

Resta la necessità impellente di combattere l’odio e l’intolleranza, di tracciare strade che tendano alla pace e all’accettazione […]So che bisogna farlo ORA, che bisogna farlo NELLA MIA CITTA’ e so che dobbiamo farlo NOI. Noi che conosciamo ancora il valore di una stretta di mano all’Altro, noi che non abbiamo bisogno di girare in centro in branco per sentirci forti, noi che abbiamo il coraggio di volare anche fino all’altro capo del mondo per costruire un’amicizia, noi che non scordiamo e utilizziamo la memoria per edificare e non distruggere ancora e ancora, noi che siamo e saremo ANTIFASCISTI/E E CONTRO LA VIOLENZA SEMPRE e che non accetteremo MAI di abbassarci ai loro livelli.
Archive for maggio 2008
17-05-08 Nicola è ognuno di noi
DONNE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Da anni un gruppo di donne e madri, grazie anche all'insipienza e all'incapacità di questa Amministarzione Comunale e degli uffici Casa preposti, è costretto a vivere in alloggi Ater occupati, in condizioni di estrema precarietà, con l'incubo costante dello sgombero. Non si tratta di cittadine extracomunitarie o di "perfide" rom, ma di giovani donne veneziane con figli minorenni nati sotto le ali del "leon".
Quando il diritto all'abitare diventa un privilegio non ci sono case nè per i cittadini stranieri nè per i veneziani.
La guerra tra poveri che così può innescarsi ostacola e preclude la soddisfazione di un diritto universale di cittadinanza come la casa.
Da giovedì 22 Maggio queste donne occupano simbolicamente uno spazio importante del centro storico di Venezia.
Vengono difese e sostenute dal comitato Casa Santa Margherita, dal Sindacato Unine Inquilini, dai militanti del partito di Rifondazione Comunista.
Si sono installate in uno dei salotti di Venezia perchè da anni sono accampate in attesa di un alloggio pubblico. Secondo questa Amministrazione, targata partito Democratico, le case pubbliche sono poche. Forse è anche vero ma se non si restaurano quelle vuote e si vendono 170 alloggi per acquistarne poi 30 (strepitoso il cespite di guadagno) quelle poche saranno sempre meno e l'emergenza casa non potrà che aumentare. La precedenteAmministarzione comunale per casi analoghi era riuscita a trovare un'accordo con l'Ater - sanando di fatto situazioni di occupazione - dimostrando che si possono superare i limiti assurdi della Legge regionale vigente.
Reiterare il male è diabolico ma ripetere una cosa giusta è senz'altro un bene.
Le donne che difendono il loro diritto all'abitare chiedono:
* un incontro urgente con il Sindaco Cacciari e con l'Assessora Mara Rumiz
* l'avvio da parte del Comune di Venezia di una trattativa con l'Ater e con la Giunta Regionale per sanare quei casi di occupazione evidentemente determinati da gravi problemi sociali
* il ripristino del punto d'ascolto (URP) in Assessorato Casa per tutti gli utenti
* il rilancio delle politiche comunali sul problema della casa
donne e mammme veneziane
L'iniziativa è sostenuta dal collettivo VENGOPRIMA!
Quante cristiane bugie
Legge 194
Angela Azzaro
Nell'editoriale di Famiglia cristiana di questa settimana quello che dà più fastidio non è tanto l'attacco alla legge 194 e la richiesta rivolta al Parlamento perché la modifichi visto che ci sono i numeri. E' un leit motiv che sentiamo ogni giorno, da destra e anche dal Pd. No, non è questo. Non è neanche il fatto che avviene a poche ore dal trentesimo anniversario della sua approvazione, il 22 maggio del 1978. Quello che dà più fastidio sono le motivazioni: cioè una falsificazione della realtà. Secondo il settimanale cattolico, la normativa che regola l'accesso all'interruzione di gravidanza sarebbe responsabile «dell'inverno demografico», cioè del fatto che nascono meno bambini e bambine.
Non è così. E i dati lo dimostrano. La legge ha avuto un altro scopo: quello di impedire alle donne di morire sotto i ferri delle mammane. E un altro risultato: da quando esiste gli interventi sono dimezzati. Per Famiglia cristiana questi dati non valgono, non vale la vita delle donne che si sono potute salvare. La loro vita conta zero. Vale invece l'ideologia da imporre contro la scelta delle donne, il loro corpo, il loro desiderio.
Ma come mai un giornale che si presume serio arriva a dire cose non vere? Qual è l'obiettivo? L'obiettivo è evidente. Non è attaccare la legge in quanto tale, ma il valore che in questi trent'anni di vita ha assunto: l'autodeterminazione delle donne sul loro corpo, la loro libertà di scelta. E' questo che dà fastidio, è questo che si vuole cancellare, ristabilendo un dominio storico.
La legge, quando fu approvata, fu il frutto di un compromesso tra Dc, Partito comunista e movimento delle donne, a sua volta diviso tra chi voleva una normativa e chi chiedeva la depenalizzazione. Non è la migliore legge possibile. Ha tanti nei che hanno permesso ai suoi detrattori di svuotarla sistematicamente dall'interno. Nonostante tutto è riuscita, grazie al movimento delle donne che si è battuto per far uscire l'aborto dalla clandestinità, a diventare una legge importante. Ma oggi coloro che si battono per difendere l'autodeterminazione vengono descritte da Famiglia cristiana come «frange di femministe fuori dalla storia».
20/05/2008 da Liberazione
Comunicato e invito dall'assemblea cittadina
Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.
Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.
Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.
Assemblea aperta cittadina di Verona
