia neutro, non crediamo alla parità tra i generi  quando proprio nell’università è evidente come nella gerarchia di potere le  donne non arrivino quasi mai ai vertici della piramide, basta vedere il numero  bassissimo di docenti ordinarie. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;C’è una cecità di genere e noi siamo intenzionate a vederci chiaro. Dobbiamo  e vogliamo mettere in gioco i nostri desideri e le nostre rivendicazioni.  Riteniamo che, dentro l’università, esista una completa assenza di dibattito e  di studi che affrontino le tematiche di genere, proprio per questo pensiamo che  la didattica ufficiale debba affrontare tali questioni, attraverso la  partecipazione diretta delle studentesse e delle ricercatrici; così come al  contempo rivendichiamo la necessità di costruire momenti di autoformazione,  attraverso cui costituire saperi differenti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il corpo delle donne continua ad essere il veicolo di politiche securitarie,  approvate a colpi di decreti, come il pacchetto sicurezza che individua  nell’immigrato l’unico colpevole delle violenze, o come il D.d.L. Carfagna che,  criminalizzando le prostitute, controlla e gestisce i comportamenti e i modi di  esistenza di tutte le donne. La presunta vulnerabilità delle donne diventa un  espediente per giustificare tutte le misure di controllo, dalla militarizzazione  delle strade alla criminalizzazione dei migranti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vogliamo un welfare che consenta l’indipendenza delle donne.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vogliamo un consultorio in tutte le scuole e le università, così come  un’educazione che parli di sessualità sin dalle scuole elementari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non vogliamo pagare noi la crisi, non vogliamo rispondere all’appello al  sacrificio, non vogliamo delegare a nessuno le decisioni sul nostro presente e  sul nostro futuro, non vogliamo subire un controllo sempre più pervasivo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riteniamo fondamentale portare questo dibattito nelle università in  mobilitazione, farlo vivere nella proposta di autoriforma e declinarlo nelle  rivendicazioni del movimento . &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 22 novembre, alla manifestazione nazionale contro la violenza maschile  sulle donne, vogliamo costruire uno spezzone nazionale come studentesse,  ricercatrici e dottorande che porti la forza e la determinazione dell’onda.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sarà un punto di arrivo, ma un momento di denuncia e di reazione sulla  violenza contro le donne. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Saremo onda ancora una volta: riprenderemo i nostri spazi invaderemo e  bloccheremo la città .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perché non saranno i nostri corpi né i nostri desideri a pagare la crisi!  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Donne in onda della Sapienza in mobilitazione &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2162020888047941453?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2162020888047941453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2162020888047941453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2162020888047941453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2162020888047941453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/11/libere-e-travolgenti.html' title='Libere e travolgenti'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1549364436670216555</id><published>2008-11-14T05:20:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T05:21:37.401-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Sul Dl 133 e 137, pensieri femministi sull'autoriforma</title><content type='html'>Come femministe che lottano, si muovono e creano saperi all'interno dell'università crediamo sia fondamentale un'analisi dal punto di vista di genere degli ultimi decreti legge in materia di istruzione e welfare. Prendiamo parola come componenti del movimento sulla reale condizione delle donne nel sistema universitario attuale, con la volontà di portare un contributo alla critica dell'esistente e alla volontà di autoriforma espressa dalle studentesse e dagli studenti.&lt;br /&gt;Partiamo dalla pesante ricaduta che ha lo smantellamento del welfare, di cui i decreti Tremonti-Gelmini sono espressione, sulle donne e sulla nostra libertà di autodeterminazione. Oltre a delegare la nostra salute ad enti privati, tagliando fondi ai Consultori e persino ai Centri Antiviolenza, promuove una retorica familista neo-fascista, in cui il lavoro di cura si riversa completamente sulle spalle delle donne, ancora una volta ricacciate in casa a occuparsi di bambini e anziani. La famiglia è il luogo primario delle violenze contro le donne e del controllo sui nostri corpi e sulle nostre vite. Un'altra conseguenza è la gerarchizzazione femminile su linee razziali e di classe del lavoro di cura che si traduce in una regolazione dei flussi migratori sulla base dei servizi che il pubblico non vuole più garantire.&lt;br /&gt;Il DL 137 riduce il tempo scolastico a 24 ore settimanali, decretando la scomparsa del tempo pieno. Questo pone fine ad un progetto pedagogico avanzato e decreta una  divisione di classe tra madri che possono pagare per lasciare i bambini a scuola e madri che saranno costrette a pagare col proprio tempo e progetto di vita, tenendoli a casa, visto e considerato che ancora oggi  gli uomini-padri non sembrano condividere quanto dovrebbero il lavoro di cura. Meno tempo a scuola e classi differenziali per migranti significano precisa volontà di discriminazione e pongono le basi per un'educazione razzista, xenofoba, sulla scorta di un "pensiero unico" catto-fascista.&lt;br /&gt;L'insegnamento nelle scuole primarie è tuttora demandato alle donne. Questa femminilizzazione dell'educazione comporta il perpetuarsi dello stereotipo che ci vuole inserite all'interno del mondo dell'istruzione solo nei gradi più vicini alle funzioni materne. L'enorme presenza di donne nelle scuole elementari e la decisione della Gelmini di imporre alle classi una maestra unica comporta il futuro licenziamento di massa delle donne. La "razionalizzazione" del personale ATA sancita nel DL 133 significa anch'essa licenziamenti per le donne, che rappresentano due terzi dei lavoratori, e incide ulteriormente sull'occupazione femminile che nel nostro paese non può vantare dati dignitosi. Le modifiche all'iter di richiesta del part-time, che diventa una "concessione dell'amministrazione" penalizzano ancora una volta le donne che in un numero maggiore usufruiscono di questa modalità lavorativa.&lt;br /&gt;La critica al DL 133, nella parte riservata alla "riforma" dell'Università, che in realtà sancisce tagli economici, di personale e la trasformazione dell'Università pubblica in fondazioni private, non può esimersi da un'analisi delle nefaste condizioni del sistema universitario precedente. In particolare è un sistema che per le donne rappresenta ancora un "tetto di cristallo". Le donne laureate superano di gran lunga il numero di uomini laureati ogni anno, il numero di ricercatrici di III Livello (precarie e sottopagate) è in aumento, ma risulta in decremento il dato sulle ricercatrici di I livello, il numero di docenti ordinarie è inferiore alla media europea, e nel CRUI (Conferenza Rettori Università Italiana) ci sono solo 2 donne su 67 membri, che rappresentano il 2, 6% contro il 25% francese. Il sapere è di fatto in mano maschile come in tutti gli ambiti economico-politici italiani, e si traduce nelle tante forme di potere patriarcale.&lt;br /&gt;Riteniamo che il blocco del turn-over al 20% penalizzerà ulteriormente le donne, e le possibilità di ricerca sui saperi "non convenzionali" per il sistema italiano e in particolare sui "grandi assenti" Gender Studies. Con i tagli e senza una precisa volontà politica, la sperimentazione nella ricerca non è ammessa, la razionalizzazione finisce per limitare anche la ricerca tradizionale e a mercificare il sapere.&lt;br /&gt;Da una parte in Italia, a differenza da tanti paesi europei e extraeuropei non esistono Lauree triennali in Studi di Genere. D'altra parte quando si traducono in insegnamenti all'interno di triennali o specialistiche vengono trasmessi dal punto di vista metodologico come specificità, senza metterne in pratica gli aspetti di messa in discussione della didattica ufficiale e delle asimmetrie di potere (si ripropone la lezione frontale, nozionistica…). I temi degli studi di genere si ritrovano a dover stare all'interno di compartimenti stagni limitanti, e, dove esistono, vengono relegati a nicchie di saperi che non prevedono la contaminazione con gli altri, neutralizzandone la natura trasversale a tutti gli altri insegnamenti. Non è prevista inoltre l'integrazione della didattica ufficiale con saperi che provengano dal basso, da soggettività altre, come le espressioni di movimento della società civile, in questo caso di donne femministe e lesbiche. Questo provoca l'esclusione di temi che noi consideriamo fondamentali per la formazione ma che il "sistema" non considera neutri, perciò sufficientemente scientifici o razionali. Ad esempio sembra impensabile proporre tesi di ricerca o addirittura corsi sull'autodeterminazione delle donne, sulla sessualità, sul sex work, sulle esperienze e la storia dei movimenti lgbtqi o sul transessualismo. Sono temi che, se portati dal basso all'interno dell'università possono aprire delle brecce, mettere in discussione l'intera impalcatura patriarcale sulla quale si regge il sistema di sapere-potere interno ed esterno all'università stessa.&lt;br /&gt;Crediamo che la volontà di autoriforma non possa prescindere da un'analisi di genere sul sistema universitario italiano. Se l'onda decidesse di omettere questa critica, finirebbe per riproporre quel concetto di "neutralità" che finisce per escludere le esistenze, resistenze e desideri di tutte e tutti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://figliefemmine.noblogs.org/" target="_blank"&gt;Figliefemmine&lt;/a&gt; (Bologna)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1549364436670216555?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1549364436670216555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1549364436670216555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1549364436670216555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1549364436670216555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/11/sul-dl-133-e-137-pensieri-femministi.html' title='Sul Dl 133 e 137, pensieri femministi sull&apos;autoriforma'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1569337288715332016</id><published>2008-09-23T01:10:00.000-07:00</published><updated>2008-09-23T01:16:36.771-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>DALL'EMBRIONE ALLA NAZIONE: Maternità,fecondazione,biopolitiche</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Ciclo di seminari di storia, filosofia, antropologia presso l'Università di Torino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nadia Filippini: martedì 14 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La personificazione dell'embrione: un processo storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La relazione intende ricostruire le tappe e i contenuti fondamentali della nuova rappresentazione dell'embrione che si costruisce nel corso della seconda metà del Settecento, che pone le basi dell'attuale prospettiva culturale. Sarà considerato in particolare l'intreccio tra il discorso medico della nascente embriologia, il discorso teologico e quello politico, nonché le conseguenze in termini di iniziative di legge e di controllo del corpo materno. Un'attenzione particolare sarà riservata alle conseguenze che questa nuova prospettiva ha comportato per la donna e la rappresentazione della maternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Monia Andreani: martedì 21 ottobre &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30 &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Maternità in negativo e maternità in positivo: scelte biopolitiche a partire dal confronto tra legge 194/1978 e 40/2004&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Durante l’incontro si svilupperanno linee di confronto tra le leggi 194/1978 e 40/2004 con l’intento di mettere in evidenza come è cambiato, se è cambiato, lo sfondo biopolitico che ha portato alla mediazione delle rispettive leggi in un lungo arco di 26 anni; si affronteranno anche le questioni dell’obiezione di coscienza, della contraccezione di emergenza e dell’aborto chimico (RU 486), con una particolare attenzione al dibattito che si è sviluppato su questi temi all’interno del movimento femminista italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Olivia Guaraldo: giovedì 30 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La biopolitica della gestazione e dell’allattamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Come è costruita dal discorso pubblico e politico la maternità, in particolare nel periodo della gestazione, le biopolitiche dell’allattamento e le leghe del latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Emma Schiavon: martedì 18 novembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un lavoro per la nazione e contro il nemico: maternità e guerra nel secolo breve&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il discorso politico intorno al corpo fertile delle donne è stato particolarmente esplicito durante le guerre del Novecento e con la nascita della propaganda bellica il rapporto fra maternità e nazionalismo diviene manifesto. Due aspetti soprattutto lo rivelano platealmente: le politiche pronataliste dei dopoguerra e il discorso pubblico intorno alle maternità derivate da stupri di guerra. Con l’invasione del Belgio nel 1914 e in seguito con la ritirata di Caporetto, in Europa e in Italia si dibatte per la prima volta il tema della legittimità dell’aborto in caso di violenza; con una singolare persistenza, tale dibattito viene ripreso, nelle sue linee generali, sino alla fine del 1900.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cecilia Pennacini: martedì 26 novembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il potere del ventre&lt;br /&gt;Ideologie riproduttive e costruzioni di genere nell’Africa dei Grandi Laghi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le società dei Grandi Laghi africani, molte delle quali avevano raggiunto già in epoca precoloniale un notevole grado di centralizzazione politica e raffinatezza culturale, presentano un’interessante concezione del genere, in gran parte incentrata sulla gestione e sul controllo del potere riproduttivo delle donne. Tale potere, che costituisce esplicitamente un valore sociale fondante e imprescindibile, è posto in alternativa al potere politico dei capi e dei sovrani e al potere mistico dei medium, rappresentanti della religione tradizionale. Tuttavia tale concezione, lungi dal fornire un’attribuzione rigida di ruoli sociali a individui biologicamente maschi o femmine, consente invece dinamici e complessi passaggi da un genere all’altro in relazione alla posizione che ciascuno, a prescindere dal proprio sesso biologico, occupa nella struttura sociale o nell’organizzazione religiosa. Esercitare il potere del ventre oppure rinunciare ad esso – la scelta compiuta dalle donne medium o da alcune figure femminili della gerarchia politica – comporta dunque in queste culture una ridefinizione sostanziale della propria identità di genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eleonora Missana: martedì 2 dicembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala lauree di Scienze politiche, via Verdi 25, ore 15,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nome di Giocasta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il ripensamento del “materno” in tutte le sue possibili accezioni filosofiche, politiche, etiche e simboliche, al di fuori degli schemi approntati dall’ordine simbolico patriarcale, è stato e continua a essere al centro delle riflessioni femministe e post-femministe. Per documentare la ricchezza e la varietà di tali riflessioni si è scelto di porre a confronto le letture offerte da alcune pensatrici contemporanee, da Luce Irigaray a Françoise Duroux, da Adriana Cavarero a Judith Butler, passando per una pensatrice non dichiaratamente femminista come Marìa Zambiano, di un testo di eccezionale pregnanza simbolica: Antigone di Sofocle.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1569337288715332016?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1569337288715332016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1569337288715332016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1569337288715332016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1569337288715332016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/09/dallembrione-alla-nazione.html' title='DALL&apos;EMBRIONE ALLA NAZIONE: Maternità,fecondazione,biopolitiche'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5123080538004598246</id><published>2008-09-18T03:49:00.000-07:00</published><updated>2008-09-18T03:52:04.907-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Verona caput fasci</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Venerdì 3 ottobre&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Arci Villafranca - Kroen (VR) &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;presenta, in collaborazione con "Alziamo la Testa"&lt;br /&gt;lo spettacolo teatrale:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VERONA CAPUT FASCI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di e con: Elena Vanni e Elio Germano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1995: il 14 luglio del 1995 il Consiglio Comunale di Verona approvava&lt;br /&gt;la mozione che rigettava la Risoluzione di Strasburgo, febbraio 1994,&lt;br /&gt;dichiarando&lt;br /&gt;l´omosessualità "contro natura".&lt;br /&gt;Questo dopo un dibattito durato mesi nel corso del quale, dai banchi&lt;br /&gt;del governo&lt;br /&gt;cittadino di destra, emerge tutta la violenza della loro ideologia.&lt;br /&gt;Oggi nel 2008 quei fatti diventano una rappresentazione teatrale&lt;br /&gt;scritta e&lt;br /&gt;interpretata da Elena Vanni e Elio Germano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la serata di teatro sarà preceduta dalla proiezione&lt;br /&gt;"tutti in piazza 1995" video della manifestazione nazionale&lt;br /&gt;"ALZIAMO LA TESTA" del 30 _9_95&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 23.30 - Concerto&lt;br /&gt;a seguire nottata con dj: Dfrocij 'in pride we trust'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con la partecipazione culinaria di fornelli ribelli &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5123080538004598246?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5123080538004598246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5123080538004598246' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5123080538004598246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5123080538004598246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/09/verona-caput-fasci.html' title='Verona caput fasci'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5801320606609332747</id><published>2008-07-11T04:13:00.000-07:00</published><updated>2008-07-11T04:14:08.530-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>La festa lesbo-gay non s'ha da fare</title><content type='html'>Arena di Verona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 11 Luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VILLAFRANCA. Per il Comune nella struttura di località Parà mancano&lt;br /&gt;le misure di sicurezza. Annunciato un sit in di protesta per domenica&lt;br /&gt;davanti al municipio&lt;br /&gt;Festa gay, Faccioli dice: «No»&lt;br /&gt;Annullata la manifestazione al circolo Arci Il gruppo Pink di Verona&lt;br /&gt;reagisce e accusa «Giunta omofoba, protesteremo in piazza»&lt;br /&gt;Le carte sono a posto perché proprio in quella sede sono stati fatti&lt;br /&gt;raduni simili&lt;br /&gt;ROBERTO AERE&lt;br /&gt;PORTAVOCE CIRCOLO PINK&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Giardini&lt;br /&gt;La festa gay-lesbo non s´ha da fare, al circolo Arci Kroen in via&lt;br /&gt;Porta, e non si farà. E così eccoti il sit-in di protesta davanti al&lt;br /&gt;municipio. Salta il Sunday Pink Pride, la festa dell´orgoglio&lt;br /&gt;lesbico, transessuale e gay organizzata domenica sera dal Circolo&lt;br /&gt;Pink di Verona. Alla base del no imposto dal Comune, dopo un&lt;br /&gt;intervento degli uffici del commercio, dei vigili urbani e dei&lt;br /&gt;dirigenti, c´è l´impossibilità di attenersi alla norme di sicurezza,&lt;br /&gt;visto il numero di persone che sarebbero convenute al Kroen, e il&lt;br /&gt;fatto che quest´ultimo può ospitare solo eventi per iscritti al&lt;br /&gt;circolo. Questo ha comunicato il Comune al direttore del Kroen,&lt;br /&gt;Romano Dal Colle.&lt;br /&gt;Il Sunday Pink Pride avrebbe previsto un aperitivo-buffet alle 20.30,&lt;br /&gt;con ospiti speciali D-froci-j e lo spettacolo Drag Queens, alle 22.&lt;br /&gt;Star della serata Barbiebubu.it, Miranda e Les Artistes con Lady&lt;br /&gt;Fulvia, Mara Cash e Miss Frutty.&lt;br /&gt;L´ORGOGLIO. Salta tutto, ma il Pink reagisce. Rinuncia alla festa,&lt;br /&gt;«per non mettere in difficoltà un circolo appena aperto e ricattato&lt;br /&gt;dalla Giunta sul prosieguo delle attività», ma non a farsi sentire. E&lt;br /&gt;organizza domenica, dalle 16 alle 23, un sit-in di fronte al palazzo&lt;br /&gt;municipale. «Denunciamo la presa di posizione omofoba e razzista&lt;br /&gt;degna della solita destra che a Villafranca, senza il coraggio di&lt;br /&gt;motivarla politicamente, impedisce la festa del Pride minacciando di&lt;br /&gt;chiudere il circolo privato che l´avrebbe ospitata», dicono Roberto&lt;br /&gt;Aere, Gianni Zardini, Cristina Stevanoni, del Pink, dal municipio di&lt;br /&gt;Verona con il capogruppo consiliare del Pdci Graziano Perini e il&lt;br /&gt;sostegno dell´ex consigliere dei Verdi, Giorgio Bertani.&lt;br /&gt;«Ringraziamo l´Arci Kroen, che ha messo a disposizione i propri spazi&lt;br /&gt;per la riuscita di questa festa», prosegue il Pink, invitando tutte&lt;br /&gt;le associazioni gay, lesbiche e transessuali, movimenti e persone e&lt;br /&gt;unirsi al sit-in «per protestare contro chi limita le libertà&lt;br /&gt;individuali e le discriminazioni messe in atto da istituzioni sempre&lt;br /&gt;più razziste. Non può essere usata una sorta di multa preventiva&lt;br /&gt;verso un gestore che avrebbe ospitato una manifestazione pacifica».&lt;br /&gt;LA LOTTA. Il Pink alza il tiro la protesta. «Dopo Verona e Tosi,&lt;br /&gt;eccoci a Villafranca». L´associazione di «gay, lesbiche, bisessuali,&lt;br /&gt;transessuali, eterossessuali, diritti umani e cittadinanza Verona»&lt;br /&gt;con sede in città, in via Scrimiari, a Veronetta, di fronte al «no»&lt;br /&gt;al Pride, dà al sit-in il senso della ripresa di una lotta cominciata&lt;br /&gt;a Verona esattamente 13 anni fa, il 14 luglio 1995. Da quando, cioè,&lt;br /&gt;il Consiglio comunale scaligero (prima giunta di centrodestra, con&lt;br /&gt;sindaco Michela Sironi) approvò la mozione, la numero 336, che&lt;br /&gt;trattava l´accesso ai servizi forniti dal Comune alle famiglie, e&lt;br /&gt;rigettava la Risoluzione di Strasburgo dichiarando l´omosessualità&lt;br /&gt;contro natura. In base a quella mozione, che parlava solo di coppia-&lt;br /&gt;famiglia-sposata, come ha denunciato per anni il Pink, di fatto «si&lt;br /&gt;scriveva che le persone omosessuali non potevano pretendere gli&lt;br /&gt;stessi diritti delle persone eterossessuali», spiegano Zardini e Aere.&lt;br /&gt;«Tutte le richieste e le norme burocratiche erano state rispettate,&lt;br /&gt;dall´Arci Kroen», aggiungono tornando sul Sunday Pink Pride negato,&lt;br /&gt;«cosa peraltro confortata dal fatto che già altre feste si erano&lt;br /&gt;svolte nelle settimane precedenti e con le stesse modalità, da attori&lt;br /&gt;diversi».&lt;br /&gt;Il Pink ricorda fra l´altro che gli attori Elio Germano ed Elena&lt;br /&gt;Vanni stanno portando in giro per l´Italia un recital, dal titolo&lt;br /&gt;«Verona caput fasci», scritto utilizzando alcune espressioni di&lt;br /&gt;consiglieri comunali scaligeri del 1995, pronunciate durante il&lt;br /&gt;dibattito sulla mozione 336. Come quella del leghista Romano&lt;br /&gt;Bertozzo, secondo cui «i gay, se vogliono dei diritti devono cedere i&lt;br /&gt;loro attributi alla chirurgia», disse in aula, «per la tranquillità&lt;br /&gt;di tutti...bisogna farli capponi».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5801320606609332747?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5801320606609332747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5801320606609332747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5801320606609332747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5801320606609332747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/07/la-festa-lesbo-gay-non-sha-da-fare.html' title='La festa lesbo-gay non s&apos;ha da fare'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3125373427166388815</id><published>2008-06-14T10:39:00.000-07:00</published><updated>2008-06-14T10:59:09.963-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Vestita di mare</title><content type='html'>Due parole &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questa notte all'orecchio m'hai detto due parole.&lt;br /&gt;Due parole stanche &lt;br /&gt;d'esser dette. Parole&lt;br /&gt;cosi' vecchie da esser nuove.&lt;br /&gt;Parole cosi' dolci che la luna che andava&lt;br /&gt;trapelando dai rami&lt;br /&gt;mi si fermo' alla bocca. Cosi' dolci parole&lt;br /&gt;che una formica passa sul mio collo e non oso&lt;br /&gt;muovermi per cacciarla.&lt;br /&gt;Cosi' dolci parole&lt;br /&gt;che, senza voler, dico: "Com'e' bella la vita!"&lt;br /&gt;Cosi' dolci e miti&lt;br /&gt;che il mio corpo e' asperso di oli profumati.&lt;br /&gt;Cosi' dolci e belle&lt;br /&gt;che, nervose, le dita&lt;br /&gt;si levano al cielo sforbiciando.&lt;br /&gt;Oh, le dita vorrebbero&lt;br /&gt;recidere stelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alfonsina Storni (1892, Sala Capriasca 1938, Buenos Aires).&lt;br /&gt; (Trad.Angelo Zanon Dal Bo)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Alfonsina Storni Martignoni (Sala Capriasca, 22 maggio 1892 – Mar del Plata, 25 ottobre 1938) è stata una poetessa, drammaturga e giornalista argentina, esponente del postmodernismo, morta suicida in mare, davanti alla spiaggia "La Perla".&lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado a dormire (ultima poesia prima del suicidio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Denti di fiori, cuffia di rugiada, &lt;br /&gt;mani di erba, tu, dolce balia, &lt;br /&gt;tienimi pronte le lenzuola terrose &lt;br /&gt;e la coperta di muschio cardato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado a dormire, mia nutrice, mettimi giù. &lt;br /&gt;Mettimi una luce al capo del letto &lt;br /&gt;una costellazione; quella che ti piace; &lt;br /&gt;tutte van bene; abbassala un pochino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciami sola: ascolta erompere i germogli... &lt;br /&gt;un piede celeste ti culla dall'alto &lt;br /&gt;e un passero ti traccia un percorso &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché dimentichi... Grazie. Ah, un incarico &lt;br /&gt;se lui chiama di nuovo per telefono &lt;br /&gt;digli che non insista, che sono uscita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corohispanoamericano.it/Alfonsina.htm"&gt;"Alfonsina y el mar" Canzone a lei dedicata dopo la morte&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3125373427166388815?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3125373427166388815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3125373427166388815' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3125373427166388815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3125373427166388815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/06/vestita-di-mare.html' title='Vestita di mare'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1326121438387445729</id><published>2008-05-24T03:31:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:57.093-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>17-05-08 Nicola è ognuno di noi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SDfv1EAWUcI/AAAAAAAAAg8/UalkRjV-Of4/s1600-h/nicola+%C3%A8+ognuno+di+noi+007.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SDfv1EAWUcI/AAAAAAAAAg8/UalkRjV-Of4/s320/nicola+%C3%A8+ognuno+di+noi+007.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203891589337207234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SDfu9EAWUbI/AAAAAAAAAg0/rm0MI7Z5jrE/s1600-h/nicola+%C3%A8+ognuno+di+noi+001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SDfu9EAWUbI/AAAAAAAAAg0/rm0MI7Z5jrE/s320/nicola+%C3%A8+ognuno+di+noi+001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203890627264532914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta la necessità impellente di combattere l’odio e l’intolleranza, di tracciare strade che tendano alla pace e all’accettazione […]So che bisogna farlo ORA, che bisogna farlo NELLA MIA CITTA’ e so che dobbiamo farlo NOI. Noi che conosciamo ancora il valore di una stretta di mano all’Altro, noi che non abbiamo bisogno di girare in centro in branco per sentirci forti, noi che abbiamo il coraggio di volare anche fino all’altro capo del mondo per costruire un’amicizia, noi che non scordiamo e utilizziamo la memoria per edificare e non distruggere ancora e ancora, noi che siamo e saremo ANTIFASCISTI/E E CONTRO LA VIOLENZA SEMPRE e che non accetteremo MAI di abbassarci ai loro livelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1326121438387445729?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1326121438387445729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1326121438387445729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1326121438387445729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1326121438387445729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/05/17-05-08-nicola-ognuno-di-noi.html' title='17-05-08 Nicola è ognuno di noi'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SDfv1EAWUcI/AAAAAAAAAg8/UalkRjV-Of4/s72-c/nicola+%C3%A8+ognuno+di+noi+007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1799476290125939659</id><published>2008-05-23T02:06:00.000-07:00</published><updated>2008-05-23T02:09:16.407-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>DONNE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI</title><content type='html'>Da anni un gruppo di donne e madri, grazie anche all'insipienza e all'incapacità di questa Amministarzione Comunale e degli uffici Casa preposti, è costretto a vivere in alloggi Ater occupati, in condizioni di estrema precarietà, con l'incubo costante dello sgombero. Non si tratta di cittadine extracomunitarie o di "perfide" rom, ma di giovani donne veneziane con figli minorenni nati sotto le ali del "leon".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Quando il diritto all'abitare diventa un privilegio non ci sono case nè per i cittadini stranieri nè per i veneziani.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La guerra tra poveri che così può innescarsi ostacola e preclude la soddisfazione di un diritto universale di cittadinanza come la casa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Da giovedì 22 Maggio queste donne occupano simbolicamente uno spazio importante del centro storico di Venezia. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Vengono difese e sostenute dal comitato Casa Santa Margherita, dal Sindacato Unine Inquilini, dai militanti del partito di Rifondazione Comunista. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Si sono installate in uno dei salotti di Venezia perchè da anni sono accampate in attesa di un alloggio pubblico. Secondo questa Amministrazione, targata partito Democratico, le case pubbliche sono poche. Forse è anche vero ma se non si restaurano quelle vuote e si vendono 170 alloggi per acquistarne poi 30 (strepitoso il cespite di guadagno) quelle poche saranno sempre meno e l'emergenza casa non potrà che aumentare. La precedenteAmministarzione comunale per casi analoghi era riuscita a trovare un'accordo con l'Ater - sanando di fatto situazioni di occupazione - dimostrando che si possono superare i limiti assurdi della Legge regionale vigente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Reiterare il male è diabolico ma ripetere una cosa giusta è senz'altro un bene. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Le donne che difendono il loro diritto all'abitare chiedono:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; * un incontro urgente con il Sindaco Cacciari e con l'Assessora Mara Rumiz &lt;br /&gt; * l'avvio da parte del Comune di Venezia di una trattativa con l'Ater e con la Giunta Regionale per sanare quei casi di occupazione evidentemente determinati da gravi problemi sociali&lt;br /&gt; * il ripristino del punto d'ascolto (URP) in Assessorato Casa per tutti gli utenti&lt;br /&gt; * il rilancio delle politiche comunali sul problema della casa &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; donne e mammme veneziane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa è sostenuta dal collettivo VENGOPRIMA!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1799476290125939659?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1799476290125939659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1799476290125939659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1799476290125939659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1799476290125939659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/05/donne-sullorlo-di-una-crisi-di-nervi.html' title='DONNE SULL&apos;ORLO DI UNA CRISI DI NERVI'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7729360759098199838</id><published>2008-05-21T01:43:00.000-07:00</published><updated>2008-05-21T01:45:08.248-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Quante cristiane bugie</title><content type='html'>Legge 194&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angela Azzaro&lt;br /&gt;Nell'editoriale di Famiglia cristiana di questa settimana quello che dà più fastidio non è tanto l'attacco alla legge 194 e la richiesta rivolta al Parlamento perché la modifichi visto che ci sono i numeri. E' un leit motiv che sentiamo ogni giorno, da destra e anche dal Pd. No, non è questo. Non è neanche il fatto che avviene a poche ore dal trentesimo anniversario della sua approvazione, il 22 maggio del 1978. Quello che dà più fastidio sono le motivazioni: cioè una falsificazione della realtà. Secondo il settimanale cattolico, la normativa che regola l'accesso all'interruzione di gravidanza sarebbe responsabile «dell'inverno demografico», cioè del fatto che nascono meno bambini e bambine.&lt;br /&gt;Non è così. E i dati lo dimostrano. La legge ha avuto un altro scopo: quello di impedire alle donne di morire sotto i ferri delle mammane. E un altro risultato: da quando esiste gli interventi sono dimezzati. Per Famiglia cristiana questi dati non valgono, non vale la vita delle donne che si sono potute salvare. La loro vita conta zero. Vale invece l'ideologia da imporre contro la scelta delle donne, il loro corpo, il loro desiderio. &lt;br /&gt;Ma come mai un giornale che si presume serio arriva a dire cose non vere? Qual è l'obiettivo? L'obiettivo è evidente. Non è attaccare la legge in quanto tale, ma il valore che in questi trent'anni di vita ha assunto: l'autodeterminazione delle donne sul loro corpo, la loro libertà di scelta. E' questo che dà fastidio, è questo che si vuole cancellare, ristabilendo un dominio storico.&lt;br /&gt;La legge, quando fu approvata, fu il frutto di un compromesso tra Dc, Partito comunista e movimento delle donne, a sua volta diviso tra chi voleva una normativa e chi chiedeva la depenalizzazione. Non è la migliore legge possibile. Ha tanti nei che hanno permesso ai suoi detrattori di svuotarla sistematicamente dall'interno. Nonostante tutto è riuscita, grazie al movimento delle donne che si è battuto per far uscire l'aborto dalla clandestinità, a diventare una legge importante. Ma oggi coloro che si battono per difendere l'autodeterminazione vengono descritte da Famiglia cristiana come «frange di femministe fuori dalla storia». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20/05/2008 da Liberazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7729360759098199838?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7729360759098199838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7729360759098199838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7729360759098199838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7729360759098199838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/05/quante-cristine-bugie.html' title='Quante cristiane bugie'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2556492528931727386</id><published>2008-05-16T03:13:00.000-07:00</published><updated>2008-05-16T03:15:19.815-07:00</updated><title type='text'>Comunicato e invito dall'assemblea cittadina</title><content type='html'>Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Assemblea aperta cittadina di Verona &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2556492528931727386?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2556492528931727386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2556492528931727386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2556492528931727386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2556492528931727386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/05/comunicato-e-invito-dallassemblea.html' title='Comunicato e invito dall&apos;assemblea cittadina'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3470591479309437210</id><published>2008-05-15T08:28:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:57.335-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Manifestazione 17 Maggio...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SCxXCmUVwNI/AAAAAAAAAdM/oMxw9DKA1WU/s1600-h/logo_piccolo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200627371863294162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SCxXCmUVwNI/AAAAAAAAAdM/oMxw9DKA1WU/s320/logo_piccolo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3470591479309437210?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3470591479309437210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3470591479309437210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3470591479309437210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3470591479309437210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/05/manifestazione-17-maggio.html' title='Manifestazione 17 Maggio...'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SCxXCmUVwNI/AAAAAAAAAdM/oMxw9DKA1WU/s72-c/logo_piccolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1721731280299986154</id><published>2008-04-28T09:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:57.496-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Compagna quando amavamo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SBYDVAZ9VqI/AAAAAAAAAbY/_yU3xBCNs6E/s1600-h/1408732_d7be0fc6d3_m.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194342879639459490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SBYDVAZ9VqI/AAAAAAAAAbY/_yU3xBCNs6E/s320/1408732_d7be0fc6d3_m.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ritorneranno, compagna, quei pomeriggi cupi&lt;br /&gt;Quando ci amavamo distese tra le ombre in autunno?&lt;br /&gt;I miei occhi fissi nel tuo sguardo&lt;br /&gt;Il tuo sguardo che sempre allontanava il mondo&lt;br /&gt;Quei pomeriggi quando ci coricavamo nelle nubi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mano nella mano passeggiavamo per le strade&lt;br /&gt;Tra i bambini che giocavano a handball&lt;br /&gt;I venditori e i loro sapori di carne bruciacchiata?&lt;br /&gt;La gente guardava le nostre mani&lt;br /&gt;Ci cercavano gli occhi e si sorridevano&lt;br /&gt;Complici, in questo affare, dell’aria mite.&lt;br /&gt;In un caffè o altro ci sedevamo molto vicine.&lt;br /&gt;Ci piaceva tutto: le cantine annerite&lt;br /&gt;La musica di Silvio, il rumore dei treni&lt;br /&gt;E fagioli. Compagna,&lt;br /&gt;Ritorneranno quei pomeriggi cupi quando ci amavamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ricordi quando ti dicevo, toccami!&lt;br /&gt;Quando la carne illesa cercava la carne e i denti, la bocca&lt;br /&gt;Nei labirinti della tua bocca&lt;br /&gt;Quei pomeriggi, isole non scoperte&lt;br /&gt;Quando camminavamo fino alla riva.&lt;br /&gt;Le mie dita lente percorrevano le colline dei tuoi seni&lt;br /&gt;Attraversavano la pianura della tua spalla&lt;br /&gt;I tuoi gelsi mi riempivano la bocca&lt;br /&gt;L’antro bagnato e grondante.&lt;br /&gt;Il tuo cuore nella mia lingua finanche nei miei sogni.&lt;br /&gt;Due pescatori che nuotavano nei mari&lt;br /&gt;Cercando la perla.&lt;br /&gt;Non ti ricordi come ci amavamo, compagna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorneranno quei pomeriggi quando vacillavamo&lt;br /&gt;Passi lunghi, mani intrecciate sulla spiaggia?&lt;br /&gt;I gabbiani e le brezze&lt;br /&gt;Due lesbiche vaghe nell’isola della mutua melodia.&lt;br /&gt;Le tue tenere mani e i pianeti che cadevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quei pomeriggi tinteggiati di rosso&lt;br /&gt;Quando ci consegnavamo alle onde&lt;br /&gt;Quando ci buttavamo&lt;br /&gt;Sull’erba del parco&lt;br /&gt;Due corpi di donna sotto gli alberi&lt;br /&gt;Che guardavano le barche che attraversavano il fiume&lt;br /&gt;Le tue ciglia che spazzavano il mio viso&lt;br /&gt;Sonnecchiando, odoravo la tua pelle di papavero.&lt;br /&gt;Due straniere al bordo dell’abisso&lt;br /&gt;Io cadevo stordita sul tuo corpo&lt;br /&gt;Sulle lune piene dei tuoi seni&lt;br /&gt;Quei pomeriggi quando il mondo si cullava con il mio respiro&lt;br /&gt;Due donne che diventavano una sola ombra ballerina&lt;br /&gt;Quei pomeriggi camminavamo fino a quando i lampioni&lt;br /&gt;Si accendevano nei viali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorneranno&lt;br /&gt;Compagna, quei pomeriggi quando ci amavamo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gloria Anzaldua (1942-2004)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Scrittrice femminista chicana tejana patlace (lesbica) di rio Grande Valley,Sud del Texas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1721731280299986154?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1721731280299986154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1721731280299986154' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1721731280299986154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1721731280299986154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/compagna-quando-amavamo.html' title='Compagna quando amavamo'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/SBYDVAZ9VqI/AAAAAAAAAbY/_yU3xBCNs6E/s72-c/1408732_d7be0fc6d3_m.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4948778438400265709</id><published>2008-04-24T03:54:00.000-07:00</published><updated>2008-05-24T03:54:55.675-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>il nostro percorso.doc</title><content type='html'>Negli incontri con voi è emersa insistentemente una questione: perché Benazir ha deciso di lavorare sulla sessualità?Che peso e significato ha lavorare proprio su questo tema?&lt;br /&gt;La nostra risposta, a posteriori, è che la nostra scelta è di natura politica. La volontà di fare una politica spontanea che proprio nella sua spontaneità racchiude l’autenticità e l’imprevedibilità che caratterizza ogni vero gesto politico. Ma non vogliamo iniziare da qui. Grazie al confronto con un altro collettivo di donne così diverso, abbiamo iniziato a riflettere sulla nostra scelta, sul nostro percorso che per noi prima era “naturale”.&lt;br /&gt;La nostra autocoscienza è stata in qualche modo una cosa naturale, spontanea. E’ iniziata con un’esigenza forte di tutte noi di parlare, confrontarsi su temi che erano, al tempo, dei tabù o comunque difficili da accettare e comunicare. Da qui è nato un percorso complesso con mille sfaccettature  che però non si è fermato a quella fase “embrionale” di confidenza/sfogo. Ha preso una sua strada, ed è forse diventata col tempo una cosa più politica. E allora sorge un’altra domanda: perché seguire questa strada?La questione sessualità poteva esaurirsi dopo quel momento iniziale di “sfogo”. Proprio grazie a questo confronto con donne con storie diverse ci siamo convinte della scelta di tipo politico fondamentale del nostro collettivo. Molte sono state le osservazioni fatte: c’è una componente anagrafica (abbiamo iniziato in un momento importante della nostra vita sessuale); ci può essere una componente storica: un ritorno ad una pratica che ha il sapore degli anni 70 proprio perché in qualche modo c’è stato un gap generazionale, e anche se la situazione sociale e politica è profondamente cambiata (basti pensare come è cambiata la situazione dicotomica tra pubblico e privato) c’è evidentemente un’esigenza di confronto profondo tra donne giovani su argomenti così intimi. Crediamo che tutte queste riflessioni siano corrette ma crediamo anche che rimanga indispensabile un lavoro così profondo di autocoscienza proprio perché in ogni secondo viene a rendersi palese il vero problema delle donne in questa società. Un problema che è legato strettamente al corpo. Donna e corpo sono inscindibili, sia nella percezione dell’essere donne (ricordiamo la prima domanda con la quale abbiamo iniziato il nostro percorso e la risposta che ci siamo date: Cosa vuol dire essere donna?Essere un corpo sessuato al femminile.), sia nell’ambito politico e sociale. La donna è corpo da proteggere, minacciare, escludere, emarginare, usare. Da usufruire in qualsiasi modo da parte dell’uomo e ci permettiamo di dire anche dall’immaginario di noi stesse.&lt;br /&gt;La donna-corpo è un soggetto misterioso, che non avendo la ragione (non potendo quindi controllare i suoi impulsi sessuali)deve essere rilegata alla sfera domestica. Quella sfera privata che è al limite (come la stessa figura della donna) tra natura e cultura. La donna-corpo che può (e deve) generare deve avere una sua dimensione a-politica da proteggere perché in realtà preziosa alla sfera pubblica (perché generante di quegli uomini che poi andranno ad agire in quest’ultima sfera, e in quanto avente un potere “liberatorio”rispetto agli uomini-mariti che possono dedicarsi totalmente alla sfera pubblica).&lt;br /&gt;La donna-corpo non ha partecipato alla sfera pubblica per secoli ma ora la situazione è cambiata. La dicotomia pubblico/privato sta crollando col tempo o meglio prendendo una forma distorta e complessa.&lt;br /&gt;La donna partecipa, entra nella sfera pubblica ma rimane un soggetto debole che in tutti gli ambiti deve essere protetta e sostenuta.&lt;br /&gt;Lo vediamo tutti i giorni nei vari provvedimenti politici e sociali. La donna viene vista come debole, come soggetto entrato in un secondo momento nella sfera politica e perciò in qualche modo ancora “mancante”. Basti pensare alle quote rosa o all’istituzione del Ministero per la pari opportunità. Se da una parte la donna è entrata come maschio imperfetto nella sfera pubblica, dall’altro rimane una figura legata, quasi ingabbiata al suo potere generativo. E dunque spuntano, non solo i soliti e grotteschi attacchi e violazioni al corpo femminile (attacchi alla 194, per esempio), ma anche tutti quegli interventi pubblici e non solo per valorizzare la donna intesa come madre o come “figura della cura”. La donna non si stacca mai dal suo corpo, è il suo corpo che entra in una duplice tenaglia. La nostra cultura, costruita e pensata “al maschile” si basa e fonda sull’accesso al corpo di donna. Se da una parte lo minaccia (violenza psicologica,fisica,sessuale), dall’altra parte si erge a protezione di un soggetto debole che pare non riuscire a liberarsi mai da questa condizione di subordinazione. In questa situazione, che prende molte volte risvolti tragici, un lavoro profondo sul corpo è necessario. Corpo che si viene a configurare come sessualità, vissuta, desiderata, immaginata.&lt;br /&gt;Un percorso che nasce e si sviluppa grazie al confronto intimo sulla sessualità ha il potere di  “toccare” o perlomeno cogliere il vero nodo della questione femminile. Questione che emerge dalla consapevolezza del proprio corpo, dall’immaginario creato da noi stesse o assorbito inconsciamente. Coscienza di sé e della possibile analisi della condizione femminile fatta attraverso un lavoro su qualcosa ritenuto sempre così intimo e privato e per cui non discutibile o politico. Nel sesso praticato da ognuna di noi vivono e vengono a svilupparsi dinamiche di relazione, di potere e scambio che possono essere il punto di partenza di un lavoro politico di genere. Superato il primo momento di sfogo e di liberazione da certi tabù si passa all’analisi, alla problematizzazione di quegli aspetti quotidiani della vita di una donna che sembrano così poco percepibili (e dunque così poco politici) proprio perché invisibili. &lt;br /&gt;Crediamo che, grazie ad un lavoro di comunicazione e condivisione della dimensione sessuale di ognuna di noi, si possa veramente conciliare un lavoro personale e contemporaneamente collettivo che prende una forma politica forte. Politica delle relazioni, della consapevolezza e del conflitto. Prendere coscienza del proprio corpo attraverso la propria esperienza e dimensione sessuale permette di decostruirsi interiormente, mettere in crisi la propria identità (non solo sessuale)e le proprie relazioni. Troppo spesso assistiamo alla subordinazione della donna che in un certo senso parte dalla vita sessuale. Subordinazione dettata dall’ inesperienza, dall’ignoranza, dalla poca coscienza di sé, del proprio sesso e del proprio desiderio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4948778438400265709?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4948778438400265709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4948778438400265709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4948778438400265709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4948778438400265709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/il-nostro-percorsodoc.html' title='il nostro percorso.doc'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-502661675453218917</id><published>2008-04-22T05:38:00.001-07:00</published><updated>2008-04-22T05:40:07.298-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Aborti in calo nel 2007</title><content type='html'>Aborto, nel 2007 in calo del 3%, aumenta però tra le immigrate&lt;br /&gt;In crescita il numero di medici e paramedici obiettori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Interruzioni volontarie di gravidanza in diminuzione nel 2007: nell'arco dei 12 mesi ne sono state 127.038 con un calo del 3% rispetto al 2006 (131.038 casi) e del 45,9% nel confronto con il 1982, l'anno in cui si è registrato il più alto numero di interventi (234.801 casi).&lt;br /&gt;E' quanto emerge dalla relazione annuale del ministro della Salute, Livia Turco, sull'attuazione della legge 194/78. La diminuzione complessiva del 2007 è dovuta al calo netto degli aborti tra le donne italiane, (-3,7% rispetto al 2006 e -61,4% sul 1982), mentre le immigrate continuano a fare ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza sempre più numerose, con un 4,5 per cento in più rispetto all'anno precedente.&lt;br /&gt;Il tasso di abortività (numero degli interventi per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l'indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all'aborto, nel 2007 è risultato pari a 9,1 per 1.000 a fronte del 9,4 per 1.000 del 2006 e del 17,2 per 1.000 del 1982.&lt;br /&gt;E in tutto il paese aumenta l'obiezione di coscienza, con alcune regioni come la Campania dove i casi sono raddoppiati: tra i i ginecologi è passata dal 58,7% al 69,2%; tra gli anestesisti dal 45,7% al 50,4%; tra il personale non medico, dal 38,6% al 42,6%.&lt;br /&gt; &lt;em&gt;(22 aprile 2008) da repubblica.it &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-502661675453218917?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/502661675453218917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=502661675453218917' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/502661675453218917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/502661675453218917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/aborti-in-calo-nel-2007.html' title='Aborti in calo nel 2007'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8490850087186928700</id><published>2008-04-21T08:42:00.000-07:00</published><updated>2008-04-21T08:45:44.072-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>I giorni veri.Le ragazze della Resistenza</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;SOCIETA' LETTERARIA  e il FILO DI ARIANNA      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in collaborazione con&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISTITUTO VERONESE PER LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELL'ETA' CONTEMPORANEA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;mercoledì 23 aprile alle ore 18.15&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;   in Società Letteraria   proiezione del film&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#6633ff;"&gt;"I giorni veri. Le ragazze della Resistenza"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;                               &lt;br /&gt;&lt;em&gt;introduce Valentina Catania, storica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ingresso libero fino ad esaurimento dei posti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8490850087186928700?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8490850087186928700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8490850087186928700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8490850087186928700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8490850087186928700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/i-giorni-verile-ragazze-della.html' title='I giorni veri.Le ragazze della Resistenza'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8966520850484749887</id><published>2008-04-21T08:35:00.000-07:00</published><updated>2008-04-21T08:41:46.999-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Nessun revisionismo!Per non dimenticare!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Venerdi 25 aprile ore 18.00 piazza Bra - Verona&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;Iniziativa per ricordare le vittime dimenticate!&lt;br /&gt;Come tutti gli anni ci ritroviamo davanti al monumento che ricorda tutti i campi di concentramento, fuori da tutti i protocolli e le etichette, dove tutt* sono invitat* a ricordare ebrei, ‘zingari’, omosessuali, lesbiche, trans, ‘asociali’, ‘malati di mente’, disabili, dissidenti, comunisti, anarchici, mendicanti, emigranti, testimoni di Geova.Durante la manifestazione verranno lette delle testimonianze di persone che hanno conosciuto l'orrore dei lager nazisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Sabato 26 aprile ore 18.30 c/o Circolo Pink&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Donne sotto il fascismo: deportate, lesbiche, partigiane&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Presentazione di Fuori della Norma. Storie lesbiche nell’Italia della prima metà del Novecento, Rosenberg &amp;amp; Sellier 2007 – Elena Biagini (Azione Gay e Lesbica),&lt;br /&gt;Nicoletta Poidimani (&lt;a href="mailto:Maistat@zitt"&gt;Maistat@zitt&lt;/a&gt;@)&lt;br /&gt;Donne in armi nella Resistenza italiana: “le poche feroci” – Lidia Martin (&lt;a href="mailto:Maistat@zitt"&gt;Maistat@zitt&lt;/a&gt;@)&lt;br /&gt;Il triangolo trasparente: l’invisibilità delle lesbiche nei campi di sterminio -Luki Massa (Fuoricampo Lesbian Group)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Mostra fotografica sulle donne deportate a cura di Azione Gay e Lesbica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buffet palestinese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Seguono proiezioni serali, dalle 21.30:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;L'altro ieri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, di Gabriella Romano (28 min., 2002)&lt;br /&gt;Cinque testimonianze di donne sull'omosessualità femminile durante il fascismo. Sarà presente l’autrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;Love Story&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, di Catrine Clay (50 min., 1998)La vera storia di Lilly Wurst e Felice Schragenheim. Una 'ariana' l'altra ebrea deportata e uccisa. Documentario prodotto dalla BBC, sulla vicenda che ha ispirato anche il libro 'Aimée &amp;amp; Jaguar'.&lt;br /&gt;presso il circolo Pink&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8966520850484749887?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8966520850484749887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8966520850484749887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8966520850484749887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8966520850484749887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/nessun-revisionismoper-non-dimenticare.html' title='Nessun revisionismo!Per non dimenticare!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8123358507369481329</id><published>2008-04-15T11:12:00.000-07:00</published><updated>2008-05-15T11:25:34.518-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri_buone pagine'/><title type='text'>Terre di confine/La frontera</title><content type='html'>Come recensione del libro "Terre di confine/La frontera" di Gloria Anzaldua, vi proponiamo una sua intervista a cura di Paola Zaccaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biografia (a cura di Paola Zaccaria)&lt;br /&gt;G. Anzaldúa (1942), scrittrice e poeta chicana del Sud del Texas, attualmente residente a Santa Cruz, California. Nel 1983 ha curato, insieme a Cherríe Moraga, la prima antologia di scritti di donne di colore radicali: This Bridge Called My Back (Questo ponte chiamato schiena). Il suo complesso testo politico, poetico, radicale, lesbico, mitologico, autobiografico, storico e altro ancora Borderlands/La Frontera: The New Mestiza, pubblicato nel 1987, portando insieme lingua e cultura spagnola e inglese, ha dato grande impulso alla letteratura e alla coscienza chicana ma anche latina, ponendo al centro del dibattito politico ed estetico la questione/simbolo della frontiera e degli attraversamenti culturali. Nel 1989 ha curato la raccolta di saggi Making Face, Making Soul/Haciendo Caras: Creative and Critical Perspectives by Feminists of Color (Fare facce, fare anima: Prospettive creative e critiche di femministe di colore) in cui vengono affrontate questioni come l’identità culturale, il razzismo, il femminismo e la letteratura multietnica e multilingue È anche autrice di letteratura per bambini: un libro illustrato bilingue dal titolo Prietita has a friend/Prietita tiene un amigo (1991), cui seguono Friends from the Other Side/Amigos del Otro Lado (1993) e Prietita y La Llorona (1996). Ha insegnato scrittura creativa, studi chicani e femministi in varie università statunitensi ed è collaboratrice della rivista femminista lesbica "Sinister Wisdom"..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Gloria Anzaldúa&lt;br /&gt;di Paola Zaccaria&lt;br /&gt; 19 Ottobre 1998. Santa Cruz, California.&lt;br /&gt;Viene a prendermi alla fermata dell’autobus con una macchina piccola e vecchia, altamente non american-style. È piccoletta, ha tagliato i capelli rispetto alle foto che avevo visto di lei, non è imbarazzata dalla sconosciuta che, senza mediazioni, ha accettato di ricevere per un’intervista. Parla con precisione, non ingoiando sillabe, con un leggero accento messicano: è l’esatto rovescio delle voci stridule o troppo su di tono dello stereotipo linguistico americano. Andiamo subito a casa sua, una villetta nella periferia verso il mare. Mi accolgono colori e segni messicano americani: oggetti, copertine in stile messicano tradizionale, ma soprattutto disegni, dipinti, sculturine, specchietti chiaramente segnati da ibridazioni, o come direbbe lei, mestizajed. Sono quasi tutti doni, per lo più donne che, ispirate dal suo lavoro teorico e creativo, a loro volta hanno creato. M’ informa su chi e perché ha fatto gli oggetti su cui si sofferma la mia attenzione, o me ne indica altri che lei ritiene esteticamente significativi o particolari per la storia che sta dietro il manufatto.&lt;br /&gt;Poi mi mostra la stanza in cui scrive, luminosa, con un letto-divano posto sotto una grande finestra a vetri che si affaccia sul giardinetto interno. È qui che scrive, sostenuta da un ingegnoso sistema di cuscini anatomici che la sostengono nella posizione di lettura, o di scrittura, o di sonno.&lt;br /&gt;È qui che m’invita a sedere per iniziare l’intervista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come spiegheresti ad un pubblico italiano, cui la questione del mestizaje è sconosciuta, il percorso che ha condotto te e altri intelletttuali della tua comunità ad elaborare un modo di pensare/essere definibile come mestizaje? Sebbene anche in Italia ci sia stata migrazione interna, sebbene vi sia stata discriminazione e ancora c’è un conflitto irrisolto fra il Nord e il Sud, nonostante stiamo cominciando a conoscere le dinamiche delle migrazioni, non c’è stata un’elaborazione di un pensiero e di una coscienza così profondi come l’idea della mestiza, che implica l’essere culturalmente sia questo sia quello, non semplicemente o l’uno o l’altro.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;G.A.: Quando ti ritrovi ad essere una donna in un mondo di uomini o una messicana in un mondo bianco d’origine inglese o una chicana in un mondo messicano attraverso le frontiere; o sei qualcuno che viene da una classe campesina e di colpo ti ritrovi a far parte della classe intellettuale, in un’ambiente accademico, allora cominci ad essere consapevole che esistono mondi differenti. Nel mio caso realizzai che non ero semplicemente una donna o semplicemente una messicana o semplicemente una chicana, o semplicemente quella particolare persona che avevo sempre pensato di essere basandomi sulle definizioni di me che venivano dalla mia cultura, ma che c’erano delle cose che mi riguardavano che esistevano al di fuori della cultura, al di fuori della cultura messicana e al di fuori della cultura bianca.&lt;br /&gt;Cominciai così a fare attenzione a come ero e a come guardavo alle cose, alla gente; cominciai a fare attenzione a come pensavo alla natura, a ciò che stava accadendo al mondo e a ciò che stava accadendo all’interno della mia testa, e realizzai di essere come una pianta che era stata innestata su altre, differenti comunità, mondi, culture, ideologie, e che questo era il futuro, questo era come sarebbe stato il mondo perché il tempo ha avuto un’accelerazione a causa dei progressi tecnologici, come internet, e che la gente va di meno da un mondo in un altro. Puoi essere in Italia e comunicare con me in Santa Cruz o puoi prendere l’aereo e ritrovarti nel mezzo di culture completamente differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che impatto ha tutto questo sul modo con cui percepisci il mondo? Cominciai così a cercare di formulare questo concetto di mestizaje in modo che fosse comprensibile agli altri nelle conferenze e nelle opere che andavo scrivendo. Una delle immagini visive attraverso cui cercavo di trasmettere tutto questo era una figura stilizzata con tutte queste diverse gambe e con tutti questi diversi mondi: l’ebrea, l’eterosessuale, la queer, la bianca, l’accademica, la campesina… sai, tutti i diversi mondi in cui la gente naviga quotidianamente, e così questa figura stilizzata con tutte queste differenti gambe rappresenta le diverse comunbità, le diverse culture. Intorno alla figura c’era una cornice di riferimento bianca perché ogni cosa in questa nazione è vista da una prospettiva culturale bianca angla: la cultura popolare, i massmedia, l’educazione accademica – la cultura bianca è ovunque. Nel bel mezzo di questo grande cerchio che ho dipinto come un oceano c’è un pesce, e il pesce non è consapevole del proprio elemento, l’acqua, finché non lo tiri fuori dall’acqua.&lt;br /&gt;È quel che accade alla gente che non è consapevole dell’aria che respira, dell’acqua che beve, della cultura cui fa riferimento. Pensa che sia un qualcosa di dato, un modo naturale d’essere, una legge della realtà, ma quando il pesce fuoriesce dall’oceano, realizza che la realtà è definita in quel modo solo dalle persone di quel particolare oceano, di quella particolare cultura, e che tutti i gruppi hanno le proprie differenti ideologie, il proprio modo di percepire la realtà, il proprio modo di dire com’è l’acqua. Così hai tante immagini di tanti mondi.&lt;br /&gt;Quel che una persona che vive in un mondo mestizajed, un mondo di razze miste, di classi miste, di professioni miste, di sensibilità miste, quel che una persona mestiza comincia a fare nella sua mente è affrontare una specie di, come dire, una specie di terrore, di lotta, di trauma, dovendo traslare dal mondo chicano in quello bianco in quello messicano, o nel mondo accademico. C’è un sentimento di paura che si accompagna al trauma – paura di pericolo per la propria casa, la propria appartenenza. Ma quando hai attraversato il trauma, e sei dall’altra parte, realizzi d’aver sviluppato delle abilità e così questa cosa che era una lotta, era una forma di oppressione, tutt’ad un tratto diventa questa forza, quest’abilità, questa facilità di viaggiare attraverso mondi. E io penso che le persone che non rientrano mai completamente nella loro comunità – io per esempio non mi sono mai sentita a mio agio nella comunità chicana che vive nel Sud del Texas –, le persone come me che non sono mai rientrate nella cultura anglo-americana bianca, così che avvertono quella spaccatura, e poi non mi sono adattata alla comunità chicana, e così c’è un’altra spaccatura; e mai mi sono integrata nella cultura accademica tradizionale, e così ancora un’altra spaccatura – penso che persone così ce ne siano tante, persone che abitano le incrinature, e che non realizzano la cosa, si ritengono normali, o pur ritenendosi diversi, strani, proiettano su altri: ebrei, queer, immigrati illegali, o altro. Proiettando sugli altri, conservano l’illusione di essere normali, nella media. Ma ci sono gruppi in questo paese – neri, asiatici, chicanos, nativi americani, queers, ebrei, poveri – che sanno di non essere a misura della norma, sanno di abitare queste spaccature. Penso che quello che cercavo di articolare quando scrivevo Borderlands è qualcosa che tantissima gente stava al tempo sperimentando: ecco perché quando hanno letto Borderlands hanno risposto in modo straordinario – perché si sono visti riflessi in questo testo; hanno visto che la loro vita era così, ma che mai era stata articolata in questo tipo di stile. Sentivano di non avere parole, il vocabolario inglese che possedevano non aveva le parole per descrivere questa realtà. Perciò una delle ragioni per le quali ho usato la lingua messicano americana, la lingua chicana, lo spagnolo e non altre lingue, è perché il vocabolario che molti posseggono è fatto di parole che vengono dalla filosofia europea. E questa realtà che io cercavo di articolare, e non ero l’unica a fare il tentativo, sono una delle tante, non poteva far uso delle vecchie parole: dovevo coniare nuove parole, o prendere le vecchie parole e usarle in modo nuovo. Così, mestizaje era questo tipo di parola. Non potevo semplicemente dire mestizo/mestiza, doveva essere la nuova mestiza, perché la vecchia mestiza indicava il sangue misto, ma io non stavo parlando di biologia: parlavo di cultura. E penso che mestizaje è il futuro perché il tempo impiegato per viaggiare diventa sempre più breve, così penso che ci ritroveremo a navigare in più mondi in minor tempo. Ciò implica che quando sei uno che lavora nel mondo degli affari o dell’accademia, le teorie vanno da un mondo all’altro, da un computer all’altro; quando leggi qualcosa teorizzata da una chicana o da una donna nera e tu sei italiana, allora comincia il processo di andare dall’Italia negli Stati Uniti: qualcosa accade al modo di percepire la realtà. È di questo che parlo, parlo dei cambiamenti o delle modificazioni di prospettiva, e delle modificazioni e cambiamenti di percezione che portano al cambiamento di pensiero e sentimenti. Così, stiamo parlando di un processo che non significa solo viaggiare per il mondo ma fare il mondo. In altri termini: tu sai di essere italiana e sai di avere una certa cultura, un’ideologia con la quale sei cresciuta, e che quella cultura definisce la realtà così e così e definisce il genere e crea una parvenza di un mondo con le sue leggi, regole e costumi, e tutt’ad un tratto lasci quel mondo che la tua cultura ha voluto per te e vieni nel mondo chicano, e leggi quella letteratura e mangi con i chicanos e t’immergi in quella cultura. Quando ritornerai a casa, porterai con te qualche nuova percezione e così il tuo vecchio mondo dovrà essere modificato, cambiato, e a volte ricostruito secondo il femminismo o secondo qualcosa di fisico che hai appreso, o secondo qualche nuova idea sulla socializzazione che hai appreso– così in realtà stai ricostruendo il tuo mondo. Hai solo viaggiato attraverso mondi, ma quando ritorni devi rifare il tuo mondo.&lt;br /&gt;Sto cercando di mettere in parole tutto ciò. Al momento sto lavorando al fine di mostrare come il modo con cui un’artista crea un dipinto o uno scrittore crea una storia è molto simile alla modalità con cui noi creamo la nostra realtà, il nostro mondo. Sto rintracciando le analogie fra le nuove idee sulla fisiologia, sulla genetica, sulla matematica – le idee della comunità scientifica – e le sto confrontando, e mi servono per parlare di creatività e composizione e scrivere storie.&lt;br /&gt;Sto usando alcune di quelle idee ma sto anche usando il modo con cui una persona crea un testo per parlare di come il mondo è creato, di come il mondo è testo. Perché se il mondo è un testo, chi ha scritto il testo? C’è un dio? Sto inoltrandomi in questo tipo di idee…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Volevo appunto chiederti del tuo nuovo lavoro, conoscere su quali questioni estetiche e politiche si focalizza al momento la tua poetica.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Mi sto concentrando sul narrare, sulle storie. Sai bene che c’è la storia della scienza, c’è una storia della democrazia, c’è una storia del comunismo, del femminismo – ci sono tutte queste differenti storie. Sto riflettendo su come sono costruite queste storie, e com’ è costruito il mondo narrativo. E sto interrogando il mio personale processo nel manovrare tutti questi differenti stati mentali, a seconda se uso il cervello destro o sinistro; o se passo dallo stato del sogno in cui immaginativamente un personaggio o una scena sono creati, a quello della consapevolezza in cui tutto è osservato in modo razionale; e come i diversi cervelli interagiscono quando si formulano idee sul raccontare o quando si percepisce la realtà, o quando si pensa a qualcosa che è accaduto nel passato, ai ricordi. M’interessa come lavora la mente, come lavora la consapevolezza. É qualcosa che sto facendo a due differenti livelli: lo sto facendo nella scrittura di memoria di tipo non-fictional, come ho fatto in Borderlands, e lo sto facendo in riferimento alla narrativa, alla fiction: come posso prendere queste idee e drammatizzarle. Il problema per me è che in quel genere particolare, il campo della narrativa, non puoi teorizzare, non puoi descrivere, definire quel che i personaggi stanno cercando di fare o quel che essi stanno pensando. L’autore non può entrare nella narrazione e dire: questo è quel che io penso sulla realtà. Occorre drammatizzarlo, ricrearlo per il lettore, così che il lettore ne faccia esperienza senza che lo scrittore entri nella sua testa e dica: è questa l’idea che ti voglio trasmettere. Tendo ad un tipo di scrittura dove posso dire al lettore: questo è come io percepisco la realtà, queste sono le mie idee sulla costruzione del mondo.&lt;br /&gt;Lo posso fare, ma non lo posso fare nella fiction. I due progetti sui quali proprio al momento sto lavorando in parallelo sono: cercare di narrativizzare le idee che ti ho appena espresso – le nostre percezioni circa la costruzione del mondo, su come lavorano la coscienza, la mente, i sentimenti e i pensieri, e come essi sono filtrati attraverso le percezioni e come la percezione dipenda dalla percezione visiva, ma purtroppo gli umani riescono a cogliere solo il 5% dell’intera gamma di colori dello spettro. Ci sono realtà che riusciamo a percepire, ma la realtà che ci è permesso di percepire è solo quella che la nostra cultura ci consente: non sei autorizzata a vedere fantasmi, non sei autorizzata a ritenere che ci sia una realtà spirituale e che ci sia una coscienza nella natura, per cui ti senti parte di un tutto: gli alberi, il cielo, l’oceano, ogni cosa vivente…tutto ciò non fa parte della nostra cultura, non siamo autorizzate a percepirlo. Se lo percepisci sei un anacronismo perché si suppone che solo i popoli primitivi possano avere questa connessione con la natura, o riescano a percepire gli spiriti. Certe percezioni della realtà sono, come dire, messe al bando. Così, nel mio lavoro narrativo, sto cercando di creare mondi in cui queste realtà sono altrettanto reali della TV o del notiziario che ascoltiamo ogni giorno; sto cercando di creare uno spazio della fantasia nel testo, così che il lettore, nel mentre legge questo tipo di storia, ritenga vera quella fantasia.&lt;br /&gt;Quando scrivo per il testo intitolato La Prieta, in un lavoro parallelo chiamato appunto Writing Outside La Prieta,trascrivo le mie lotte con la scrittura, le idee e il modo con cui presentarle, e tramite questo rieco ad arrivare a come descrivere e teorizzare e spiegare come voglio che le cose siano. A volte per ogni giorno di lavoro ho come un incendio, un fuoco che divampa al di fuori della storia, molto più lungo della storia. Per tre-quattro pagine di racconto, posso aver scritto ventisei pagine su quel che ho fatto.&lt;br /&gt;Questo dunque è il primo progetto di cui ti dicevo. L’altro progetto è parlare delle idee che ho cominciato a sperimentare, o tentato d’articolare in Borderlands. Si tratta di una specie di seguito a Borderlands, dove teorizzo la lettura della realtà, del mondo, la lettura di quel che avviene nelle strade, di quel che avviene in famiglia. Scrivere, ma non scrivere solo fictions; non solo, voglio dire, scrivere come atto fisico di prendere il mondo e metterlo sulla pagina, ma anche come scriviamo il mondo, come creiamo questi mondi, come inscriviamo le nostre idee circa la realtà sul mondo, e come nasce il dubbio. Ho in corso tutti questi progetti …&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi sembra un bel po’!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: È piacevole sedere qui (nella stanza-studio) mentre scrivo e penso; sedere qui e guardare gli uccellini, vieni a vedere, uccellini che vanno da un fiore ad un altro – è così che le nostre idee vanno fuori, vanno da una cultura all’altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, come l’andare da una cultura all’altra. È per questo che per dire dell’attraversamento tu parli di impollinazione incrociata…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Sì. E quando il vento è forte, sento le onde che s’infrangono, e in quelle onde che vengono e vanno e vengono… c’è come assenza di tempo. Tutto ciò, l’essere qui in questo posto, è collegato al tipo di vita che vivo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ti volevo anche chiedere qualcosa rispetto al mito. La tua opera è ricca di riferimenti mitologici, religiosi e culturali pre-colombiani, ma anche cristiani. Ritieni che sia facile per i lettori in genere, ma anche per lettori chicanos e chicanas riconoscere i miti e cogliere le implicazioni delle tue elaborazioni del mito. Voglio dire, che cosa sanno oggi, i lettori e le lettrici di quelle leggende, di quei miti?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Penso che sia difficile per la gente della mia cultura o di qualsiasi altra cultura, perché la società moderna si è completamente tagliata fuori dal passato – non soli i chicanos, ma ovunque. Penso però che ci sono delle immagini e dei simboli e delle figure culturali, delle mitologie, che io posso articolare in modo che bypassino la mente consapevole e vadano in quell’altra parte del cervello, dove le idee non sono articolate, ma semplicemente noi vi reagiamo. Così, quando parlo di Coatlicue, in qualche modo essi sanno di cosa sto parlando, ma una volta che inizio a lavorare con simboli e temi che hanno a che fare con questa figura, in qualche modo qualcosa dentro di loro risuona, tanto che alcuni iniziano a fare ricerche. Per esempio, quando per la prima volta mi sono imbattuta in Rosario Castellanos, incontrai la parola "Nepantla", e cominciai a rifletterci su. Originariamente, Castellanos per Nepantla intendeva lo spazio fra i vivi e i morti. Quando io ho cominciato ad usare questo termine, l’ho inteso come lo spazio del "tra", lo spazio "fra le spaccature" di cui ti parlavo prima. Nello stesso modo, la gente che legge la mia opera e legge di Coatlicue, fa delle ricerche e poi utilizza quel mito in modo nuovo. Ho sentito gente che diceva: questo è stato ispirato da quella tua particolare idea… In un certo modo noi c’impolliniamo l’un l’altra, si ispiriamo vicendevolmente.&lt;br /&gt;Così, cominciamo col dire che i miti e le mitologie che io presento nei miei libri sono quelli costruiti dalla gente per interpretare la realtà e descrivere il loro mondo. In questo senso, non sono veri, e tuttavia sono veri in senso psichico. Perciò, quando ricostruisco una mitologia, non descrivo una mitologia del passato, ma è qualcosa di nuovo che creo, vi ci porto dentro le esperienze di una chicana che costantemente attraversa mondi diversi, le esperienze comuni a tutti. Cerco di usare le vecchie figure culturali in maniera differente, e le rinomino. Ti ho parlato del mio modo particolare di procedere nella scrittura, il processo di mettere insieme un saggio e mettere insieme una fiction: chiamo quel processo "mettere insieme Coyolxauqui". Mi riferisco al mito azteco di Coyolxauqui, figlia di Coatlicue. Coatlicue aveva già 400 figli e una figlia, quando un giorno una penna cadde dal cielo, penetrò nel suo grembo, e lei rimase incinta. La figlia Coyolxauqui scoprì che sua madre era incinta, sebbene non ci fosse un padre, e ne fu molto turbata, e ne parlò ai fratelli, li organizzò e decisero di attaccare Coatlicue. Ma uno dei fratelli la tradì e andò dalla madre e le disse del complotto, e fu udito dal feto, Huitzilopochtli, il dio della guerra, il dio protettore degli Aztechi. Al momento dell’attacco, Huitzilopochtli fuoriuscì dal ventre della madre completamente armato, con uniforme da guerriero, e decapitò la sorella e la smembrò e ne disperse le membra. Coyolxauqui, che in seguito divenne una delle dee-luna, fu il primo sacrificio umano.&lt;br /&gt;Questo mito è sullo smembramento, inscena quel che accade alla tua mente quando sperimenti un trauma: quando attraversi un trauma sei dissociata e cerchi di sopravvivere al cambiamento causato dal trauma. Se stai lavorando ad un testo, come quello su cui tu stai lavorando, come s’intitola? (Io: Cartografie letterarie), quando lo stai mettendo insieme e senti come se un capitolo non è ben collegato agli altri, devi far di tutto per mettere insieme il corpo del testo. Così, Coyolxauqui è diventata una mitologia con cui mi piace lavorare, il modello intorno a cui cerco di articolare il processo del mettere insieme un libro, un saggio, una storia, persino il processo del creare, facendo rientrare nella creazione il tuo mondo sociale, mettendo quel pezzo qui e quell’altro là, provando e riprovando finché il corpo testuale non "si fa" intorno a una certa realtà. È quello che faccio con queste figure mitologiche. Le ri-faccio in senso moderno, intorno alle lotte cui oggi è sottoposta la gente. Perciò, i lettori possono non conoscere la storia finché non gliela racconto, o finché non l’apprendono in altri modi. Ma poiché non parlo dei tempi pre-colombiani e di idee religiose, ma cerco soltanto di descrivere il mondo che essi abitano, i lettori colgono cosa significa. Poi qualcuno prende l’idea di Nepantla, per esempio, e crea qualcosa come MACLA (Mexican American Center of Latin Arts) che è un centro d’arte latina a San José. Quel qualcuno legge un saggio che io ho scritto tempo fa, intitolato Border Arte: Nepantla and the world of la frontera, che era sull’arte chicana, sull’arte latina, e decide di fondare un movimento artistico transculturale, in cui collaborano messicani da entrambi i lati della frontiera – Messico e Stati Uniti. Mi chiedono di scrivere la proposta: volevamo due messicani, due chicani, fra cui io stessa, e così creammo questo laboratorio dove discutevamo di attraversamento di frontiere e mestizaje, e di Nepantla, e di creatività e di Coyolxauqui el cenote, il mio simbolo per dire dell’inconscio creativo da cui la gente prende idee, memorie, immagini. Lavorammo per cinque settimane, poi facemmo dei laboratori con la gente della comunità, altri venivano a seguire dei seminari aperti, e poi ci fu la mostra che durò tre mesi, dove ognuno espose il proprio lavoro, anch’io esposi i miei disegni con i testi.&lt;br /&gt;La gente della comunità veniva e osservava la nostra arte ed avevamo domande e risposte. È così che un’idea d’improvviso riceve delle risposte a partire da un input. La gente che veniva da Son José era gente normale, messicani americani o latini. Non sapevano chi era Coyolxauqui o Nepantla. Guardavano i testi, guardavano i dipinti e parlavano con noi e di colpo si ritrovavano con questo diverso vocabolario e con questa diversa considerazione delle loro vite, che risultavano in qualche modo come illuminate perché pensavano che qualcosa nell’arte parlava delle loro vite. E io allora ricevetti questa sensazione che non è l’arte che imita la vita, ma la vita che imita l’arte. Ti sembra che ciò abbia senso?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È&lt;em&gt; molto interessante. Non è soltanto lo scrittore che viene modificato dalla propria scrittura, ma la gente, i lettori sentono che possono "essere scritti" attraverso un altro. Tu hai dato loro parola, hai costruito un mondo per loro, ma loro l’hanno riconosciuto come parte di se stessi. Probabilmente è questa la funzione dell’arte.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Sì, l’arte ritorna alla comunità. E forse chi legge quell’opera, scriverà di questo. Sto cercando di comunicare questo ai bambini: ho scritto questo libro intitolato Prietita and the Ghost Woman, cioè Prietita e la Llorona. Nella cultura messicana si cresce con queste storie della donna piangente. I latini hanno la loro donna in lacrime; in Cile viene chiamata in modo diverso; c’è anche in Nigeria e in Sud Africa; in Irlanda è la Banshee. I ragazzini crescono con queste storie, ma negli Stati Uniti viene loro detto che è tutta supertizione – ogni cosa a scuola riguarda la cultura bianca. E ad un tratto la vedono come la Prietita, che è un nome con cui i ragazzini messicani, i ragazzini con la pelle scura vengono chiamati: Prieto/Prieta. E poi vedono la Llorona. E poi vedono se stessi in questo libro. È un’incredibile spinta verso l’alto in questo paese, dove ogni cosa su di noi, lo sai, è sempre stato inferiore. E dove cresci pensando in quel modo. Se sei un messicano di frontiera, nato a quella cultura, sei abituato; ma se sei dell’Ecuador, non pensi a te stesso come ad uno di colore finché non arrivi negli Stati Uniti. Solo allora realizzi che ci sono gerarchie che stabiliscono quali classi di persone sono valutate e quali no. I ragazzini chicani assimilano l’idea che essi sono inferiori – che la loro lingua è inferiore, ed il loro cibo è inferiore, e il loro aspetto è inferiore. La cosa è ancora più dura per le ragazzine: non solo si sentono inferiori per cultura e lingua, ma sono inferiori in quanto donne. Così, quando hai qualcosa di te che è affermata, che viene presentata…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sì,i segni aiutano a riconoscersi, a rappresentarsi:avere accesso al simbolico è, in un certo modo, esistere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Sì, proprio così. Tutt’ad un tratto c’è un qualcosa di piccolo ma positivo che tu afferri, che ti fa pienamente umana, o meglio, che ti fa pensare che hai una possibilità di essere umana, proprio come qualsiasi altro. Sì: dici bene, i segni portano all’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E ora una domanda sul linguaggio da te usato in Borderlands: gran parte del fascino della tua scrittura ha a che fare con l’intreccio linguistico di spagnolo e inglese. Premesso che fra l’italiano e lo spagnolo non c’è la stessa cesura che fra inglese e spagnolo, suggeriresti, per una traduzione italiana del testo, di lasciare le frasi o parole in spagnolo non tradotto, e di tradurre in italiano solo l’inglese? É mia impressione che quel che ti spinge a scrivere anche in spagnolo sia il pensiero di usare la lingua come "azione": nel mettere i parlanti inglesi di fronte al sentimento di estraneamento e dislocamento originati da una lingua straniera, li stai costringendo a sperimentare quel che normalmente i parlanti spagnoli provano in una cultura che ancora gioca a pensarsi essenzialmente inglese.&lt;br /&gt;Volendo fortemente una traduzione italiana del tuo libro, mi sono detta che voglio che anche ai lettori italiani passi l’idea, e se traduciamo anche i brani in spagnolo, non coglieranno questo sentire-messaggio. Qual è il tuo suggerimento?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Mi affido a quel che tu preferisci. Anch’io lascerei lo spagnolo così com’è, e poi magari lo tradurrei nei margini, o… penso che mi affiderò a quel che tu pensi sia il modo migliore per presentare lo stile di cui io faccio uso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E anche rispetto ai miti: potremmo usare note, mi sono detta all’inizio, ma nel ri-leggere il testo, ho visto che non importa sapere la storia del mito originario, perché tu spieghi cosa intendi significare con quel mito. Ti si segue facilmente. Ma per la lingua, per la lingua potrebbe essere necessario avere note o una specie di glossario alla fine del libro. Ci sto ancora pensando, perché è importante lasciare lo spagnolo, perché si tratta di linguaggio-azione: dovete provare quel che noi proviamo, tu dici lì. E poi ci sono ragioni stilistiche: la tua lingua diventa emozionante, in spagnolo, sebbene non tutti i lettori italiani potranno seguirlo. Ma se traduciamo entrambe le lingue, allora qualcosa andrebbe sicuramente perso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E poi sto elaborando, anche a proposito di altre scritture, delle idee sul mito. A volte penso che tutta questa insistenza della scrittura femminile sul mito vada ripensata. In fondo, i miti, così come ce li hanno consegnati, sono in ogni caso una costruzione patriarcale. Ma mi rendo conto che tu usi il mito differentemente, lo pieghi ai tuoi bisogni, lo ricrei.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;G.A.: Non cerco solo di reinterpretare il mito. Tento di creare nuovi miti usando come prototipi i vecchi miti. Voglio dire che puoi prendere gli antichi miti per descriverli. O puoi interpretarli da una prospettiva femminista, di genere, o psicoanalitica o con l’ausilio di altre discipline. Oppure puoi creare miti usando alcune idee, alcuni concetti presenti nel vecchio mito, ma rifacendo il mito in modo nuovo, in realtà ricrei un nuovo mito. É come prendere i vestiti del vecchio mito e farli a pezzi, e sostituire quei vestiti con materiali differenti, cuciti insieme e messi su questo corpo che tu in qualche modo hai decostruito, smembrato, e poi rimesso insieme secondo un nuovo modello, così che non ci sia solo il corpo ricostruito da nuovo, ma anche il rivestimento: come funzionano le parole, il vocabolario – quello è il vestito; creare una nuova narrativa che è un nuovo mito. Un mito altro non è se non narrativa, racconto – può trattarsi di mito personale che la gente narra per spiegare il sistema di credenze nella propria cultura; o può trattarsi di un mito culturale attraverso cui le comunità dicono: la realtà è così. E sia i miti personali che i miti culturali sono diversi da quel che erano cinquecento anni fa perché li hai ricreati da capo.&lt;br /&gt;Torno a dire: c’è differenza fra descrivere il mito, interpretarlo e crearne uno nuovo. E nel creare un nuovo mito ti allontani sempre più dal mito originario o dalla semplice descrizione del mito o dall’interpretazione. Mi accade così talvolta di pensare che sto interpretando il mito della Llorona da una prospettiva femminista, lesbica, letteraria, artistica; altre volte penso che sto creando la Llorona che non c’è mai stata prima – dipende dal progetto sul quale sto lavorando. Con Prietita and la Llorona quel che faccio è, prendere la vecchia Llorona e osservarla con occhi nuovi, reinterpretarla. Per quanto riguarda la Llorona che uso per teorizzare sulla creazione artistica, invece, penso che sto creando una nuova Llorona, un nuovo mito. Dipende da quanto significato creo – vale a dire dipende da se sto semplicemente descrivendo qualcosa, se non sto semplicemente riciclando un vecchio significato. Se invece stai reinterpretando qualcosa, prendi il vecchio significato e lo giri e rigiri, cambiandone la disposizione, guardandolo da altre prospettive. E se crei un nuovo significato c’è un elemento assolutamente nuovo che non era lì prima, che tu stai introducendo…A volte descrivo soltanto, a volte interpreto, altre volte creo. Richiede moltissima riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci sono dunque molti livelli. É un lavoro duro&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.A.: Sì, molti livelli. Sono un po’ ossessionata, presa dal lavoro. Sono una scrittrice che lavora fino a ventiquattro ore al giorno. Il mio ciclo del sonno è diverso da quello normale. Io resto sveglia sei, sette, a volte 24 ore dopo che la gente va a dormire. Così vado a letto che è già il giorno successivo. Ma mi fa male agli occhi perché ho una retinopatia, conseguenza del diabete. Da quando mi sono sottoposta alla chirurgia lazer, a volte vedo doppio o vedo sfuocato. Quel che ora faccio è stampare quel che scrivo e fare le correzioni sul foglio, che poi vengono riportate al computer possibilmente da qualcun altro, per poter far riposare un po’ gli occhi. Ma ha i suoi vantaggi: in questo modo ho un’idea della disposizione spaziale della scrittura sulla pagina, come fosse già libro. E poi il processo di revisione viene un po’ rallentato, e questo aiuta a ripensare i simboli, i personaggi, le metafore, ecc. Questo metodo rallenta il lavoro, ma aiuta ad approfondirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo quindi a guardare le opere sue più recenti, mi mostra anche degli studi su di lei, ma mi dice di non avere tutto quello che è stato scritto sul suo lavoro. Mi fornisce i dati della bibliotecaria di Santa Cruz che cura il suo file. M’invita a ritornarte per ri-incontrarci noi due, ma, mi dice, la prossima volta devi incontrare anche le altre scrittrici e studiose di Santa Cruz. Poi mi chiede se ho voglia d’accompagnarla nella passeggiata lungo il mare – deve camminare molto per contrastare gli effetti collaterali di un forte diabete: è un invito che protrae di altre due ore il nostro incontro. Preziose due ore. Preziose per l’incanto dell’oceano ricco di volatili e fauna marina. Preziose per le sue parole leggere e profonde sull’essere malata ed essere scrittrice – cosa la malattia porta o toglie alla scrittura. Ma, dice, se non fosse per la malattia, forse non mi godrei due volte al giorno questa visione e questo odore dell’Oceano in tutte le stagioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8123358507369481329?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8123358507369481329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8123358507369481329' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8123358507369481329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8123358507369481329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/terre-di-confinela-frontera.html' title='Terre di confine/La frontera'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-291135269676599639</id><published>2008-04-13T10:58:00.000-07:00</published><updated>2008-04-13T11:01:02.866-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Pillola del giorno dopo..un miraggio!</title><content type='html'>Il miraggio pillola del giorno dopo tra obiettori e consultori chiusi&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è un'impresa ottenere la ricetta tra consultori chiusi, medici obiettori ed ospedali gestiti da religiosi come il Galliera di Genova dove il no è la regola. Perché non solo a Pisa il diritto alla pillola, stabilito per legge, viene negato. E comunque se e quando ti fanno finalmente la prescrizione, è una conquista sudata spesso con ore di attesa e umiliazioni. Segnata da giri da un capo all'altro della città chinando il capo davanti a medici obiettori, a gente "che ti guarda e ti fa sentire la persona peggiore della terra. Che ti dice che il bambino potrebbe comunque nascere deforme e con problemi mentali". Ore a insistere con "la paura di essere incinta e l'incubo altrimenti di dover affrontare un aborto", passando per cinque tra ospedali, consultori chiusi, telefonate alla guardia medica. Così racconta Marianna, signora romana che dopo un rapporto non protetto col marito ha attraversato la capitale ricevendo dinieghi a ripetizione. Bussando al Sant'Eugenio e Forlanini prima di avere finalmente la ricetta al Cto Garbatella. E la sua non è un'eccezione.&lt;br /&gt;Lo conferma il viaggio delle croniste di Repubblica nelle maggiori città italiane che hanno avuto attese e risposte diverse nel weekend, quando molti consultori sono chiusi e i medici di conoscenza - tutti possono fare la ricetta senza obbligo di esami o visite - è in vacanza e non si sa a chi rivolgersi. Così c'è chi al Galliera di Genova ha ricevuto un no secco, chi a Palermo è stata mandata in reparto in attesa del ginecologo per la visita, mentre un'altra ragazza a Napoli dopo essersi vista negare da una dottoressa la pillola perché "è un farmaco mortale e io sono contraria anche agli anticoncezionali", ha avuto la prescrizione dopo essere stata informata sui rischi e aver firmato che era la prima volta.&lt;br /&gt;E se a Bologna le guardie mediche sono disponibili 24 ore su 24, e a Bari le croniste hanno ottenuto tre prescrizioni su tre ospedali visitati, a Milano, nonostante la maggioranza di medici obiettori, assicurano di garantire il servizio. Come all'ospedale Sant'Anna di Torino dove si può avere la pillola del giorno dopo in qualsiasi momento, dice il medico Guido Viale. Ed è lì che si rivolgono le donne dopo aver ricevuto rifiuti motivati dall'assenza del ginecologo all'obiezione in altri ospedali cittadini. Di sabato anche a Firenze è faticoso avere la ricetta: solo un consultorio su otto risponde e comunque non c'è il ginecologo. Ospedali e guardie però funzionano: due ore di attesa al Torre Galli, 25 euro di ticket per la ricetta con tanto di farmaco antivomito. Tempi ridotti e prescrizione gratis invece alla guardia medica. Unica spesa gli 11 euro e 20 in farmacia per la pillola.&lt;br /&gt;(6 aprile 2008) da repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-291135269676599639?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/291135269676599639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=291135269676599639' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/291135269676599639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/291135269676599639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/pillola-del-giorno-dopoun-miraggio.html' title='Pillola del giorno dopo..un miraggio!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7334004464347913679</id><published>2008-04-08T05:31:00.000-07:00</published><updated>2008-05-08T05:32:29.551-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie Benazir'/><title type='text'>Benazir di Giulia e Marci</title><content type='html'>BENAZIR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benazir di un sol colore&lt;br /&gt;Giallo, verde, rosso amore&lt;br /&gt;Un per un li sa unire&lt;br /&gt;A riunione in quel cortile&lt;br /&gt;Dove tu ci fai scoprire&lt;br /&gt;Nuove cose, a nostro dire.&lt;br /&gt;Che cos’è Benazir ci siam chieste&lt;br /&gt;Di sicuro non son ceste&lt;br /&gt;Non son scarpe, non son fiori&lt;br /&gt;Ma son donne che senton nuovi odori.&lt;br /&gt;E’ un gruppo strano assai&lt;br /&gt;Non lo potreste capir mai&lt;br /&gt;Cosa nella testa, nel corpo, nell’anima giace&lt;br /&gt;Far pensieri seri a lei piace.&lt;br /&gt;Ci son more, rosse, bionde&lt;br /&gt;Seguon sempre nuove onde&lt;br /&gt;Che fatica per far politica&lt;br /&gt;Ma è ciò che rende la vita mitica,&lt;br /&gt;non siam Dante, Tacito o Svevo&lt;br /&gt;ma Benazir nel nuovo medioevo.&lt;br /&gt;Una rivoluzione cerchiam di fare&lt;br /&gt;Perché per noi questo vale.&lt;br /&gt;Adesso noi vi salutiamo&lt;br /&gt;Una goccia di luce vi lasciamo.&lt;br /&gt;Per concludere questo detto&lt;br /&gt;Diciam che il reggiseno a noi è stretto&lt;br /&gt;E sia nel male che nel bene&lt;br /&gt;Vi confessiamo il nostro amore per il pene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7334004464347913679?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7334004464347913679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7334004464347913679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7334004464347913679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7334004464347913679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/benazir-di-giulia-e-marci.html' title='Benazir di Giulia e Marci'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3089552243582514778</id><published>2008-04-05T09:36:00.001-07:00</published><updated>2008-04-05T09:39:57.273-07:00</updated><title type='text'>5 minuti al riparo dalla frenesia...</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;Nella categoria "libri_buone pagine" due nuove letture tratte da &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;Sputiamo su Hegel&lt;/em&gt; di Carla Lonzi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;Quel che c'è nel mio cuore &lt;/em&gt;di Marcela Serrano&lt;/span&gt;. Dedicatevi 5 minuti al riparo dalla frenesia della giornata e inoltratevi nei racconti di queste donne... Buon viaggio!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3089552243582514778?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3089552243582514778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3089552243582514778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3089552243582514778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3089552243582514778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/5-minuti-al-riparo-dalla-frenesia.html' title='5 minuti al riparo dalla frenesia...'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3466252082413462984</id><published>2008-04-04T08:02:00.000-07:00</published><updated>2008-04-04T08:03:49.065-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>A Bologna libertà violata ma non dalla frittata anti-Ferrara</title><content type='html'>Da Liberazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gaia Maqui Giuliani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violenza simbolica vs. violenza fisica. La violenza simbolica è quella di frasi dette, nelle trasmissioni, nei talk show, sulle pagine de Il Foglio , ripetute, ostentate e poi urlate durante il comizio di ieri a Bologna. Frasi che suonano come “vi piacciono un miliardo di aborti?”, “noi siamo per una cultura della vita e non della morte”. Frasi che scatenano la rabbia e lo sgomento nelle persone che hanno vissuto l'esperienza dell'aborto, o l'hanno vissuta in seconda persona come madri, amiche, sorelle, figlie. Come compagni, fratelli, padri, amici. Una violenza simbolica che appare insopportabile, perché continuamente amplificata da una serie di attori sociali che non si limitano al duetto Giuliano Ferrara e Giovanni Salizzoni (capolista emiliano di "Aborto? No, grazie"), ma che vanno dal pontefice al prete nella parrocchia locale, dall'operatore del Movimento per la vita nel consultorio, al personale scolastico, convinto che l'educazione sessuale e l'informazione sui contraccettivi siano un "tabù" e che la scuola non sia il luogo adatto per un discorso serio sulla prevenzione.&lt;br /&gt;Una violenza simbolica e discorsiva che poi diviene violenza reale, con conseguenze pesanti sulla vita delle persone, quando, all'occasione, l'obiettore di coscienza rende impossibile il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza o l'assunzione dell'RU486, o quando l'amministrazione locale non apre o dismette i consultori territoriali, lasciando le donne da sole.&lt;br /&gt;Violenza intesa come impossibilità a scegliere, come negazione dell'ultima scialuppa di salvataggio a chi, malcapitata, non ha potuto o non è riuscita a tutelarsi da una gravidanza indesiderata o capisce di non essere abbastanza forte da mettere al mondo una creatura con problemi fisici e mentali.&lt;br /&gt;Questa violenza, che disciplina corpi e pensieri, che mortifica e colpevolizza chi sceglie di non diventare madre buttandole addosso l'accusa di "omicidio" e paragonando la sua azione alla pena di morte è stata accolta, ieri in Piazza Maggiore a Bologna, da una "violenza" caotica ma compatta, fatta di urla, mani alzate con indici e pollici a forma di vagina, e lancio di pomodori e uova. Una "violenza" tumultuosa, sgangherata talvolta, fatta di disorganizzazione e spontaneità. E, se anche c'era stato un progetto di contestazione, rimbalzato nelle liste on-line e in un'assemblea che aveva chiamato a raccolta spazi sociali autogestiti e alcuni gruppi di donne, le transenne che circondavano la piazza - innalzate come se si trattasse di bloccare l'assalto dei lebbrosi al palazzo di cristallo - rendevano quello stesso progetto tutt'altro che ben organizzato.&lt;br /&gt;La Rete delle donne di Bologna, e tutti i collettivi e le realtà femministe e lesbiche che ad essa fanno riferimento, non aveva ritenuto giusto dare al duetto antiabortista alcuna possibilità di accrescere, mediante la contestazione, una visibilità che altrimenti si sarebbe concretizzata in quattro anziani, i classici quattro astanti che chiacchierano di politica di fronte alla basilica di San Petronio. E avevano visto giusto: lasciar rimbombare nel vuoto di una piazza deserta quelle frasi intimidatorie rivestite da retorica salva-vita sarebbe stato forse lo smacco più grande. Piuttosto, la Rete, che lo scorso 8 marzo aveva portato in piazza quattromila persone, avrebbe desiderato costruire, con alcuni dei soggetti presenti alla contestazione, un percorso di lotta duraturo e condiviso e non un'azione schiacciata sull'evento della presenza del duetto a Bologna. Ma molti non hanno resistito e sono andati comunque a contestare o solo a dare un'occhiata. Erano soprattutto uomini, e uomini eterosessuali, e tra le donne, la maggior parte erano ragazze molto giovani. A quella "violenza" caotica ha risposto una violenza che faceva e fa il paio, perfettamente, con la violenza epistemica del discorso antiabortista: quella dei poliziotti sotto il palco e dei carabinieri nella adiacente Piazza del Nettuno. I primi, così come i secondi, hanno caricato a freddo, una, due, tre volte, colpendo chi, armato di pomodori e bottigliette d'acqua, come le ragazze-mignon in prima fila sotto al palco, si è accasciato sotto i colpi dei manganelli dei poliziotti-armadio.&lt;br /&gt;In tal senso la libertà di espressione non è stata violata nel senso descritto da Miriam Mafai sulle colonne del quotidiano La Repubblica : alla presenza del duetto antiabortista, è corrisposta infatti una contestazione non solo prevista, ma voluta dagli stessi organizzatori del comizio. Basti dire che l'ufficio stampa di "Aborto? No, grazie" aveva mandato una email nella lista della Rete delle donne di Bologna, perché voleva, pretendeva, che vi fosse contestazione. Per questo alcuni gruppi femministi avevano deciso di fare altro, come ripetere l'azione "Adotta un consultorio" e affiggere, la notte prima, sui muri della città delle vignette con "pensierini" in difesa dell'autodeterminazione delle donne. Piuttosto quella stessa libertà è stata "ripartita in modo diseguale": picchiare persone con il manganello rovesciato in risposta ad una frittata fatta di urla, uova e pomodori dovrebbe far riflettere sulle modalità d'accesso (differenziato) alla libera espressione e sul livello di esasperazione che aleggia nel Belpaese e che è diretta conseguenza della (considerata lecita) violenza simbolica del continuo attacco alle conquiste delle donne.&lt;br /&gt;4/04/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3466252082413462984?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3466252082413462984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3466252082413462984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3466252082413462984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3466252082413462984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/bologna-libert-violata-ma-non-dalla.html' title='A Bologna libertà violata ma non dalla frittata anti-Ferrara'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-580873949433130203</id><published>2008-04-03T04:22:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:57.768-08:00</updated><title type='text'>Giuliano Ferrara?NO GRAZIE!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_S-PpNir5I/AAAAAAAAAao/w2bM1CM1JfU/s1600-h/foto_fe_04.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184978246980251538" style="DISPLAY: block; 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MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_SbqJNir4I/AAAAAAAAAag/araKFgYFPZo/s320/arton15588.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Pomeriggio di tensione in piazza Maggiore durante un comizio del giornalista&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Alle prime parole contro l'aborto sono partiti i fischi e i lanci di oggetti e ortaggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cofferati: "Inaccettabile, tutti devono poter sostenere le proprie opinioni"Il direttore del "Foglio" costretto a lasciare il palco scortato dalle forze dell'ordine&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ferrara contestato a Bologna la polizia carica, 15 contusi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;BOLOGNA - Si è trasformato in un pomeriggio di guerriglia urbana, a Bologna, il comizio organizzato da Giuliano Ferrara e dalla sua lista "Aborto? No grazie" in piazza Maggiore. Circa duemila persone hanno contestato il direttore del Foglio, e quando ha preso la parola ci sono stati scontri fra la polizia e i manifestanti, soprattutto ragazze. Attimi di tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza. Alla fine sono stati una quindicina i contusi, tutti lievi. Indignato il commento di Sergio Cofferati: "E' inaccettabile - ha detto il sindaco delal città - che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza. Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni e a nessuno deve essere impedito di parlare". Ferrara è stato accolto in piazza Maggiore da una manifestazione comunque preannunciata alle forze dell'ordine, ma ben più ampia di quanto previsto. Alcuni gruppi femministi e dei centri sociali avevano chiamato a raccolta persone in difesa della legge 194, ma senza aspettarsi che all'appello rispondessero in così tanti: giovani, adulti, donne che hanno coperto di fischi e insulti Giovanni Salizzoni e Matilde Leonardi, candidati alla Camera in Emilia Romagna, che hanno aperto la manifestazione elettorale. Ma è stato quando Giuliano Ferrara ha preso la parola che la situazione è precipitata. Prima, alcuni manifestanti hanno dribblato il cordone di polizia, hanno tentato di salire sul palco e strappato i manifesti che c'erano attaccati. E mentre Ferrara lanciava le sue parole d'ordine ("L'aborto è una cosa arcaica, squallida, miserabile, ancestrale") dalla piazza sono volati uova, pomodori, monete, bottiglie d'acqua, qualche sasso. Ferrara si è preso un uovo ("Lo prendo come una medaglia" ha gridato), poi ha raccolto dei pomodori e li ha rilanciati in piazza. A quel punto, alla crescente pressione dei manifestanti, il cordone di polizia ha risposto con una carica.&lt;br /&gt;In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina. Tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza, sempre scortato dalle forze dell'ordine. I manifestanti gli sono andati addosso e ci sono state altre manganellate: sono volate bottiglie e le sedie di un bar della piazza. Quindi, il giornalista è stato caricato in macchina. L'auto della polizia si è trovata accerchiata dai manifestanti ed è uscita dalla piazza sgommando a forte velocità. La manovra ha ulteriormente esacerbato gli animi: i manifestanti sono saliti sul palco e alcune ragazze hanno improvvisato un comizio in favore della legge 194. La tensione si è a poco a poco allentata solamente quando Ferrara ha definitivamente lasciato Piazza Maggiore.&lt;br /&gt;(2 aprile 2008) da &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2184987774873060379?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2184987774873060379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2184987774873060379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2184987774873060379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2184987774873060379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/04/ferrara-non-ci-passi.html' title='Ferrara non ci passi!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_SbqJNir4I/AAAAAAAAAag/araKFgYFPZo/s72-c/arton15588.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2496754672301222330</id><published>2008-03-29T06:39:00.000-07:00</published><updated>2008-04-04T10:56:06.427-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="styleDocument: [object];font-size:180%;" &gt;&lt;strong style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="styleDocument: [object]"&gt;Né una né due: baciandoci da lontano&lt;br /&gt;Ripensando Luce Irigaray&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non piangere un giorno riusciremo a dirci. E quello che diremo sarà più bello delle nostre lagrime. Fluidissime&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="styleDocument: [object];font-size:85%;" &gt;&lt;em&gt;Luce Irigaray, questo sesso che non è un sesso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna non è de-finibile, è in-significante per se stessa: sei donna se non hai il pene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha vissuto nella paura di doversi aprire a comando. Come una scatola. Adesso impara con fatica ad aprirsi come e quando piace a lei. Come ogni uomo che vorrà toccarla non comprenderà. Come ogni donna comprende in un solo istante. Impara con fatica a cucire o scucire le sue labbra come e quando vuole: sono sue, tutte e quattro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho bisogno di essere riempita o completata, non sono fatta per essere colmata. Cerco la mia felicità tattile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi così diversi eppure così vicini, quando ci incontriamo intrecciamo fili di parole, amico mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non nasconderti amore. Vorrei prenderti per mano e farti sentire come si muore e si rinasce in un secondo. E dimmi ti prego che dalla tua paura si può ricominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così quello che loro desiderano è precisamente niente, e nello stesso tempo è tutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venute alla luce donne, divenute madri e figlie oscurate dall’ombra del legame, nella relazione tra la luce e ombra ritrovarsi donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bisogna proprio che impariamo a parlarci per riuscire a baciarci da lontano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Luce Irigaray, questo sesso che non è un sesso.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2496754672301222330?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2496754672301222330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2496754672301222330' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2496754672301222330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2496754672301222330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/n-una-n-due-baciandoci-da-lontano.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2760495388019287775</id><published>2008-03-21T04:06:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:58.070-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-OXNpNirwI/AAAAAAAAAZI/i77Zt_CpiUI/s1600-h/labios-rosa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180150257062948610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-OXNpNirwI/AAAAAAAAAZI/i77Zt_CpiUI/s320/labios-rosa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Mercoledì 26 Marzo&lt;br /&gt;Ore 18:30&lt;br /&gt;Presso il bar ART &amp;amp; CHOCOLATE&lt;br /&gt;Pescheria vecchia 9/a&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#663366;"&gt;Né una né due. Baciandoci da lontano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripensando a Luce Irigaray&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mentre le nostre labbra tornano rosse. Si muovono, vogliono parlare. Stavi dicendo? Cosa? Niente. Tutto. Sì. Abbi pazienza. Dirai tutto. Comincia con quello che senti, adesso, subito.&lt;br /&gt;Il tutto verrà di seguito.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Luce Irigaray “Questo sesso che non è un sesso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2760495388019287775?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2760495388019287775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2760495388019287775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2760495388019287775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2760495388019287775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/mercoled-26-marzo-ore-1830-presso-il.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-OXNpNirwI/AAAAAAAAAZI/i77Zt_CpiUI/s72-c/labios-rosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6389143852040123040</id><published>2008-03-21T04:04:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:58.201-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Butler...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aWapNir0I/AAAAAAAAAZo/VizBwi_vey4/s1600-h/800px-Judith_Butler.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180993805819752258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aWapNir0I/AAAAAAAAAZo/VizBwi_vey4/s320/800px-Judith_Butler.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?edizione=Queer"&gt;Leggi tutti gli articoli pubblicati dal settimanale "Queer" di Liberazione su Judith Butler...&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6389143852040123040?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6389143852040123040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6389143852040123040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6389143852040123040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6389143852040123040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/butler.html' title='Butler...'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aWapNir0I/AAAAAAAAAZo/VizBwi_vey4/s72-c/800px-Judith_Butler.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5000916254886294667</id><published>2008-03-17T06:30:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:58.648-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R97lMZLceoI/AAAAAAAAAY4/eiAukVxEtao/s1600-h/150px-Olympe_gouges.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R97lMZLceoI/AAAAAAAAAY4/eiAukVxEtao/s320/150px-Olympe_gouges.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178828622602730114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postfazione&lt;br /&gt;Da decretare da parte dell'Assemblea nazionale nelle sue ultime sedute oppure in quella della prossima legislatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione&lt;br /&gt;Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di costituirsi in assemblea nazionale. Considerando che l'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna, sono le sole cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre in una dichiarazione solenne i diritti naturali inalienabili e sacri della donna, affinché tale dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza posa i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere in ogni momento comparati con il fine di ogni istituzione politica, ne siano più rispettati, affinché i reclami delle cittadine, fondati ormai su principi semplici e incontestabili, si volgano sempre al mantenimento della costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti.&lt;br /&gt;Di conseguenza, il sesso superiore in bellezza come in coraggio, nelle sofferenze materne, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'Essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.&lt;br /&gt;Articolo primo. La Donna nasce libera ed è eguale all'uomo nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.&lt;br /&gt;II.Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell'Uomo: tali diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza, e soprattutto la resistenza all'oppressione.&lt;br /&gt;III.Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione, che non è altro che la riunione della Donna e dell'Uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitare una autorità che non ne derivi espressamente.&lt;br /&gt;IV.La libertà e la giustizia consistono nel rendere tutto quello che appartiene agli altri; così l'esercizio dei diritti naturali della donna non ha limiti se non la tirannia perpetua che l'uomo gli oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione.&lt;br /&gt;V.Le leggi della natura e della ragione vietano tutte le azioni nocive alla società: tutto quello che non è vietato da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare quello che tali leggi non ordinano.&lt;br /&gt;VI.La Legge deve essere l'espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e Cittadini devono concorrere, personalmente o tramite loro rappresentanti, alla sua formazione; la legge deve essere eguale per tutti: tutte le Cittadine e tutti i Cittadini, essendo eguali ai suoi occhi, devono essere egualmente ammissibili ad ogni dignità, posto e impiego pubblico, secondo le proprie capacità; e senza altra distinzione che non sia quella delle loro virtù e dei loro talenti.&lt;br /&gt;VII.Per nessuna donna si farà eccezione: la donna è accusata, arrestata, e detenuta nei casi determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a tale Legge rigorosa.&lt;br /&gt;VIII.La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non in virtù d'una Legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.&lt;br /&gt;IX. Nel caso di ogni donna dichiarata colpevole la Legge eserciterà ogni rigore.&lt;br /&gt;X. Nessuno deve essere infastidito per le proprie opinioni, anche fondamentali. La donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve avere egualmente quello di salire sulla Tribuna; purché le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.&lt;br /&gt;XI. La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna, poiché tale libertà assicura la legittimazione dei padri nei confronti dei figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, sono madre d'un figlio che vi appartiene, senza che un barbaro pregiudizio la forzi a dissimulare la verità; salvo a rispondere dell'abuso di tale libertà nei casi determinati dalla Legge.&lt;br /&gt;XII.La garanzia dei diritti della donna e della Cittadina necessita un'utilità maggiore; tale garanzia deve essere istituita per il vantaggio di tutti, e non per l'utilità particolare di coloro cui è data.&lt;br /&gt;XIII.Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d'amministrazione, i contributi della donna e dell'uomo sono eguali; la donna partecipa a tutti i servizi, a tutte le occupazioni penose; deve dunque partecipare egualmente alla distribuzione di posti, di impieghi, di cariche, di dignità e dell'industria.&lt;br /&gt;XIV.Le Cittadine e Cittadini hanno il diritto di constatare di persona o tramite propri rappresentanti la necessità della contribuzione pubblica. Le Cittadine non possono aderirvi che grazie all'ammissione di una divisione eguale, non solo nella fortuna, ma anche nell'amministrazione pubblica, e di determinare la quota, l'imponibile, la copertura e la durata delle imposte.&lt;br /&gt;XV.La massa delle donne, coalizzata per la contribuzione con quella degli uomini, ha il diritto di chiedere conto, a ogni agente pubblico, della sua amministrazione.&lt;br /&gt;XVI.Ogni società, in cui non è assicurata la garanzia dei diritti, né è determinata la separazione dei poteri, non ha una costituzione; la costituzione è nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione non ha cooperato alla sua redazione.&lt;br /&gt;XVII. Le proprietà sono di tutti i sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno può esserne privato in quanto vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica, constatata legalmente, lo esiga a tutta evidenza, e a condizione di una giusta e preventiva indennità.&lt;br /&gt;Postfazione&lt;br /&gt;Donna, svegliati; la campana a martello della ragione si fa intendere in tutto l'universo; riconosci i tuoi diritti. Il potente imperio della natura non è più circondato di pregiudizi, di fanatismo, di superstizione e di menzogne. La fiaccola della verità ha dissolto tutte le nuvole della tupidità e dell'usurpazione. L'uomo schiavo ha moltiplicato le sue forze, ha avuto bisogno delle tue per spezzare le sue catene. Una volta libero, è divenuto ingiusto verso la sua compagna. O donne! Donne, quando cesserete di essere cieche? Quali sono i vantaggi che avete raccolto nella Rivoluzione? Un disprezzo più marcato, un disdegno più segnalato - che cosa dunque vi resta? La convinzione delle ingiustizie dell'uomo. Il reclamare il vostro patrimonio, fondato sui saggi decreti della natura; che cosa avrete da temere per una così bella impresa? La buona parola del Legislatore delle nozze di Cana? Temete che i nostri legislatori francesi, correttori di questa morale, a lungo aggrappata ai rami della politica, ma che non è più di stagione, vi ripetano: donne, che cosa c'è di comune tra voi e noi? Tutto, dovreste rispondere. Se si ostinano, nella loro debolezza, a mettere questa inconsequenzialità in contraddizione con i loro principi; opponete coraggiosamente la forza della ragione alle vane pretese di superiorità; riunitevi sotto gli stendardi della filosofia; dispiegate tutta l'energia del vostro carattere, e vedrete presto questi orgogliosi, non servili, adoratori rampanti ai vostri piedi, ma fieri di dividere con voi i tesori dell'Essere Supremo. Qualunque siano le barriere che vi si oppongono, è in vostro potere di affrancarle; dovete solo volerlo. Passiamo ora al quadro spaventoso di ciò che siete state nella società; e dato che si tratta, in questo momento, di una educazione nazionale, vediamo se i nostri saggi Legislatori penseranno in modo sano sull'educazione delle donne.&lt;br /&gt;Le donne hanno fatto più del male che del bene. La costrizione e la dissimulazione sono state la loro divisione. Quel che la forza aveva loro sottratto, l'inganno glielo ha reso; hanno potuto ricorrere a tutte le risorse del loro fascino, cui neppure l'uomo più irreprensibile poteva resistere. Il veleno, il ferro, tutto era loro sottoposto; comandavano al crimine come alla virtù: il governo francese, soprattutto, è dipeso, per secoli, dall'amministrazione notturna delle donne; il gabinetto non aveva segreti per la loro indiscrezione: ambasciata, comando, ministero, presidenza, pontificato, cardinalato; infine tutto quello che caratterizza la stupidità degli uomini, profano e sacro, tutto è stato sottoposto alla cupidigia e all'ambizione di questo sesso nel passato disprezzabile e rispettato, e dopo la rivoluzione, rispettabile e disprezzato.&lt;br /&gt;In questa sorta di antitesi, quanti rimproveri ho da offrire! Non ho che un momento solo per farli, ma questo fisserà l'attenzione della posterità, anche la più arretrata. Sotto l'antico regime, tutto era vizioso, tutto era colpevole; ma si potrebbe percepire il miglioramento delle cose nella sostanza stessa dei vizi? Una donna non aveva bisogno che d'esser bella o amabile; quando possedeva queste due qualità, vedeva cento fortune ai suoi piedi. Se non ne approfittava, quella aveva un carattere bizzarro, o una filosofia poco comune, che la portava al disprezzo delle ricchezze; allora non era considerata che una testa malvagia; la più indecente si faceva rispettare con l'oro; il commercio delle donne era una specie di industria ammessa all'interno della prima classe, che, d'ora in avanti, non avrà più credito.&lt;br /&gt;Se ne avesse ancora, la rivoluzione sarebbe perduta, e pur sotto nuovi rapporti, saremmo sempre corrotti; tuttavia la ragione può dissimularsi nel fatto che ogni altra strada verso la fortuna è chiusa per la donna che l'uomo compra, come lo schiavo sulle coste d'Africa.&lt;br /&gt;La differenza è grande, si sa. La schiava comanda al padrone; ma se il padrone le concede la libertà senza ricompensa, e a un'età in cui la schiava ha perso ogni suo fascino, cosa diventa questa sfortunata? L'oggetto di disprezzo; le stesse porte della beneficenza le sono chiuse; è povera e vecchia, si dice; perché non ha saputo fare fortuna? Altri esempi ancora più toccanti si offrono alla ragione. Una giovane senza esperienza, sedotta da un uomo che ama, abbandonerà i suoi genitori per seguirlo; l'ingrato la lascerà dopo qualche anno, e più la donna sarà invecchiata con lui, tanto più la di lui incostanza sarà inumana; se anche ha dei bambini, lui l'abbandonerà lo stesso. Se l'uomo è ricco, si crederà dispensato dal dividere la sua fortuna con le sue nobili vittime. Se qualche impegno l'ha legato ai suoi doveri, ne violerà il potere confidando tutto nelle leggi. Se è sposato, ogni altro impegno perde i suoi diritti. Quali leggi restano da fare per estirpare il vizio fino alla radice? Quella della divisione delle fortune tra gli uomini e le donne, e dell'amministrazione pubblica. Si concede facilmente che colei che proviene da una famiglia ricca, guadagni molto con l'uguaglianza della divisione. Ma colei che proviene da una famiglia povera, con meriti e virtù; qual è il suo destino? La povertà e l'obbrobrio. Se non eccelle precisamente nella musica o nella pittura, non potrà essere ammessa ad alcuna funzione pubblica, anche quando ne abbia tutte le capacità. Non voglio che dare un assaggio delle cose, le approfondirò nella nuova edizione di tutte le mie opere politiche che mi propongo di offrire al pubblico entro qualche tempo, con alcune note. Riprendo il mio testo per quanto attiene ai costumi. Il matrimonio è la tomba della fiducia e dell'amore. La donna sposata può dare impunemente a suo marito dei bastardi, e la fortuna che non appartiene loro. Quella che non lo è, non ha che un debole diritto: le leggi antiche e disumane le rifiutano questo diritto, per i propri figli, al nome e ai beni del loro padre, e non si sono fatte nuove leggi su questa materia.&lt;br /&gt;Se tentare di dare al mio sesso una consistenza onorevole e giusta, è considerato in questo momento un paradosso da parte mia, e tentare l'impossibile, lascio agli uomini a venire la gloria di trattare questa materia; ma, nell'attesa, la si può preparare attraverso l'educazione nazionale, attraverso la restaurazione dei costumi e attraverso le convenzioni matrimoniali.&lt;br /&gt;Forma del contratto sociale dell'Uomo e della Donna&lt;br /&gt;Noi N e N, mossi dalla nostra propria volontà, ci uniamo fino al termine della nostra vita, e per la durata delle nostre mutue inclinazioni, alle condizioni seguenti: intendiamo e vogliamo mettere le nostre fortune in comunità, riservandoci tuttavia il diritto di separarle in favore dei nostri figli, e di quelli verso cui possiamo avere un debole particolare, riconoscendo mutuamente che i nostri beni appartengono direttamente ai nostri figli, da qualunque letto provengano, e che tutti indistintamente hanno il diritto di portare il nome dei padri e madri che li hanno avuti; e ci imponiamo di sottoscrivere la legge che punisce l'abnegazione del proprio sangue. Ci obblighiamo ugualmente, in caso di separazione, di dividere la nostra fortuna, e di prelevare la porzione dei nostri figli indicata dalla legge; e in caso di unione terminata, colui che verrà a morire, rinuncerà alla metà delle sue proprietà in favore dei figli; e se l'uno morirà senza figli, chi sopravvive erediterà di diritto, a meno che colui che premuore non abbia disposto della metà del bene comune in favore di chi giudicherà in proposito.&lt;br /&gt;Ecco pressappoco la formula dell'atto coniugale di cui propongo l'esecuzione. Alla lettura di questo scritto bizzarro, vedo alzarsi contro di me i bacchettoni, i puritani, il clero e tutta la sequela infernale. Ma in che misura ciò offrirà ai saggi quanto ai mezzi morali per arrivare alla perfettibilità di un governo onorato! Ne vado a dare in poche parole la prova fisica. Il ricco Epicureo senza figli trova ottima cosa andare presso il suo vicino povero ad aumentare la sua famiglia. Quando ci sarà una legge che autorizzerà la donna del povero a far adottare al ricco i suoi figli, i legami della società saranno rafforzati, e i costumi più moralizzati. Questa legge conserverà, può darsi, il bene della comunità, e conserverà il disordine che conduce tante vittime negli ospizi dell'orrore, della bassezza e della degenerazione dei principi umani dove, da tempo, geme la natura. Che i detrattori della sana filosofia cessino dunque di protestare contro i costumi primitivi, ove si vanno a perdere dentro la fonte delle loro citazioni 2 .&lt;br /&gt;Vorrei anche una legge che avvantaggiasse le vedove e le signorine ingannate dalle false promesse di un uomo a cui queste si siano attaccate; vorrei, dico, che questa legge forzasse un incostante a mantenere i suoi impegni, o a un'indennità proporzionata alla sua fortuna. Vorrei ancora che questa legge fosse rigorosa contro le donne, almeno per quelle che avranno la faccia di ricorrere a una legge che avrebbero infranto con la loro cattiva condotta, se fossero state messe alla prova. Vorrei, allo stesso tempo, come ho esposto nella felicità primitiva dell'uomo, nel 1788, che le ragazze pubbliche fossero poste nei quartieri designati. Non sono le donne pubbliche che contribuiscono più alla depravazione dei costumi; queste sono le donne della società. Recuperando le ultime, si modificano le prime. Questa catena d'unione fraterna offrirà in un primo tempo il disordine, ma in seguito, produrrà alla fine un insieme perfetto.&lt;br /&gt;Offro un mezzo invincibile per elevare l'anima delle donne; è di unirle a tutti gli esercizi dell'uomo: se l'uomo si ostina a trovare questo mezzo impraticabile, che egli divida la sua fortuna con la donna, non a suo capriccio, ma attraverso la saggezza delle leggi. Il pregiudizio cade, i costumi si moralizzano, e la natura riprende tutti i suoi diritti. Metteteci pure il matrimonio dei preti; il re, rinforzato sul suo trono, e il governo francese non saprà più perire.&lt;br /&gt;Sarebbe ben necessario che dicessi qualche parola sui turbamenti che causa, si dice, il decreto il favore degli uomini di colore, nelle nostre isole. Si ha dove la natura freme d'orrore; si ha dove la ragione e l'umanità, non hanno ancora toccato le anime indurite; si ha soprattutto dove la divisione e la discordia agitano i loro abitanti. Non è difficile indovinare gli istigatori di questi fermenti incendiarii: ve ne sono anche in seno all'Assemblea Nazionale: essi accendono in Europa il fuoco che deve abbracciare l'America. I coloni pretendono di regnare da despoti su uomini di cui sono i padri e i fratelli; e disconoscendo i diritti della natura, ne cercano la fonte fino nella più piccola tinta di loro sangue. Questi coloni inumani dicono: il nostro sangue circola nelle loro vene, ma lo disperdiamo tutto, se è necessario, per saziare la nostra cupidigia, o la nostra cieca ambizione. È in questi luoghi, i più vicini alla natura, che il padre disconosce il figlio; sordo ai richiami del sangue, ne soffoca ogni fascino; cosa si può sperare della resistenza che gli si oppone? Reprimerla con la violenza, è renderla terribile; lasciarla ancora nei ferri, significa instradare tutte le calamità verso l'America. Una mano divina sembra diffondere attraverso tutto l'appannaggio dell'uomo, la libertà; la legge sola ha il diritto di reprimere questa libertà, se degenera in licenza; ma deve essere uguale per tutti, è questa che l'Assemblea Nazionale deve racchiudere nel suo decreto, dettato dalla prudenza e dalla giustizia. Possa la legge agire anche per lo stesso della Francia, e rendersi allo stesso modo attenta ai nuovi abusi, come lo è stata con gli antichi, che divengono ogni giorno più spaventosi! Mia opinione sarà ancora di riconciliare il potere esecutivo con il potere legislativo, perché mi sembra che l'uno sia tutto, e l'altro non sia niente; da ciò deriverà, sfortunatamente, può darsi, la perdita dell'Impero francese. Considero questi due poteri come l'uomo e la donna 3 , che devono essere uniti, ma uguali in forza e in virtù, per bene amministrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;￼&lt;br /&gt;[1] Da Parigi al Perù, dal Giappone fino a Roma, l'animale più stupido, a mio avviso, è l'uomo. &lt;br /&gt;[2] Abramo ebbe figli molto legittimi da Agar, serva di sua moglie.&lt;br /&gt;[3] Alla straordinaria cena di M. de Merville, Ninon domanda: chi è l'amante di Luigi XVI? Le si risponde, è la Nazione; questa amante corromperà il governo, se prende troppo imperio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Olympe de Gouges (Montauban, 7 maggio 1748 – Parigi, 3 novembre 1793) è stata una drammaturga e giornalista francese che visse durante la rivoluzione francese e lottò affinché le donne ottenessero gli stessi diritti degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1791 pubblicò la dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui dichiarava l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. Nel 1793 fu ghigliottinata perché si era opposta all'esecuzione di Luigi XVI e aveva osato attaccare Robespierre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Informazione da Wikipedia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5000916254886294667?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5000916254886294667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5000916254886294667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5000916254886294667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5000916254886294667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/dichiarazione-dei-diritti-della-donna-e.html' title='Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R97lMZLceoI/AAAAAAAAAY4/eiAukVxEtao/s72-c/150px-Olympe_gouges.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-562769677348569386</id><published>2008-03-17T06:10:00.000-07:00</published><updated>2008-03-17T06:43:59.276-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Relazione sul tavolo 1: Violenza</title><content type='html'>Violenza sulle donne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Capire di che stiamo parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I numeri.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;6.743.000 donne fra 14 e 59 anni sono state vittime di violenza fisica e sessuale nel corso della vita.&lt;br /&gt;Circa 5.000.000 donne hanno subito violenze sessuali.&lt;br /&gt;Circa 3.961.000 donne hanno subito violenze fisiche.&lt;br /&gt;Circa 1.000.000 donne hanno subito stupri o tentati stupri.&lt;br /&gt;Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.&lt;br /&gt;Il 17,3% delle donne con un expartner ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.&lt;br /&gt;Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.&lt;br /&gt;Il 96% delle violenze subite da un non partner non vengono denunciate.&lt;br /&gt;Il 93% delle violenze subite da un partner non vengono denunciate.&lt;br /&gt;Il 91,6% di stupri non è denunciato.&lt;br /&gt;Il 63,9% delle donne che subiscono violenza nel corso della vita sono donne separate e divorziate.&lt;br /&gt;Il 3,5% di stupri e tentati stupri sono commessi da estranei.&lt;br /&gt;Il 23,8% di stupri e tentati stupri sono commessi da amici.&lt;br /&gt;Il 12,3% di stupri e tentati stupri sono commessi da conoscenti.&lt;br /&gt;Il 17,4% di stupri e tentati stupri sono commessi da fidanzati o ex fidanzati.&lt;br /&gt;Il 20,2% di stupri e tentati stupri sono commessi da mariti o ex-mariti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21% delle violenze sessuali avviene per strada.&lt;br /&gt;Il 14% delle violenze sessuali avviene in auto.&lt;br /&gt;Il 65% delle violenze sessuali avviene a casa propria o di amici o parenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I valori più elevati si hanno per le donne residenti nel Nord-est, nel Nord-Ovest e nel Centro, e per quelle nei centri metropolitani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: dati ISTAT 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le tipologie &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza familiare si presenta nella forma della violenza composita e trasversale, si associano varie tipologie di violenza: fisica, psicologica, economica, sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violenza fisica: picchiare con o senza l’uso di oggetti. Spintonare, tirare per i capelli, dare schiaffi, pugni, calci, strangolare, ustionare, ferire con un coltello, torturare, uccidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violenza psicologica: minacciare, insultare, umiliare, attaccare l’identità e l’autostima, isolare, impedire di controllare le reazioni della donna con gli altri, sbattere fuori casa, rinchiudere in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violenza economica: sottrarre alla donna il suo stipendio, impedirle qualsiasi decisione in merito alla gestione dell’economia familiare, obbligarla a lasciare il lavoro o a impedirle di trovarsene uno, costringerla a firmare documenti, a contrarre debiti, a intraprendere iniziative economiche, a volte truffe, contro la sua volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violenza sessuale: fare battute e prese in giro a sfondo sessuale, fare telefonate oscene, costringere ad atti o rapporti sessuali non voluti, obbligare a prendere parte alla costruzione o visione di materiale pornografico, stuprare, rendersi responsabili di incesto, costringere a comportamenti sessuali umilianti o dolorosi, imporre gravidanze, costringere a prostituirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le dinamiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza familiare può insorgere in qualsiasi momento della relazione: a volte si presenta subito, a volte si verifica in concomitanza della nascita di un figlio; a volte subentra dopo tanti anni di matrimonio; anche la frequenza e la gravità degli episodi di violenza sono estremamente variabili. &lt;br /&gt;La violenza familiare consiste in una serie di strategie agite dal partner al fine di poter esercitare il proprio controllo sulla compagna, spesso anche sui figli. &lt;br /&gt;Il partner violento agisce in modo tale da creare un clima di tensione e d’isolamento che si realizza attraverso minacce, divieti, colpevolizzazione e denigrazione della donna; è in questo clima che s’inscrive l’episodio di violenza. Solitamente la frequenza e la gravità degli episodi tendono ad aumentare col tempo, sino a quando le donne, dopo vari tentativi di ricomposizione e recupero della relazione (tentativi che vedono la messa in campo di varie strategie di sopravvivenza, quali la minimizzazione degli episodi di violenza e l'autocolpevolizzazione), non decidono di sottrarre se stesse e i propri figli a tale situazione di sopraffazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alcuni stereotipi da abbattere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La violenza domestica è presente in contesti familiari culturalmente ed economicamente poveri."&lt;br /&gt;La violenza domestica è un fenomeno trasversale: non è riconducibile a particolari fattori sociali, né economici, né razziali, né religiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La violenza domestica è causata da occasionali e sporadiche perdite di controllo."&lt;br /&gt;La violenza domestica risponde alla volontà di esercitare potere e controllo sulle donne; per questa ragione l'episodio violento non è quasi mai leggibile come un atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato.&lt;br /&gt;Gli stessi aggressori affermano che picchiare è una strategia finalizzata a modificare i comportamenti delle proprie compagne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La violenza domestica è causata dall'assunzione di alcool e/o droghe."&lt;br /&gt;Esistono alcoolisti e tossicodipendenti non violenti, così come esistono uomini violenti, tossicodipendenti e alcolisti, che agiscono condotte violente in assenza di assunzione di alcool e/o droghe; la grande maggioranza degli uomini violenti non è né alcolista né tossicodipendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La violenza domestica non incide sulla salute delle donne.”&lt;br /&gt;La Banca Mondiale riconosce la violenza domestica come un problema di salute pubblica, in quanto incide gravemente sul benessere psico-fisico delle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I partner violenti sono portatori di psicopatologie."&lt;br /&gt;Solo il 10% dei maltrattatori presenta problemi psichiatrici. L’attribuzione della violenza a soggetti psicotici è solo un " escamotage" per tenere separato l'ambito della violenza da quello della normalità, è una forma di esorcizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I partner violenti hanno subito violenza da bambini."&lt;br /&gt;Non esiste necessariamente un rapporto di causa-effetto tra violenza subita nell'infanzia e violenza agita da adulti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate."&lt;br /&gt;Le donne scelgono la relazione, non la violenza.&lt;br /&gt;Tanti sono i fattori e i vincoli che trattengono le donne e impediscono loro di prendere in tempi brevi la decisione di interrompere una relazione violenta: la paura di perdere i figli, le difficoltà economiche, l’isolamento, la disapprovazione da parte della famiglia, la riprovazione e la stigmatizzazione da parte della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A Roma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza maschile sulle donne, una delle più grandi vergogne dei nostri tempi, attraversa ogni ambito di vita della donna (casa, lavoro, famiglia, vita pubblica, quotidianità) e ogni estrazione sociale, ogni spazio e ogni tempo. La più visibile, sconcertante e orrenda evidenza della mancanza di rispetto e di considerazione degli uomini nei confronti delle donne, della reputazione della donna al pari di merce.&lt;br /&gt;Il 23 febbraio a Roma, in 40 donne, s’è cercato di andare più a fondo, di capire, di confrontare pensieri e pratiche.&lt;br /&gt;Da dove nasce questa violenza? Cosa le permette di vivere e alimentarsi giorno dopo giorno? Cosa fa sì che spopoli nelle famiglie-bene, compiuta da parte di uomini istruiti e realizzati, soprattutto nell’avanzato e civilissimo Nord? &lt;br /&gt;Partecipano al dibattito donne giovani e più anziane, donne che lavorano da anni in centri antiviolenza e giovani facenti parti di collettivi relativamente recenti, femministe lesbiche e femministe eterosessuali, donne che vengono da sud, da nord, dal centro, donne che scelgono il separatismo a priori e donne che credono che la nuova prospettiva del femminismo sia l’apertura verso gli uomini che mostri non sono. Di tutto un po’ insomma: il mondo femminista è splendido perché è vario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_&lt;strong&gt;Origini – Cause_&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quale può essere la prima risposta se non la cultura patriarcale che predomina, che relega la donna in una posizione subalterna. È questa cultura che pretende, che giustifica, che mistifica e banalizza la violenza alterandone la pesantezza delle conseguenze sui corpi, le menti e le vite delle donne violate.&lt;br /&gt;È questa cultura che fa sì che i maschi vogliano in ogni momento il controllo. E se non lo hanno se lo prendono. Con la forza ovviamente.&lt;br /&gt;Notiamo una scissione della donna in corpo e psiche. Il corpo viene percepito come luogo pubblico, mentre alla donna vuole essere negata la sfera pubblica nella vita della comunità.&lt;br /&gt;La sfera pubblica è dei maschi, la privata è dedicata alle donne. Ed è questa separazione che alimenta e permette che la violenza maschile si scateni quando la donna esce dal “ruolo” e posizione che le hanno affibbiato, non rispondendo alle aspettative della cultura patriarcale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;_Vecchie e nuove conquiste_&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questo, il movimento femminista d’oggi raccoglie le conquiste di quello di ieri: finalmente si spezza la sfera privata della donna.&lt;br /&gt;Il privato irrompe nel pubblico. Il movimento femminista, sancendo il motto il personale è politico, dà il via al lungo e tortuoso cammino (cifre e statistiche lo dimostrano, ad esempio quelle della percentuale di donne che denunciano le denuncie subite) verso la cessazione dell’omertà, della vergogna di denunciare, del perdono.&lt;br /&gt;E lo fa anche e soprattutto attraverso l’autocoscienza, attraverso la condivisione tra donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_&lt;strong&gt;Pericoli_&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Uno dei pericoli in agguato è senza dubbio la normalizzazione della violenza, complici i mass media. Bando a reazioni quali: ”La violenza maschile sulle donne sempre c’è stata e sempre ci sarà” o “che vuoi che sia, non è poi così grave…”. Altro campanello d’allarme che è necessario contrastare è la campagna familista portata avanti dal vaticano, la quale identifica e obbliga la donna a poter assumere uno di questi tre ruoli all’interno della famiglia: moglie, madre o prostituta. Quando la donna si rifiuta di prender parte a questo gioco che ha già stabilito il posto che le spetta, non rispetta le regole, e quindi va controllata ed intimidita.&lt;br /&gt;E non dimentichiamo la funzione procreatrice che sta alla base della famiglia. La donna vale e viene tutelata in quanto possibile nonché probabile procreatrice, altrimenti la lotta per i diritti in quanto donna si fa particolarmente dura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;_La lucha_&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Varie le pratiche messe a confronto dal gruppo eterogeneo. I punti su cui tutte si trovano in accordo sono: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Importanza delle relazioni tra donne. Curare le relazioni tra donne ed eliminare la competitività: uccide la relazione. Necessità di unione e rete tra militanti.&lt;br /&gt;- Rafforzamento della soggettività femminile attraverso le varie pratiche che appartengono ad ogni diverso gruppo: autocoscienza, corsi di difesa personale, …&lt;br /&gt;- Non considerare le donne come debole vittima. Ha una forza che deve saper tirar fuori.&lt;br /&gt;- Importanza di nominare correttamente la realtà. Per esempio: dire sempre violenza maschile, per evitare distorsioni e manipolazioni di quella che è la realtà.&lt;br /&gt;- Importante un reddito e un apparato legislativo per le donne che possa sostenerle ed aiutarle dopo la denuncia di una violenza (qualcuna propone lavoro domestico stipendiato, altre dicono che così facendo c’è il pericolo di legittimare il confino della donna tra le mura domestiche, paradigma da cui si sta uscendo dopo anni di lotte e fatica)&lt;br /&gt;- Rendere visibili tutti gli spazi di violenza, denunciarli tutti. Questo con la presenza concreta in occasione di processi per stupri o violenze sulla donna, anniversari di date importanti in questo senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silvia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-562769677348569386?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/562769677348569386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=562769677348569386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/562769677348569386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/562769677348569386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/relazione-sul-tavolo-1-violenza.html' title='Relazione sul tavolo 1: Violenza'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8782337593787443258</id><published>2008-03-16T09:32:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:58.762-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri_buone pagine'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_eqVJNir6I/AAAAAAAAAaw/dOJyyrgafv8/s1600-h/LONZI-C_hegel0.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185800776167108514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_eqVJNir6I/AAAAAAAAAaw/dOJyyrgafv8/s320/LONZI-C_hegel0.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;strong style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="styleDocument: [object];font-size:180%;" &gt;SPUTIAMO SU HEGEL, LA DONNA CLITORIDEA E LA DONNA VAGINALE E ALTRI SCRITTI di Carla Lonzi, Scritti Rivolta Femminile&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questi scritti, sia quelli firmati da me che quelli firmati collettivamente, segnano le tappe della mia presa di coscienza dalla primavera del '70 ai primi del '72, stimolata dalla scoperta dell'esistenza del femminismo nel mondo e dai rapporti con le donne di Rivolta Femminile. Il rischio di questi scritti è che vengano presi come punti fermi teorici mentre riflettono solo un modo iniziale per me di uscire allo scoperto, quello in cui prevaleva lo sdegno per essermi accorta che la cultura maschile in ogni suo aspetto aveva teorizzato l'inferiorità della donna. Per questo la sua inferiorizzazione appare del tutto naturale. Le donne stesse accettano di considerarsi "seconde" se chi le convince sembra loro meritare la stima del genere umano: Marx, Lenin, Freud e tutti gli altri. Mi sono sentita stimolata a confutare alcuni tra i principi fondamentali del patriarcato, non solo di quello passato o presente, ma di quello prospettato dalle ideologie rivoluzionarie. Il nostro Manifesto contiene le frasi più significative che l'idea generale del femminismo ci aveva portato alla coscienza durante i primi approcci tra di noi. La chiave femminista operava come una rivelazione. Il bisogno di esprimersi è stato da noi accolto come sinonimo stesso di liberazione. "Sputiamo su Hegel" l'ho scritto perché ero rimasta molto turbata constatando che quasi la totalità delle femministe italiane dava più credito alla lotta di classe che alla loro stessa oppressione. Quando né rivoluzione, né filosofia, né arte, né religione godevano più della nostra incondizionata fiducia, abbiamo affrontato il punto centrale della nostra inferiorizzazione, quello sessuale. Durante una campagna per l'abolizione del reato di aborto mi sono chiesta: è più da schiave soggiacere all'aborto clandestino o al fatto di rimanere incinte se non si è provato piacere, cioè solo per soddisfare l'uomo? Chi ci ha obbligato a soddisfarlo a nostre spese? Nessuno. Li siamo vittime incoscienti, ma volontarie ("Sessualità femminile e aborto"). Perché la donna non ha la risoluzione nell'orgasmo assicurata come l'uomo? Qual è il suo funzionamento fisio-sessuale? E quello psico-sessuale? Qual è infine il suo sesso? Esistono donne clitoridee e donne vaginali: chi sono? Chi siamo? ("La donna clitoridea e la donna vaginale"). Prendendo coscienza dei condizionamenti culturali, di quelli che non sappiamo, non immaginiamo neppure di avere, potremmo scoprire qualcosa di essenziale, qualcosa che cambia tutto, il senso di noi, dei rapporti, della vita. Via via che si andava al fondo dell'oppressione il senso della liberazione diventava più interiore. Per questo la presa di coscienza è l'unica via, altrimenti si rischia di lottare per una liberazione che poi si rivela esteriore, apparente, per una strada illusoria ("Significato dell'autocoscienza nei gruppi femministi"). Per esempio, lottare per il domani, un domani senza condizionamenti per la donna, un domani così lontano che neppure noi ci saremo. L'uomo ha sempre rimandato ogni soluzione a un futuro ideale dell'umanità, ma non esiste, possiamo però rivelare l'umanità presente, cioè noi stesse. Nessuno a priori è condizionato al punto da non potersi liberare, nessuno a priori sarà così non condizionato da essere libero. Noi donne non siamo condizionate in modo irrimediabile, solo che non esiste nei secoli un'esperienza di liberazione espressa da noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tratto da Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel, La donna clitoridea e la donna vaginale e altri scritti, Scritti Rivolta Femminile 1, 2, 3&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8782337593787443258?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8782337593787443258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8782337593787443258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8782337593787443258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8782337593787443258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/sputiamo-su-hegel-la-donna-clitoridea-e.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R_eqVJNir6I/AAAAAAAAAaw/dOJyyrgafv8/s72-c/LONZI-C_hegel0.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-276116878458701720</id><published>2008-03-12T11:54:00.000-07:00</published><updated>2008-03-12T12:10:46.099-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Ancora violenza</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;comunicato stampa in merito all’aggressione perpetrata dai leghisti ai danni delle donne della Rete delle Donne di Parma.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;Sabato 8 marzo, sul ponte di mezzo, la Rete, eterogenea ed autorganizzata, delle donne di Parma, ha indetto un presidio per la giornata della festa della donna. Il nostro intento non era quello di celebrare la giornata come semplice ricorrenza con le solite mimose, ma di rivedere la figura femminile all’interno della società e in relazione alla sua vita quotidiana. Ci riferiamo al modo in cui la donna sempre più frequentemente viene vista o come vittima di abusi sessuali o come carnefice della propria prole. E in entrambi i casi il modo in cui le istituzioni rispondono si concretizza in un controllo sempre maggiore delle libertà individuali e collettive (attacco alla legge 194, proposta di microchip tascabili in collegamento diretto con la questura, telecamere). Per condividere tali discorsi con tutta la città, ci siamo dirette verso piazza Garibaldi. Percorrendo via Mazzini siamo state accolte da militanti della Lega Nord che, “decorati” da celtiche e svastiche, ci hanno sarcasticamente applaudito, e poi insultato e minacciato con gesti volgari e intimidatori e, testuali parole: “venite qua, che vi violentiamo”, “troie”. Ancora una volta alcuni organi della stampa cittadina pubblicano informazioni non rispondenti alla realtà, che fanno passare gli aggressori per vittime, ribaltando gli avvenimenti. Chi regala violette alle donne per l’otto marzo e si dipinge come protettore per mezzo di ronde per la sicurezza è lo stesso che incita alla violenza sessista e all’intolleranza di qualsiasi genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Alcune fra le donne che hanno partecipato al presidio&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-276116878458701720?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/276116878458701720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=276116878458701720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/276116878458701720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/276116878458701720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/padroni-casa-nostra.html' title='Ancora violenza'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6014248606710205919</id><published>2008-03-12T05:33:00.000-07:00</published><updated>2008-03-12T05:36:39.845-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>sovranità, confini, vulnerabilità</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;                                                           &lt;br /&gt;                                                                    27 marzo 2008&lt;br /&gt;                                                          Aula Magna Facoltà di Lettere e Filosofia&lt;br /&gt;                                                                            Via Ostiense, 234&lt;br /&gt;                                                                               h. 9.00 -18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                      &lt;br /&gt;                                                                           &lt;strong&gt;h. 9.30-13&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                                   &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#663366;"&gt;Prof. Wendy Brown, Università di Berkeley&lt;br /&gt;                                                       Sovranità porosa, democrazia murata&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                                     Presiede: Prof. Giacomo Marramao&lt;br /&gt;             Interventi: Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Emanuela Fornari, Dario Gentili, Diana Sartori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                          &lt;br /&gt;                                                                        h. 13- 14.30&lt;br /&gt;                                                                        Pausa pranzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                    &lt;strong&gt;h. 14.30-18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;                                            &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;   Prof. Judith Butler, Università di Berkeley&lt;br /&gt;                         Vulnerabilità e sopravvivenza: la politica “affettiva” della guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;                                                            Presiede: Ida Dominijanni&lt;br /&gt;        Interventi: Francesca Brezzi, Manuela Fraire, Federica Giardini, Olivia Guaraldo, Giacomo  Marramao&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                      &lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6014248606710205919?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6014248606710205919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6014248606710205919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6014248606710205919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6014248606710205919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/sovranit-confini-vulnerabilit.html' title='sovranità, confini, vulnerabilità'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8545717167108071303</id><published>2008-03-12T05:32:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T11:01:23.559-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Pillola del giorno dopo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Come agisce&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Occorre precisare, innanzitutto, che la cosiddetta "pillola del giorno dopo" non è un metodo anticoncezionale e deve essere usata solo in caso di emergenza con una singola somministrazione di due compresse di un progestinico specifico (LEVONORGESTREL) dopo una rapporto non protetto.Se correttamente assunta, se ne riconosce attualmente un'efficacia di circa il 75%.Indicazioni, controindicazioni e possibili effetti collaterali dovranno essere di volta in volta accuratamente valutati dal medico prima della prescrizione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come&lt;em&gt; si usa&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Le compresse vanno assunte al più presto dal rapporto a rischio e comunque entro 48-72 ore. L'efficacia intercettiva sarà tanto maggiore quanto più precoce ne sarà stata l'assunzione.&lt;br /&gt;Se la situazione anatomica lo consente, la contraccezione d'emergenza può essere attuata attraverso l'inserimento di una spirale entro 5 giorni dal rapporto a rischio; in questo caso l'efficacia sarà pari a circa il 95%.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8545717167108071303?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8545717167108071303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8545717167108071303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8545717167108071303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8545717167108071303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/pillola-del-giorno-dopo.html' title='Pillola del giorno dopo'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4866147181314101221</id><published>2008-03-12T05:31:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T10:58:41.887-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Nuvaring</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che cos'è&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;NuvaRing è un contraccettivo ormonale per uso vaginale. E' un anello flessibile, trasparente, quasi incolore con un diametro esterno di 54 mm ed un dimetro della sezione trasversale di 4 mm. Ogni anello contiene due ormoni sessuali femminili: l'etonogestrel (progestinico) e l'etinilestradiolo (estrogeno). Piccole quantità di questi due ormoni vengono rilasciate lentamente nel circolo sanguigno. Poiché le quantità rilasciate giornalmente sono basse, NuvaRing viene considerato un contraccettivo ormonale a basso dosaggio. Dal momento che NuvaRing rilascia due diversi tipi di ormoni, è un contraccettivo ormonale di tipo combinato. NuvaRing rilascia due ormoni sessuali femminili che prevengono il rilascio di una cellula uovo dalle ovaie. Se non vi è rilascio di una cellule uovo, non è possibile rimanere incinta. NuvaRing ha lo stesso effetto delle pillole contraccettive combinate (pillola). Uno dei vantaggi di NuvaRing è che non c'è bisogno di ricordarsi di prendere la pillola tutti i giorni.&lt;br /&gt;Nuvaring, così come le pillole contraccettive, non protegge nei confronti dell'infezione da HIV (AIDS) o di qualunque altra malattia a trasmissione sessuale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come Usarlo&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Potete inserire voi stesse NuvaRing nella vagina. Lavatevi le mani prima di inserire o rimuovere l’anello. Potete scegliere la posizione a voi più comoda, ad esempio stando in piedi con una gamba alzata, accovacciata o sdraiata. Una volta che NuvaRing è stato inserito non dovreste sentire alcunché. Se si avverte una sensazione fastidiosa, da corpo estraneo, spingere ulteriormente NuvaRing nella vagina in modo delicato. L’anello vaginale deve essere inserito nel giorno appropriato e lasciato in vagina per 3 settimane consecutive. L’anello deve essere rimosso esattamente 3 settimane dopo l’inserimento, lo stesso giorno della settimana. Ad esempio, se NuvaRing viene inserito mercoledì intorno alle 22, l’anello deve essere rimosso il mercoledì della terza settimana successiva, all’incirca alle ore 22. NuvaRing può essere rimosso agganciando il dito indice sotto l’anello oppure afferrando l’anello tra indice e medio e tirando verso l’esterno. L’anello usato deve essere posto nel sacchetto e smaltito insieme ai normali rifiuti domestici. Non gettare NuvaRing nel water.&lt;br /&gt;Dopo un intervallo di una settimana, durante il quale generalmente si ha un’emorragia da sospensione, può essere inserito un nuovo anello (nello stesso giorno in cui è stato inserito nel ciclo precedente). L’emorragia da sospensione di solito inizia 2-3 giorni dopo la rimozione dell’anello e potrebbe essere ancora in atto nel momento in cui deve essere inserito il nuovo anello. Se si segue il regime suddetto, l’emorragia da sospensione avverrà ogni mese all’incirca negli stessi giorni.&lt;br /&gt;Maggiori informazioni possono essere fornite dal vostro ginecologo di fiducia.&lt;br /&gt;NuvaRing è disponibile in farmacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da aied.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4866147181314101221?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4866147181314101221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4866147181314101221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4866147181314101221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4866147181314101221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/che-cos-nuvaring-un-contraccettivo.html' title='Nuvaring'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3724732796285019607</id><published>2008-03-12T05:30:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T10:56:38.482-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>diaframma</title><content type='html'>Il diaframma vaginale è una coppa di gomma morbida col bordo più spesso nel quale si trova una molla a spirale o una molla piatta oppure due archetti flessibili di metallo.&lt;br /&gt;Esistono diaframmi di forma speciale utili in caso di utero retroverso e di prolasso vaginale.&lt;br /&gt;La misura del diaframma da usare deve essere stabilita caso per caso dal medico, perché è molto importante che sia quella giusta.&lt;br /&gt;E' bene fare una visita di controllo ogni sei mesi ed anche dopo un parto, o in seguito a variazioni di peso di almeno 4 kg in più o in meno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come agisce&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;La funzione del diaframma è quella di costituire una barriera meccanica tra vagina e utero, è di mantenere la crema o gelatina spermicida a diretto contatto con il collo dell'utero. Gli spermicidi si spalmano sul bordo interno della coppa oppure possono essere introdotti in vagina prima dell'inserimento del diaframma.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come si usa&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Il medico o la consulente insegnerà come mettere e togliere il diaframma che, spalmato con lo spermicida, va introdotto in vagina prima del rapporto e non deve essere tolto prima che siano trascorse 6 ore dall'ultimo rapporto sessuale.&lt;br /&gt;Da ricordare, inoltre, che la crema spermicida perde di efficacia dopo 5 ore; perciò, se si vuole avere un rapporto quando sono trascorse più di 5 ore dall'applicazione del diaframma, occorre aggiungere altra crema o gelatina spermicida, senza togliere però il diaframma.&lt;br /&gt;Dopo averlo tolto, il diaframma deve essere lavato con acqua fredda e sapone, accuratamente asciugato, e conservato cosparso di borotalco nella sua scatola.&lt;br /&gt;Tenuto con cura, il diaframma durerà due anni e più.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sicurezza&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Il diaframma è senz'altro un ottimo metodo a disposizione della donna che non voglia o non possa ricorrere ad altri contraccettivi.&lt;br /&gt;Il suo uso è anche indicato durante eventuali periodi di interruzione dell'uso della pillola.&lt;br /&gt;Per raggiungere il massimo di sicurezza il diaframma deve essere:&lt;br /&gt;della misura giusta;&lt;br /&gt;ogni volta bene inserito in vagina;&lt;br /&gt;sempre usato insieme ad una crema o gelatina spermicida;&lt;br /&gt;usato ogni volta che si ha un rapporto sessuale, anche se incompleto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3724732796285019607?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3724732796285019607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3724732796285019607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3724732796285019607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3724732796285019607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/diaframma.html' title='diaframma'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5333358396578142396</id><published>2008-03-12T05:29:00.001-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:58.975-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Preservativo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aeT5Nir1I/AAAAAAAAAZw/3L8QY6-KCiU/s1600-h/preservativi%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181002485948657490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aeT5Nir1I/AAAAAAAAAZw/3L8QY6-KCiU/s320/preservativi%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.aied.it/4/contraccezione/altri.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il preservativo è una sottile guaina di gomma ad uso maschile che viene calzata sul pene eretto, prima di iniziare il rapporto sessuale, per impedire che il liquido seminale penetri in vagina.&lt;br /&gt;Il suo uso è consigliabile nel caso in cui non si può ricorrere ad altri sistemi più sicuri; va usato in ogni rapporto sessuale anche se incompleto.&lt;br /&gt;E' necessario abbinare sempre al preservativo l'uso di una crema o gelatina spermicida da introdurre in vagina alcuni minuti prima dell'inizio del rapporto, per ridurre i rischi nei casi di rottura (molto più frequenti di quanto si creda) o nei casi nei quali il preservativo si sfili in vagina.&lt;br /&gt;Per un corretto uso del preservativo è bene ricordare che dev'essere sempre maneggiato con attenzione.&lt;br /&gt;Se il profilattico non è dotato di serbatoio, bisogna lasciare lo spazio di un centimetro in punta per contenere il liquido seminale. Infine quando si estrae il pene (meglio se ancora in erezione) dalla vagina, bisogna tenere il preservativo con la mano alla base per evitare fuoriuscite di sperma.&lt;br /&gt;Va ricordato che l'uso del preservativo costituisce attualmente l'unico metodo valido per evitare il contagio dell'A.l.D.S. nei rapporti sessuali a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da www.aied.it)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5333358396578142396?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5333358396578142396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5333358396578142396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5333358396578142396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5333358396578142396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/preservativo.html' title='Preservativo'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-aeT5Nir1I/AAAAAAAAAZw/3L8QY6-KCiU/s72-c/preservativi%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6184181137014939237</id><published>2008-03-12T05:29:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T10:54:51.539-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Spirale</title><content type='html'>La spirale (o IUD) è un dispositivo in plastica di forma varia, lungo circa cm 4 del peso di pochi grammi, su cui è avvolto un filo di rame.&lt;br /&gt;Come agisce&lt;br /&gt;I meccanismi di azione sono molteplici e non del tutto chiariti. Si può comunque dire che l'azione della spirale è collegata a modeste modificazioni locali della mucosa uterina, capaci - insieme a variazioni funzionali delle tube - di disturbare il processo di fecondazione e/o di annidamento dell'uovo.&lt;br /&gt;A ciò si aggiunge, nelle spirali al rame, una riduzione della capacita fecondante degli spermatozoi.&lt;br /&gt;Un recente studio condotto per conto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato che il più frequente meccanismo di azione della spirale è quello di prevenire la fertilizzazione dell'uovo, e perciò funziona più come contraccettivo che come miniabortivo.&lt;br /&gt;Come si usa&lt;br /&gt;Lo IUD dev'essere applicato e rimosso da un medico. Non occorre anestesia. Gli ultimi giorni del flusso mestruale sono il periodo migliore per l'applicazione, sia perché il collo dell'utero è un poco dilatato, sia perché la donna è certa di non essere incinta.&lt;br /&gt;Lo IUD può essere inserito anche nelle donne che hanno effettuato un aborto: sarà opportuno attendere il primo ciclo mestruale dopo l'interruzione della gravidanza.&lt;br /&gt;Dopo un parto la spirale potrà essere inserita quando, a distanza di 30-40 giorni, si riscontrerà il ritorno dell'utero alle sue normali condizioni di tono e volume.&lt;br /&gt;Tutte le spirali hanno un filo terminale che fuoriesce dal collo dell'utero, per 3 o 4 cm, in modo che la donna stessa, specialmente dopo ogni mestruazione, possa agevolmente controllare la presenza dello IUD, introducendo un dito in vagina e ricercando il filo sul collo dell'utero. Infatti, I'espulsione spontanea dello IUD avviene più spesso nel periodo mestruale e nei primi mesi di uso del metodo.&lt;br /&gt;L'uso della spirale nelle donne che non hanno mai partorito può provocare disturbi simili ai dolori mestruali, che tendono a regredire dopo i primi 2 o 3 mesi.&lt;br /&gt;Le prime mestruazioni dopo l'applicazione dello IUD sono spesso più abbondanti e ci possono essere delle piccole perdite tra una mestruazione e l'altra. Sono molto rari i casi di disturbi, tali da rendere necessaria la rimozione della spirale (5% circa).&lt;br /&gt;Prima di inserire lo IUD è necessario fare una visita ginecologica accurata ed un pap-test.&lt;br /&gt;Allo stato attuale delle ricerche è da escludere che lo IUD provochi tumori.&lt;br /&gt;Chi non la deve usare&lt;br /&gt;Le infiammazioni dell'apparato genitale costituiscono una controindicazione all'applicazione dello IUD, mentre la nulliparità, l'utero retroflesso o precedente parto cesareo sono controindicazioni relative, da sottoporre caso per caso alla valutazione del ginecologo.&lt;br /&gt;Perdite di sangue al di fuori delle mestruazioni richiedono accertamenti ed una eventuale terapia prima dell'applicazione.&lt;br /&gt;Sicurezza&lt;br /&gt;Lo IUD è uno dei metodi contraccettivi più efficaci (98-99%).&lt;br /&gt;Poiché esiste la possibilità di un'espulsione parziale o totale inavvertita, la donna dovrebbe imparare ad accertare da sola la presenza dello IUD, soprattutto dopo ogni mestruazione. Occorre pertanto insegnare alla donna come individuare il collo dell'utero e l'orifizio esterno da cui fuoriesce il filo terminale della spirale.&lt;br /&gt;E' opportuno sottoporsi ad una visita di controllo dopo il primo, il terzo e il sesto mese di uso e successivamente ogni sei mesi.&lt;br /&gt;Lo IUD può essere usato per diversi anni; i dispositivi intrauterini medicati con rame vanno sostituiti seconda del tipo ogni 2, 3 o 5 anni. Dopo la rimozione, in genere si può introdurre un nuovo IUD nella stessa seduta.&lt;br /&gt;Se una donna rimane incinta con la spirale inserita e decide di portare avanti la gravidanza, lo IUD può essere rimosso entro la 12a settimana per ridurre il rischio di un aborto con infezione, ma - se viene lasciato nell'utero - non provoca malformazioni al prodotto del concepimento&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6184181137014939237?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6184181137014939237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6184181137014939237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6184181137014939237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6184181137014939237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/spirale.html' title='Spirale'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8344481540267385104</id><published>2008-03-12T05:28:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T10:53:02.829-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Preservativo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.aied.it/4/contraccezione/altri.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il preservativo è una sottile guaina di gomma ad uso maschile che viene calzata sul pene eretto, prima di iniziare il rapporto sessuale, per impedire che il liquido seminale penetri in vagina.&lt;br /&gt;Il suo uso è consigliabile nel caso in cui non si può ricorrere ad altri sistemi più sicuri; va usato in ogni rapporto sessuale anche se incompleto.&lt;br /&gt;E' necessario abbinare sempre al preservativo l'uso di una crema o gelatina spermicida da introdurre in vagina alcuni minuti prima dell'inizio del rapporto, per ridurre i rischi nei casi di rottura (molto più frequenti di quanto si creda) o nei casi nei quali il preservativo si sfili in vagina.&lt;br /&gt;Per un corretto uso del preservativo è bene ricordare che dev'essere sempre maneggiato con attenzione.&lt;br /&gt;Se il profilattico non è dotato di serbatoio, bisogna lasciare lo spazio di un centimetro in punta per contenere il liquido seminale. Infine quando si estrae il pene (meglio se ancora in erezione) dalla vagina, bisogna tenere il preservativo con la mano alla base per evitare fuoriuscite di sperma.&lt;br /&gt;Va ricordato che l'uso del preservativo costituisce attualmente l'unico metodo valido per evitare il contagio dell'A.l.D.S. nei rapporti sessuali a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da www.aied.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8344481540267385104?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8344481540267385104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8344481540267385104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8344481540267385104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8344481540267385104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/preservativo_12.html' title='Preservativo'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3737078421402372215</id><published>2008-03-12T05:27:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:57:59.147-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prevenzione'/><title type='text'>Pillola</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-afBpNir2I/AAAAAAAAAZ4/EvIk-rDenRI/s1600-h/pillola225.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181003271927672674" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-afBpNir2I/AAAAAAAAAZ4/EvIk-rDenRI/s320/pillola225.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come agisce&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;La contaccezione orale, la cosiddetta "pillola", si attua utilizzando un farmaco composto da due sostanze simili agli ormoni prodotti normalmente dalla donna (estrogeno e progesterone), che regolano tutta l'attività del suo apparato genitale.&lt;br /&gt;La pillola crea una situazione simile a quella della gravidanza, mettendo a riposo le ovaie e bloccando la funzione ovulatoria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come si usa&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Si comincia ad assumere la pillola dal 1° giorno delle mestruazioni, seguitando senza interruzioni a prenderne una al giorno, circa alla stessa ora, per un totale di 21 giorni.&lt;br /&gt;Con le pillole attualmente in uso, la sicurezza contraccettiva inizia sin dal primo giorno di assunzione.&lt;br /&gt;Finita la confezione, cioè al termine delle 21 pillole, si faranno seguire 7 giorni di intervallo e si comincerà una nuova confezione.&lt;br /&gt;Nei giorni di sospensione comparirà una mestruazione del tutto simile a quella consueta, a volte più scarsa e di durata inferiore, generalmente non dolorosa.&lt;br /&gt;Si tenga conto che l'effetto contraccettivo si mantiene anche nei sette giorni di pausa.&lt;br /&gt;Se ci si dimentica di prendere una pillola, si cerchi di prenderla prima possibile, non superando in ogni caso le 12 ore di ritardo; se si supera questo limite di tempo, si continui ad assumere regolarmente la pillola, tenendo conto che la sicurezza contraccettiva sarà minore e che occorrerà quindi abbinare un altro metodo contraccettivo (per esempio preservativo).&lt;br /&gt;Nei primi mesi di uso della pillola si hanno a volte nausea, tensione al seno, lieve aumento di peso, qualche leggera perdita di sangue al di fuori delle mestruazioni.&lt;br /&gt;Generalmente questi disturbi scompaiono spontaneamente.&lt;br /&gt;Esistono comunque diversi tipi di pillole, tutti efficaci allo stesso modo, ma con diverse combinazioni di ormoni, che consentono al medico e alla donna di scegliere il tipo più adatto.&lt;br /&gt;Nel caso che la pillola venga assunta contemporaneamente ad altri medicinali, occorrerà consultare il medico, poiché esistono farmaci che possono ridurne l'efficacia contraccettiva (ad esempio antibiotici, tranquillanti, antiepilettici, carbone vegetale, purganti, ecc.).&lt;br /&gt;In caso di vomito o di forte diarrea, nel dubbio che la pillola non sia stata assorbita, sarà bene abbinare un altro metodo contraccettivo.&lt;br /&gt;E' buona norma non sospendere mai un metodo prima di averne programmato un altro.&lt;br /&gt;Chi non la deve usare&lt;br /&gt;Prima di iniziare ad usare la pillola bisogna sottoporsi ad una visita medica che comprenderà anche l'esame del seno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Esistono infatti alcune controindicazioni:&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;gravi disturbi dell'apparato cardiocircolatorio;&lt;br /&gt;gravi malattie del fegato;&lt;br /&gt;presenza o sospetto di tumori;&lt;br /&gt;perdita di sangue al di fuori delle mestruazioni di natura non accertata.&lt;br /&gt;Per chi, invece, soffre o ha sofferto di frequenti emicranie, alta pressione arteriosa, vene varicose, asma, epilessia, disturbi psichici rilevanti, diabete, la pillola non è sempre controindicata, ma si deve decidere caso per caso se ne è possibile l'assunzione.&lt;br /&gt;L'uso della pillola è sconsigliato anche alle adolescenti se non è ancora perfettamente avvenuta una completa maturazione del sistema ipotalamo-ipofisario.&lt;br /&gt;Dovrà essere il medico a stabilire se e quali analisi debbono essere eseguite prima di iniziare l'uso della pillola e durante il trattamento; in questo modo si possono prevenire eventuali effetti collaterali.&lt;br /&gt;E' bene eseguire sempre un esame citologico della cervice uterina (pap test o papnet o analoghi).&lt;br /&gt;La pillola non provoca né cancro, né vene varicose, né riduzione della fertilità dopo la sua sospensione, né parti gemellari, diversamente da quanto affermano alcune credenze popolari. Ben più gravi sono i rischi dovuti a ripetuti aborti.&lt;br /&gt;Dopo un aborto si può cominciare a prendere la pillola dal 1 giorno dall'intervento.&lt;br /&gt;Esistono prove cliniche che la pillola presenta molti effetti benefici, quali:&lt;br /&gt;- riduzione o assenza virtuale (per soppressione dell'ovulazione) di:&lt;br /&gt;1) cisti ovariche funzionali (follicolari e luteiniche)&lt;br /&gt;2) tensione premestruale&lt;br /&gt;3) dismenorrea e dolori pelvici nel periodo ovulatorio&lt;br /&gt;4) rischio di cancro ovarico&lt;br /&gt;- riduzione di incidenza di gravidanze extrauterine&lt;br /&gt;- riduzione del sangue mestruale con conseguente minore rischio di anemia da carenza di ferro&lt;br /&gt;- minore incidenza di menorragie, perdite intramestruali e di irregolarità delle mestruazioni&lt;br /&gt;- protezione dall'artrite reumatoide, dalle malattie infettive pelviche e dalla salpingite&lt;br /&gt;- riduzione del 50% dell'incidenza del cancro endometriale&lt;br /&gt;- riduzione del 50% della comparsa di mastodinia, di noduli benigni della mammella e di mastopatia fibrocistica.&lt;br /&gt;Sicurezza&lt;br /&gt;La pillola è praticamente sicura al 100%; i rari casi di fallimento sono dovuti in genere ad errori di assunzione.&lt;br /&gt;Controlli&lt;br /&gt;Il primo controllo medico, effettuato dopo tre mesi di trattamento, è utile per verificare la comparsa di eventuali effetti collaterali, il carattere delle mestruazioni, il peso corporeo, la pressione arteriosa.&lt;br /&gt;Inoltre, dovranno essere ripetuti l'esame obiettivo generale, l'esplorazione vaginale e l'esame del seno. In seguito sarà sufficiente un controllo ogni sei mesi circa.&lt;br /&gt;Durata del trattamento&lt;br /&gt;La pillola può essere assunta continuativamente anche per lunghi periodi di tempo (alcuni anni), e non sono obbligatorie sospensioni del trattamento (finestre terapeutiche) se non in caso di disturbi o complicanze.&lt;br /&gt;Infatti, risulta ormai scientificamente provato che il rischio di amenorrea post-pillola sia indipendente dalla durata della sua assunzione, né sono stati rilevati danni irreversibili a carico del sistema ipotalamo-ipofisi-ovaie.&lt;br /&gt;Comunque non è opportuno sospendere frequentemente l'assunzione della pillola, oltre che per le considerazioni suddette, anche per il fatto che, in questa eventualità, I'organismo è costretto ogni volta ad adattarsi alla somministrazione ormonale; inoltre, durante la pausa vi è un aumentato rischio di gravidanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.aied.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3737078421402372215?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3737078421402372215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3737078421402372215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3737078421402372215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3737078421402372215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/come-agisce-la-contaccezione-orale-la.html' title='Pillola'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R-afBpNir2I/AAAAAAAAAZ4/EvIk-rDenRI/s72-c/pillola225.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3030630473577838219</id><published>2008-03-11T06:33:00.000-07:00</published><updated>2008-03-29T06:35:30.959-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri_buone pagine'/><title type='text'>QUEL CHE C’E’ NEL MIO CUORE di Marcela Serrano</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Feltrinelli, 2001&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camila, una reporter, cilena di nascita e da anni rifugiata negli Stati Uniti, ha appena perso il figlio. È disperata, in crisi con il marito e incapace di accettare l’aiuto della madre verso la quale nutre un devastante senso d’inferiorità. Malgrado la sua sofferenza, Camila accetta di fare un reportage in Messico. Giunge a San Cristóbal de las Casas, una sperduta cittadina i cui abitanti sostengono il mitico subcomandante Marcos. Qui incontra Reina Barcelona che, inconsapevolmente, riapre in lei antiche ferite poiché ha conosciuto sua madre nelle prigioni di Pinochet. Camila aveva cercato una precaria sicurezza nell’esilio, nel matrimonio e nella maternità; la madre invece era voluta restare in Cile a battersi contro il regime. Anche Reina è a fianco dei ribelli messicani. La vicenda di queste due donne coraggiose scuote Camila che, dopo alcune titubanze, si lascia coinvolgere nella lotta politica, anche per fare i conti con il passato e le proprie origini. E come le donne maya, alla fine, deve raccontare quel che c’è nel suo cuore: la storia di Reina Barcelona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata a Santiago del Cile nel 1951, Marcela Serrano è una delle nuove voci della narrativa sudamericana. Con Feltrinelli ha pubblicato Noi che ci vogliamo così bene (1996), che ha vinto in Francia il premio Coté des Femmes, Il tempo di Blanca (1998), L’albergo delle donne tristi (1999), Antigua, vita mia (2000), Nostra Signora della Solitudine (2001) e Arrivederci piccole donne (2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neruda non me ne voglia, ma certe volte sono stufa di essere donna. Quando ho partorito il mio unico figlio, ho ringraziato il cielo per il suo sesso: quanti problemi si sarebbe risparmiato per il solo fatto di nascere uomo!&lt;br /&gt;È stato questo - l’essere donna – a infliggermi la peggiore delle sconfitte, quella che puoi subire soltanto quando una creatura è nata dal tuo corpo, dal tuo corpo di donna. Non sono una persona importante e la mia storia non ha niente di straordinario, è soltanto la storia di una giovane madre strappata a tale condizione. E questo fatto, sebbene anche il padre sia passato attraverso tutti i dolori possibili e immaginabili, ti rinchiude nella solitudine più totale: qualunque cosa accada, è una sensazione che non potrai mai condividere con nessuno. La paternità può essere un atto intellettuale: tu sei mio figlio perché i hanno raccontato che lo eri, non ti sei mai mosso nelle mie viscere, non ti ho mai sentito palpitare, e anche se i miei geni sono dentro di te, non sei nato carne della mia carne. Lo so che gli uomini del mondo intero mi odieranno per quanto sto per dire, ma alla mutilazione di un atto quasi intellettuale si può sopravvivere, a differenza della mutilazione di un atto violentemente carnale qual è il parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a quel momento non mi ero resa conto di essere una donna convenzionale. Tutte noi, perché negarlo, nutriamo la segreta illusione di essere diverse. Crediamo che a guidarci non sia soltanto il risultato di quello che abbiamo respirato, di quello che abbiamo assorbito grazie a regole stabilite da altri, bensì una combinazione originale forgiata dalla nostra mente e dalla nostra volontà. Tutte noi ci saremo poste mille domande sul significato dello stare al mondo, e su qual è il mondo dove vogliamo stare, visto che le nozioni più elementari insegnano che se non ci piace quello che ci circonda possiamo reinventarlo, e quindi reinventarci. Ed è proprio tale reinvenzione - sebbene ci sia un prezzo da pagare – a situarti nel mondo e di fronte al mondo, da essa dipende la tua libertà con una madre come la mia, avrei potuto forgiarmi secondo canoni superiori alla media, e non l’ho fatto. Allora mi domando: il risultato sarebbe stato identico se fossi appartenuta all’altro sesso? Infatti alcune donne – tranne mia madre, naturalmente – sono vittime di qualcosa di terribile che impedisce loro la conquista del coraggio. Perché abbiamo tanta paura di quello che non è sicuro? Perché desideriamo navigare soltanto in acque calme e piatte? Che cosa ci hanno fatto al principio dei tempi per spingerci ad accumulare tanta paura? Intuisco che il mio timore è stato, da sempre, lo scatenarsi delle emozioni. In nome della convenzione, quindi, ho preso a forgiarle – le mie emozioni intendo – in un modo tale che inevitabilmente le andavo schiacciando, stritolando, il che significa confessare che stavo loro tarpando le ali. Probabilmente ho perso molto per strada per timore del rischio e di possibili dolori futuri, e sono sicura che a volte il presente mi è sfuggito di mano, per paura, e si è lasciato sedurre dal buonsenso, il peggiore di tutti i sensi, quello che banalizza tutto. Mi sono nascosta dietro le piccole vigliaccherie quotidiane, quelle che non escono allo scoperto, quelle che si vivono giorno dopo giorno senza clamore, per assicurarmi la tiepida certezza di camminare sempre lungo i binari del dovuto, evitando gli innumerevoli passi che comunemente vengono definiti inappropriati. Così mi attenevo a un’unica regola: la sicurezza. E la seguivo vivendo giorno per giorno, finché un colpo basso, ma davvero basso, mi ha scombussolata su tutta la linea. Come se invece di essere un quadro di Mondrian mi avessero costretto a trasformarmi in un quadro di Pollack.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci misi non più di dieci minuti a disfare i bagagli. Avevo seguito il suggerimento di viaggiare leggera, per cui nell’armadio avanzava un sacco di spazio dopo che vi ebbi sistemato i vestiti. Guardai dubbiosa il piccolo frigorifero vuoto, appoggiato sulla parete, in fondo alla camera, in mezzo ai mobili di legno che suggerivano l’idea di un salotto. Magari mi sarei comprata un po’ di frutta, mandarini o manghi, se era la stagione giusta. Dopo essermi rinfrescata mi guardai intorno: non riuscii a reprimere un sospiro di soddisfazione, favorito anche dai raggi di sole bianchi e caldi che invadevano la stanza. Per un attimo Washington mi parve appartenere a un’altra galassia. Esiste per una donna una sensazione più eccitante (e terrorizzante insieme, lo riconosco) del sentirsi fuori dalla portata degli altri, irraggiungibile per le persone vicine che, pur volendole bene, la soffocano senza quasi rendersene conto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt; Ninoska mi sorrise come non potrebbe mai fare un uomo, come se le donne capissero tutto le une delle altre, dell’eternità. (Le uniche donne che possono contare su amiche autentiche sono quelle consapevoli del genere cui appartengono, l’avevo sentita dire un giorno, le altre rivaleggiano fra loro e si cavano gli occhi.)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3030630473577838219?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3030630473577838219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3030630473577838219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3030630473577838219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3030630473577838219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/quel-che-ce-nel-mio-cuore-di-marcela.html' title='QUEL CHE C’E’ NEL MIO CUORE di Marcela Serrano'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5057800562055013485</id><published>2008-03-06T01:21:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T13:57:59.458-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>LOTTO NON SOLO L'OTTO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#6600cc;"&gt;Tra la festa, il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R8-4XWfM0DI/AAAAAAAAAC0/lv8Od8XfS9c/s1600-h/folliagrafica67---SPIRALE2-.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174557208184934450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R8-4XWfM0DI/AAAAAAAAAC0/lv8Od8XfS9c/s200/folliagrafica67---SPIRALE2-.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi, 8 marzo, in molte città d’Italia partiti politici e sindacati occupano le piazze facendosi paladini dei diritti delle donne. Non tolleriamo più di essere strumentalizzate per l’ennesima volta a fini politici e, soprattutto quest’anno, elettorali.&lt;br /&gt;Oggi è in corso un processo di controllo dall’alto delle vite e di corpi degli individui, uomini, ma soprattutto donne. Chi decide in materia di sessualità non sono le singole donne, ma i soggetti forti: Chiesa, Scienza, Politica.&lt;br /&gt;Non diremo: “difendiamo la 194” perché rimane, per noi, una legge di compromesso. Dà molto in mano alla classe medica e molto toglie alle donne. L’articolo 9, infatti, che ammette l’obiezione, può diventare nei fatti la cancellazione della legge stessa.&lt;br /&gt;Facciamo della libertà femminile il centro della questione.&lt;br /&gt;Vogliamo essere libere e autonome di decidere del nostro corpo e della nostra sessualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#663366;"&gt;Le donne non sono dove vi aspettate che siano.&lt;br /&gt;Le donne sono ovunque.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R8-4IWfM0CI/AAAAAAAAACs/K4j7lIx4iCs/s1600-h/benazir+logo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174556950486896674" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R8-4IWfM0CI/AAAAAAAAACs/K4j7lIx4iCs/s200/benazir%2Blogo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5057800562055013485?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5057800562055013485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5057800562055013485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5057800562055013485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5057800562055013485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/lotto-non-solo-lotto.html' title='LOTTO NON SOLO L&apos;OTTO'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R8-4XWfM0DI/AAAAAAAAAC0/lv8Od8XfS9c/s72-c/folliagrafica67---SPIRALE2-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1957524678387297150</id><published>2008-03-06T01:20:00.000-08:00</published><updated>2008-03-06T01:38:10.807-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>COMUNICATO DI QUELLE CHE NON CI STANNO</title><content type='html'>sulla repressione poliziesca a Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle ore 17  del 1 marzo 2008, in via delle Belle Arti tre compagne del coordinamento Quelle che non ci stanno, che denuncia da anni la violenza maschile sulle donne, promuovevano un presidio per il 4 marzo, sotto il tribunale, in solidarietà  ad una donna che denunciò nel settembre del 2006 colui che aveva cercato di stuprarla, tre uomini in borghese senza qualificarsi come forze dell’ordine le avvicinavano chiedendo loro  di mostrare i documenti d’identità.&lt;br /&gt;La digos solo in un secondo momento si  qualificava,  a seguito di molteplici richieste delle compagne che nel frattempo stavano cercando di contattare un’avvocata .&lt;br /&gt;L’avvocata contattata consigliava loro di dare le generalità ,  ma la comunicazione veniva interrotta bruscamente dal sequestro del telefono cellulare da parte di un poliziotto.&lt;br /&gt;Nel frattempo erano già  arrivate sul posto 4 volanti della polizia. Alle compagne, circondate dalla polizia, veniva impedito di dare le generalità  e intimato con violenza e prepotenza  di salire in macchina.&lt;br /&gt;Circondate da più di 15 poliziotti e digossini venivano quindi introdotte forzatamente sulla volante della polizia e condotte in questura con sirene spiegate. Giunte in questura venivano tutte e tre identificate con foto segnaletiche e impronte digitali di entrambe le mani e dei palmi, quindi intimidite e minacciate in svariati modi, trattenute per tre ore, alla fine delle quali, denunciate per rifiuto di dare le generalità  e resistenza a pubblico ufficiale.&lt;br /&gt;Durante questo fermo è stato loro impedito di comunicare all’esterno quanto stava accadendo, lasciandole in uno stato di totale isolamento.&lt;br /&gt;Nel frattempo donne e lesbiche  del coordinamento giungevano in solidarietà  alle compagne in  questura.&lt;br /&gt;Denunciamo la violenza verbale tenuta da subito, le minacce continue, la volontà di impedire di comunicare sia all’esterno che tra loro, la violenza attuata con la presenza di più di quindici poliziotti che le accerchiava e le spingeva di forza in macchina, la scelta di un luogo isolato per effettuare il fermo che ancor di più impediva la visibilità di quanto stava avvenendo.&lt;br /&gt;Denunciamo le minacce di perquisizione personale in questura, le modalità di identificazione avvenute attraverso foto segnaletiche e impronte digitali, l’arroganza, prepotenza, derisione tenuta.&lt;br /&gt;Denunciamo la repressione che colpisce 3 compagne del nostro Coordinamento contro la violenza maschile .&lt;br /&gt;Tutto questo per noi non è solo abuso di potere, ma intimidazione mirata all’attività  politica delle donne e lesbiche.&lt;br /&gt;Ricordiamo che questa repressione non ci è nuova:  a novembre 2006 a Crevalcore,  durante una manifestazione di denuncia di uno stupratore, la polizia teneva un comportamento fortemente intimidatorio e minaccioso nei confronti delle manifestanti,  identificandole  e cercando di impedire lo svolgimento stesso della manifestazione. IL 20 aprile 2007, durante una manifestazione in Cirenaica, in solidarietà  ad una donna che aveva denunciato i suoi due stupratori, ancora una volta la digos minacciava Quelle che non ci stanno.&lt;br /&gt;In questo caso unico neo della nostra presenza pubblica che ci teniamo&lt;br /&gt; a comunicare è stato l’ostruzionismo delle forze dell’ordine, 4 uomini in borghese, che non si sono mai identificati come tali ed una donna che da un certo punto in avanti ha filmato e ripreso ogni nostro movimento.&lt;br /&gt;In fase di conclusione della manifestazione mentre le donne che avevano partecipato scioglievano il corteo, per prendere ognuna la propria direzione, in forma subdola e senza che sussistesse nessun motivo specifico, la polizia provava a fermare ed identificare singole donne.&lt;br /&gt;Allora noi ci chiediamo se il compito di questi operatori delle forze dell’ordine retribuiti anche da noi sia quello di impiegare numerose ore del proprio lavoro a controllare, identificare, provocare e magari denunciare le donne che provano a porre fine e a arginare le atrocità  che nei loro confronti vengono agite.&lt;br /&gt;Coloro che hanno come dovere la sicurezza non solo non ce la danno, non riuscendo ad impedire che avvengano gli stupri nè a perseguirne i colpevoli, ma aprono spazi ad atteggiamenti sessisti ostacolando e perseguendo noi .&lt;br /&gt;Il paradosso è evidente e vogliamo che tutte ne siano al corrente.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bologna, 2 marzo 2008&lt;br /&gt;Quelle che non ci stanno&lt;br /&gt;  &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1957524678387297150?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1957524678387297150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1957524678387297150' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1957524678387297150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1957524678387297150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/03/comunicato-di-quelle-che-non-ci-stanno.html' title='COMUNICATO DI QUELLE CHE NON CI STANNO'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2430817925992235276</id><published>2008-02-26T08:09:00.000-08:00</published><updated>2008-02-26T08:12:55.512-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;LI SUPERIAMO....A DESTRA!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Vogliamo prendere parola pubblica per affermare e sostenere la difesa dell'ovulo non fecondato. Assistere muti al genocidio che vede straziate ogni mese milioni di cellule uovo, giunte a maturazione dopo un lungo percorso di circa un mese (gia' vita pulsante!) non può che lasciarci indignati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Certi comunque del sostegno dichiarato dei politici, più responsabili e retti, già schieratisi contro l'aberrazione dell'aborto, &lt;span style="font-size:6;"&gt;chiediamo&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;- il riconoscimento giuridico dell'ovulo non fecondato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;- l'istituzione della banca del mestruo con impianti per la rianimazione dell'ovulo espulso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;- la condanna di tutte le donne che hanno la presunzione di disporre e disperdere le risorse che Dio ha riposto nei loro ventri per la procreazione del genere umano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Portiamo quindi in piazza questi assorbenti, simboli dei bambini mai nati e rinnoviamo la nostra condanna per le donne, che in maniera recidiva e immorale, li buttano via, manifestando così in modo inequivocabile, il loro disprezzo per la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Movimento per la difesa dell'ovulo non fecondato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2430817925992235276?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2430817925992235276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2430817925992235276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2430817925992235276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2430817925992235276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/li-superiamo.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-286204705498435773</id><published>2008-02-22T10:39:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T10:40:37.825-08:00</updated><title type='text'>Flat</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Stiamo partecipando al FLAT al più presto nuove riflessioni,notizie, iniziative...&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;BENAZIR&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-286204705498435773?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/286204705498435773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=286204705498435773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/286204705498435773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/286204705498435773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/flat.html' title='Flat'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3572776777928808051</id><published>2008-02-13T01:53:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T02:13:39.159-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Autodeterminazione è resistenza!</title><content type='html'>Ieri pomeriggio super blitz al nuovo policlinico di Napoli nel reparto di ostetricia.&lt;br /&gt;Una bomba a forma di pancione? no&lt;br /&gt;Camorristi con la cuffia da infermier*?no&lt;br /&gt;Una scena di RIS, carabinieri, la squadra o scuola di polizia? nemmeno.&lt;br /&gt;7 uomini in divisa hanno fatto irruzione ieri pomeriggio al nuovopoliclinico per indagare su un interruzione di gravidanza di un fetomalformato.&lt;br /&gt;I paladini del /Sacro Embrione/ cercavano un'irregolarità nellaprocedura di aborto, segnalata, dicono, da una telefonata anonima.Evidentemente il movimento per la vita sta studiando nuove forme di pressione psicologica, giocando anche sulla leggendaria arguzia delle nostre forze dell'ordine, sempre capaci di fiutare un vero reato!Infatti si trattava di una folle bufala...&lt;br /&gt;La donna è stata spaventata, interrogata, messa sotto pressione dopo soli 20 minuti dall'aborto e con lei anche la sua vicina di letto.Criminalizzate entrambe in un momento così delicato.&lt;br /&gt;Di cosa altro ci accuseranno? Cospirazione alla vita? Sovversione alruolo di madre? Capi di reato che fanno luccicare gli occhi alle alte gerarchie ecclesiastiche, ai pancioni del tubo catodico come Ferrara, a vecchi e nuovi fascisti che parlano da balconi, pulpiti, microfoni,salotti televisivi e aule del parlamento.Non si tratta di una fatto di cronaca e nemmeno di un ennesimo maisolato episodio che vede calpestati i diritti.&lt;br /&gt;Quando si parla di donne purtroppo da un pò di tempo a questa parte si parla di una strategia di attacchi ripetuti e collegati tra di loro che mirano non a ledere ma a cancellare del tutto quei diritti che il movimento delle donne si è conquistato e che sono il requisito *minimo* per cui oggi si sentono meno casi di donne morte sotto i ferri da calza delle mannane per un aborto clandestino.&lt;br /&gt;Questo non è un semplice comunicato, perchè come altre volte nella storia non ci limiteremo a denunciare ma resisteremo fino a quando non sarà solo la donna a scegliere per sè e l'autodeterminazione l'unico metro per giudicare le decisoni prese sul nostro corpoper info.&lt;a href="http://it.f270.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=degeneri@autistiche.org&amp;amp;YY=8576&amp;amp;y5beta=yes&amp;amp;y5beta=yes&amp;amp;order=down&amp;amp;sort=date&amp;amp;pos=0"&gt;degeneri@autistiche.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3572776777928808051?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3572776777928808051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3572776777928808051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3572776777928808051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3572776777928808051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/autodeterminazione-resistenza.html' title='Autodeterminazione è resistenza!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6244896139070982308</id><published>2008-02-13T01:52:00.002-08:00</published><updated>2008-03-29T06:37:11.461-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri_buone pagine'/><title type='text'>IL DIARIO DI JANE SOMERS di Doris Lessing</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]" align="left"&gt;&lt;span style="styleDocument: [object];font-size:130%;" &gt;Feltrinelli, 1986&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo romanzo, protagonista e narratrice in prima persona è Janna (piccola variante di “Jane”, lo pseudonimo scelto dall’autrice). Janna, donna bella ed elegante di quarantanove anni, caporedattrice di una rivista a larga diffusione, ha alle spalle un solido successo professionale costruito con efficienza e levigata crudeltà, conquistato a prezzo di rinunce nella vita privata. Ha reagito alla perdita di due persone che amava, il marito e la madre, accentuando il proprio self-control e il piglio manageriale che costituiscono il suo fascino. Un giorno, in farmacia, Janna conosce una piccola e vecchia signora, Maudie Fowler. Comincia un’amicizia incredibilmente stretta, un legame quasi simbiotico. Janna prende a condividere ed amministrare le manie, le fissazioni, le incallite abitudini di Maudie, i suoi malanni senili, e viene a contatto con un mondo disordinato e per lei dolorosamente affascinante. Quando Maudie, dopo lunghi mesi di malattia, muore, Janna ha un moto di rivolta. Sa che in lei d’ora in poi vivranno due persone, e forse molto persone, germi inattuali di esistenze mai vissute. L’avventura verso imprevedibili terre sconosciute, trasposto nel grigio ambiente della metropoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doris Lessing è nata in Iran nel 1919 e nel 1949 si è definitivamente trasferita in Inghilterra. Nel 2007 ha vinto il premio per la Letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E ora l’autobus. A quest’ora la zona si è già svuotata della gente che lavora, e l’autobus è pieno di donne. La massoneria delle donne, che siedono a proprio agio, cariche di borse e ceste, e si godono la corsa, la bella giornata. L’autobus alle dieci del mattino è un altro mondo: niente a che vedere con le corse dell’ora di punta.&lt;br /&gt;Queste donne che tengono insieme le cose, che favoriscono i nostri importanti appuntamenti coi grandi eventi con le loro multiformi attività, così umili che, interrogate alla fine della giornata su quello che hanno fatto, spesso rispondono, Oh, niente.&lt;br /&gt;Stanno andando a un negozio tre fermate più in là, a comperare la lana per fare un golfino al nipotino, i bottoni per un vestito, una gonna, o una spoletta di filo bianco, che non deve mai mancare, in casa. Stanno andando al supermercato, o a pagare la bolletta dell’elettricità, o a incassare la pensione. C’è una donna che sta andando dal cartolaio a comperare biglietti d’auguri per il compleanno dello zio Bertie, sessantaquattro anni, un biglietto per ogni membro della famiglia, che lo invierà poi a proprio nome. C’è un pacco da mandare a Città del Capo, a una nipote emigrata, che ha chiesto un particolare tipo di maglia intima che non si trova in Sud Africa, sembra. C’è un pacco di biscotti fatti in casa da mandare nel Galles, a una cugina. Alcune donne stanno andando a Oxford Street, una gita settimanale, o mensile, considerata vacanza, riposo, e passeranno ore e ore a provarsi vestiti, tenendo gli occhi ben aperti alla ricerca di indumenti adatti a mamme, figlie, mariti, figli. Tornano a casa, dopo parecchie ore di duro lavoro nei negozi, con una sottoveste, due paia di calze di nylon, e una borsetta. Tutte cose che avrebbero potuto comprare in High Street, che però non è così divertente. Più tardi passeranno a trovare i parenti relegati in casa, e porteranno loro oggetti di ogni tipo, speciali, come dentifrici in polvere, o una certa marca di pasticche per la gola: andranno all’ospedale e resteranno per ore a far compagnia alla nonna; andranno da una figlia a bere una tazza di tè o a prendere il nipotino da portare al parco. Lavorano tutto il giorno, queste donne, e il buon carattere che è il risultato della loro competenza nel lavoro che svolgono straripa e si sparge dentro l’autobus, e si parla del tempo, ci si scambiano sorrisi – in altre parole ci si offre consolazione e incoraggiamento a vicenda – e si fanno commenti umoristici sulla vita in generale, osservando i piccoli avvenimenti del marciapiede."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6244896139070982308?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6244896139070982308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6244896139070982308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6244896139070982308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6244896139070982308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/il-diario-di-jane-somers-di-doris.html' title='IL DIARIO DI JANE SOMERS di Doris Lessing'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2021482543517012693</id><published>2008-02-13T01:52:00.001-08:00</published><updated>2008-03-03T09:47:23.708-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri_buone pagine'/><title type='text'>Buona lettura!</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;Benazir propone dei libri, e delle pagine tratte da quei libri che parlano di donne. Donne giovani, donne anziane, donne che si rilassano, donne che lavorano, donne che pensano, donne che sentono...&lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;Buona lettura!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2021482543517012693?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2021482543517012693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2021482543517012693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2021482543517012693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2021482543517012693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/buona-lettura.html' title='Buona lettura!'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4426132519500347239</id><published>2008-02-13T01:52:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T04:34:01.887-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Gender and vision : il ruolo femminile all'interno di tales di Henry James</title><content type='html'>In some of James’s tales female characters appear to complement and counterbalance the male characters. To better comprehend many of James’s themes one can study the relationship between man and woman within different stories. This is not one of James’s main themes, but it can help with the comprehension of  aspects such as: intimity, self-understanding, reification, otherness which are somehow linked to “vision”.&lt;br /&gt;Analizing this relationship between the sexes throughout James’s tales some aspects of this “vision” will become apparent through a gender-based perspective.&lt;br /&gt;In “The Aspern papers” the male character of the editor tries to enter the private world of a woman (Juliana) through another woman (her niece Tita), using her to obtain his objective. The editor establishes with Tita a relationship based on seduction, driving her towards himself.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I laid my hand on her arm, across the table, to stay her a moment.&lt;br /&gt;What I want of you is a general promise to help me (98)&lt;br /&gt;                                                                                                 &lt;br /&gt;You might do a few things that I like (86)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; He creates an intimity which is not the final objective but a means and which is not a guarantee of truth within the relationship.&lt;br /&gt;In fact the relationship is based on his lies since he uses the woman as an instrument or even worse he doesn’t see her at all, blinded by his obsession. He considers her  an object but she is in love with him so the relashionship is both opportunistic and asymmetric. The way the editor wants to possess Juliana’s private world (where his objective lies) is his gaze: to see his objective, penetrating the private feminine world is synonim for him of appropriation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I turned my eyes all over the room, rummaging with them the closets, the chests of drawers, the tables. (109)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The identity between vision and possession turns out to be impossible at the end of the story: the desired object gets destroyed and Tita gets away from being completely abused and possessed. Maybe this impossibility of uniting vision and possession is due to woman’s nature: man’s eye can’t see the feminine’s sex organ entirely, so he can’t possess her completely.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In “The Beast in the Jungle”, as well as in “The Aspern Papers”, the relashionship between man and woman doesn’t come to a complete fulfillment although intimity is stronger in the first one and more sincere. There is still a big limitation in the relationship due to the self-centration of the male character (John Marcher). He still doesn’t see/conceive the female character (May Bartram) in her entirety as a person.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He was careful to remember that she had, after all, also a life of her own, with things that might happen to her, things that in friendship one should likewise take account of. (312)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He was quite ready, none the less, to be selfish just a little.&lt;br /&gt;“Just a little”, in a word, was just as much as Miss Bartram, taking one day with another, would let him. (313)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;May is fondamental for John in order to understand an obscure matter that he alone isn’t able to achieve. Their conversation is often about that matter only. She has the function of a listener, she helps him, advises him but John wants something from her, not her.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I understand you. I believe you. (310)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;John Marcher asks her to watch toghether, identifying vision and comprehension: to see toghether means understand toghether the mistery that links them.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh then, I’m to be present?” “Why, you are present-since you know.” “I see.” (310)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“It will only depend on yourself-if you’ll watch with me.” (310)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Then you will watch with me?” “(…) If you watch with me you’ll see.” (311)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She, unlike him, succeeds in seeing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So she had seen it, while he didn’t (…). (339)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The secret turns out to be her death which represents his incapacity of seeing and understanding, of seeing toghether because he has never seen her in her entirity. By the way, May dies in April, the month between March and May, in fact her death is the unknown matter that links Marcher and May.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In “The Jolly Corner” the male protagonist, Spencer Brydon comes to a consciousness thank only to the female character, Alice Staverton. He is obsessed by the idea of what he might have been and this possibility takes shape in a presence that he meets one night. Although he sees him with his eyes, vision is not sufficient to comprehension. He can’t realise that there is no identity between him and his phantasmagoria. It’s Alice Staverton, a woman, who states the difference between reality and imagination. This happens in a love relationship, it’s her love that states the difference: he is what he is because he is loved by her. Self-consciousness is possible thanks to her.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“There’s somebody-an awful beast (…). But it’s not me.” “No,-it’s not you.” (367)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He had been miracolously carried back. (365)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“You brought me literally to life(…)” (366)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Only in this last tale the relationship becomes complete. The female character has a great role in creating the possibility of a relationship in which the other is seen entirely. This is the way by which one can have a comprehension of the reality and of the self.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Beatrice&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4426132519500347239?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4426132519500347239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4426132519500347239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4426132519500347239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4426132519500347239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/gender-and-vision-il-ruolo-femminile.html' title='Gender and vision : il ruolo femminile all&apos;interno di tales di Henry James'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5601538279780868769</id><published>2008-02-12T01:29:00.000-08:00</published><updated>2008-02-12T01:30:28.478-08:00</updated><title type='text'>No comment</title><content type='html'>Sulla scia della campagna cominciata da Giuliano Ferrara, anche Berlusconi fa propria la richiesta della moratoria all'Onu, come per la pena di morte. "Su queste materie la regola del nostro schieramento politico è la libertà di coscienza", premette il leader del Popolo della Libertà. Tuttavia "credo che riconoscere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, sia un principio che l'Onu potrebbe fare proprio, così come ha fatto sulla moratoria per la pena di morte pur dopo un lungo e non facile dibattito". Con questa presa di posizione Berlusconi cerca di tranquillizzare i vescovi preoccupati all'idea che l'Udc, partito che si richiama esplicitamente ai valori cattolici, abbia un ruolo marginale nel futuro Parlamento se non dovesse raggiungere un accordo con Berlusconi. Quella di Berlusconi vuole essere quindi una specie di garanzia avallata anche dal fatto che il Pdl, così come l'Udc, è nel Partito popolare europeo. A Berlusconi farebbe molto comodo avere il partito di Casini nel Pdl, ma naturalmente senza il simbolo dell'Udc. Altrimenti ognuno per conto proprio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da Repubblica.it&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5601538279780868769?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5601538279780868769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5601538279780868769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5601538279780868769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5601538279780868769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/no-comment.html' title='No comment'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1421802127821398758</id><published>2008-02-11T23:52:00.000-08:00</published><updated>2008-02-12T00:03:23.720-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Isoke</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Testo poetico nel romanzo AKARA OGUN&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con alcuni versi in nostratico, la prima lingua del genere umano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I wewe we&lt;br /&gt;ti amo nelle tua lingua&lt;br /&gt;e nei giovani tratti del tuo corpo&lt;br /&gt;nelle semplici incertezze del tuo dire&lt;br /&gt;nell'espressione dei tuoi occhi illuminati dai tramonti di un villaggio lontano&lt;br /&gt;con i riti di tuo nonno&lt;br /&gt;che traccia a fuoco sul tuo viso e sul tuo petto&lt;br /&gt;il segno indelebile di una identità.&lt;br /&gt;I wewe we&lt;br /&gt;ti amo nella tua lingua&lt;br /&gt;che nessuno usa per scrivere poesie&lt;br /&gt;che è povera cosa&lt;br /&gt;per dire l'essenziale la famel a povertà il sogno la disperazionee&lt;br /&gt;tutto ciò che ti sei portata dietro senza bisogno di valige o di falsi documenti nel tuo migrare.&lt;br /&gt;Ti amo nella tua lingua&lt;br /&gt;con cui altri ti insultano ti minacciano ti spaventano&lt;br /&gt;perché tu sei qui con quei segni sul viso e sul petto&lt;br /&gt;marchio indelebile della tua schiavitù&lt;br /&gt;che ti rende serva di ognuno e femmina di tutti.&lt;br /&gt;I wewe we&lt;br /&gt;per questo ti amo nella tua linguae&lt;br /&gt;ti racconto una vita diversa&lt;br /&gt;I wewe we&lt;br /&gt;mia Eva nera primate selvatico e tenero&lt;br /&gt;che piange piccole lacrime se non mi capisce,&lt;br /&gt;ma gode con me un piacere eterno&lt;br /&gt;e traccia a fuoco nella mia anima il segno indelebile del nostro amore&lt;br /&gt;e della nostra schiavitù di esseri terreni in viaggio mano nella mano,&lt;br /&gt;una mano ruvida in una mano stanca,alla ricerca di un guado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kelha wetei akun khala&lt;br /&gt;Kalay palheka na weta&lt;br /&gt;Sa da akeeja ala&lt;br /&gt;Jako pele tuba were [nota]&lt;br /&gt;La lingua è un guado attraverso il fiume del tempoessa ci conduce alla dimora dei nostri antenati ma coloro che hanno paura delle acque profonde non potranno mai raggiungerla.&lt;br /&gt;I wewe we.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tratto dal blog de "La ragazza di Benin city"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Progetto "La ragazza di Benin City" è un esempio unico al mondo di riscatto umano, politico, sociale e culturale. Nelle sue articolazioni mette insieme uomini che sono o sono stati clienti di prostitute e donne prevalentemente immigrate che sono o sono state vittime della tratta. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1421802127821398758?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1421802127821398758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1421802127821398758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1421802127821398758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1421802127821398758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/isoke.html' title='Isoke'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4121637656083917260</id><published>2008-02-11T02:26:00.000-08:00</published><updated>2008-02-11T02:33:47.234-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Lavoro</title><content type='html'>"Lo chiamano Amore.Noi lo chiamiamo lavoro non retribuito.La chiamano frigidtà.Noi la chiamiamo assenteismo.Ogni volta che ci mettono incinte contro la nostra volontà, è un incidente sul lavoro.Ma l'omossessualità è il controllo degli operai sulla produzione, non la fine del lavoro.Più sorrisi?Più soldi.Niente sarà più efficace per distruggere le virtù di un sorriso.Nevrosi, suicidio, dessessualizzazione : malattie professionali della casalinga."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Silvia Federici "Il diritto all'odio"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Il lavoratore ha la risorsa della sindacalizzazione, dello sciopero; le madri sono isolate l'una dall'altra,nelle proprie case, legate strette ai bambini da modi misericordiosi.I nostri scioperi piùselvaggi si manifestano più spesso sotto forma di dis-astri fisici o mentali."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Adrienne Rich "Nascere di una donna" 1980&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-4121637656083917260?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/4121637656083917260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=4121637656083917260' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4121637656083917260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/4121637656083917260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/lavoro.html' title='Lavoro'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-9117325985353089572</id><published>2008-02-06T10:13:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T13:58:00.078-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>Femministe lesbiche ai tavoli</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163932290101839346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 56px; TEXT-ALIGN: center" height="39" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R6n5DuOwhfI/AAAAAAAAACM/-rPawsWLvT8/s200/96577-banner%2520picc.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Dopo la manifestazione del 24 Novembre le donne hanno deciso di riunirsi....&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;23-24 Febbraio a Roma due giornate di confronto e di elaborazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.flat.noblogs.org/"&gt;www.flat.noblogs.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Lanciamo, insieme, una campagna permanente di lotta contro tutti i tentativi di limitare la nostra libertà ed autonomia, costruendo iniziative in tutte le città il prossimo 8 marzo! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-9117325985353089572?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/9117325985353089572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=9117325985353089572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9117325985353089572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/9117325985353089572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/femministe-lesbiche-ai-tavoli.html' title='Femministe lesbiche ai tavoli'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R6n5DuOwhfI/AAAAAAAAACM/-rPawsWLvT8/s72-c/96577-banner%2520picc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2764094195372231326</id><published>2008-02-04T04:33:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T13:58:00.218-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R6cGl-OwhdI/AAAAAAAAAB8/Ezf60_8FCJM/s1600-h/no-vat.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163102747233387986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R6cGl-OwhdI/AAAAAAAAAB8/Ezf60_8FCJM/s320/no-vat.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Martedì 5 febbraio 2008 - ore 20.45&lt;/strong&gt; - &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;sala Elisabetta Lodi(via San Giovanni in Valle) &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Verona&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; ASSEMBLEA NO VAT&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;con:Roberto Aere: Facciamo Breccia Verona, Circolo Pink&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Fabiola Correale: collettivo femminista Le Ribellule, collettivi universitari romani&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Flavia D'Angeli: Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabato 9 febbraio 2008&lt;/strong&gt; - Roma&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Manifestazione nazionale NO VAT&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Pullman da Verona ore 5.30 circa da Via Città di Nimes (Porta Nuova Verona)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;info e prenotazioni: Gianni 348/2634126, Enrico 349/2322876, Marco 347/2592560&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2764094195372231326?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2764094195372231326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2764094195372231326' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2764094195372231326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2764094195372231326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/02/marted-5-febbraio-2008-ore-20.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gYnuBabqOnc/R6cGl-OwhdI/AAAAAAAAAB8/Ezf60_8FCJM/s72-c/no-vat.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7785007502527033979</id><published>2008-01-26T02:20:00.000-08:00</published><updated>2008-01-26T02:26:03.148-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie Benazir'/><title type='text'>Benazir di Silvia</title><content type='html'>Benazir: colei che non è mai stata vista così&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vecchia si sedette sul tappeto, incrociò le gambe, chiuse gli occhi e disse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ricordo bene la prima volta che vidi il mare. Ero con mia madre, lei mi teneva la mano ed io guardavo sbalordita quell’immensità immobile che andava e veniva sotto i miei piccoli piedi.&lt;br /&gt;Nel silenzio che ci circondava, mia madre chiese: ‘Sai da dove viene il mare?’ Io dissi: ‘Il mare c’è e basta, non viene’. ‘Sbagliato…il mare viene da qualcosa, e a quel qualcosa torna. È un passaggio, un arrivo e una partenza.’&lt;br /&gt;Il vento soffiava leggero intorno a noi ed io sentivo quelle parole fluire nell’aria, infilarsi nella mia maglietta, sotto la mia gonna lunga, tra i miei capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Quando il mare non esisteva, la piccola Benazir giocava spensierata con i raggi del sole, con i vortici del vento e, la notte, con il chiarore della luna, fino al giorno in cui l’Oracolo le predisse il suo destino. Le sue parole erano state: “Tu cambierai, e per farlo soffrirai. Ma il tuo dolore sarà fonte di vita”. Benazir sapeva bene cos’era il dolore: un giorno si era avvicinata troppo al sole e si era scottata. La piccola Benazir non voleva soffrire.&lt;br /&gt;Pensò a lungo a una soluzione, e infine la trovò.&lt;br /&gt;Attese la notte, e quando il buio le permise di scorgere le stelle, le prese una ad una e con quelle costruì un riparo. Pensò che se nessuno la poteva toccare nessuno la poteva nemmeno ferire. Mentre sedeva all’interno del suo fitto riparo stellato, pensò anche che la mattina successiva avrebbe chiesto aiuto al sole, che sapeva essere molto potente.&lt;br /&gt;Dormì, si svegliò, dormì, si svegliò, dormì ancora, si svegliò ma il sole non si decideva ad arrivare. Si accorse allora di aver commesso un grosso errore: finché lei avesse tenute incatenate le stelle della notte, il giorno non sarebbe mai venuto.&lt;br /&gt;Resasi conto del suo sbaglio, cominciò a piangere, pianse pianse pianse pianse così tanto e così a lungo che si sciolse e divenne lacrime.&lt;br /&gt;Queste caddero sulla terra e divennero fiume.&lt;br /&gt;Benazir scorreva veloce sul terreno, andava a riempire cavità e divenne mare.&lt;br /&gt;Quando la piccola Benazir scomparve, le stelle si sparpagliarono in cielo e, una volta dileguatesi, rispuntò il sole. Il sole riconobbe Benazir nel mare, e la volle a sé, perché si era divertito molto scherzando con lei in passato.&lt;br /&gt;Benazir, grazie al sole, raggiunse il cielo divenendo nuvole, che, nel giocare e scontrarsi tra loro, lasciavano cadere pioggia sulla terra.&lt;br /&gt;Benazir ora viveva e cresceva nell’acqua e il suo dolore aveva dato la vita.&lt;br /&gt;Benazir era come era mai stata vista.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardai il mare, poi mia madre, e sospirai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vecchia aprì gli occhi, sorrise, si alzò e uscì dalla stanza richiudendo silenziosamente la porta dietro sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7785007502527033979?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7785007502527033979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7785007502527033979' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7785007502527033979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7785007502527033979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/benazir-di-silvia.html' title='Benazir di Silvia'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5656522247880563374</id><published>2008-01-26T02:17:00.000-08:00</published><updated>2008-01-26T03:02:28.570-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Rivolta femmnile</title><content type='html'>- Luglio 1970 -&lt;br /&gt;La donna non va definita in rapporto all'uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra libertà. L'uomo non è il modello a cui adeguare il processo di scoperta di sé da parte della donna. La donna è l'altro rispetto all'uomo. L'uomo è l'altro rispetto alla donna.&lt;br /&gt;L'uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli. Identificare la donna all'uomo significa annullare l'ultima via di liberazione.&lt;br /&gt;Liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell'uomo perchè è invivibile, ma esprimere il suo senso dell'esistenza.&lt;br /&gt;La donna come soggetto non rifiuta l'uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.&lt;br /&gt;Finora il mito della complementarietà è stato usato dall'uomo per giustificare il proprio potere.&lt;br /&gt;Le donne son persuase fin dall'infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona 'capace' e 'responsabile': il padre, il marito, il fratello...&lt;br /&gt;L'immagine femminile con cui l'uomo ha interpretato la donna è stata una sua invenzione.&lt;br /&gt;Verginità, castità, fedeltà, non sono virtù; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia. L'onore ne è la conseguente codificazione repressiva.&lt;br /&gt;Nel matrimonio la donna, privata dal suo nome, perde la sua identità significando il passaggio di proprietà che è avvenuto tra il padre di lei e il marito.&lt;br /&gt;Chi genera non ha la facoltà di attribuire ai figli il proprio nome: il diritto della donna è stato ambito da altri di cui è diventato il privilegio.&lt;br /&gt;Ci costringono a rivendicare l'evidenza di un fatto naturale.&lt;br /&gt;Riconosciamo nel matrimonio l'istituzione che ha subordinato la donna al destino maschile. Siamo contro il matrimonio.&lt;br /&gt;Il divorzio è un innesto di matrimoni da cui l'istituzione esce rafforzata.&lt;br /&gt;La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.&lt;br /&gt;Il primo elemento di rancore della donna verso la società sta nell'essere costretta ad affrontare la maternità come un aut-aut.&lt;br /&gt;Denunciamo lo snaturamento di una maternità pagata al prezzo dell'esclusione.&lt;br /&gt;La negazione della libertà d'aborto rientra nel veto globale che viene fatto all'autonomia della donna.&lt;br /&gt;Non vogliamo pensare alla maternità tutta la vita e continuare ad essere inconsci strumenti del potere patriarcale.&lt;br /&gt;La donna è stufa di allevare un figlio che le diventerà un cattivo amante. In una libertà che si sente di affrontare, la donna libera anche il figlio e il figlio è l'umanità.&lt;br /&gt;In tutte le forme di convivenza, alimentare, pulire, accudire e ogni momento del vivere quotidiano devono essere gesti reciproci.&lt;br /&gt;Per educazione e per mimesi l'uomo e la donna sono già nei ruoli della primissima infanzia.&lt;br /&gt;Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie perchè attraverso le forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico, politico) hanno costretto l'umanità a una condizione inautentica, oppressa e consenziente.&lt;br /&gt;Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi.&lt;br /&gt;Non vogliamo d'ora in poi tra noi e il mondo nessuno schermo.&lt;br /&gt;Il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società.&lt;br /&gt;Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell'esperienza storica femminista: in essa la donna si è manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civiltà patriarcale.&lt;br /&gt;Noi identifichiamo nel lavoro domestico non retribuito la prestazione che permette al capitalismo, privato e di stato, di sussistere.&lt;br /&gt;Permetteremo quello che di continuo si ripete al termine di ogni rivoluzione popolare quando la donna, che ha combattuto insieme con gli altri, si trova messa da parte con tutti i suoi problemi?&lt;br /&gt;Detestiamo i meccanismi della competitività e il ricatto che viene esercitato nel mondo dalla egemonia dell'efficienza. Noi vogliamo mettere la nostra capacità lavorativa a disposizione dei una società che ne sia immunizzata.&lt;br /&gt;La guerra è stata da sempre l'attività specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile.&lt;br /&gt;La parità di retribuzione è un nostro diritto, ma la nostra oppressione è un'altra cosa. Ci basta la parità salariale quando abbiamo già sulle spalle ore di lavoro domestico?&lt;br /&gt;Riesaminiamo gli apporti creativi della donna alla comunità e sfatiamo il mito della sua laboriosità sussidiaria.&lt;br /&gt;Dare alto valore ai momenti 'improduttivi' è un'estensione di vita proposta dalla donna.&lt;br /&gt;Chi ha il potere afferma: 'Fa parte dell'erotismo amare un essere inferiore. Mantenere lo status quo è dunque un suo atto d'amore.&lt;br /&gt;Accogliamo la libera sessualità in tutte le sue forme, perchè abbiamo smesso di considerare la frigidità un'alternativa onorevole.&lt;br /&gt;Continuare a regolamentare la vita fra i sessi è una necessità del potere, l'unica scelta soddisfacente è un rapporto libero.&lt;br /&gt;Sono un diritto dei bambini e degli adolescenti la curiosità e i giochi sessuali.&lt;br /&gt;Abbiamo guardato per 4000 anni: adesso abbiamo visto!&lt;br /&gt;Alle nostre spalle sta l'apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le religioni istituzionalizzate ne sono state il più fermo piedistallo. E il concetto di 'genio' ne ha costituito l'irraggiungibile gradino.&lt;br /&gt;La donna ha avuto l'esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva.&lt;br /&gt;Consideriamo incompleta una storia che si è costituita sulle tracce non deperibili.&lt;br /&gt;Nulla o male è stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verità.&lt;br /&gt;La civiltà ci ha definite inferiori, la chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute alla rivoluzione ipotetica.&lt;br /&gt;Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l'inferiorità della donna.&lt;br /&gt;Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell'umanità, legame con la divinità o soglia del mondo animale; sfera privata e pietas. Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita della donna.&lt;br /&gt;Sputiamo su Hegel.&lt;br /&gt;La dialettica servo-padrone è una regolazione di conti tra collettivi di uomini: essa non prevede la liberazione della donna, il grande oppresso della civiltà patriarcale.&lt;br /&gt;La lotta di classe, come teoria di classe sviluppata dalla dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato.&lt;br /&gt;Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l'illusione dell'universalità.&lt;br /&gt;L'uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma metà della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione.&lt;br /&gt;La forza dell'uomo è nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla.&lt;br /&gt;Dopo questo atto di coscienza l'uomo sarà distinto dalla donna e dovrà ascoltare da lei tutto quello che la concerne.&lt;br /&gt;Non salterà il mondo se l'uomo non avrà più l'equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione.&lt;br /&gt;Nella cocente realtà di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all'altezza di un universo senza risposte.&lt;br /&gt;Noi cerchiamo l'autenticità del gesto di rivolta e non la sacrificheremo né all'organizzazione né al proselitismo.&lt;br /&gt;Comunichiamo solo con donne.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Manifesto tratto da "Rivolta Femminile"&lt;br /&gt;Autrice: Carla Lonzi&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5656522247880563374?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5656522247880563374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5656522247880563374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5656522247880563374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5656522247880563374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/rivolta-femmnile.html' title='Rivolta femmnile'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6167586707433489081</id><published>2008-01-26T02:15:00.000-08:00</published><updated>2008-01-26T02:29:19.399-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>La ballata amara di Santa Tejerina</title><content type='html'>Romina, 21 anni, vittima dell'Argentina anti-abortistaStuprata da un vicino, costretta a tacere la sua gravidanza per i condizionamenti della Chiesa, condannata per infanticidioRiccardo De GennaroLeón Gieco, un popolare cantautore di Santa Fe, città della pampa argentina, ha scritto una canzone per lei, come gli innamorati di una volta. «Santa Tejerina es la santa preferida de los que pidion perdón, vamos a bailar que ya yo te perdoné», la santa preferita di coloro che chiedono perdono, andiamo a ballare che io t'ho già perdonata, dice. Ma la storia di Romina Tejerina non è una storia romantica. È una storia di miseria, paura e prevaricazione, lo specchio di una società, quella argentina, che sacrifica ogni anno sull'altare anti-abortista migliaia di ragazze perlopiù minorenni: una parte muore in seguito ad aborto clandestino, un'altra viene gettata in carcere e deve vivere sotto il duplice peso di una sentenza giudiziaria e della condanna morale di una comunità condizionata dalla Chiesa. Romina Tejerina, 21 anni, un bel volto indio dagli occhi pieni di pianto, appartiene a un terzo gruppo. Deve scontare una pena di 14 anni per aver ucciso la sua bambina appena partorita nella vasca da bagno, dopo essere stata stuprata da un vicino di casa molto più anziano di lei. Emilio «Pocho» Vargas l'aveva aggredita per strada e costretta a salire sulla sua auto: qui l'aveva violentata, sicuro che - anche grazie al fratello poliziotto - l'avrebbe fatta franca. Era il primo agosto del 2002. Se in Argentina esistessero i consultori e l'aborto fosse legale, Romina Tejerina - che ai tempi dello stupro era minorenne - non sarebbe in galera e, due domeniche fa, non sarebbe stata necessaria la mobilitazione di 10mila donne a Jujuy, dove lei è nata e dove sconta la pena, per chiederne la scarcerazione.Dopo essere stata violentata, Romina aveva tentato di abortire clandestinamente. Non aveva denunciato lo stupro per paura e, successivamente, per la vergogna, non aveva detto della gravidanza né ai genitori, né alla sorella maggiore con la quale viveva. Poco prima della sentenza, nel giugno dell'anno scorso, Romina ha raccontato a una giornalista di Pagina 12, che il padre considerava le donne tutte puttane e che l'aveva avvertita: «Se rimarrai incinta mi farai morire d'infarto». Quando la incontrava, il suo violentatore la derideva, si burlava di lei. Infine la minacciava di uccidere suo padre se avesse parlato. «Non posso giustificare quello che ho fatto - ha raccontato Romina - ma ero disperata. Ho trascorso tutti quei mesi senza sapere che cosa fare». La tensione cresceva in lei, la paura di dover convivere tutta la vita con quel ricordo terribile l'ha fatta uscire di testa. Dopo aver partorito ha afferrato un coltello e, in un raptus di follia, ha colpito per 26 volte il corpicino della neonata. Al processo la difesa ha chiesto la perizia psichiatrica, ma il giudice Sarmann del tribunale di Jujuy ha respinto l'istanza. Ha preferito domandare ai testimoni dell'accusa se Romina beveva, come si vestiva, l'atteggiamento che teneva con i ragazzi, se aveva una relazione con il suo Vargas. Non deve stupire in una regione dove spesso padri e datori di lavoro applicano senza problemi il derecho de pernada, lo ius primae noctis, e non c'è vittima che si ribelli perché non serve a niente. L'unica «colpa» di Romina Tejerina, prima che il vicino di casa la stuprasse, era di andare a bere e ballare con gli amici, come tutte le ragazze. Il giudizio della societàBisogna pensare almeno per un attimo a quello che deve sopportare oggi dietro le sbarre: oltre alle durezze del carcere, il giudizio di una società oppressiva e arretrata, alla quale non importa la condizione sociale e la disperazione delle giovani che ogni giorno vengono stuprate e non sanno a chi chiedere aiuto. Romina è colpevole, forse era convinta che uccidendo il bambino avrebbe cancellato per sempre il trauma di quella notte. Non sapeva che la coscienza non funziona in questo modo e la giustizia funziona in modo sbagliato. Non hanno neppure creduto alla sua versione dei fatti: siccome i ripetuti tentativi di aborto avevano contribuito alla nascita prematura della bambina, il giudice ha deciso che non c'era stato stupro perché i tempi del concepimento e della violenza non coincidevano. Non si è nemmeno preoccupato di disporre il test del Dna, ma probabilmente oggi è ammirato per la sua magnanimità, se si tiene conto che la pubblica accusa, sostenuta da una donna, aveva chiesto l'ergastolo per omicidio aggravato e lui le ha inflitto solo 14 anni. Il violentatore, invece, è rimasto in carcere tre settimane, poi è uscito. Ora viene invitato dalle tv locali, dove annuncia: farò dire una messa per la piccola. Ma dopo la sentenza, il caso di Romina ha assunto un valore emblematico e nelle strade delle principali città, da Buenos Aires alla Patagonia, sono apparse scritte di solidarietà nei suoi confronti. Lei, a dire il vero, è sorpresa di essere diventata un simbolo per la liberazione della donna e la lotta per la legalizzazione dell'aborto. Nel solo carcere di San Salvador de Jujuy su 24 detenute tre sono dentro per infanticidio. Natalia, ad esempio, ha ucciso la sua bambina di cinque anni quando ha visto che il marito abusava di lei. Olga, invece, la migliore amica di Romina nel carcere, ha ammazzato con un colpo di pistola il padre, un poliziotto, che la violentava da quando aveva 16 anni. «Libertad por Tejerina, despenalización del aborto» hanno ribadito due domeniche fa quelle 10 mila donne in corteo per le strade di Jujuy, il capoluogo della regione argentina che confina con la Bolivia. La marcia rientrava nell'ambito dei tre giorni dell'Incontro nazionale della Donna, faticosamente organizzato tra le polemiche degli ambienti ecclesiastici e della comuntià locale. La scelta di Jujuy, d'altronde, non è stata casuale: nella regione muoiono 200 partorienti ogni 100mila, la maggioranza per procurato aborto. Le statistiche dicono che l'indice è pari a 2-3 volte quello delle altre regioni argentine e che si avvicina a quello dei Paesi più poveri dell'Africa.Come le tre scimmietteLa grande manifestazione di Jujuy si è svolta senza incidenti, nella massima tranquillità, ma la sua conclusione dice più di molti discorsi. A un certo punto, infatti, una parte del corteo si è diretta verso la cattedrale e l'ha trovata circondata da un centinaio di fedeli. Qui si è verificato un inedito scontro verbale: da un lato, le manifestanti gridavano slogan a sostegno dei diritti della donna e dell'aborto, dall'altro, i fedeli e le fedeli rispondevano a capo chino con il bisbiglìo delle loro preghiere. I due mondi, ora così vicini, non potevano essere più lontani.«No les miran, no les hablen, non respondan», non guardatele, non parlate, non rispondete, era la parola d'ordine fatta circolare tra i credenti, che - come le tre scimmiette - chiudevano occhi, orecchie e bocca davanti a un problema di incredibile gravità. Era come se quelle 10mila donne in corteo non esistessero, o che - come le Madres di plaza de Mayo quando nel '77 cominciarono a reclamare i figli desaparecidos - fossero tutte pazze.Le donne argentine oggi lottano per l'aborto e lo fanno non soltanto per affermare il diritto della donna di poter scegliere della propria vita e del proprio corpo, ma anche, più direttamente, per salvare migliaia di vite umane. Le cifre parlano chiaro: ogni anno in Argentina 360 donne muoiono a causa di aborti illegali, una al giorno. O per dirla con un altro dato: un terzo delle morti di donne rimaste incinta è provocato dagli aborti clandestini. Ma per la Chiesa, i medici, la magistratura questo non è un problema. Sembrano non accorgersene. È come se questi dati non li riguardassero e, dunque, non c'è da stupirsi se a finire in galera sono le ragazze che abortiscono illegalmente e se quel cantautore di Santa Fe è stato addirittura processato per la sua ballata.D'altronde basta ricordare che quando il governo Kirchner tentò un'iniziativa per la diffusione dei contraccettivi tra gli strati più poveri della popolazione l'Argentina rischiò l'incidente diplomatico con il Vaticano. Era il febbraio dell'anno scorso. Il vescovo militare Antonio Baseotto prese carta e penna e scrisse al ministro della Salute accusandolo di apologia di reato. Aggiunse che il ministro avrebbe meritato di essere «gettato in mare con una pietra di mulino al collo». Voleva essere una citazione evangelica, ma il riferimento ai «voli della morte» con i quali la giunta militare eliminava i desaparecidos era esplicito. A fronte della dura reazione del governo, Baseotto ottenne la solidarietà del Vaticano, attraverso una lettera inviatagli dall'allora vescovo e, tre settimane dopo, pontefice Joseph Ratzinger. Questi manifestava al «collega» argentino «un sentimento di particolare stima» e giudicava le sue allucinate parole «un intervento a favore della vita nascente e della dignità della sessualità umana». Evidentemente non di Romina, né di tutte le altre donne. Durante la cerimonia di investitura di Ratzinger a pontefice, Kirchner fu l'unico capo di stato che non avvicinò le labbra all'anello di Benedetto XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6167586707433489081?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6167586707433489081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6167586707433489081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6167586707433489081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6167586707433489081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/la-ballata-amara-di-santa-tejerina.html' title='La ballata amara di Santa Tejerina'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8137102821178405413</id><published>2008-01-22T12:18:00.000-08:00</published><updated>2008-01-22T12:19:32.988-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Simone de Beauvoir: una donna che ancora dà fastidio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;da &lt;em&gt;Il Paese delle donne&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“L’annata 2008 comincia decisamente molto male”: così aprono il 2008, senza fare i soliti auguri di “bob ton”, "Les Penelopes", le femministe francesi che nel loro sito preferiscono piuttosto soffermarsi sul modo con cui i media celebrano il centenario della nascita di Simone de Beauvoir.&lt;br /&gt;Il titolo con cui aprono l’anno: Une femme derangeante, una donna che disturba, fa dis/ordine. “Si celebra il centenario della nascita di Simone de Beauvoir. No, non gridate al lupo. Non è la celebrazione in sé che ci fa drizzare il capelli in testa, ma la poltiglia per gatti che i media ci offrono e anche lo scandalo che rappresenta il loro perverso bisogno di fare del sensazionalismo piuttosto che informazione.&lt;br /&gt;Di anestesizzare il pensiero piuttosto che di suscitarlo. Certamente, nulla sarà stato risparmiato a Simone de Beauvoir, la donna libera e fiera, la militante, la filosofa, la scrittrice, la grande testimone impegnata del suo tempo. Quella che ha segnato le nostre vite, lo si riconosca oppure no, quella che ha dato senso all’intuizione delle ribellioni isolate, dei tormenti individuali, delle inquietudini impossibili a formularsi. Lei, la prima a descrivere la fabbricazione della donna. Quella che ha dimostrato razionalmente che non si nasce donna ma lo si diventa”.&lt;br /&gt;Sotto accusa è in particolare “le Nouvel Observateur” che - per illustrare il carattere scandaloso per la morale borghese di quei tempi del modo di vita di Simone de Beauvoir, e soprattutto delle “idee di libertà e d’indipendenza che lei rivendicava fieramente ed incarnava” - pubblica una foto di Simone de Beauvoir, nuda, nell’intimità di una sala da bagno, titolando “la scandalosa”.&lt;br /&gt;Les Penelopes si chiedono il perché di questa operazione: “Il pensiero di Simone de Beauvoir sarebbe ancora così attuale da meritare … che la si desacralizzi non con le argomentazioni, il ragionamento ma con l’immagine delle sue natiche? Come se occorresse innanzitutto mostrare che lei era donna come le altre, donna come si guardano le donne, sarebbe a dire sempre e prima di tutto i loro corpi, le loro forme, i loro culi. E che così, … sia messo in scena quello che era impensabile immaginare di questa filosofa deliberatamente ribelle mai rientrata nei ranghi? Come se fosse così possibile depennare tutti gli effetti del pensiero rivoluzionario (si, osiamo questo aggettivo) di quella che ha voluto vivere come credeva giusto pensare”.&lt;br /&gt;E’ una donna che ancora disturba “ molto semplicemente perché in fondo il patriarcato non ha ceduto granché. Malgrado le lotte delle donne, le leggi, e l’esplosione delle famiglie tradizionali, la discriminazione persiste, il dominio permane. Se noi siamo meglio attrezzate oggi per farvi fronte, per comprenderne le radici, è in gran parte perché Simone de Beauvoir ha liberato uno spazio concettuale in cui alcune donne si sono riversate, per dire, produrre idee, analizzare la realtà di milioni di altre donne. Milioni di donne di tutti i paesi si sono riconosciute nei suoi scritti, nelle sue parole, le sue azioni. L’universalità dell’opera di Simone de Beauvoir è attuale, vivente, vibrante. Cento anni dopo la sua nascita, quasi sessanta dalla pubblicazione de “il secondo sesso”, continua a suscitare ammirazione e denigrazione.&lt;br /&gt;A lei che non credeva al destino eterno, sarebbe terribilmente piaciuto di poter dire che la lotta da lei condotta ha portato alla vittoria per l’eguaglianza, la libertà ma poiché non è ancora vero, noi non abbiamo altra scelta che proseguire questa lotta e passare la fiaccola a quelle che, bambine di oggi, avranno domani bisogno di armi per resistere al ritorno del conservatorismo, dell’oscurantismo, dell’integrismo e del liberismo, tutti predatori dell’eguaglianza e dell’emancipazione. Per questo, dobbiamo innanzitutto non perdere la memoria di quelle che ci hanno preceduto”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8137102821178405413?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8137102821178405413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8137102821178405413' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8137102821178405413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8137102821178405413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/simone-de-beauvoir-una-donna-che-ancora.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8663108467978888951</id><published>2008-01-16T10:50:00.000-08:00</published><updated>2008-01-16T10:53:36.948-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Venerdi 1 febbraio 2008 - dalle ore 22.00 in Basso Acquar - Verona&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Presidio Contro l'ordinanza della Giunta Tosi che vieta alle persone omosessuali di Verona e Provincia la libera circolazione in Basso Acquar, Coni - Verona&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dopo l'ennesima ordinanza della giunta Veronese, che viete alle persone gay di Verona e provincia, la libera circolazione e sosta presso le vie adiacenti il Coni in Basso Acquar dalle 22.00 alle 5.00 del mattino, le associazioni Veronesi indicono un presidio per chiedere alla Giunta di togliere ordinanza e cartelli permettendo alle persone gay, che da decenni, frequentano il luogo di circolare liberamente senza vincoli e divieti di sorta.&lt;br /&gt;La giunta xenofoba veronese non può arrogarsi il potere di impedire ai gay alle lesbiche ai trans veronesi di incontrasi e conoscersi in Basso Aquar e negli altri luoghi di contro di Verona.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Circolo pink Verona, Arcigay Verona, Arcilesbica Verona, Sinistra Critica e csoa La Chimica indicono questo presidio e invitano la cittadinanza tutta al Presidio, invitano inoltre le associazioni, partiti, sindacati, gruppi,  singole e singoli ad aderire.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8663108467978888951?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8663108467978888951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8663108467978888951' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8663108467978888951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8663108467978888951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/venerdi-1-febbraio-2008-dalle-ore-22.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6717450197250662438</id><published>2008-01-15T11:34:00.000-08:00</published><updated>2008-01-15T11:38:21.455-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'></title><content type='html'>Coordinamento dei Collettivi de La sapienza: Ratzinger non viene, vince l'università!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ratzinger ha capito che l'arroganza non paga sempre.&lt;br /&gt;Vince l'università. Vincono gli studenti, i docenti, i ricercatori, le studentesse che rivendicano la difesa del diritto ad abortire, gli studenti omosessuali e delle studentesse lesbiche che rivendicano il diritto al riconosimento delle loro unioni.&lt;br /&gt;Vinconop tutti coloro che in queste settimane si sono mobilitati contro l'idea che l'anno accademico venisse inaugurato da un papa oscurantista e reazionario, che propugna un'idea di cultura autoritaria e gerarchica della cultura che non è la nostra, non è quella che vogliamo nella nostra università, già martoriata da un decennio di disastrose riforme. Le autoesaltazioni ci piacciono sempre poco, in un'università che non ha nulla per cui esaltarsi. las celebrazione del connubio tra un'università dequalificata che ci vuole tutti precari e un'ideologia reazionaria che ci vuole tutti fedeli e oppresse, era davvero troppo.&lt;br /&gt;Per quasto abbiamo detto no. Nessuna censura. L'università è nostra, eravamo noi i censurati, se si pretende di imporci chi doveva venire ad inugurare il nostro anno accaemio.&lt;br /&gt;Ci siamo ripresi un diritto di scelta: la scelta di poter dire no, almeno su chi vorrebbe venire a "pontificare" nei nostri luoghi di studio. Una bella soddisfazione, prendersi un diritto di scelta con un papa come Ratzinger, che la libertà di scelta vuole toglierla a tutte/i.&lt;br /&gt;Tutte le iniziative di mobilitazione di giovedì - compresa la "frocessione", che inizierà alle 14 - sono comunque confermate. Il 17 sarà ancor più la giornata dei diritti, degli studenti, delle donne, degli omosessuali e delle lesbiche, dei docenti e dei ricercatori liberi.&lt;br /&gt;Per contatti: 3498414017 - 3494945614&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6717450197250662438?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6717450197250662438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6717450197250662438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6717450197250662438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6717450197250662438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/coordinamento-dei-collettivi-de-la.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5131716096659242999</id><published>2008-01-14T04:40:00.000-08:00</published><updated>2008-01-14T04:45:34.023-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl3'/><title type='text'>Aborto: in Veneto torna in pista la legge antiabortista</title><content type='html'>La proposta prevede che gli antiabortisti possano operare nei consultori. La prossima settimana la Regione potrebbe tornare a discuterne. Ma c'è chi si oppone anche a destra, come la consigliera di Forza Italia Regina Bertipaglia: «Intacca la 194»&lt;br /&gt;Quel progetto di legge aspetta dal dicembre 2004. Tre articoli che spianerebbero la strada ai volontari antiabortisti nelle strutture sanitarie che praticano l'interruzione volontaria di gravidanza. Un testo asciutto e senza fronzoli che punta a «regolamentare le iniziative mirate all'informazione sulle possibili alternative all'aborto», presentato dal Movimento per la Vita e sostenuto da ventimila firme. Non solo materiale informativo ma persone che scorazzerebbero nei consultori familiari, nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d'aspetto e negli atri degli ospedali pronti a informare sui «rischi sia fisici che psichici cui si espone la donna con l'Ivg». E' stato abbastanza per attivare in Veneto una vasta rete di donne singole, associazioni, partiti e sindacati che il 7 ottobre 2006 hanno manifestato a Venezia in difesa della 194 e dei consultori.Nelle ultime settimane nella regione dove l'85% dei medici è obiettore in tema di aborto, sulla scia dell'iniziativa sulla moratoria proposta dal quotidiano Il Foglio e rilanciata anche dal capo dei vescovi Angelo Bagnasco, c'è chi chiede che il consiglio regionale calendarizzi al più presto la discussione di questo pdl passato per due volte al vaglio delle commissioni. Così hanno fatto soprattutto l'Udc, An e la Lega che del testo sono i più accesi sostenitori mentre in Forza Italia le posizioni sono più articolate tanto che, anche se non si è mai espresso pubblicamente, il presidente Giancarlo Galan non apprezzerebbe particolarmente l'iniziativa. «Ogni volta che il testo è stato affrontato per la discussione in commissione fuori dal palazzo della regione ci sono stati presidi e iniziative di disturbo», sottolinea Gemma Lunian consigliera comunale del Prc «per questo è importante riprendere in mano la protesta». Se è scontata la composizione del fronte nettamente contrario che annovera Rifondazione Comunista, Pdci e Verdi meno netta sembrerebbe la situazione nel neonato Pd veneto. «A suo tempo i colleghi allora Ds avevano assicurato il loro no», ricorda Lunian «ora staremo a vedere». Non è detto che il pdl, che tra l'altro prevede sanzioni a chi dovesse negare o intralciare l'operato alle associazioni fino alla revoca della possibilità di praticare gli aborti volontari, venga calendarizzato così in fretta e furia come chiesto. Il consiglio regionale si riunirà per la prima volta la prossima settimana ma prima c'è la discussione sul bilancio.Tra chi fa parte del fronte del no c'è la consigliera di Forza Italia Regina Bertipaglia «non ho dubbi sul fatto che sia una legge che va a intaccare la 194, una presenza dei volontari antiabortisti sarebbe invasiva nei confronti delle donne che hanno fatto la loro scelta». Bertipaglia pensa piuttosto a come consentire che i consultori lavorino meglio aumentando anche il lavoro di prevenzione, soprattutto sulla fascia delle giovanissime. E sottolinea come il Veneto sia una delle regioni con la più alta migrazione abortiva dovuta all'alto numero di medici obiettori di coscienza. Una conferma viene dal rapporto Istat 2006 che vede le donne venete andare in media dieci volte di più rispetto alle altre del nord-est ad abortire fuori regione. «Le donne sono costrette a questo triste pellegrinaggio per gli ospedali. Tante che hanno scelto di abortire magari alla quarta settimana si trovano a farlo quando non è più possibile rinviare - aggiunge ancora Bertipaglia - per questo io sono una sostenitrice dell'uso della Ru486 ( la pillola abortiva, ndr) con la dovuta cautela, con tutte le sicurezze ma sarebbe un modo per aggirare questo fenomeno dei medici obiettori».&lt;br /&gt;Giulia Marcante&lt;br /&gt;il manifesto 08/01/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5131716096659242999?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5131716096659242999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5131716096659242999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5131716096659242999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5131716096659242999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/aborto-in-veneto-torna-in-pista-la.html' title='Aborto: in Veneto torna in pista la legge antiabortista'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-5859343267339302648</id><published>2008-01-13T04:23:00.000-08:00</published><updated>2008-01-13T04:25:14.406-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'></title><content type='html'>COMUNICATO CONCLUSIVO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 12 GENNAIO ALLA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la grande manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile, il som-movimento femminista e lesbico che l’ha organizzata, si è incontrato sabato 12 gennaio a Roma in un’assemblea nazionale molto viva e partecipata.&lt;br /&gt;Per dare continuità al protagonismo politico delle donne, l’assemblea ha rilanciato il conflitto riaffermando il principio dell’autodeterminazione sui nostri corpi e sulle nostre vite.Vogliamo costruire un incontro nazionale di confronto ed elaborazione, di due giorni, il 23 e 24 febbraio.Lanciamo, insieme, una campagna permanente di lotta contro tutti i tentativi di limitare la nostra libertà ed autonomia, costruendo iniziative in tutte le città il prossimo 8 marzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-5859343267339302648?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/5859343267339302648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=5859343267339302648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5859343267339302648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/5859343267339302648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/comunicato-conclusivo-dellassemblea.html' title=''/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1234720299225994706</id><published>2008-01-11T03:57:00.000-08:00</published><updated>2008-01-11T04:00:01.648-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl3'/><title type='text'>Ancora violenza...</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article1387" target="_blank"&gt;Regione Veneto: il movimento per la vita torna all'attacco&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?auteur1391" target="_blank"&gt;Martina Guerrini DA 'IL PAESE DELLE DONNE'   10 gennaio 2008&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article1387#" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;Vi ricordate il Pdl del 2004 presentato alla Regione Veneto dal Movimento per la Vita? Ci risiamo. Sembra che questa rinnovata minaccia avvenga sull'onda della provocazione di Ferrara: da qualche giorno Udc, AN e Lega hanno chiesto nuovamente che il consiglio regionale calendarizzi al più presto la discussione del Pdl passato per due volte al vaglio delle commissioni.&lt;br /&gt;Naturalmente che questo accada rapidamente come auspicato dalla Triplice Intesa dei Papa-ratzi è tutto da vedere. Il consiglio si riunirà per la prima volta la prossima settimana, ma prima c'è da votare il bilancio. Inoltre, esistono contraddizioni all'interno dei due partiti più mediatizzati del momento: l'ancora per poco "Forza Italia" e il neonato Pd.&lt;br /&gt;Infatti assistiamo tragicamente a uno sconfortante dato (niente affatto imprevedibile, per chi scrive): appena "fondato" il Pd già mostra diverse posizioni rispetto al no univoco dei Ds di un anno fa. Del resto ancora mi chiedo il senso di aver eletto tra le proprie fila la Binetti (occorrerebbe un consulto urgentissimo di psichiatri in gamba per lei e per chi l'ha voluta).&lt;br /&gt;Proprio in occasione del reiterato tentativo di introdurre antiaboristi all'interno dei consultori (perchè di questo si tratta) fu organizzata il 7 ottobre 2006 una risposta dura e refrattaria alla vergognosa operazione fascista del Movimento per la Vita, con una manifestazione a Venezia preparata e sostenuta da donne singole, collettivi femministi veneziani, reti femministe, partiti e sindacati.&lt;br /&gt;Il Pdl prevede nei suoi tre articoli di "regolamentare le iniziative mirate alle informazioni sulle possibili alternative all'aborto" (come chiede del resto quel cinico provocatore guerrafondaio di Ferrara). Tutto ciò prevederebbe non solo la distribuzione di materiale informativo all'interno dei consultori, ma di fatto la scorribanda, le invettive terroristiche e le grida da caccia alle streghe degli antiaboristi all'interno dei consultori, dei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d'aspetto e negli atri degli ospedali. L'intento è quello di informare "sui rischi fisici e psichici cui si espone la donna con l'Ivg". Tutto questo, lo ricordo perché suona molto medioevale, in una regione in cui l'85% dei medici è obiettore in tema d'aborto: il Veneto ha quindi il triste primato di essere una tra le regioni con il più alto tasso di "migrazione abortiva". Il rapporto Istat 2006 informa che le donne venete vanno in media dieci volte di più ad abortire fuori regione, contro il resto del Nord-Est.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1234720299225994706?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1234720299225994706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1234720299225994706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1234720299225994706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1234720299225994706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2008/01/ancora-violenza.html' title='Ancora violenza...'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-112183333962789520</id><published>2007-12-28T03:22:00.000-08:00</published><updated>2008-01-06T09:05:23.270-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Appello Dead Women walking</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dead women walking&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il patriarcato da bar è il modo più semplice cha ha il simbolico patriarcale e maschilista di fare presa e di riprodursi all’interno del discorso comune, della chiacchiera riportata e non ragionata, dello stereotipo senza argomentazione e logicità. Tutto questo si ritrova nell’ultima idea di Giuliano Ferrara, quella di prendere adesioni per una grande moratoria sull’aborto. Ma nell’intento di aprire nuovamente questo discorso stantio c’è anche la malafede di coloro che fanno di ogni discorso un’arma politica contro l’avversario per cui, con il PD debole sulla bioetica e di fronte ad una bella figura internazionale del governo ottenuta con il voto all’ONU sulla moratoria per la pena di morte, Ferrara e altri hanno deciso di strumentalizzare l’aborto per aumentare i malumori nel governo e sperare in un cedimento sui nodi scoperti.&lt;br /&gt;Siamo davvero stufe che i nostri corpi e le nostre vite vengano invase da discorsi opportunistici e di bottega. Ci appelliamo a Giuliano Ferrara perché rivolga la sua crociata altrove: mai pensato di diventare animalista? La questione della libera scelta della maternità non deve più essere argomento su cui imbastire lotte per poltrone e potere politico.&lt;br /&gt;Utilizzare la moratoria sulla pena di morte per fare un parallelo con l’aborto è arrampicarsi sugli specchi. Infatti non c’è nesso logico tra una decisione che per legge uno Stato prende per togliere la vita di qualcuno che è nato ed ha diritti anche se ha commesso qualche grave delitto, e la decisione di una donna di far nascere, amare e crescere un figlio o di non poterlo fare per motivi che riguardano le sue singole e personalissime decisioni di vita e di coscienza. Già lo Stato italiano si è arrogato diritti di decisione per parte delle donne, ponendo limiti alla libera maternità attraverso le limitazioni imposte dalla 194 e con il diritto all’obiezione di coscienza, e decidendo per noi su quando e come avere dei figli o non averne. Si è raggiunto il paradosso della Legge 40 del 2004 con la quale lo Stato ha preso chiara posizione su come bisogna che noi donne abbassiamo la testa alle decisioni degli altri, a decisioni ideologiche e di principio, perché non possiamo scegliere liberamente di avere dei figli neanche in caso di problemi di sterilità.&lt;br /&gt;Il femminismo italiano, come ha ricordato Adriana Cavarero intervistata da Il Foglio, ha già ribadito che sul corpo e sulla sessualità, sulle decisioni di vita delle donne non si deve legiferare, pertanto nessun appello ad un “diritto universale” a favore di ipotetici nascituri può permettersi di andare a contrastare con il diritto di autodeterminazione (autonomia) e di libera scelta che è tra l’altro anche uno dei fondamenti della bioetica, e che spetta a ogni donna. Il dibattito dovrebbe essere posto sul versante dell’etica della responsabilità che deve coinvolgere le donne e gli uomini in ogni parte del mondo, per una decisione matura rispetto alla nascita di un figlio che è un progetto di vita, un impegno fondamentale perché questo nuovo nato abbia possibilità di una vita felice e sviluppare tutte le sue potenzialità. E non funziona neppure l’argomentazione che vuole le donne vittime di una selezione delle nascite in paesi considerati meno civili di quelli europei, questa tragica piaga infatti non si vince con un’ipotetica imposizione statale alla nascita ma con il miglioramento delle situazioni economiche delle donne e con i diritti politici effettivi dati alle donne. Solo così e con una cultura dell’autodeterminazione le donne di questi paesi saranno libere di scegliere quanti figli avere, e solo se non saranno costrette a mandare le loro bambine a prostituirsi o a venderle come spose bambine, allora la nascita delle loro figlie sarà una gioia e non un dolore mortale.&lt;br /&gt;Noi donne, di nuovo trattate pubblicamente come contenitore da maneggiare in talk show abbiamo ora il compito di gridare forte non solo il nostro NO a queste strumentalizzazioni. Dobbiamo pubblicamente rifiutare il ruolo di “dead women walking” che vogliono appiopparci, perché in questo gioco mediatico siamo noi le sottoposte a pena di morte simbolica.&lt;br /&gt;In questa società nella quale il diritto alla vita è sempre più messo in pericolo, e non certo per le scelte della popolazione femminile ma semmai per la cultura scellerata maschilista che ci considera proprietà del marito, del fidanzato, del padrone, dello Stato, noi donne dobbiamo rivendicare la nostra responsabile autodeterminazione. Ci chiediamo infine come mai lo pseudo-neo-tomista Giuliano Ferrara non abbia invocato gli universalissimi principi della vita e della difesa degli innocenti quando volenterosamente il suo governo appoggiava – quella sì - la silenziosissima strage di innocenti in Afghanistan e Iraq. C’è da chiedersi infatti come mai il realismo politico di certi maschi rimanga tale per quanto riguarda la guerra – ultima e preziosissima ratio della politica di cui solo loro colgono l’essenza – e si trasformi in un melenso idealismo che difende i feti quando si tratta del corpo femminile. Ferrara – e molti uomini con lui - è realista e cinico quando si tratta delle bombe in Iraq, diventa idealista e mistico quando si tratta del corpo delle donne.&lt;br /&gt;Che dire infatti di quei bambini carbonizzati dalle bombe al fosforo bianco lanciate sull’Iraq dagli aerei americani: innocenti forse non lo erano più per il fatto di essere venuti al mondo dalla parte sbagliata? Perché ci fu il silenzio, allora, su quella vera e propria strage di innocenti - vivi e coscienti - avallata dall'occidente? Quello è sì uno dei tanti crimini contro l’umanità passati sotto silenzio per il quale le madri gemono e continueranno, inascoltate, a gemere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monia Andreani, Olivia Guaraldo, Francesca Palazzi Arduini, Emma Schiavo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per adesioni manda una mail a: andremonia@genie.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-112183333962789520?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/112183333962789520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=112183333962789520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/112183333962789520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/112183333962789520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/appello-dead-women-walking.html' title='Appello Dead Women walking'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-2297162158188437974</id><published>2007-12-28T03:20:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T03:51:33.811-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Non siamo antipolitiche ma radicali</title><content type='html'>NON SIAMO “ANTIPOLITICHE”, MA RADICALI&lt;br /&gt; di Daniela Amato, Donatella Coppola, Fabiola Correale, Flavia D’Angeli da Liberazione del 2 dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire in poche righe cosa abbia espresso una manifestazione così partecipata, attiva, plurale, come quella del 24 novembre, non è possibile. Le tantissime donne, con diverse esperienze politiche, sociali, territoriali, che hanno risposto all’appello controviolenzadonne.org hanno riconosciuto validità, senza necessariamente condividerlo in toto, al percorso che ci ha portate, in tante e diverse, a costruire l’appuntamento di sabato scorso, la sua piattaforma, le sue modalità. Un tratto, però, ci è sembrato emergesse in maniera evidente e unificante da quella piazza: la denuncia dell’insopportabilità delle condizioni di vita cui sono costrette le donne e la critica alle misure proposte fin qui dal governo, in particolare al pacchetto sicurezza.&lt;br /&gt;Lo striscione delle donne rom che recitava “noi stiamo con Emilia, la donna rom che ha denunciato l’assassino di Giovanna” esprimeva nella maniera più chiara possibile un sentimento diffuso di netta opposizione alla campagna razzista delle scorse settimane che ha preso in ostaggio il corpo delle donne, mascherando la realtà di una violenza che si perpetua principalmente tra le nostre, italianissime, mura domestiche. A questa radicalità di contenuti la manifestazione accompagnava una forte diffidenza verso ogni tentativo di strumentalizzazione politica, tanto di destra quanto di “governo”. A chi ci ha definito “oche, cretine, stupide” non vale molto la pena rispondere, se non nelle modalità pacifiche ma determinate con cui abbiamo fatto sabato sera riprendendoci un palco che era stato calato letteralmente sulle nostre teste. A chi invece, in maniera un po’ più fine, ci accusa di antipolitica, settarismo, minoritarismo, crediamo giusto rispondere che se per politica si intendono i giochi di palazzo che sacrificano sull’altare delle mediazioni di governo l’estensione dei diritti civili alle coppie omosessuali (in nome della “sacrosanta” famiglia naturale che abbiamo detto essere la culla della violenza sulle donne); la cancellazione di una legge vergognosa come quella sulle Pma; la difesa “senza e senza ma” della legge 194…allora forse un po’ di antipolitica farebbe bene a molte e molti. A noi sembra, invece, che le donne che erano in piazza abbiano, anche simbolicamente, rifiutato quella politica per rivendicarne una molto più genuina, fatta del protagonismo dei soggetti reali, della radicale critica ad un modello sociale e culturale oppressivo e violento, patriarcale. Alcune, dall’alto della propria esperienza storica nel movimento femminista, ci hanno “bacchettato” sulle dita (con una modalità paternalista di relazione con una nuova generazione di donne) perché non avremmo capito che una manifestazione di donne dovrebbe accoglierle tutte, senza distinzioni di schieramento politico. Noi, invece, non crediamo ad una riduzione biologica del “femminile”, rivendichiamo la legittimità di sviluppare una soggettività politica che sappia criticare donne che, come la Prestigiacomo, non sembrano soffrire particolarmente il proprio leader di partito che si permette di dire «Anna Finocchiaro è brava…anche se donna», che al governo ha prodotto la legge 40, che ha sostenuto appieno il Family Day. Una soggettività politica che sa rifiutare la delega in bianco ad altre donne, comodamente installate in posizioni di potere, che nulla (o quasi) fanno per denunciare le complicità di questo governo con l’offensiva familista, reazionaria, razzista che travolge in primo luogo le donne. Le ministre, peraltro, hanno tranquillamente potuto sfilare nel corteo senza che nessuna pensasse di allontanarle, ma non potevano né dovevano arrogarsi il diritto di parlare a nome e per conto delle centomila donne che erano in piazza, riproducendo una modalità davvero maschile e violenta di relazione con altre donne a difesa di un governo che continua a smantellare i servizi sociali, ad imporre la precarietà a vita, a tagliare le pensioni, intervenendo quindi direttamente, e drammaticamente, sulla vita delle donne.In questo contesto la scelta di organizzare una manifestazione di “donne per le donne”, che pure non va assolutizzata ne espunta dal confronto e dalla discussione sulle diverse pratiche che ci attraversano, ci è sembrata particolarmente appropriata ed utile. A chi, di nuovo, ci dice che non vogliamo confrontarci con gli uomini, che pensiamo di vivere ed agire in un’isola felice di sole donne oppure che ci chiudiamo in un ghetto, rispondiamo che non è scritto da nessuna parte che confrontarsi, interloquire, progettare insieme un mondo diverso e migliore, debba necessariamente e sempre significare la delega agli uomini dei nostri percorsi politici. Coscienti che solo con un po’ di sana conflittualità da parte delle donne, gli uomini, anche i più coscienti, cominceranno a fare davvero i conti con una nuova modalità di relazione che non sia basata sul potere e sul possesso. Anche scendere in piazza come donne ha molto da dire agli uomini, se solo volessero e sapessero ascoltare. Sabato in piazza eravamo tantissime, diverse, felici, ma anche determinate a difendere il bene prezioso del movimento delle donne da ogni tentativo di strumentalizzazione e di decisione politica sulle nostre teste. Coscienti che non sarà dalla politica di palazzo che verrà la riposta ai nostri bisogni, ma dal protagonismo e dalla mobilitazione di tutte noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-2297162158188437974?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/2297162158188437974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=2297162158188437974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2297162158188437974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/2297162158188437974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/non-siamo-antipolitiche-ma-radicali.html' title='Non siamo antipolitiche ma radicali'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-6673578835201790105</id><published>2007-12-28T03:19:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T03:54:06.597-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Appello manifestazione 24 novembre</title><content type='html'>Care amiche,&lt;br /&gt;è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.&lt;br /&gt;La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.&lt;br /&gt;I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:&lt;br /&gt;- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.&lt;br /&gt;- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare&lt;br /&gt;- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:&lt;br /&gt;- Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.&lt;br /&gt;- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)&lt;br /&gt;La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.&lt;br /&gt;Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.&lt;br /&gt;Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.&lt;br /&gt;Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-6673578835201790105?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/6673578835201790105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=6673578835201790105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6673578835201790105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/6673578835201790105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/appello-manifestazione-24-novembre.html' title='Appello manifestazione 24 novembre'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-8552938359599151195</id><published>2007-12-28T02:44:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T02:45:15.824-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie Benazir'/><title type='text'>Benazir di Francesca</title><content type='html'>BENAZIR colei che non è mai stata vista così&lt;br /&gt;Ho cercato Benazir tra la folla.Ho cercato i suoi lunghi capelli splendenti alla luce del sole, leggeri e morbidi più della seta.Ho cercato i suoi occhi che contenevano il vivo fuoco della passione come in nessun altra donna avevo mai visto.Ho cercato la sua bocca, le sue labbra capaci di ardente poesia e passionale durezza.Ho cercato il suo viso dalla pelle perfetta e dai lineamenti armoniosi.Ho cercato il suo bellissimo seno, vibrante di grazia.Ho cercato le sue lunghe mani ammaliatrici e dalla stretta eterna.Ho cercato le sue gambe sinuose e forti che la portavano lontano, sempre.L'ho cercata in ogni donna che ho incontrato, in ogni sogno e in ogni illusione.A volte mi sembrava di scorgere un suo particolare e allora l'estasi e il terrore per un attimo mi paralizzavano. Solo poi iniziavo a correre ma lei era già  lontana.Finché ho smesso di cercarla.E solo allora l'ho trovata.Ho trovato i suoi capelli nei capelli spettinati dal gioco di una bambina, nei capelli tinti dalla voglia di apparire o di cambiare, nei capelli grigi per le prove di una vita.Ho trovato i suoi occhi negli occhi di ogni donna che lotta per l'affermazione di sé e di quelli che ama, per i diritti di ogni più piccolo essere, negli occhi di ogni donna desiderosa di vivere.Ho trovato la sua bocca e le sue labbra nelle parole che le donne pronunciano con il cuore, in parole di gioia e di dolore, in parole di passione.Ho trovato il suo viso nei visi ancora irregolari delle neonate, nei visi intrisi di timidezza delle adolescenti, nei visi raggianti di gioia e rigati dal dolore, in visi perfetti di bambola e in visi deformati dalla malattia, soprattutto nei visi solcati dalle rughe.Ho trovato la grazia del suo seno nelle donne che lo nascondono o lo esibiscono, piccolo o grande che sia.Ho trovato le sue mani in ogni carezza e in ogni schiaffo, in ogni lavoro e in ogni preghiera di donna.Ho trovato le sue gambe nelle gambe di chi cammina per camminare, per correre, per andare spinta dal dovere, dal piacere, dalla voglia di volare.Ho trovato Benazir nel cuore di ogni donna.Ho trovato Benazir in ciò che ogni donna è, in ciò che è stata, in ciò che può essere, perchè ogni donna ha la capacità  di essere come non èmai stata vista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-8552938359599151195?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/8552938359599151195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=8552938359599151195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8552938359599151195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/8552938359599151195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/benazir-di-francesca.html' title='Benazir di Francesca'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-3247910423912694659</id><published>2007-12-28T02:22:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T03:19:21.375-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie Benazir'/><title type='text'>Benazir di Valentina</title><content type='html'>Ho sentito parlare di una ragazza, giovane, più omeno della mia età, ho sentito di lei cose belle, cose che ti fanno venire voglia di ripercorrere i suoi passi o meglio ancora di percorrere la tua vita accanto alla sua.&lt;br /&gt;Insomma lei sa  come vivere, cioè sa lasciarsi vivere, sa vivere con e attraverso gli altri, non si impone, si relaziona, da questa relazione nasce sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che si nutre dell'esperienza vissuta di chi sta parlando e diventa un terzo, un qualcosa che non è più suo nè tuo, nè mio, è semplicemente altro.&lt;br /&gt;Di lei dicono che sia bella, dicono che la sua bellezza traspaia, sa lasciarsi gurdare, mantenendo per sè il segreto, quel segreto che diverso e diversamente, in fondo, sta in ognuno di noi. Il segreto è quello che agli altri proprio non riesci a dire, l'indicibile che gli altri non possono sentire, l'irrappresentabile che non si lascia vedere. Benazir non t'illude d'essere completamente esposta, non è un vaso che si lascia riempire è appunto quel segreto che si lascia contemplare, desiderare, è una donna inconfondibile è quella che è, irridicibile ad altro, ma tuttavia è dall'altro che è nata, dalla relazione che si racconta che ci si racconta.&lt;br /&gt;Deve essere davvero bella Benazir, è come lei che vorrei essere, anzi è l'esempio che vorrei seguire per poter diventare io, diventare me stessa senza confondermi con il mio ego e senza nemmeno lasciare che gli altri mi travolgano.&lt;br /&gt;A dirla tutta, anche se ho visto tratti di lei negli occhi di alcune donne, Benazir non la conosco. una donna così non l'ho ancora mai vista&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-3247910423912694659?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/3247910423912694659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=3247910423912694659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3247910423912694659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/3247910423912694659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/benazir-di-valentina.html' title='Benazir di Valentina'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7127650632456033831</id><published>2007-12-28T02:21:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T02:22:41.038-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='documento'/><title type='text'>Donne NO DAL MOLIN</title><content type='html'>documento stilato dalle donne NO DAL MOLIN!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’azione su se stessi, l’azione sugli altri,consiste nel trasformare i significati”Simone Weil, Quaderni, IVDa un anno camminiamo insieme e in questo percorso comune siamo cambiate.Si è modificata la scansione del tempo quotidiano,siamo uscite dalle case e dai luoghi dilavoro e abbiamo cominciato a mobilitarciper difendere il nostro territorio, minacciatodal progetto di costruzione di un’altra base diguerra.La nuova base militare americana devasterebbeun ambiente ora verde, sconvolgerebbe lafisionomia del paesaggio e il nostro stessofuturo.Le nostre storie sono diverse, così come lenostre età: siamo lavoratrici e casalinghe, studentessee insegnanti, precarie e pensionate.Ci muoviamo in contesti molto diversi: franoi ci sono attrici, impiegate, animatrici, artiste,operaie, donne che vengono da lungamilitanza politica e donne nuove a questo tipodi esperienza.Al nostro interno si incrociano le generazioni,perché ci sono madri, figlie, nonne; ci sonoitaliane e donne straniere, e vicentine e donneche provengono da regioni diverse, portatricidi differenti modelli culturali.Tutte queste differenze costituiscono la nostraricchezza.Infatti all’interno delle differenze, durante ilnostro percorso abbiamo scoperto una specificità:la nostra determinazione a resistere sialimenta di una forza che alcune di noi conosconobene, che appartiene al genere femminilee si consoliderà perché è caratterizzata daun desiderio tenace di perseverare e di espandersi.La scelta della lotta implica per noi, insiemealla determinazione nel promuovere le azioniinsieme a tutto il movimento, anche unadisponibilità a prenderci cura dello spazio ilnostro e quello delle altre e degli altri, illuogo fisico in cui sorge il presidio, la tenda ela terra circostante, per noi luogo emblematico,luogo in cui si è generato, si sviluppa e siconfronta il pensiero.La disponibilità a prendersi cura dello spaziocomune non è per noi un aspetto riduttivo,un’attività marginale, perché questo lavoro dicura permette poi a tutti e a tutte di sentirsiaccolti in uno spazio all’interno del quale sicostruiscono i progetti e le azioni di tutto ilmovimento che qui converge.Lavorare insieme per un obiettivo comune ciha rese consapevoli di una forza che avevamopotenzialmente, che si esprime con voce piùforte e che cresce nel camminare insieme.La caratteristica che ci accomuna è il desideriodi riflettere e di lavorare anche su di noi esulla nostra emotività: di non avere paura, avolte, di dire che si ha paura, perché le nostrepaure sono accolte e contenute dalle altre; diparlare anche delle nostra fragilità; di valorizzarele emozioni, dare voce all’entusiasmo,ma anche al dubbio, dare legittimità all’indignazione,alla rabbia… perché tutto questo faparte della passione che alimenta la ribellionee dà forza alla lotta per il futuro.Come donne, in quanto generatrici del vivere,guardiamo il mondo con la testa ma anche esoprattutto con il cuore. Con questo atteggiamentosiamo riuscite a costruire un agire solidalee a disegnare una prospettiva comune nelsegnare/tracciare la strada della pace.Lo stare insieme ci ha aiutate ad allargare losguardo su tutti gli aspetti della realtà, ci harese consapevoli della guerra globale, ci harese più capaci nell’analisi delle strategie chestanno dentro al progetto di militarizzazionemondiale.Attraverso il confronto siamo passate dall’intuizionea una migliore comprensione delgioco di potere che si svolge sopra le nostreteste per il controllo delle risorse, alla consapevolezzadella lotta feroce che è in atto,mascherata dalla cosiddetta “politica del sorriso”,per l’egemonia degli USA sulla scenamondiale.Noi non vogliamo essere complici di chi utilizzala guerra come strumento per affermarela propria visione del mondo, per accaparrarsile risorse del pianeta, di chi porta distruzionee morte nei Paesi più diversi in nome di unmodello, per molti astratto, di democrazia.Con le nostre pentole, le nostre bandiere, conun vaso di terra in mano, abbiamo contribuitoa far emergere le contraddizioni dell’amministrazionecittadina e della politica nazionale.La nostra mobilitazione ha coinvolto altrerealtà femminili che difendono i valori chestanno alla base di una diversa qualità dellavita, abbiamo messo in primo piano i valoridella pace e della salvaguardia del territorio edell’ambiente, anche altrove.Noi non vogliamo rimanere fra le persone chedicono che questa vicenda non le riguarda:noi ci sentiamo personalmente coinvolte, ciassumiamo la responsabilità delle nostre scelte,continueremo la lotta per la difesa e l’affermazionedei nostri valori, per impedire cheil nostro mondo venga stravolto, e per mettereal mondo, invece, un progetto che sicostruisce nel percorso comune.“Non ha alcuna importanza che li si chiamiincontri di testimonianza o di scambio spiritualecome è stato nel movimento per i diritticivili; gruppi di autocoscienza come è statoall’esordio del femminismo contemporaneo;circoli di donne o nidi d’ape, come è statonella storia del movimento delle donne; oinfine cellule rivoluzionarie, consigli delleanziane o “gruppi di amarezza” come è statoper movimenti e culture diversi dai nostri.La cosa che veramente conta è che siano liberi,non più grandi di una famiglia allargata,personali/politici ed estesi ovunque”Gloria Steinem, AutostimaGruppo donne del Presidio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7127650632456033831?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7127650632456033831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7127650632456033831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7127650632456033831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7127650632456033831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/donne-no-dal-molin.html' title='Donne NO DAL MOLIN'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-1354890387673030285</id><published>2007-12-26T11:24:00.000-08:00</published><updated>2007-12-26T11:53:03.855-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>Barbari rumeni e italici o maschi?</title><content type='html'>BARBARI RUMENI E ITALICI. O MASCHI?&lt;br /&gt;di Gigi Malabarba&lt;br /&gt;La prima causa di morte e di invalidità permanente nel mondo è data dalla violenza degli uomini. Non lo dice solo la 'Marcia mondiale delle donne contro la violenza e le povertà', che da oltre dieci anni mobilita donne di tutti i continenti contro il  patriarcato. Lo dice l'Onu, con dati agghiaccianti: è un massacro  quotidiano ad opera di mariti, padri, fratelli e fidanzati. Ossia consumato dentro le mura domestiche.&lt;br /&gt;L’efferata violenza di un giovane rumeno contro una donna in una periferia romana è stato il fatto scatenante per mettere sul banco degli imputati un intero popolo e per emanare un editto di espulsione di cittadini comunitari da parte di un Consiglio dei Ministri, convocato in un clima di emergenza e di furore securitario. Naturalmente si sottace che è stata una donna rumena a denunciare il violentatore. Naturalmente è stata completamente cancellata la notizia che, poco dopo, un cittadino italiano aveva dato fuoco alla sua convivente sudamericana. Naturalmente nessuno si ricorda più di chi ha commesso i delitti di Erba e, presubilmente, di Garlasco. Naturalmente. Si finge di non vedere quel che avviene in casa o nelle sue dirette prossimità. Dagli al rumeno o al rom e speriamo di strappare consensi elettorali tra le pulsioni irrazionali di persone che, a torto o a ragione, si sentono insicure e minacciate! Un bel servizio realizzato recentemente da Canale 5 ci mostrava qualcosa di poco conosciuto in Italia: in Romania – dove, detto per inciso, il problema rom semplicemente non esiste, nonostante gli 'zingari' costituiscano una minoranza assai consistente – c’è un problema assai grave di 'criminalità italiana'. Lo confermano dirigenti d’azienda italiani con interessi in quel paese, giustamente preoccupati per un’immagine negativa dell’Italia, data la dilagante presenza mafiosa in Romania, che ammazza, sfrutta, traffica e ricatta in proporzioni industriali. E contro la temuta 'invasione' romena dopo l'ingresso nell'Unione europea, si chiariva che è in atto anzi un ritorno in patria, data la forte richiesta di manodopera frutto dell'espansione produttiva in corso. Le autorità di Bucarest, ben consce della differenza tra i cittadini italiani e i clan della criminalità organizzata, non si sono mai appellate al nostro governo aizzando la popolazione contro gli italici barbari. Cosa che invece è avvenuta qui da noi con il decreto lampo del governo. La donne che scenderanno in piazza a Roma il 24 novembre contro la violenza  hanno chiesto a chiare lettere di non utilizzare le donne per colpire stranieri e migranti con misure xenofobe. Altrimenti, logica vorrebbe che cacciati dalle frontiere dovrebbero essere in primo luogo i maschi italiani. Associazione Sinistra Critica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-1354890387673030285?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/1354890387673030285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=1354890387673030285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1354890387673030285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/1354890387673030285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/barbari-rumeni-e-italici-o-maschi.html' title='Barbari rumeni e italici o maschi?'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-7409574931341274773</id><published>2007-12-26T11:20:00.000-08:00</published><updated>2007-12-26T11:21:44.517-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl3'/><title type='text'>Testo Pdl3</title><content type='html'>PDL N. 3&lt;br /&gt;Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.1.- Pubblicità&lt;br /&gt;1. In ogni consultorio e nei reparti di ginecologia e ostetricia a finalità informativa deve essere esposto ben in vista il materiale informativo dei movimenti e delle associazioni legalmente riconosciute aventi come finalità l’aiuto alle donne in difficoltà orientate all’interruzione di gravidanza, sui rischi sia fisici che psichici a cui si espone la donna con l’interruzione di gravidanza e le possibile alternative all’aborto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.2. – Divulgazione e informazione&lt;br /&gt;1. Ai Movimenti e/o associazione  di cui all’articolo 1 viene concesso di espletare il loro servizio di divulgazione e informazione nei consultori familiari,nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d’aspetto e atri degli ospedali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3 –Vigilanza&lt;br /&gt;1. I direttori sanitari delle Asl e delle Aziende ospedaliere devono vigilare sul rispetto della legge.&lt;br /&gt; 2. Saranno prese sanzioni per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1 fino a revocare la pratica degli interventi di aborto volontario nelle strutture inadempienti.&lt;br /&gt;3. Per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1, sono applicabili sanzioni da 500 a 5000 euro; l’eventuale reiterazione comporta la revoca della pratica degli interventi di aborto volontario nelle strutture inadempienti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/413164568797286521-7409574931341274773?l=donnebenazir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://donnebenazir.blogspot.com/feeds/7409574931341274773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=413164568797286521&amp;postID=7409574931341274773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7409574931341274773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/413164568797286521/posts/default/7409574931341274773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://donnebenazir.blogspot.com/2007/12/testo-pdl3.html' title='Testo Pdl3'/><author><name>Benazir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07256260724199419748</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-413164568797286521.post-4672005349884455285</id><published>2007-12-26T11:14:00.000-08:00</published><updated>2007-12-26T11:20:43.412-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl3'/><title type='text'>Risposta Pdl3</title><content type='html'>Perché una donna rimane incinta senza volerlo? Non porci questa domanda ci costringe a dare una risposta che forse non vorremmo: l’aborto. (In ‘Sessualità femminile e aborto’ Rivolta Femminile nel ’71 scrive: “Le donne abortiscono perché restano incinte. Ma perchè restano incinte? È perché risponde a una loro specifica necessità sessuale che effettuano rapporti con il partner in modo tale da sfidare il concepimento? La cultura patriarcale non si pone questa domanda poiché non mette dubbi sulle leggi ‘naturali’. Evita solo di chiedersi se in questo ambito ciò che è ‘naturale’ per l’uomo lo è altrettanto per la donna: lo dà per scontato e difende con ogni mezzo la sessualità dell’uomo patriarcale come sessualità ‘naturale’ per entrambi uomo e donna.&lt;br /&gt;Ma noi sappiamo che quando una donna resta incinta e non lo voleva, ciò non è avvenuto perchè lei si è espressa sessualmente, ma perchè si è conformata all’atto e al modello sessuale sicuramente prediletti dal maschio patriarcale, anche se questo poteva significare per lei restare incinta e quindi dover ricorrere ad una interruzione di gravidanza. [...] Il piacere imposto dall’uomo alla donna conduce alla procreazione ed è sulla base della procreazione che la cultura maschile ha segnato il confine tra sessualità naturale e sessualità innaturale, proibita o accessoria e preliminare. [...] In un mondo costretto alla contraccezione e all’anti-procreazione noi dobbiamo assolutamente intervenire con la coscienza che la natura ci ha dotate di un organo sessuale distinto dalla procreazione e che è sulla base di questo che noi troveremo la nostra autonomia dall’uomo come nostro signore e dispensatore delle voluttà alla specie inferiorizzata, e svilupperemo una sessualità che parta dal nostro fisiologico centro del piacere, la clitoride.”)&lt;br /&gt;Dire solo sì all’aborto senza rimettere in discussione il modello sessuale mantiene lo stato di cose come è. Ci dà solo l’illusione di poter scegliere quando invece siamo ancora succubi di un modello sessuale maschile. È per questo importante slegare l’atto erotico-sessuale dall’atto procreativo. Rimettere in discussione il coito come unica possibilità di espressione sessuale. Il sospetto è che i
