Archive for novembre 2009

Escort sauvage

No Comments »

...Non c'è casa più chiusa di Palazzo Grazioli

27 / 11 / 2009
Oggi 100 donne, studentesse, precarie, migranti hanno manifestato di fronte a Palazzo Grazioli contro il ddl Carfagna e il blocco alla commercializzazione della RU486, approvato ieri dalla commissione salute del Senato.
Nonostante l'inutile aggressività della polizia le donne sono riuscite ad aprire uno striscione con su scritto:
"NESSUNA CASA E' PIU CHIUSA DI PALAZZO GRAZIOLI. NO ALLA LEGGE CARFAGNA". Rossetti rossi e ombrelli rossi, simbolo
internazionale delle sexworkers, sono stati i simboli scelti per comunicare la nostra solidarietà alle prostitute di strada che con la nuova proposta di legge rischiano l'arresto. Tra gli slogan "Ma quali Escort, ma che
moralità, vogliamo diritti in tutte le città", "Basta ipocrisia, basta sfruttamento, libere di scegliere in ogni
momento".
L'azione ha voluto denunciare le politiche di governo e parlamento contro la libertà di scegliere delle donne, che
si concretizzano in misure e proposte di legge che in nome della sicurezza perimetrano la nostra libertà e controllano i nostri corpi.

Il comunicato
La giornata mondiale contro la violenza sulle donne in Italia cade nel pieno del secondo scandalo di “sesso e potere” dell’anno. Dopo le escort di Berlusconi arrivano le trans di Marrazzo.
E le imbarazzanti rivelazioni sui meccanismi di reclutamento delle donne interni alla PDL e per le cariche elettive e di governo lasciano il posto all’ennesimo mistero italiano, l’omicidio di Brenda, in cui potere politico, criminalità organizzata e carabinieri si sovrappongono e confondono in un quadro inquietante.
Ma non sono serviti gli scandali e le rivelazioni sulle abitudini, i gusti e la propensione al sesso a pagamento di alcuni suoi eminenti rappresentanti a costringere la classe politica italiana ad abbandonare le ipocrisie e a fare i conti con la realtà.
Mentre l’opposizione, bacchettona e morbosa, inorridisce di fronte alle frequentazioni tanto di Berlusconi che di Marrazzo e lancia la crociata anti-Berlusconi parallelamente alle purghe interne, abbiamo una maggioranza di governo che fa passare con la solita scusa della sicurezza la legge Carfagna contro la prostituzione, il cui leader Berlusconi rivendica per sè il diritto alla privacy. La libertà è di tutti e non solo delle alte cariche dello stato: se Palazzo Grazioli è zona franca, allora entriamo noi!
La legge Carfagna, anticipata dalle ordinanza dei sindaci, vuole apparentemente essere un intervento punitivo contro lo sfruttamento della prostituzione, ma in realtà, invece che punire gli sfruttatori, colpisce solo le prostitute di strada e i loro clienti con l’arresto, additandole tra i nemici pubblici numero uno.
Lungi dal contrastare la tratta delle migranti spesso minorenni, costringe le prostitute a ritornare alle case chiuse – bandite dalla legge Merlin del 1958 – luoghi di ghettizzazione, sfruttamento e violenza fuori da qualsiasi visibilità e controllo. Molto più utile sarebbe abolire lo status di clandestinità, condizione sine qua non dello sfruttamento sessuale e non delle e dei migranti.
Tutto questo accade mentre le statistiche parlano di una fetta sempre più ampia della popolazione maschile che ricorre al sesso a pagamento. In più il caso D’Addario ha reso esplicito che la prostituzione non è fatta soltanto di sfruttamento e costrizione ma può essere una libera scelta per quanto per alcuni difficile da comprendere.
Nel momento in cui le prostitute e i loro clienti hanno avuto tale e tanto “autorevole” visibilità ci saremmo aspettate maggior rispetto per delle lavoratrici e maggior onestà nell’ammettere che non si può punire e condannare pubblicamente ciò di cui si gode nel privato delle proprie case.
Infine, apprendiamo con indignazione che ieri la commissione salute del Senato ha votato un documento che pone il veto alla commercializzazione della RU486, la pillola abortiva al centro del più ampio dibattito sulla libertà di scelta.
Le inquietanti motivazioni di tale voto sono l’ennesima testimonianza di come ad avere la giusta rilevanza non sia il tema della tutela della salute fisica e psicologica e della libertà delle donne ma, al contrario, la necessità di costruire sempre più capillari e intrusive pratiche di controllo sui nostri corpi.
No al reato di clandestinità
No alle case chiuse
No alla segregazione e allo sfruttamento
Per il diritto di scegliere della propria vita e sul proprio corpo
Verità per Brenda
Libertà, diritti e dignità per tutt@
Studentesse e precarie in solidarietà con le sex workers

Noi non siamo complici

No Comments »


Il dossier sulla violenza sulle donne dentro e fuori i CIE

(da femminismo a sud)

NOI NON SIAMO COMPLICI!

Due anni fa siamo scese in piazza a Roma in 200mila per dire che “la violenza maschile contro le donne comincia in famiglia e non ha confini” e che nessun “pacchetto sicurezza” doveva essere varato in nostro nome. Oggi il “pacchetto sicurezza” è in vigore, i respingimenti alle frontiere si sono intensificati, i Centri di permanenza temporanea (Cpt) sono stati trasformati in Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e la detenzione lì è diventata prorogabile fino a sei mesi. La campagna istituzionale e mediatica in sostegno al “pacchetto sicurezza” è stata costruita sull’equazione razzista clandestino=stupratore, ma la realtà è ben diversa: le profughe respinte alle frontiere e rimandate in Libia subiscono stupri e terribili violenze nei campi di concentramento libici finanziati coi soldi italiani e intanto qui, in Italia, le donne migranti quotidianamente subiscono violenze dentro e fuori i Centri di identificazione ed espulsione. Violenze che molto spesso non emergono, poichè le vittime vivono una doppia condizione di ricattabilità – in quanto donne e “irregolari” – mentre i loro aguzzini italiani godono di coperture e connivenze sociali e istituzionali. Quando queste violenze vengono denunciate molto spesso non hanno diritto di cronaca o rimangono relegate in qualche striminzito trafiletto nelle pagine di cronaca locale dei media di regime – che, non per caso, sono anche i principali strumenti delle campagne securitarie, razziste e sessiste. Stessa sorte per gli atti di ribellione e di protesta delle donne migranti. Tali notizie, destinate all'oblio, rendono visibile una realtà ben differente dalle menzogne della retorica razzista e per questo abbiamo deciso di raccoglierne le principali e più recenti in ordine cronologico. Leggendole vi sarà chiaro come in Italia le donne immigrate vengano disumanizzate e come, nei loro confronti, si riattivino quegli stereotipi del colonialismo italiano che, nel Corno d’Africa fra il 1890 e il 1941, hanno legittimato sfruttamento domestico e sessuale, abbandono di figli “meticci” da parte dei padri italiani, stupri e deportazioni. Una disumanizzazione che, oggi, nei Cie raggiunge il suo apice. Ricatti sessuali, molestie, violenze e stupri contro le donne sono, infatti, il “pane quotidiano” in questi universi concentrazionari – per molti aspetti assai simili ai lager – sin dalla loro creazione. Già dal 1999, infatti, con l’apertura dei primi Cpt, oggi Cie, si registrano ricatti sessuali e sopraffazioni razziste e sessiste, come dimostra uno stralcio del dossier sul Cpt milanese di via Corelli,Corelli anno zero del luglio 1999, che riportiamo qui sotto.

2/6 5° ingresso - Riusciamo a vedere diversi detenuti tra cui due donne nigeriane. Entrambe dichiarano di essere in gravidanza ma di non aver potuto fareil test in quanto non avevano il danarocon loro (il costo del test, per loro è di L. 35.000). Chiediamo delucidazioni al capitano della Croce Rossa, il quale sostiene che i test non erano disponibili sino ad oggi. Successivamente apprenderemo che una delle due è risultata positiva al test. Tra le persone incontrate, anche uno straniero con figlio nato in Italia, e per ciò non espellibile. Dalle testimonianze raccolte in questa giornata, come dalle precedenti, emerge una situazione molto poco chiara rispetto alle donne. Quando, prima di uscire, ci avviciniamo alle sbarre, uno degli agenti ci allontana immediatamente. Alcune immigrate chiedono a muso durose il trattamento lororiservato è diverso perché "non ricambiano" come fanno le altre. Non è che l'ultimo di una serie di indizi e di voci che circolano nel campo, riferite ai rapporti tra le detenute ed i gestori del campo. In particolare, già in un colloquio avuto precedentemente, una delle detenute ci racconta in lacrime che quando ha chiesto una scheda telefonica ad un agente questo ha risposto, - riportiamo fedelmente - “va’ a fare un pompino come tutte le altre”.

2008

MAGGIO

Roma, 15 maggio: Alessio Amadio, 39 anni, viene arrestato per aver stuprato, minacciandola con un taglierino, una giovane romena che aveva appena iniziato a fare le pulizie nel call center di cui era titolare la convivente dell’uomo (Fonte: la Repubblica)

GIUGNO

Milano, 5 giugno: Gaetano Calicchio, trent’anni, viene arrestato per lo stupro di una adolescente di 14 anni di origini marocchine. La ragazza, rimasta incinta in seguito alla violenza, deciderà di abortire (Fonte: la Repubblica)

Mantova, 5 giugno: don Walter Mariani, prete cattolico, finisce in un’inchiesta per violenza sessuale e falso ideologico per aver stuprato, nel 2006, tre donne immigrate che erano andate in parrocchia a chiedere un aiuto per ottenere il permesso di soggiorno (Fonti: La Gazzetta di Mantova; Laici.forumcommunity)

LUGLIO

Milano, 10 luglio: nel Cpt di via Corelli Preziosa, una giovane trans brasiliana, viene picchiata a sangue dai poliziotti di guardia e solo grazie alla insistente determinazione delle altre trans recluse, che incominciano a protestare, a tarda ora viene portata in un pronto soccorso. Il giorno successivo lei e un’amica vengono convocate nell’uffi- cio immigrazione del Cpt, dove l’ispettore che la notte precedente ha assistito al pestaggio si scusa, le invita a non denunciare e comunica loro l’immediata scarcerazione, consegnando un decreto di espulsione dall’Italia: entro cinque giorni se ne devono andare. Gli effetti delle violenze sono evidenti: calci, pugni e manganellate sulla testa e su tutto il corpo hanno lasciato dei segni inequivocabili. Preziosa torna a farsi refertare al pronto soccorso, accompagnata da attiviste del Comitato antirazzista milanese e denuncia le ingiurie razziste, gli abusi, le violenze e l’omissione di soccorso da parte del personale della Croce Rossa che, presente nel Cpt, si era rifiutato di chiamare un’ambulanza fino a che la protesta si era allargata a tutte le sezioni ed era emersa all’esterno. Per la denuncia viene accettata la procedura d’urgenza ma a Preziosa non verrà mai concesso, nonostante i ripetuti interrogatori come “parte lesa” il permesso di soggiorno “per motivi di giustizia”. Attualmente il procedimento risulta “insabbiato” (Fonte: Liberazione)

Torregaveta, 19 luglio: Violetta e Cristina Ebrehmovic, due ragazze rom di 12 e 11 anni, annegano in mare e i loro corpi senza vita restano per ore sulla spiaggia del litorale napoletano nell'indifferenza generale dei bagnanti, che continuano a prendere il sole come se nulla fosse (Fonte: il Manifesto)

AGOSTO

Parma, 8 agosto: una prostituta nigeriana viene abbandonata, seminuda e ammanettata, sul pavimento di una cella del comando dei vigili di Parma e fatta fotografare mentre sta piangendo. In quello stesso comando, il settembre seguente, verrà portato il giovane ghanese Emmanuel Bonsu Foster dopo esser stato massacrato di botte ai giardini pubblici dai vigili che lo avevano creduto uno spacciatore (Fonte: il Manifesto)

SETTEMBRE

Questo mese si caratterizza per il moltiplicarsi di ordinanze dei sindaci in tutta Italia, in particolare contro la prostituzione. Gli effetti di queste ordinanze sono veri e propri rastrellamenti, persecuzioni e ricatti sessuali nei confronti di donne e trans. Da lì a pochi mesi l’Italia scoprirà che fra i nove milioni clienti della prostituzione – in strada o di lusso – vi sono anche politici, alti esponenti istituzionali, preti e altri personaggi di spicco che del familismo e del moralismo hanno fatto il loro cavallo di battaglia propagandistico… diurno!

Milano, 24 settembre: quattro agenti della Polizia locale di Milano vengono condannati in primo grado a pene comprese fra i 3 anni e gli 8 mesi per i reati (a vario titolo) di calunnia, falso in atto pubblica, abuso d'ufficio, violenza privata e ingiurie. Costoro, nel marzo 2004, durante un pattugliamento in borghese avevano fermato nel piazzale della stazione centrale una donna ucraina per poi insultarla, schiaffeggiarla e portarla al comando multando- la e denunciandola per vendita abusiva. La donna, in realtà, si trovava là per accompagnare la zia in partenza (Fonte: il Corriere)

OTTOBRE

Roma, 3 ottobre: Amina Sheikh Said, cinquantunenne di origini somale e con cittadinanza italiana, denuncia un episodio capitatole a fine luglio all'aeroporto di Ciampino: sarebbe stata umiliata, maltrattata, oltraggiata e tenuta nuda per ore con l'accusa di traffico di clandestini, rapimento di bambini e traffico di stupefacenti (Fonte: il Manifesto)

Bari, 10 ottobre: Loveth James, donna nigeriana di 24 anni, viene investita mortalmente da un automobilista, mentre corre per sfuggire ad una retata poliziesca contro la prostituzione. Un'altra ragazza straniera, al medesimo svincolo della tangenziale per San Giorgio, era morta tre anni prima travolta da un furgone mentre tentava di sottrarsi ad un controllo della polizia (Fonte: la Repubblica)

Varese, 13 ottobre: una ragazzina di origine marocchine viene picchiata sul bus da un gruppo di coetanei perché si era seduta in un posto “per italiani” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

NOVEMBRE

Cagliari, 11 novembre: una giovane romena denuncia di non riuscire a trovare una stanza in affitto a causa della sua nazionalità (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

Roma, 21 novembre: condannati Giorgio Campanari e Stefano Fortini, agenti della Polfer che per anni, in questura, hanno costretto a rapporti sessuali prostitute migranti. In cambio avrebbero chiuso un occhio sulla loro “clandestinità” (Fonte: Osservatorio sulla repressione)

Milano, 27 novembre: Agostino Ardigò, pensionato italiano, viene arrestato con l’accusa di aver comprato in Mozambico una donna di 27 anni e di averla tenuta sequestrata in casa propria per otto mesi, violentandola ripetu- tamente, costringendola a rapporti sadomaso e a prostituirsi. (Fonte: il Corriere)

2009

GENNAIO

Novara, 9 gennaio: un industriale, proprietario di due ditte di abbigliamento e sartoria nel novarese, viene indagato per il caso di 50 finte assunzioni di transessuali come operaie nelle sue “fabbrichette”. Per ciascuna pratica il guadagno era cospicuo: 50 euro per ogni busta paga, 200 euro per il contratto di soggiorno e 150 per la dichiarazione di assunzione. Si calcola che i profitti sulla pelle delle trans per questo imprenditore abbiano raggiunto i 20mila euro nel giro di sei mesi. Nel maggio 2009, a Milano, verrà poi arrestato un affermato commercialista ultrasettantenne – cognato del banchiere Michele Sindona, e terminale finanziario degli interessi della ’ndrangheta in Lombardia, Svizzera e Lussemburgo – che aveva organizzato un incredibile mercato di documenti falsi – contratti, buste paga, lettere di assunzione – arricchendosi sulla pelle di 4-5mila immigrati/e vittime delle leggi razziste (Fonte: il Giornale)

Ascoli Piceno, 19 gennaio: una donna cinese di 43 anni muore mentre cerca di sfuggire a un controllo dei documenti di soggiorno da parte della polizia. Nel tentativo di fuga era salita sul tetto della fabbrica in cui lavorava in nero ma il tetto, di eternit, era crollato facen- dola precipitare per sette metri (Fonte: Informa-azione)

FEBBRAIO

Lampedusa, 1-2 febbraio: nella notte, nella base Loran di Lampedusa, dove sono detenute un centinaio di donne migranti, scoppia un incendio. Le migranti avevano già denunciato le pessime condizioni di vita nella base, tra l'altro sprovvista di certificati di agibilità e antiincendio. Le detenute cominciano uno sciopero della fame (Fonte: Collettivo comunista di via Efeso)

Bolsena, 1 febbraio: un barista italiano viene arrestato per aver aggredito e stuprato la ex convivente di origine cilena (Fonte: Osservatorio sul razzi- smo in Italia)

Alcamo, 12 febbraio: una giovane romena di 21 anni viene ripetutamente violentata e costretta a prostituirsi da tre connazionali e un italiano, Vincenzo Di Franco (Fonte: la Repubblica)

Sesto San Giovanni, 16 febbraio: una donna ucraina di 36 anni, in risposta ad un annuncio, si reca ad un colloquio per essere assunta come badante. Una volta nell'appartamento viene però violentata dal presunto datore di lavoro, un camionista italiano di 52 anni, di cui i giornali forniscono solo le iniziali, A. M. (Fonte: il Corriere)

Torino, 20 febbraio: proteste nel Cie di Corso Brunelleschi dopo che una donna, venuta a portare un pacco a migranti detenute/i, viene allontanata in malo modo dalle guardie (Fonte: Macerie)

MARZO

Bari, 21 marzo: Joy Johnson, giovane nigeriana di 24 anni sprovvista di permesso di soggiorno, muore di tubercolosi polmonare avanzata. Non si era fatta visitare in ospedale per paura di essere espulsa anziché curata (Fonte: la Repubblica)

Napoli, 31 marzo: all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli i medici denunciano una donna della Costa d’Avorio, Kante, che vi si era recata per partorire. Diventa, così, operativo prima ancora di essere legge (in attesa di essere approvato alla camera) l’articolo contenuto nel pacchetto sicurezza che prevede la cancellazione della norma che impone al personale sanitario di non denunciare i/le migranti privi/e di permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture pubbliche (Fonte: Coordinamento migranti)

APRILE

Piedimonte Matese, 30 marzo-1 aprile: Antonio Maio, 50 anni, e i suoi due figli, Vincenzo e Graziano (32 e 34 anni), vengono arrestati con l'accusa di stupro di gruppo ai danni di una ventunenne ucraina (Fonte: Alto casertano)

Conegliano Veneto, 8 aprile: una ventenne di origine nigeriana, su segnalazione di un medico, viene prelevata dalla polizia al Pronto Soccorso dell’ospedale di Conegliano, condotta al commissariato e arrestata. Al processo per direttissima ha avuto l’intimazione a lasciare il territorio italiano. La notizia appare sui giornali il 13 aprile (Fonte: Melting Pot Europa)

Torino, 15 aprile: una ragazza italo-somala viene aggredita alla fermata dell’autobus in piazza Carducci da un sessantenne italiano che prima la investe con insulti razzisti e poi la picchia con il suo bastone da passeggio (Fonte: la Repubblica)

Provincia di Bologna, 20 aprile: un uomo italiano ha ripetutamente stuprato, massacrato di botte fino a spaccarle i denti, minacciato di cospargerla di benzina e darle fuoco se lo lasciava e infine fatto abortire a suon di calci e pugni, la sua convivente, una giovane donna polacca (Fonte: Marginalia)

MAGGIO

Bologna, 4 maggio: una ragazza di origine tunisina, Raya, viene picchiata nell’infermeria del Cie di via Mattei. Raya racconta di essere stata picchiata da un poliziotto in borghese e lasciata svenuta nel locale, per poi essere riportata nelle camerate del centro (Fonte: Scheggia)

Roma, 7-8 maggio: nella notte, una donna tunisina, Mabruka Mimuni, si suicida nel Cie di Ponte Galeria a Roma impiccandosi con un maglione. In Italia da molti anni, sarebbe stata espulsa l'indomani. Il suo corpo è ritrovato dalla sua compagna di cella, alle sei del mattino. Tutte le detenute cominciano uno sciopero della fame che si estende anche al settore degli uomini (Fonte: Marginalia)

Vicenza, 8 maggio: un italiano di 60 anni malmena una quarantaseienne marocchina perché ha il volto coperto da una mascherina sanitaria per motivi di salute. La donna, dimessa dall'ospedale con una prognosi di trenta giorni per denti rotti e contusioni varie, denuncia il suo aggressore che viene arrestato (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

GIUGNO

Mese di panico tra le donne che lavorano come colf e come “badanti” nelle case italiane: con l’approssimarsi dell’approvazione del DdLsulla “sicurezza”, infatti, 600mila tra colf e badanti rischiano l’espulsione e pene pecuniarie consistenti.

Roma, 6 giugno: una giovane donna romena di 24 anni, prostituta, viene sgozzata in un albergo da un suo cliente abituale italiano, Massimo Romagnoli, di 25 anni (Fonte: il Corriere)

Bari, 10 giugno:Vira Orlova, 39 anni, originaria dell’Ucraina, badante a Bari, muore per un’emorragia in seguito ad un aborto spontaneo. La donna non si era recata al pronto soccorso per paura di essere denunciata in quanto priva di permesso di soggiorno (Fonte: Storie Migranti)

Milano, 15 giugno: due finanzieri di 25 e 30 anni, durante un controllo di servizio costringono ad un rapporto orale una prostituta ventenne di origini romene (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

LUGLIO

Milano, 7 luglio: il Tribunale civile accoglie il ricorso di una donna ecuadoregna contro il Comune di Milano che non vuole accettare l’iscrizione di suo figlio alle scuole estive in quanto la madre è priva del permesso di soggiorno. La donna vincerà il ricorso ma il Comune le chiederà anche il pagamento dei giorni in cui il figlio non ha potuto frequentare il Centro estivo in attesa del ricorso (Fonte: Proletari@)

Torino, 23 luglio: una donna nigeriana viene aggredita, presa a sassate e insultata in un giardinetto da un gruppo di anziani italiani, dopo che il suo bambino con problemi di autismo aveva tirato una pietra verso il gruppo. “Porta quel bastardo di tuo figlio in manico- mio” e “Torna al tuo paese” le frasi che le sono state rivolte (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

AGOSTO

Ponte San Pietro, 7 agosto: Fatima, una ventisettenne originaria del Marocco, si suicida gettandosi nel fiume Brembo, nel bergamasco, perché terrorizzata dalla condizione di “clandestina” in cui l’ha gettata il DdL sulla “sicurezza” (Fonte: Il Manifesto)

Milano, 21/28 agosto: durante una delle prime udienze del processo ai 14 detenuti del Cie di via Corelli per la rivolta del 13 agosto, all’arrivo dell’ispettore-capo del Cie, Vittorio Addesso, due delle cinque donne arrestate, di origine nigeriana, Joy ed Hellen, ricordano come, all’inizio di agosto, costui sia entrato di notte nella loro stanza e si sia gettato addosso a Joy palpeggiandola. Nei giorni precedenti l’ispettore le aveva proposto la libertà in cambio di un rapporto sessuale; sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona (Fonte: Macerie)

OTTOBRE

Genova, 23 ottobre: Giuseppe Comparone, direttore del carcere femminile di Genova Pontedecimo, viene sospeso per aver abusato sessualmente di una detenuta marocchina (Fonte: il Corriere)

Bologna, 28 novembre: una giovane donna proveniente dalla Costa D'Avorio, Salmata Bamba, viene portata su due piedi nel Cie di via Mattei dopo esser stata arrestata in questura dove si era recata per ultimare le pratiche di regolarizzazione (Fonte: Marginalia)

NOVEMBRE

Roma, 3 novembre: viene arrestato un tecnico radiologo che, spacciandosi per medico, violentava le pazienti dopo averle narcotizzate. Fra le sue vittime, almeno due donne migranti, una di origine ucraina e una albanese. Sarà la denuncia di quest’ultima a determinarne l’arresto (Fonte: il Messaggero)

Da quattro mesi due donne, una russa ed una brasiliana sposata con un italiano, sono rinchiuse nel Cie milanese di via Corelli. Come tante altre detenute, attirano le attenzioni sessuali dell'ispettore capo Vittorio Addesso, attenzioni che le due donne rifiutano, ripetutamente. Ecco perchè, ci dicono, l'ispettore non fa che trattenerle, rinnovando loro la detenzione: "Vi terrò qui tutti i sei mesi", dice Addesso. La donna brasiliana, che sta ancora aspettando l'arrivo dei documenti dall'ambasciata, qualche settimana fa, al colmo della disperazione, si è cosparsa di benzina e ha tentato di darsi fuoco.

La violenza razzista contro donne e uomini migranti trova spesso connivenze e complicità anche fra le donne italiane, come dimostrano alcuni fatti che riportiamo:

Ponticelli, 10 maggio 2008: Flora Martinelli, napoletana di 27 anni, accusa ingiustamente una donna rom di aver cercato di rapire la sua bambina. Nell’arco di pochi giorni la popolazione locale assalta e incendia cinque campi rom. Di lì a breve si scopriranno gli interessi della camorra nelle zone in cui si trovano i campi rom incendiati (Fonte: il Manifesto)

Torino, 24 novembre: Elena Cavallo viene condannata per aver ripetutamente aggredito e insultato, a partire dal 2005, una donna di origine marocchine, urlandole frasi del tipo “Sei una sporca negra. Bisognerebe tornare ai tempi di Hitler ...” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

Udine, 23 settembre: una donna originaria del Congo, fuori dalla scuola frequentata dai figli, viene insultata e picchiata a calci e pugni da tre italiane per un parcheggio maldestro, con frasi tipo “Brutta negra torna in Africa” (Fonte: Osservatorio sul razzismo in Italia)

NOI NON SIAMO COMPLICI!

noinonsiamocomplici.noblogs.org

Non importa..

No Comments »

L’omofobia e’ una malattia dalla quale si può guarire” è una delle frasi ad effetto della nuova campagna contro l'omofobia promossa dal Ministero delle Pari Opportunità. E' proprio di questi giorni l'uscita del nuovo spot televisivo dal titolo “Rifiuta l'omofobia, non essere tu quello diverso”.

L'intento generale pare essere quello di promuovere una cultura non omofobica e tollerante. Ma in realtà lo spot ci sembra l'ennesima riprova della politica di questo governo fatta di immagini e frasi ad effetto ma con poca sostanza e prive di un'effetiva messa in pratica. Inoltre se andiamo ad analizzare i contenuti proposti in questo video notiamo un uso del concetto di “diverso” che solleva alcune problematiche. Lo spot ci suggerisce che “nella vita certe differenze non devono contare” come dire da una parte tu omosessuale nascondi la tua sessualità, d'altra a te eterosessuale non ti deve interessare l'orientamento sessuale della persona che hai davanti. Pare che il concetto di uguaglianza debba implicare un annullamento delle differenze viste sempre come negative. D'altra parte lo spot è ambientato in una situazione di emergenza nella quale le persone coinvolte vittime di un incidente hanno bisogno di assistenza medica. In questa situazione di certo non ti interessano le tendenze sessuale di chi eventualmente ti salva la vita proprio perchè devi usufruire di un servizio o competenza. Ma inserite/i nella reale relazione con un'altra persona quella crocetta sul “non importa”ha delle ripercussioni. Perchè non arricchirci attraverso i racconti di una persona che ha esperienze diverse dalle mie?Perchè nascondere le differenze?

Anche nell'ultimo slogan “non essere tu quello diverso”(non interessarti alla diversità) emerge una concezione della differenza come un qualcosa di esclusivamente negativo da cui fuggire.

Come a suggerire allo spettatore che se vuole essere (o rimanere) normale non solo non deve esprimere la sua omofobia ma nemmeno interessarsi all'orientamento sessuale di chi gli sta intorno.

Insomma, se la normalità prima era l'essere eterosessuali ora è l'essere totalmente indifferenti.

Resta il fatto che in questo paese gli omosessuali e transessuali vengono discriminati sia nella vita quotidiana che a livello legislativo ed istituzionale.

E' evidente che in Italia c'è una grande differenza tra il portare il 42/43 di scarpe e l'essere etero o omosessuali,no?


http://www.youtube.com/watch?v=tJuY9UTcluY&feature=popular


Marti e Lu

da pagina/13 del 12/11/2009

http://pagina3dici.blogspot.com/