Alcune donne dopo un trauma, come lo stupro, rimuovo l’accaduto.Fanno finta di niente,la mente si protegge da ciò che è avvenuto.Non potrebbe sopportarlo.Così attente a queste violenze, non ci siamo rese conto, non ci rendiamo conto della violenza che questa cultura fa su di noi in ogni istante attraverso i concetti.E’ uno stupro violento ma silenzioso, passa dalle nostre labbra che ieri li hanno fatti entrare e oggi li difendono.Ma noi questa violenza non l’abbiamo rimossa,per noi è normale.Non ci sono segni di questa aggressione,non visibili,non riconoscibili.I concetti sono il nostro mondo,il linguaggio ci permette di rappresentarlo dentro di noi.E’ quello che siamo,che vediamo, che facciamo.Ce li hanno presentati sempre come cose così astratte ma non poter essere toccate ne modificate.D’altronde i concetti li abbiamo formulati noi(?)e da quando siamo nate sono il nostro mondo.E allora di cosa aver paura?Non possiamo certo subire una violenza da qualcosa di astratto e tanto meno se è qualcosa di così NOSTRO(?)
Sento le mie labbra che vomitano.Non c’e più niente da fare devo trovare altre parole per esprimere quello che sono.Io non sono questo, sono altro.Questo non è mio non mi appartiene.Guardo il mio corpo allo specchio ed inizio a vedere i segni di questa violenza lenta e pervasiva.Devo stare in silenzio fino a trovare parole nuove.Parole mie.
Non possono essere di certo loro a violentarmi.Quei concetti che fanno parte della mia storia.Con loro sono cresciuta.Li voglio lì accanto a me: VOGLIO UNA FAMIGLIA.VOGLIO UN MATRIMONIO.Non possono essere di certo loro a violentarmi.Quei concetti sono io.
Mi guardo e riguardo.C’è solo un corpo solo.Vulnerabile.Come non averla denunciata prima questa violenza?Mi guardo e mi riguardo.Le mie labbra me lo suggeriscono.Sono lì aperte.Ci hanno prese e violentate ma noi li abbiamo fatti entrare.
Ludmila
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